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PONTIFICIO CONSIGLIO
PER LA PROMOZIONE DELL'UNITÀ DEI CRISTIANI

RAPPORTO DI MONS. DONALD BOLEN

Le relazioni con la Comunione Anglicana

 

Un membro di lunga data della Commissione mista internazionale cattolica-anglicana [Anglican - Roman Catholic International Commission, ARCIC], il P. Edward Yarnold, S.I., formulò una volta il seguente principio: "se uno scisma si concretizza in x anni, si può ragionevolmente presumere che, per sanarlo, occorra moltiplicare per 100 gli anni che sono stati necessari a realizzarlo". La riconciliazione delle Chiese separate è resa in parte così complessa dal fatto che essa non comporta soltanto la risoluzione di quelle questioni che sono state originariamente causa di disputa. Si deve anche stabilire una sorta di ponte tra gli importanti sviluppi nella storia della separazione, ed imparare a camminare insieme nel contesto dell'oggi.

Crescere insieme nell'unità comporta inevitabilmente un'attenzione - ed una adeguata risposta, quando appropriata - agli sviluppi interni alla vita ecclesiale del partner di dialogo. I mezzi di comunicazione sociale hanno dato ampio spazio alle forti tensioni, che si sono verificate negli ultimi tre anni nell'ambito della Comunione Anglicana, relative alla sessualità umana, alle strutture di autorità e decisionali. La Comunione Anglicana ha preso delle iniziative per affrontare tali tensioni, ed essa stessa sta vivendo un processo di discernimento, che non riguarda soltanto importanti questioni morali e le strutture dell'autorità, ma anche la natura ed i criteri di riferimento della Comunione Anglicana stessa.

In tale processo, l'Arcivescovo di Canterbury e l'Anglican Communion Office a Londra si sono adoperati a mantenere dei contatti stretti con i loro partner di dialogo, tra i quali la Chiesa cattolica, ricercando in vari modi un sostegno efficace. Importanti rappresentanti anglicani hanno dato voce al desiderio della loro Comunione che, nel processo di discernimento in corso, non vada perduto ciò che è stato raggiunto in decenni d'intenso dialogo, e che non si dimentichi quell'insieme costruttivo costituito dai documenti elaborati dall'ARCIC. Non di meno, il quadro entro il quale vanno portate avanti e sviluppate le relazioni ecumeniche, è un quadro complesso che solleva questioni fondamentali per gli anglicani stessi oltre che per i loro partner di dialogo. In un tale contesto che cosa significa essere un partner ecumenico fedele, fedele a Cristo, il quale vuole l'unità dei suoi discepoli, e fedele l'uno all'altro? Quale funzione possono avere i testi ecumenici e le convergenze in questo processo di discernimento? Quali passi possiamo intraprendere attualmente e quando dobbiamo invece attendere con pazienza una maggiore chiarezza prima di prendere delle iniziative?
Tralasciando di esporre i numerosi sviluppi che si sono verificati lo scorso anno all'interno della Comunione Anglicana e che hanno inciso sulle relazioni con la Chiesa cattolica, queste note si concentrano sulla visita a Roma, lo scorso novembre 2006, dell'Arcivescovo di Canterbury, il Dott. Rowan Williams. I principali testi relativi a tale visita, di Papa Benedetto XVI, dell'Arcivescovo e del Cardinale Kasper si riferiscono alle questioni che abbiamo elencato sopra e permettono di gettare uno sguardo sulla situazione attuale delle relazioni cattoliche-anglicane.

La visita dell'Arcivescovo di Canterbury

Subito dopo la sua elezione ad Arcivescovo di Canterbury, il Dott. Williams ha fatto brevemente visita a Papa Giovanni Paolo II (ottobre 2003), ed è stato presente alle sue esequie; egli è tornato poi a Roma per l'inizio solenne del Pontificato di Papa Benedetto XVI. Il viaggio a Roma dello scorso novembre ha rappresentato tuttavia la prima visita formale dell'Arcivescovo, ed essa aveva lo scopo di discutere delle relazioni tra la Chiesa cattolica e la Comunione Anglicana, e dei modi di approfondirle. Le sue date sono state fissate anche nell'intento di commemorare il quarantesimo anniversario della visita a Papa Paolo VI dell'Arcivescovo di Canterbury, Dott. Michael Ramsey (1966), che aveva segnato l'inizio di un dialogo internazionale ufficiale tra anglicani e cattolici. Negli stessi giorni della visita si celebrava un ulteriore anniversario, i quarant'anni della creazione dell'Anglican Centre a Roma.

