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PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL'UNITÀ DEI CRISTIANI

RAPPORTO DI MONS. ELEUTERIO F. FORTINO

Nuova fase del dialogo teologico cattolico ortodosso

 

Con la IX sessione plenaria della Commissione Mista Internazionale (Belgrado, 18-25 settembre 2006) il dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme, ha imboccato in maniera positiva una nuova fase. Ha studiato un testo che fa da prologo alla questione più rilevante del contenzioso fra cattolici e ortodossi: il ruolo del Vescovo di Roma nella Chiesa di Dio e nella comunione fra le Chiese. Il tema studiato è così formulato: "Conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa: conciliarità e autorità nella Chiesa". Il Comunicato divulgato alla fine dell'incontro ha informato che "la Commissione Mista è composta da 30 membri ortodossi e 30 cattolici (Cardinali, Metropoliti, Vescovi, sacerdoti e teologi laici). Essa è guidata da due co-presidenti (il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, ed il Metropolita Joannis di Pergamo del Patriarcato Ecumenico) e assistita da due co-segretari (il Metropolita Gennadios di Sassima del Patriarcato Ecumenico e Mons. Eleuterio F. Fortino del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani)". Il comunicato precisa che "l'intera delegazione cattolica era presente all'incontro di Belgrado, ad eccezione di due membri impediti a prenderne parte. I membri ortodossi rappresentavano il Patriarcato Ecumenico, il Patriarcato di Alessandria e di Tutta l'Africa, il Patriarcato di Antiochia, il Patriarcato di Gerusalemme, il Patriarcato di Mosca, il Patriarcato di Serbia, il Patriarcato di Romania, il Patriarcato di Georgia, la Chiesa di Cipro, la Chiesa di Grecia, la Chiesa di Polonia, la Chiesa di Albania, la Chiesa di Cechia e Slovacchia e la Chiesa di Finlandia". La piena partecipazione dei membri costituiva il primo elemento positivo dell'apertura della nuova fase. Va anche notato che le due delegazioni, cattolica e ortodossa, per questa nuova fase sono state sostanzialmente rinnovate con nuovi membri.

La preparazione

È ripreso così il dialogo, dopo sei anni dall'ultima sessione di Baltimora (9-19 luglio 2000), in cui non era stato possibile raggiungere alcun accordo. La riflessione in ciascuna Chiesa ed il contatto bilaterale tra le singole Chiese, com'era stato richiesto a Baltimora ai membri della Commissione Mista, ha creato le condizioni positive per questo nuovo passo. A ciò ha contribuito una costante azione di incoraggiamento da parte di S.S. Giovanni Paolo II, di S.S. Benedetto XVI e del Patriarca di Costantinopoli S.S. Bartolomeo I, nella prospettiva di riallacciarsi alla tematica della prima fase che aveva prodotto tre importanti documenti: "Il mistero della Chiesa e dell'Eucaristia alla luce del mistero della Santa Trinità" (Monaco di Baviera 1982), "Fede, Sacramenti e unità della Chiesa" (Bari 1987), "Il sacramento dell'Ordine nella struttura sacramentale della Chiesa, in particolare l'importanza della successione apostolica per la santificazione e l'unità del popolo di Dio" (Monastero di Uusi Valamo, Finlandia, 1988).

Il Comitato Misto della Commissione Internazionale, raccogliendo il nuovo spirito che andava creandosi, è stato convocato a Roma (13-15 dicembre 2005) per organizzare la sessione plenaria, soprattutto per concordare la tematica e l'impostazione dello studio da fare. Il Comitato aveva stabilito che la nuova fase dovesse essere "in continuità con i documenti già concordati dalla Commissione". Inoltre ha ricordato che "il contesto generale del suo lavoro è la teologia della koinonia, o comunione, e che tale contesto necessita di essere rafforzato con uno studio ulteriore per permettere di approfondire il dibattito". Poco prima (11-13 settembre 2005) i rappresentanti ortodossi nella Commissione Mista, su invito del Patriarca Bartolomeo I, si erano incontrati al Fanar-Istanbul "allo scopo di esaminare la questione del proseguimento di questo dialogo teologico e delle sue prospettive future". Il comunicato divulgato a conclusione dell'incontro informava: "Tutti i rappresentanti delle Chiese Ortodosse hanno concordato che la necessità di continuare il dialogo teologico sorge dal dovere di tutti di ubbidire al comandamento del Signore di promuovere l'unità".

La tematica discussa

Il Comitato Misto di Coordinamento della Commissione Internazionale nell'incontro del dicembre 2005 aveva concordato che la sessione plenaria da tenere a Belgrado avrebbe preso in esame "il testo preparato nell'incontro del Comitato Misto riunitosi a Mosca nel 1990, documento che non era stato mai discusso dalla plenaria della Commissione". Il comunicato dato alla stampa dopo l'incontro di Belgrado ne spiega la ragione. Il testo "sarebbe dovuto essere presentato nella sessione plenaria della commissione mista a Freising (giugno 1990), ma non è stato discusso allora né in seguito poiché gli eventi che hanno avuto luogo allora nell'Europa dell'Est hanno obbligato la Commissione ad affrontare la questione dell'"uniatismo" in relazione al dialogo ecumenico". Quello studio ha permesso alla Commissione di pubblicare il documento "L'uniatismo, metodo di unità del passato, e l'attuale ricerca della piena unità" (Balamand 1993). Tale testo presentava alcuni principi per un accordo sul tema. Il sofferto processo di ricezione tanto nella Chiesa cattolica, quanto nelle Chiese ortodosse, quanto nell'ambito della stessa Commissione mista, ha rallentato il ritmo del dialogo, anche perché quel documento non è mai stato recepito ufficialmente da parte della Chiesa cattolica. La ripresa del dialogo è perciò un segno positivo.

