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PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL'UNITÀ DEI CRISTIANI

RAPPORTO DI P. MILAN ŽUST, S.J.*

Il bilancio di un anno di incontri con le comunità dei Paesi slavi

Un'incoraggiante crescita di fiducia
nei rapporti con le Chiese ortodosse

 

Nella linea del Concilio Vaticano II e dei documenti ecumenici recenti, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ha continuato il suo impegno per l'approfondimento del dialogo e della comunione con le Chiese ortodosse dei Paesi slavi. I rapporti con queste Chiese si situano su piani diversi, che tuttavia contribuiscono tutti alla maggiore conoscenza, che, a sua volta, aiuta a superare i pregiudizi e a crescere nella reciproca fiducia. Gli incontri avvengono a livello ufficiale, nell'ambito del dialogo teologico con la Chiesa ortodossa nel suo insieme, e nei contatti bilaterali, ma non soltanto: convegni internazionali o locali, organizzati anche dalle diocesi, permettono uno scambio regolare e l'approfondimento delle relazioni. Sono importanti anche quei contatti personali che restano per lo più sconosciuti, e che spesso preparano gli incontri a livello più ufficiale. In questo quadro, non si può non citare la preghiera per l'unità dei cristiani, che stabilisce una rete d'interscambio spirituale quanto mai estesa.

Patriarcato di Mosca

Con la Chiesa ortodossa numericamente più grande, i rapporti si sviluppano positivamente, anche se a volte si può ricavare un'impressione diversa dalle esemplificazioni della stampa e degli altri mezzi di comunicazione. I molti incontri bilaterali durante l'anno trascorso sono stati ricchi e costruttivi, e lasciano intravedere un miglioramento delle relazioni, a fronte di eventi che danno l'impressione di uno stallo o di una nuova crisi. Da un giudizio complessivo, valutando i pro e i contro, si può affermare che le relazioni con il Patriarcato di Mosca stanno facendo passi importanti verso una maggiore comunione.

Tra gli eventi positivi, si può senz'altro annoverare la visita in Francia del Patriarca Alessio II, nello scorso mese di ottobre. Sebbene essa abbia soprattutto riguardato il Parlamento Europeo e la locale Comunità ortodossa russa, gli incontri di Alessio II con i rappresentanti e i fedeli della Chiesa cattolica nella Basilica di Notre-Dame a Parigi sono stati importanti, ed apprezzati da entrambe le parti.

Da menzionare inoltre la visita a Roma, all'inizio di dicembre scorso, del Metropolita Kirill, Presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca. Il Metropolita, che si è recato a Roma per un atto liturgico nella nuova chiesa cattedrale per la Comunità russa ortodossa della Capitale, dedicata a santa Caterina d'Alessandria, è stato ricevuto privatamente dal Papa, e ha avuto delle conversazioni con il segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, e con il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

Degni di interesse i diversi incontri bilaterali, soprattutto nel campo della promozione comune dei valori cristiani in Europa e della ricerca teologica, ai quali hanno partecipato diversi dicasteri della curia romana e rappresentanti delle Chiese cattoliche locali. Essi mostrano una convergenza su tali importanti temi, oltre ad essere utili per creare rapporti personali più amichevoli, che - in ultima analisi - costituiscono la base propizia per affrontare le questioni concrete non sempre facili.

Una circostanza che ha creato un sentimento di malcontento dall'una e dall'altra parte, riguarda gli accenni ricorrenti nella stampa su un possibile incontro tra Benedetto XVI e il Patriarca Alessio II, con le conseguenti e continue smentite del Patriarcato di Mosca. Purtroppo episodi di questo genere, di per sé imbarazzanti, e alimentati soprattutto dai mass media, non giovano alla causa ecumenica. L'incontro del Papa con il Patriarca comporta, per la sua realizzazione, una maturazione d'insieme, un progresso più solido nelle relazioni, una conoscenza reciproca più approfondita e matura dei fatti e delle situazioni di oggi. Converrebbe dedicarsi maggiormente alla causa e parlarne di meno. Vi sono molti modi di crescere nella comunione, probabilmente più adatti nella situazione attuale, di quelli che sono messi in rilievo come conditio sine qua non per andare avanti.

L'altra circostanza, che ha causato confusione, è il cosiddetto "incidente di Ravenna" nell'ottobre scorso, durante la sessione plenaria della Commissione mista per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme. Come è noto, la delegazione del Patriarcato di Mosca ha lasciato la sessione a causa della presenza della delegazione della Chiesa ortodossa d'Estonia, non riconosciuta da Mosca. Sebbene queste difficoltà siano interne all'Ortodossia e non coinvolgano direttamente la Chiesa cattolica, l'assenza dei rappresentanti del Patriarcato di Mosca all'importante sessione plenaria di Ravenna non è stata certamente accolta con indifferenza dalla delegazione cattolica. Al contrario, l'incidente ha provocato un profondo rincrescimento, e ha alimentato la volontà di contribuire, per quanto possibile, al superamento di questo conflitto, incoraggiando le due parti a trovare un accordo, affinché il dialogo teologico possa proseguire il suo indispensabile cammino.