Il 23 novembre 2006, l'Arcivescovo Williams ha incontrato Papa Benedetto per un colloquio privato a cui ha fatto seguito uno scambio di messaggi e la firma di una Dichiarazione comune, la sesta firmata da un Papa e da un Arcivescovo di Canterbury, e la prima negli ultimi dieci anni. Il Papa e l'Arcivescovo, assieme ad una delegazione più allargata di rappresentanti anglicani e cattolici, hanno pregato insieme l'Ora Media. Durante la sua visita, l'Arcivescovo ha incontrato anche il Cardinale Walter Kasper e ha preso parte a delle riunioni presso il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. La visita ha inoltre permesso varie occasioni di preghiera in comune, come i Vespri celebrati nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva e nella chiesa di San Bartolomeo all'Isola Tiberina. Tra i temi trattati durante la visita si annoverano: la gratitudine al Signore per quanto egli ha permesso di realizzare nelle relazioni cattoliche-anglicane a partire dal Concilio Vaticano II, i nuovi sviluppi all'interno della Comunione Anglicana e le loro ripercussioni ecumeniche, la necessità di continuare il dialogo, e le iniziative pratiche che potrebbero essere realizzate nell'attuale contesto.

40 anni di dialogo: gratitudine al Signore

Nel suo discorso all'Arcivescovo di Canterbury, Papa Benedetto ha fatto la seguente osservazione: "molto di quanto è stato realizzato nelle nostre relazioni negli ultimi 40 anni è motivo per rendere grazie", come l'incoraggiante ricerca dell'ARCIC, l'amicizia ed i buoni rapporti tra anglicani e cattolici in molti luoghi, ed il progresso nelle relazioni che ha permesso una testimonianza condivisa al Vangelo di Gesù Cristo. La Dichiarazione comune afferma al riguardo: "Noi celebriamo il buono che è derivato da questi quattro decenni di dialogo. Siamo grati a Dio per i doni di grazia che li hanno accompagnati". I vari discorsi e omelie pronunciati durante la visita hanno evidenziato ciò che anglicani e cattolici hanno in comune per quanto riguarda le fondamenta stesse dalla fede cristiana: la loro fede condivisa nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo; il battesimo comune in Cristo; le Sacre Scritture; le professioni di fede della Chiesa primitiva; un comune retaggio che comprende scritti patristici e tradizioni liturgiche, teologia, spiritualità e missione; una tradizione condivisa di santi e di martiri.

Proclamare la verità nell'amore: affrontare i recenti sviluppi

Uno dei benefici di un dialogo ecumenico che può contare su lunghi anni di esperienza, è la possibilità di parlare con franchezza, in spirito di amicizia, delle sfide poste alle nostre relazioni. Durante la recente visita dell'Arcivescovo di Canterbury a Roma, né da parte anglicana né da parte cattolica vi è stato il tentativo di eludere le differenze che ancora permangono, e neppure si è cercato di minimizzare l'importanza delle decisioni che attendono la Comunione Anglicana. Papa Benedetto, nel suo discorso, ha notato che l'Arcivescovo di Canterbury stesso si era espresso apertamente "circa le tensioni e le difficoltà che attraversavano la Comunione Anglicana". "Recenti sviluppi - ha affermato poi il Santo Padre - specialmente a riguardo del ministero ordinato, e alcuni insegnamenti di morale, hanno inciso non soltanto sulle relazioni interne alla Comunione Anglicana, ma anche sulle relazioni tra la Comunione Anglicana e la Chiesa cattolica. Noi crediamo che tali questioni, attualmente dibattute nella Comunione Anglicana, sono di importanza vitale per la predicazione del Vangelo nella sua integrità, e che il vostro attuale dibattito inciderà profondamente sul futuro delle nostre relazioni". Papa Benedetto ha anche aggiunto che, nel contesto di tali decisioni, "noi vi accompagniamo con fervente preghiera".

