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PROGRAMMA DELLA SETTIMANA DI
PREGHIERA
TESTO BIBLICO
Signore, la tua bontà è grande come il cielo, Il Testo è tratto da "Parola del Signore" La Bibbia traduzione interconfessionale in lingua corrente, Leumann/Roma: Elle Di Ci/Alleanza Biblica Universale, 1985. SUGGERIMENTI PER L'ORGANIZZAZIONE
Adattamento del testo
Il testo viene proposto nella convinzione che, ove possibile, venga adattato
agli usi locali, con particolare attenzione alle pratiche liturgiche nel loro
contesto socio-culturale ed ecumenico. Utilizzo del testo
- Per le Chiese e comunità cristiane che celebrano la Settimana di Preghiera in
una singola liturgia comune viene offerto un servizio di culto ecumenico. Cercare l'unità: un impegno per tutto l'anno
La data tradizionale per la celebrazione della Settimana di Preghiera per
l'Unità dei Cristiani va dal 18 al 25 gennaio. Tale data venne proposta nel
1908 da P. Paul Wattson, nel periodo compreso tra la festa della Cattedra di San
Pietro e quella della conversione di San Paolo; assume quindi un significato
simbolico. Nell'emisfero sud, in cui gennaio è periodo di vacanza le Chiese
celebrano la Settimana di Preghiera in altre date, per esempio nel tempo di
Pentecoste, (come suggerito dalla Commissione Fede e Costituzione nel 1962),
tempo altrettanto simbolico per l'unità della Chiesa. Per coloro che organizzano la Settimana di Preghiera Gli incaricati dell'organizzazione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani dovranno costituire un gruppo di preparazione composto da rappresentanti di tutte le Chiese partecipanti per organizzare una celebrazione ecumenica secondo le varie necessità della situazione locale, tenendo sempre presente il tema fondamentale dell'Unità dei Cristiani. I canti saranno scelti in base agli usi locali ma costituiranno anche un'opportunità per introdurre nell'assemblea inni provenienti da tutte le Chiese. La processione all'inizio e alla fine sarà il simbolo della partecipazione di tutto il popolo di Dio alla sua lode e all'unità che l'intera celebrazione si propone. Si dovranno anche assegnare le varie parti della liturgia a coloro che ne sono preposti, tenendo conto della diversità dei partecipanti, sacerdoti e laici, uomini e donne, giovani e anziani. Essendo coinvolte più persone sarà necessario preparare con cura i vari elementi che compongono la celebrazione ecumenica (struttura e finalità da raggiungere) come suggerito per ogni incontro in occasioni particolari, avendo ben chiaro il tipo di organizzazione. Preparazione del testo della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2002 Il testo degli "8 giorni" è stato preparato da un gruppo internazionale appositamente nominato dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Mondiale delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Il gruppo, composto da 14 persone si è radunato presso il Centro Ecumenico Ottmaring di Asburgo, Germania. Ottmaring è un villaggio ecumenico ove convivono i membri della Fraternità di Vita in Comune, sorta con la Chiesa Evangelica Luterana e gli aderenti ai vari Focolari nati in seno alla Chiesa Cattolica. I membri della Commissione sono stati ospiti del Consiglio Europeo delle Conferenze Episcopali (ECBC) incaricato dell'organizzazione. Il gruppo esterna la propria gratitudine al Centro Ottmaring per il caldo benvenuto e la preziosa collaborazione. L'incontro è iniziato con la stesura di una bozza preparata da un gruppo ecumenico composto da rappresentanti del Consiglio Europeo delle Conferenze Episcopali (CCEE) che raggruppa le 34 Conferenze Episcopali cattoliche del continente e i rappresentanti delle Conferenze delle Chiese Europee (KEK) composte da 125 aderenti tra Protestanti, Ortodossi, Anglicani e membri delle Chiese cattoliche tradizionali. Il lavoro ecumenico è stato coordinato dal Segretariato generale dei due gruppi.