Nell'anno appena trascorso le relazioni con la Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca sono state incoraggianti per il futuro dell'impegno ecumenico. L'evento di rilievo da citare è la visita del cardinale Kasper a Kiev nel dicembre 2007, allo scopo di assistere all'inaugurazione della nuova sede del Centro San Clemente, realizzata con il sostegno dei benefattori del Comitato cattolico per la collaborazione culturale con le Chiese ortodosse presso il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Il Centro rappresenta la prima iniziativa ecumenica della Chiesa ortodossa ucraina volta a favorire i rapporti locali con la Chiesa cattolica latina e con la Chiesa greco-cattolica. È importante segnalare che la realizzazione del Centro è stata approvata, oltre che dal metropolita di Kiev e di tutta l'Ucraina, Volodymir, anche dall'arcivescovo di Lviv dei Latini, cardinale Marian Jaworski e dall'arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyc, cardinale Lubomyr Husar.

Il cardinale Kasper ha ricevuto un'accoglienza molto cordiale dal metropolita Volodymir e da vescovi e sacerdoti tra i suoi più stretti collaboratori. Il porporato è stato accompagnato a visitare il monastero delle Grotte di Kiev, ed è stato invitato a pranzo dal Metropolita nella sede della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca. Il presidente del Pontificio Consiglio ha inoltre avuto incontri cordiali e conversazioni utili con l'arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyc, con il coadiutore di Lviv dei Latini, Mieczyslaw Mokrzycki, con l'Istituto di San Tommaso d'Aquino per le Scienze Religiose, retto dai Padri Domenicani e, evento non certo di minore importanza, ha ricevuto un dottorato honoris causa dall'Università "Kievo-Moghilanska Accademia", l'istituzione universitaria statale più illustre ed antica del Paese. Alla cerimonia di inaugurazione del Centro, e alla benedizione dei locali da parte dell'arcivescovo di Poltava, Filipp, responsabile del dipartimento per l'educazione religiosa, la catechesi e la missione della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca, erano anche presenti rappresentanti di spicco dell'Università greco-cattolica di Lvov. Il nunzio apostolico in Ucraina, Monsignor Ivan Jurkovic, il quale ha prestato la sua collaborazione sin dalle prime battute del progetto di Centro, ha partecipato a tutti i momenti della visita del cardinale Kasper, che si è svolta nel migliore dei modi grazie alla sua efficace ed accurata preparazione. L'atmosfera della visita è stata caratterizzata da un clima aperto, di buon auspicio per il futuro approfondimento dei rapporti e la normalizzazione delle relazioni cristiane in Ucraina. Che il clima tendesse a rasserenarsi era stato anche constatato lo scorso luglio, in occasione del Colloquio organizzato dal Centro San Clemente per ricordare il quarantesimo anniversario dell'incontro tra Paolo VI e il Patriarca Athenagoras al Fanar nel 1967.

Esarcato di Bielorussia

Con l'Esarcato di Bielorussia del Patriarcato di Mosca continua una collaborazione fruttuosa e di lunga data, soprattutto con la facoltà di teologia presso l'Università di Stato di Minsk e con il Centro di formazione cristiana, strutture sotto la diretta supervisione dello stesso Metropolita di Minsk e Slutsk, esarca di tutta la Bielorussia, Filaret. Nel febbraio, il Comitato Cattolico per la Collaborazione Culturale ha realizzato una visita di studio a Roma di un gruppo di studenti di teologia della sopra nominata facoltà, i quali hanno avuto così modo di conoscere da vicino la Santa Sede e varie realtà della Chiesa cattolica a Roma. Nel mese di maggio 2007, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani è stato a sua volta invitato a partecipare con un suo rappresentante alla festa dei santi Cirillo e Metodio, ai quali è dedicato il Centro di formazione cristiana.

Le altre Chiese

Con le altre Chiese ortodosse dei Paesi slavi, le relazioni progrediscono in modo positivo.

Ricordiamo en passant la festa dei santi Cirillo e Metodio, celebrata nelle Chiese ortodosse il 25 di maggio, e la presenza a Roma di delegazioni di diverse Chiese ortodosse slave per venerare la tomba di san Cirillo nella Basilica dedicata a san Clemente. Il capo di san Clemente è custodito a Kiev, e il cardinale Kasper si è raccolto in preghiera davanti alla reliquia durante il citato viaggio in Ucraina. Questi sentieri spirituali che si incontrano e si incrociano attraverso l'Europa, possono dare un'idea dell'importanza dell'ecumenismo spirituale per il progresso delle relazioni, e del contributo che può dare, nel cammino verso la comunione, la venerazione dei testimoni e dei santi, che i cattolici e gli ortodossi di oggi hanno ricevuto come la loro più preziosa eredità comune. Vi sono poi gli incontri con altri rappresentanti che fanno visita a Roma, i contatti regolari con i candidati di queste Chiese, che studiano nelle università pontificie a Roma con borse di studio assegnate dal Comitato Cattolico per la Collaborazione Culturale, gli incontri con le loro comunità locali, la reciproca presenza alle celebrazioni delle più importanti feste liturgiche. Tutti questi contatti costituiscono una via sicura, lenta, ma efficace, semplice e fraterna per prepararci al dono della piena comunione, nei tempi e nei modi che vorrà il Signore.

* Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani

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