Da parte sua, l'Arcivescovo Williams ha notato che il cammino verso l'unità "non è facile, e che le controversie su come applicare il Vangelo alle sfide imposte dalla società moderna può spesso oscurare o persino costituire una minaccia per i traguardi raggiunti dal dialogo, la testimonianza ed il servizio comuni". Indicando che "soltanto una stabile base di amicizia in Cristo" può permettere di dialogare con onestà e discernere come procedere, l'Arcivescovo ha assicurato Papa Benedetto della sua disponibilità "ad ascoltare e comprendere le preoccupazioni che Ella desidererà condividere con me". Sembra opportuno notare che, in risposta alle decisioni prese nell'ambito delle Provincie anglicane negli Stati Uniti e in Canada, che hanno scatenato l'attuale tensione, la Comunione Anglicana, ha continuato ad affermare, attraverso i suoi strumenti ufficiali, il tradizionale insegnamento cristiano sul matrimonio e la sessualità.

La necessità di continuare il dialogo

Nella loro Dichiarazione comune, dopo aver preso atto delle sfide che pongono alle relazioni cattoliche-anglicane i recenti avvenimenti, Papa Benedetto e l'Arcivescovo di Canterbury hanno affermato "l'urgenza", nel rinnovare il nostro impegno verso la piena unità visibile, "di impegnarci anche a continuare il dialogo sulle importanti questioni connesse all'emergere di fattori ecclesiologici ed etici che rendono tale cammino più difficile ed arduo". Come il Cardinale Kasper aveva già notato nel 2003, "proprio quando esistono dei problemi, la necessità di dialogare è anche maggiore". Di conseguenza, durante la visita, l'Arcivescovo ed il Cardinale Kasper hanno espresso soddisfazione per la conclusione del secondo ciclo del lavoro dell'arcic, ed hanno discusso i progetti per la prosecuzione del dialogo cattolico-anglicano. In questo contesto, è stato deciso di nominare una Commissione preparatoria, che dovrebbe incontrarsi nel 2007 per riflettere sul successivo ciclo del dialogo teologico.

Alla celebrazione ecumenica in Santa Maria sopra Minerva il Cardinale Kasper e l'Arcivescovo Williams hanno entrambi pronunciato una breve omelia, riferendosi alle utili prospettive di quanto è stato compiuto e si sta compiendo verso la riconciliazione per mezzo del dialogo. Il Cardinale Kasper ha notato che nel riconoscere, come abbiamo riconosciuto, lo Spirito Santo all'opera negli uni e negli altri, siamo anche pervenuti a discernere le nostre ferite e le debolezze. Per secoli, siamo stati svelti a giudicare aspramente le nostre reciproche debolezze. Tuttavia, negli ultimi decenni "abbiamo cominciato ad imparare - e mi affretto ad aggiungere che è stato un imparare reciproco - che cosa significa camminare con l'altro nel mezzo di difficoltà, e che cosa significa portare i pesi dell'altro". Ciò costituisce in sé un modo di testimoniare al mondo i requisiti di una genuina riconciliazione. A sua volta, l'Arcivescovo Williams, nella sua riflessione sul quarto capitolo della Seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi, ha diffidato dal giudicare con parametri umani i successi ed i fallimenti del nostro dialogo teologico e delle nostre relazioni. San Paolo ci esorta a portare nel nostro corpo la morte di Gesù, affinché la Sua vita si manifesti nel nostro corpo (cfr 2 Cor 4, 10), il che ci dà uno standard molto diverso per giudicare successi e fallimenti. In ogni scambio tra le Comunità cristiane "il solo e reale fallimento consiste nel perdere di vista la Croce di Cristo".

I prossimi passi

Sin dall'inizio della visita è emersa la questione dei passi opportuni da fare nell'attuale contesto per rafforzare le relazioni tra cattolici ed anglicani. Nella loro Dichiarazione comune, Papa Benedetto e l'Arcivescovo Williams, hanno identificato ampi spazi di testimonianza e di servizio che richiedono una più stretta collaborazione, tra i quali l'azione di pacificazione in Terra Santa e in altre parti del mondo sconvolte dai conflitti, la promozione del rispetto per la vita dal suo concepimento e fino alla morte naturale, la mano tesa ai poveri, la cura per l'ambiente, l'impegno nel dialogo interreligioso, e nell'affrontare gli effetti negativi del materialismo.