"In te è la sorgente della vita" Nonostante l'intralcio di molti ostacoli storici, teologici, culturali e psicologici, grande è la speranza che nel nuovo millennio dell'era cristiana possa essere presto raggiunta la riconciliazione tra coloro che credono in Cristo. Sembra che non si sia ancora trovato il modo d'infrangere le barriere che ci dividono e impediscono una proclamazione unitaria del Vangelo nel mondo. Le Chiese Europee hanno offerto all'intero movimento ecumenico un segno di speranza nella Charta Ecumenica, (firmata a Strasburgo nell' incontro svoltosi dal 17 al 22 aprile 2001) redatta a seguito delle due Assemblee ecumeniche continentali di Basilea (nel 1989) e di Graz (nel 1997). Queste Assemblee hanno avuto lo scopo di far riflettere sulle proprie responsabilità sia nei confronti del Vangelo che della storia. Il documento che esprime l'impegno delle Chiese verso reciproche riflessioni, testimonianze e azioni comuni in una Europa unita se pur diversa, è simile a una carta di navigazione che le Chiese devono seguire per affrettare la traversata verso il porto dell' unità visibile. Dobbiamo chiederci di nuovo: dove è il segreto della riconciliazione e la chiave per fare buon uso di uno strumento che tale Charta rappresenta? Il tema della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani del 2002: "In te è la sorgente della vita " (Salmo 36, 6-10) suggerisce che per trovare la chiave di questo segreto si deve scoprire la via che porta alla sorgente della vita. Il simbolo della sorgente ci ricorda la necessità di tornare alle origini, al principio, alle radici, all'essenziale. Per procedere insieme i cristiani hanno bisogno di essere radicati nella Parola di Dio, che rivela il suo volto in Gesù Cristo, nella forza rinnovatrice dello Spirito, nella scoperta dell'amore di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. Senza la luce proveniente dalla sorgente di tutte le luci, i problemi che incontreremo lungo il cammino resteranno avvolti nell'oscurità e diventeranno insormontabili pietre d'inciampo. La fonte richiama l'immagine dell'acqua sgorgata abbondantemente. Noi conosciamo la ricchezza simbolica e teologica dell'acqua nella Bibbia, dal libro della Genesi all'Apocalisse. L'acqua dà la vita e purifica. La fede, la preghiera e l'azione comune possono far scaturire l'acqua anche dalle aride rocce dell'amarezza e purificare il peccato della divisione nella cristianità. Il gruppo locale di quest'anno ci ha offerto l'opportunità di riflettere positivamente sul senso comune della vita che condividiamo. Tutti noi traiamo vita da un'unica sorgente della creazione: Dio Uno e Trino, datore di vita. Nella storia della salvezza Dio ha mostrato il suo immutabile amore nel creare, sostenere, rinnovare e redimere l'umanità. Come sorgente di vita e fonte della luce, Dio ha rivelato la profondità del suo amore in Gesù Cristo che è venuto per attirare tutti a sé con l'offerta della pienezza della vita, la vera vita di Dio. L'amore di Gesù non ha conosciuto limiti poiché egli ha abbracciato l'intera creazione peccatrice nella sua morte sulla croce. Dall'albero della vita egli ha riconciliato i peccatori con Dio. Nella risurrezione di Gesù, Dio ha confermato la sua offerta dell'abbondanza di vita a tutti coloro che riconoscono che Gesù è il Signore, sono battezzati in Cristo e si rivestono di Cristo: in lui noi siamo uno ed eredi secondo la promessa di Dio (cf. Gal. 3, 27-29). È nell'unico battesimo che siamo uniti a Cristo nella fede così come siamo uniti gli uni agli altri nella comunione del Corpo di Cristo (cf. 1Cor, 12-13). Questa fondamentale unità è quella condivisa da tutti i cristiani; è quella per cui Gesù ha pregato alla vigilia della sua morte. Lo scandalo dei cristiani divisi ci incita a riconoscere ciò che condividiamo nell'unico battesimo e a portare una testimonianza visibile nel mondo.