La Commissione, raccogliendo le prospettive dei documenti precedenti, ha proseguito lo studio delle conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa, sul tema specifico: "Conciliarità e autorità nella Chiesa a tre livelli della vita ecclesiale: locale, regionale e universale".

La preghiera

La preghiera ha accompagnato l'intera sessione. Questa è stata aperta da una preghiera comune nella Chiesa del Patriarcato di Serbia. È stato celebrato un ufficio liturgico della Chiesa ortodossa serba, seguito dal canto del Veni Creator Spiritus da parte dei membri cattolici. S.S. il Patriarca Pavle ha salutato i membri della Commissione mista con un indirizzo spirituale e esortativo, assicurando la preghiera sua e della Chiesa serba per il successo della sessione. Tra l'altro egli ha detto: "La mia umile preghiera coprirà il vostro dialogo teologico di amore e di verità, per il quale siete riuniti qui. Ciò che è più significativo, e che anzi è più importante di tutto, è che voi siete fortificati dalla grazia dello Spirito Santo, che corregge tutte le nostre manchevolezze e guarisce tutte le nostre debolezze".

Due momenti particolari sono stati: la concelebrazione dei membri ortodossi con la presenza dei membri cattolici e quella dei membri cattolici con la presenza degli ortodossi. Il 21 settembre (8 settembre, festa della Natività di Maria per il calendario giuliano in uso nella Chiesa serba), i membri ortodossi hanno concelebrato la Divina Liturgia alla presenza dei cattolici, nella Chiesa di S. Marco. Sabato 23 settembre, i membri cattolici, alla presenza degli ortodossi, hanno concelebrato nella cattedrale cattolica dell'Assunzione di Maria. Nelle due celebrazioni erano presenti molti fedeli.

Domenica 24 settembre, i membri cattolici hanno concelebrato la Messa nella Chiesa di S. Antonio, servita dai Padri Francescani. Hanno concelebrato l'Arcivescovo S.E. Stanislav Hocevar e il Nunzio Apostolico S. E. Eugenio Sbarbaro i quali hanno contribuito in modo generoso a molti aspetti dell'organizzazione. La sera, prima di un ricevimento nell'Arcivescovado, i due co-presidenti hanno piantato un cedro del Libano, in ricordo dell'incontro e per la crescita della comunione fra cattolici e ortodossi.

Nell'albergo dove erano ospitate le due delegazioni, la Chiesa cattolica locale aveva organizzato in una sala una cappella in cui giornalmente hanno celebrato i cattolici, e dove un gruppo locale ha organizzato una preghiera continua che ha preceduto e accompagnato la sessione.

L'accoglienza

L'accoglienza della Commissione a Belgrado è stata calorosa e nobile tanto da parte della Chiesa Serba che l'aveva invitata e ospitata, quanto da parte delle Autorità civili. Il Comunicato finale emesso dalla Commissione ha sottolineato che "I membri della Commissione hanno profondamente apprezzato la generosa ospitalità della Chiesa ortodossa di Serbia ed essi raccomandano, con particolare intensità, la continuazione dei lavori del dialogo alle preghiere dei fedeli".

Il Primo Ministro Dr. Vojislav Kostunica, e il Presidente della Serbia S.E. Boris Tadic, hanno offerto, ciascuno, una cena nelle rispettive Residenze in onore della Commissione che è rimasta sinceramente grata e ammirata.

Il Primo Ministro ha anche onorato l'apertura ufficiale della sessione e ha rivolto un caloroso discorso in cui tra l'altro ha detto: Le Chiese d'oriente e d'occidente con il loro dialogo stanno offrendo uno straordinario esempio, e questo incontro teologico a Belgrado costituisce un punto di riferimento lungo il cammino. Il più grande dono che può essere fatto all'umanità contemporanea è quello di convincere i popoli, e forse prima di tutto le élite politiche, che il dialogo non ha alternative, e che ogni forma di esercizio della forza, di comando o di imposizione di modelli e soluzioni proprie - principalmente al servizio di interessi personali - lungi dall'edificare la pace, la fiducia, la solidarietà e la cooperazione, distrugge ciò che resta dei ponti tra popoli e comunità che si fronteggiano...".

Proseguimento del dialogo

È stata decisa una prossima sessione per completare lo studio di un testo decisivo per l'orientamento delle future fasi di questo dialogo. Il Comunicato divulgato alla fine della sessione informa che all'inizio della sessione "La Commissione ha nominato un comitato di redazione con l'incarico di emendare il documento sulla base delle numerose osservazioni e commenti espressi durante la discussione del testo". E ha aggiunto che "Il documento così emendato sarà l'oggetto dei dibattiti della prossima sessione plenaria della Commissione che si terrà nel 2007, ospitata dalla Chiesa cattolica".

Il Cardinale Walter Kasper commentando l'insieme della sessione ha dichiarato: "Penso che abbiamo trovato molti punti di contatto, anche se ci sono evidentemente delle difficoltà, che sono ben conosciute. Ma poiché abbiamo discusso in un'atmosfera serena e positiva abbiamo la speranza che si possa ora andare avanti".

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