La Dichiarazione comune contiene anche un riferimento alla prossima pubblicazione del documento elaborato dalla Commissione Internazionale cattolica - anglicana per l'unità e la missione [International Anglican - Roman Catholic Commission for Unity and Mission, IARCCUM], composta per la maggior parte da rappresentanti dell'episcopato. Il documento intitolato: Growing Together in Unity and Mission: Building on 40 Years of Anglican - Roman Catholic Dialogue [Crescere Insieme nell'Unità e nella Missione: costruire su 40 anni di dialogo cattolico-anglicano], offre una sintesi dei testi di convergenza elaborati durante i primi due cicli dell'arcic; esso suggerisce inoltre delle iniziative pratiche da realizzare sulla base del livello di accordo raggiunto. I membri della Commissione sono profondamente convinti che, anche in un periodo di incertezza, la missione affidataci da Cristo ci obbliga e ci impone di approfondire la nostra fraternità nella vita e nella missione, nei modi che responsabilmente si aprono davanti a noi. Tenendo conto del notevole divario esistente nelle relazioni tra cattolici ed anglicani nelle varie parti del mondo, il testo sottolinea la necessità del discernimento nel determinare le iniziative pratiche appropriate ad ogni situazione locale o nazionale. Il documento sarà reso pubblico prossimamente, accompagnato da un commento cattolico, in modo che esso possa essere studiato e suscitare un dibattito tra cattolici ed anglicani nei vari contesti.

Conclusione

La Comunione Anglicana attraversa un periodo di grande incertezza. Le relazioni ecumeniche si costruiscono sul riconoscimento di un livello di fede condivisa, e quando un partner di dialogo deve affrontare un serio processo di discernimento, quando è in discussione la natura della relazione tra le Chiese o Comunioni, i rapporti ecumenici subiscono un contraccolpo. Nel 2006 anche la Chiesa d'Inghilterra ha avviato un processo di discernimento in vista di decidere se essa intende o no unirsi ad alcune Provincie anglicane autorizzando l'ordinazione delle donne all'episcopato - una decisione che complicherebbe ulteriormente le relazioni con la Chiesa cattolica.

A fronte di queste tensioni, che hanno in sé anche i primi segni di una frammentazione, si possono rilevare positivi sviluppi che si stanno realizzando, tra i quali spicca la preparazione di un Alleanza Anglicana, atto che dovrebbe affermare con una certa chiarezza ciò che gli anglicani credono e ciò che mantiene insieme le Provincie della Comunione. Un incoraggiamento è inoltre offerto dall'impegno della Comunione Anglicana, durante il suo processo di discernimento, nel prendere in seria considerazione il punto di vista dei suoi partner di dialogo.

A metà del prossimo mese di febbraio, i Primati della Comunione Anglicana si incontreranno in Tanzania. Si tratterà della prima riunione plenaria di Primati negli ultimi due anni, ed essa permetterà un'importante verifica delle iniziative prese per rafforzare i legami delle Provincie anglicane tra di loro. La Conferenza di Lambeth è prevista per il luglio 2008.

In una certa misura anche il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani attende di vedere, mantenendo un atteggiamento ricettivo circa i modi appropriati per realizzare una testimonianza ed un servizio comuni, ed accompagnando il processo di discernimento anglicano con la preghiera ed anche con il dialogo sulle questioni che sono al centro dell'attuale dibattito. In vari contesti, autorevoli rappresentanti cattolici hanno espresso la speranza che la Comunione Anglicana possa rafforzare i suoi legami ecclesiali e che, in quanto Comunione, mantenga la lunga tradizione della Chiesa nelle questioni attualmente dibattute. Nell'incertezza del momento, coloro che sono impegnati delle relazioni cattoliche-anglicane, possono pregare con le parole di John Henry Newman, nel suo Inno, "Lead Kindly Light: "Accorda il tuo passo al mio; non chiedere di vedere ciò che è distante; un solo passo è sufficiente per me".

 

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