Il testo per gli "8 giorni" ci offre una riflessione sulla fonte
comune della vita che tutti noi condividiamo. Siamo parte della creazione di Dio
(giorno 1) vivificati dalla Trinità e creati a sua immagine e somiglianza. Il
fedele amore di Dio viene liberamente offerto a tutti coloro che lo accetteranno
in Gesù salvatore e redentore dell'umanità. Quando Gesù viene battezzato, Dio
rivela che tutti hanno accesso alla fonte della vita in lui, roccia spirituale
da cui scaturisce la sorgente di vita (giorno 2). Inoltre, nel nostro viaggio,
incontriamo molte sfide personali e comuni. Ciò vale anche per il cammino
ecumenico delle Chiese. Nonostante la tentazione di rinunciare di fronte a
queste ansie e dubbi, Dio ci dona la certezza del suo sostegno tramite l'acqua
della sorgente della vita (giorno 3). Il peccato è entrato nel mondo, per
libera scelta degli esseri umani. La stessa acqua sgorgata dalla sorgente della
vita deve adesso ripristinare la vita lì dove ha regnato la morte. Grazie al
suo amore incommensurabile Dio ha rinnovato la creazione nel suo Figlio Gesù,
venuto a mostrare la via che conduce al Regno di Dio. Gesù ha insegnato che
nessuno può entrarvi se non è rinato dall'acqua e dallo Spirito. I cristiani
devono essere consapevoli che tramite il battesimo sono nuova creazione e membra
reciproche dell'unico Corpo di Cristo (giorno 4). L'incontro con Dio, sorgente
di vita, produce nel battesimo una visione nuova della persona umana e della
comunità e un nuovo modo di agire e di testimoniare nel mondo (giorno 5). Come
discepoli di Cristo siamo invitati a continuare la missione di portare la
guarigione e la vita all'umanità (giorno 6). I frutti della nuova vita,
costantemente alimentati dalla Parola di Dio, brilleranno nella vita di ogni
cristiano. Così come nel cammino ecumenico delle chiese (giorno 7). Dio,
sorgente di vita è anche fonte di speranza. L'offerta di una nuova vita in
Cristo è un dono. Accettandolo, entriamo in comunione con coloro che hanno
accolto Cristo come Signore e tramite il battesimo comune si impegnano a
ricercare l'unità visibile del suo Corpo (giorno 8). Introduzione Lo schema della celebrazione ecumenica proposto è volutamente semplice: introduzione, invocazione allo Spirito Santo, liturgia penitenziale, liturgia della Parola, professione di fede, preghiere d'intercessione, scambio di un segno di pace, benedizione e commiato. Ogni comunità potrà adattare la celebrazione ecumenica alla propria tradizione e cultura, curandola a livello locale tramite una collaborazione ecumenica in grado di assicurarne l'efficacia. I cristiani di varie Chiese celebrano il loro Signore, nel quale risiede la fonte della vita. Insieme esse diventano un unico corpo nel battesimo comune di cui qui viene fatta memoria e si accostano alla sorgente della fede. Insieme pregano per il raggiungimento della piena comunione e confermano il loro impegno a renderla visibile nel mondo. Tramite la celebrazione ecumenica sono uniti a tutti i cristiani del mondo rivolgendo a Dio, per mezzo dello Spirito, la lode di tutti i battezzati.
"Noi affermiamo e celebriamo il crescente mutuo riconoscimento del
nostro battesimo, come unico battesimo in Cristo". Apertura della celebrazione ecumenica Il benvenuto liturgico sarà seguito dalla presentazione della comunità partecipante e dei loro presidenti. Si raccomanda uno spazio di tempo per espletare le presentazioni di rito. Con il canto di un inno, l'unità delle voci favorisce l'unità dei cuori. Seguirà un breve cenno introduttivo alla liturgia. Invocazione allo Spirito Santo Lo Spirito Santo apre i nostri cuori a un sincero pentimento, incoraggia la preghiera e ci prepara ad ascoltare veramente la Parola di Dio. Nello Spirito Santo la preghiera di tutti diviene la preghiera stessa di Cristo. Egli prega il Padre insieme a noi. Prega in noi perché noi siamo parte di lui. Prega per noi e per la nostra unità, dono di Dio. Preghiera di confessione dei peccati Il riconoscimento dei propri peccati e la richiesta di perdono possono essere accompagnati da un breve silenzio, poiché le ferite di cui anche oggi facciamo memoria hanno radici antiche e per guarirle è necessario rientrare profondamente in noi stessi. Da questo silenzio sgorga la preghiera di acclamazione alla Santa Trinità. Lettura della Parola Il Salmo 36, 6-10, è il tema della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2002: " In te è la sorgente della vita". Il dialogo di Gesù con Nicodemo (Gv.3, 1-21) evidenzia il mistero della nostra rinascita personale alla nuova vita. San Paolo in Rm. 6,3-11, asserisce che con il battesimo si attua lo sviluppo della dimensione pasquale ed ecclesiale della nostra vita in Cristo. Professione di fede È il punto culminante della liturgia. Ci si potrebbe dirigere verso l'acqua posta di fronte o al centro dell'assemblea in ricordo della nostra professione di fede battesimale. Sarebbe anche opportuno, nel procedere verso il fonte battesimale, far seguire lo scambio del segno della pace. Preghiere d'intercessione Le preghiere d'intercessione vanno dall'universale al particolare. Nel menzionare la Charta Ecumenica, essa può costituirne un esempio, nonché l'invito a includere preghiere per progetti ecumenici a carattere regionale o locale. Scambio del segno di pace
È per tradizione un gesto simbolico della celebrazione del battesimo degli
adulti.
(Aspersione, segno di croce con l'acqua, evocazione)
- durante la liturgia penitenziale l'acqua diviene evocatrice del rinnovamento
dell'immersione battesimale in Cristo e del perdono dei peccati.
L'utilizzo di questi gesti simbolici richiedono una riflessione da parte del
gruppo. A volte potrebbero rivelarsi inappropriati; in qualche occasione
favoriscono l'opportunità di un dialogo tra i membri delle varie Chiese. CELEBRAZIONE ECUMENICA DELLA PAROLA DI DIO
"In te è la sorgente della vita"
C = Celebrante 1. Cerimonia di Apertura Ingresso solenne portando in processione un simbolo che rappresenti il dono di Dio della vita, per prima la Bibbia, poi, se opportuno la croce —l'albero della vita— una icona o l'acqua battesimale. La processione sarà accompagnata da musica per organo o da un inno. Benvenuto ai partecipanti Apertura della celebrazione. Parole di benvenuto all'assemblea e breve spiegazione della celebrazione liturgica in relazione al tema della Settimana di Preghiera 2002, seguita da un canto o da un inno. 2. Invocazione allo Spirito Santo
Signore,
(Questo testo potrebbe anche essere cantato oppure intervallato da preghiere da
parte dell'assemblea, come una litania. 3. Liturgia penitenziale a) confessione dei peccati (in silenzioso raccoglimento) Dio eterno e potente, tu non rigetti nulla di ciò che hai creato e dimentichi i peccati di coloro che si pentono. Crea e risveglia in noi un cuore nuovo e contrito capace di provare dolore per i suoi peccati, di riconoscere la propria debolezza e ricevere da Te, Dio di ogni misericordia, il totale perdono e la pace. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Signore. Amen. (Questa preghiera può essere sostituita con un'altra appropriata)
C: Chiediamo a Dio e al prossimo il perdono per le divisioni, pietra
d'inciampo alla testimonianza cristiana. Signore, abbiamo peccato contro di te e
contro il nostro prossimo. Pausa di silenzio Dossologia
b) Lode alla Santa Trinità
Noi ti lodiamo, Padre, creatore del cielo e della terra
Sia gloria a te, Padre, per il tuo unico Figlio, Gesù Cristo e Signore, nel
quale hai portato a compimento tutte le tue promesse di vita, di pace e di
felicità.
Sia gloria a te per lo Spirito Santo, soffio di vita che accarezza tutto il
genere umano. (Possono essere utilizzati altri inni tradizionali e preghiere di lode, come per esempio "Gloria a Dio nell'alto dei Cieli....)
4. Liturgia della Parola 5. Professione di fede
Sono previste alcune possibilità:
Noi crediamo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della
terra, di tutte le cose visibili e invisibili. 6. Preghiere d'intercessione
C: Dio onnipotente, sorgente di vita. Quando assistiamo al trionfo della violenza e l'odio degrada uomini e donne, distrugge il futuro dei bambini e dei giovani nel mondo, osiamo pregare che venga il tuo regno di giustizia e di pace. "Resta fedele verso quelli che ti conoscono, sii generoso con gli uomini giusti" (Sal. 36, 11). " Non permettere che i superbi mi calpestino e i malvagi mi mettano in fuga" (Sal. 36, 12) T: Perché Tu sei la sorgente della vita. Quando le Chiese e i cristiani in Europa si impegnano nel cammino della piena collaborazione con una Charta Ecumenica, la speranza dell'umanità si rafforza. Risveglia in noi lo spirito del discernimento, della concordia e della fiducia necessari al raggiungimento della piena comunione. T: Perché Tu sei la sorgente della vita. C: Quando nel secolo scorso, le chiese ti hanno riconosciuto come fonte del movimento ecumenico, la loro vita si è trasformata. Ravviva questo ardente desiderio di unità che è nei cuori di tutti i cristiani del mondo. T: Perché Tu sei la sorgente della vita. C: Quando ci perdiamo di coraggio di fronte al dolore e alle difficoltà che incontriamo nei nostri sforzi per il raggiungimento dell'unità dei cristiani, aiutaci a confidare nel tuo amore. Quando siamo avvolti nell'oscurità del dubbio di fronte agli ostacoli delle Chiese, dacci la speranza che un giorno potremo raggiungere l'unità. T: Perché Tu sei la sorgente della vita. C: Quando insorgiamo contro le barriere che abbiamo eretto tra di noi, risultato dei nostri sospetti, dacci la forza di superarle ancora una volta e di riconoscere le buone intenzioni di coloro che incontriamo. T: Perché tu sei la sorgente della vita. C: Quando ci sentiamo scoraggiati a causa delle nostre ansie di fronte agli altri, mandaci la tua luce per superarle e per lenire le altrui angosce. T: Perché tu sei la sorgente della vita.
Seguono alcune preghiere spontanee, significative per le situazioni locali.
7. Scambio di un segno di pace (Versione ecumenica presentata ufficialmente durante il Convegno Nazionale sul "Padre Nostro", Perugia, aprile 1999)
Padre nostro che sei nei cieli,
b) Scambio di un segno di pace 8. Benedizione e commiato
Processione solenne accompagnata dall'organo o da un inno.
LETTURE BIBLICHE E COMMENTO PRIMO GIORNO Il Dio Trino, fonte di vita (Venerdì, 18 gennaio 2002)
Genesi 2, 4-10 Allora Dio, il Signore, prese dal suolo un po' di terra e con
quella plasmò l'uomo. Gli soffiò nelle narici un alito vitale Commento Il salmista canta le lodi di un Dio il cui amore avvolge l'intera creazione - sia gli uomini che gli animali - perché egli riflette in essi la sua azione creativa. L'estensione e la profondità del suo amore oltrepassano l'immaginazione umana, poiché è l'amore che ci introduce nel vero mistero di Dio "sorgente di vita". Col soffio di vita effuso negli esseri umani, la Bibbia rappresenta il modo in cui Dio pone in noi la sua immagine e somiglianza. Poiché l'umanità porta la sua immagine, tutti godono di un'unica dignità. È questa la ragione della sua fedeltà nel sostenerci. Gli uomini e le donne hanno un unico posto nella creazione di Dio, poiché egli ha loro affidato la sua cura. I cristiani riconoscono il Dio Trino come sorgente e senso di ogni vita, così come l'anelito dell'intera umanità. Poiché tutto è stato creato in Gesù Cristo, primogenito della creazione, possiamo accedere alla sorgente della vita tramite Gesù, nel quale "risiede ogni pienezza di vita". In Gesù viviamo, ci muoviamo, esistiamo. In altre parole, l'amore di Dio riposto in Gesù riconcilia a lui tutte le cose, a lui che è sorgente di vita. Gesù ci insegna a non preoccuparci della nostra vita poiché Dio, fonte di ogni dono, provvederà a ognuno secondo le sue necessità. Insieme, come figli di Dio, responsabili della creazione, noi volgiamo il nostro sguardo alla sorgente stessa della vita e della luce, e nell'accostarci ad essa, ci avviciniamo gli uni agli altri. Preghiera Signore, sorgente di vita e fonte di ogni luce, riempi i cuori dei tuoi figli di stupore per i doni della creazione. Sostienici con il tuo infinito amore e conduci tutti i tuoi figli, riconciliati a te per opera di Gesù Cristo, ad abbeverarsi al fiume delle tue delizie. A te, Trinità, che doni la vita, ogni onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Esodo 14, 30—15,13 Il Signore è stato per me la salvezza
Il battesimo di Gesù manifesta ciò che proclamiamo nella nostra fede comune:
Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, "nel quale risiede la fonte della
vita" ci guida a questa stessa fonte tramite Gesù . E tutto è
trasformato. La sorgente di vita viene a diffondere l'acqua viva su tutta la terra e scorrerà anche sulla morte vittoriosamente, come dice San Giovanni Battista nel Vangelo della passione. Allora insieme, uniti dalla stessa fede, possiamo rallegrarci con il popolo dei salvati, il popolo di coloro che "sono guidati verso la santa dimora" e insieme proclamare la buona novella. Insieme possiamo contare su questa roccia che è Cristo, poiché è da questa roccia che sgorgherà la sorgente della vita. Preghiera
Signore nostro Dio, TERZO GIORNO L'infinito amore di Dio (Domenica, 20 gennaio 2002)
Esodo 17, 1-7 "Dateci acqua da bere"
Il popolo di Israele ha iniziato il suo viaggio verso la terra promessa pieno di speranza. Presto ha fatto l'esperienza del deserto-tempo di crisi, di dubbi e di domande. Ha perso la fiducia e si è lamentato con Mosè: "Perché ci hai condotto fuori d'Egitto per morire ...di sete? Si è adirato e ha messo alla prova il Signore e ha cominciato a desiderare ardentemente dopo la passata schiavitù. Sebbene il suo popolo abbia mostrato tanta ostinazione e ingratitudine, Dio è rimasto fedele nel suo amore. Quando hanno chiesto l'acqua egli gliene ha fatta scaturire in abbondanza dalla roccia. Si è rivelato ancora una volta come fonte di vita. Nel corso della nostra esistenza sperimentiamo il deserto quando l'angoscia e i dubbi ci assalgono. "Come sto vivendo la mia vita? Dio è accanto a noi nei momenti di difficoltà? Cosa ci chiede il mondo di oggi per essere seguaci di Cristo? La tentazione di cedere e di voltarsi indietro è molto forte. A volte le nostre domande sono piuttosto presuntuose, ma Dio resta fedele. "Egli non è lontano da ciascuno di noi". Anche nelle tenebre più profonde, quando perseverare è difficile, ha cura di noi e ci chiede di avere costanza, di restare fedeli, di continuare il cammino con lui.
Anche il cammino ecumenico conduce le chiese attraverso il deserto. Sorgono
domande e dubbi. "Cosa dobbiamo fare?" "Stiamo progredendo?"
La tentazione di tornare a un tempo di isolamento e prigionia è sempre
presente. Ma il Dio di immenso amore è con noi che ci chiama a lasciare
completamente alle nostre spalle ogni peccato di separazione e a dissetarci
insieme alla sorgente della vita.
Preghiera Accompagnaci e mostraci la tua presenza di amore quando il cammino si fa difficile ed esitiamo. Conduci noi tutti all'unità da te voluta per il tuo popolo, per i meriti di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen.
(Lunedì, 21 gennaio 2002)
Genesi 7, 15-23 Sopravvissero solamente Noè e quelli che erano con lui
nell'arca Commento Nicodemo rappresenta tutti coloro che percepiscono la mancanza di qualcosa, che sono assetati del Regno di Dio. Nel cercare una risposta si rivolge a Gesù, andandogli a far visita nella notte. Riconosce Gesù come colui che è inviato da Dio e con fede entra alla sua sequela. Cristo offre a Nicodemo e a tutti quelli come lui, il dono prezioso di una vita nuova. Nell'acqua e nello Spirito Santo sono resi liberi dal potere dei loro peccati. Con tutti i battezzati diventano fratelli e sorelle. Rendono testimonianza con la loro vita all' inestimabile ricchezza della conoscenza di Cristo nel prendersi cura dei malati, dei bisognosi, dei perseguitati e degli emarginati. Il cammino ecumenico degli ultimi decenni ha fatto sì che i cristiani diventassero molto più consapevoli del sacramento del battesimo. Tramite il battesimo comune siamo già diventati membra dell'unico Corpo di Cristo e così " da ora in poi non guarderemo più nessuno da un punto di vista umano". Siamo stati tutti riconciliati con Dio e incaricati del ministero della riconciliazione. Il persistere nel peccato della divisione ci ha impedito di riconoscere il pieno significato e coinvolgimento del nostro battesimo comune. Confidiamo di poter pienamente attingere alla fonte della vita, di essere autentici ministri della riconciliazione di Dio, gli uni verso gli altri e nel mondo. Preghiera
Padre, tu ci hai riconciliato a te in Cristo tuo Figlio. Per opera dello Spirito
Santo, con lui siamo stati immersi e rinati nell'acqua del battesimo, per
condividere la sua vita. In lui siamo diventati nuova creazione. Aiuta tutti
coloro che portano il suo nome a pentirsi dei loro peccati, per poter insieme
attingere alla pienezza della vita. Te lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo,
nostro unico Signore. Amen. QUINTO GIORNO Dio, sorgente di unità (Martedì, 22 gennaio 2002)
Ezechiele 6, 24-28 "Voi sarete il mio popolo, io sarò il vostro Dio" Commento Oggi abbiamo incontrato una donna di nome Lidia, in un luogo di preghiera; era insieme ad altre donne. Per poterla trovare, siamo dovuti uscire dal cancello, tra gente sconosciuta. Lì, sul fiume, abbiamo fatto l'esperienza di un autentico incontro. Il Signore ha aperto il cuore di Lidia all'ascolto della parola di Dio. Lei e la sua famiglia vengono battezzati e presto la sua casa è diventata punto di riferimento per la comunità cristiana. Oggi riflettiamo sull'attitudine quotidiana dell'ascolto, essenziale in ogni incontro tra i cristiani e tra le varie comunità. Provenendo da comunità diverse, da diverse tradizioni e culture, nell'incontrarci abbiamo bisogno di ascoltare attentamente le testimonianze reciproche. Siamo chiamati ad ascoltare per capire e manifestare l'unità della Chiesa. Questa chiamata non si basa sulla capacità individuale di abbattere le barriere. Non è frutto delle nostre conquiste, ma piuttosto affonda le sue radici nel battesimo che ci ha reso popolo di Dio. Abbiamo spesso fallito come unico popolo di Dio, popolo di battezzati in Cristo. Abbiamo fallito nell'ascoltare pazientemente e con interesse le testimonianze reciproche. Ad ogni modo, la nostra costante preghiera è che Dio voglia mostrarci nuovi luoghi e modi per incontrarci. Spesso tutto questo può accadere anche tramite strani e reciproci sospetti al di fuori della prassi della vita quotidiana. Serve coraggio e pazienza: quando i cristiani appartenenti a diverse comunità condividono le gioie e i dolori della vita matrimoniale, quando una comunità cristiana condivide i luoghi di preghiera con altri, quando i cristiani vivono con una maggioranza di non cristiani e cercano di condividere le gioie della loro fede in Cristo. In tali occasioni di gioia e di sofferenza ci incoraggia la convinzione che siamo popolo di Dio, chiamato a condividere i suoi doni con l'intera creazione. Nell'incontrarci, l'ascolto si tramuta anche in azione. Abbiamo bisogno di cercare e costruire luoghi per coloro che hanno bisogno di un rifugio. In tal modo troveremo la nostra vera identità come popolo di Dio. Preghiera
Dio Santo, fonte di unità, noi qui radunati ti ringraziamo per l'acqua del
battesimo per mezzo della quale ci conduci alla comunione tra noi. Fa' che le
nostre chiese e comunità crescano e diano frutti in un'unica fede e in un solo
battesimo. Incoraggiaci a testimoniare Cristo negli incontri quotidiani e a
mostrare più profondamente l'unità della Chiesa. Rendici fedeli a questa
chiamata per tutta la vita. Amen. SESTO GIORNO Dio, fonte di carità (Mercoledì, 23 gennaio 2002)
Isaia 42, 1-9 "Io ti ho formato e per mezzo tuo farò un'alleanza con tutti
i popoli e porterò la luce alle nazioni" Commento Oggi incontriamo un paralitico alla piscina di Betzata. È rimasto sdraiato sulla sua stuoia per 38 anni, nei pressi della piscina. Come molti nel terzo millennio, egli non è sicuro su cosa ci sia di sbagliato in lui e sa che la guarigione non può avvenire con i suoi soli sforzi. Non ha nessuno che lo aiuti. Forse non vuole chiedere aiuto ad estranei. Arriva Gesù e sembra non conoscere i suoi desideri. Gesù chiede e dà una risposta, offrendogli la guarigione —come straniero— poiché l'uomo non sa chi sia Gesù. Negli Atti degli Apostoli si narra come i seguaci di Gesù svolgono la missione di guarire e aiutare. Isaia parla del servo come colui che porta la giustizia, in modo non violento, ma mite. Egli parla anche della chiamata di Dio per noi come una luce in grado di restituire la vista e la libertà. Individualmente o come appartenenti a denominazioni cristiane potremmo rifiutare la pienezza della vita che Dio riserva per noi. Potremmo non sapere di cosa manchiamo. Il nostro cammino verso la reale pienezza ci chiederà di domandare l'aiuto di Dio e quello di altri cristiani —appartenenti a denominazioni o no— che in quel momento potrebbero sembrarci estranei.
Nell'impegnarci ad essere portatori di giustizia, di salvezza e di pienezza agli
altri, chiediamoci: ci accostiamo agli altri allo stesso modo di Gesù:
Dio di misericordia, donaci l'umiltà di cercare ciò di cui abbiamo bisogno per
giungere alla pienezza della vita, per riconoscere negli altri l'azione del tuo
Spirito. Chiamaci ancora a sentimenti di compassione per offrire aiuto nel mondo
che tu hai creato. Preghiamo in modo speciale per le denominazioni minoritarie
all'interno e all'esterno delle strutture ecumeniche, per le minoranze razziali
e culturali in Europa, per coloro che sentono che non c'è nessuno "che li
immerga nella piscina". Rendici capaci di seguire l'esempio di Gesù nel
cui nome ti preghiamo. Amen. SETTIMO GIORNO I frutti della nuova vita (Giovedì, 24 gennaio 2002)
Salmo 1, 1-6 Come albero piantato lungo il fiume egli darà frutto a suo tempo Commento L'immagine dell'albero piantato lungo il fiume ci richiama alla mente la nascita di una nuova vita e il suo fiorire. Una vita vibrante non può esistere senza una sorgente di vita. Come gli alberi hanno bisogno di acqua e di radici, il Salmo parla della Torà, la Parola di Dio, come principale fonte di vita del popolo di Dio. La parola di Dio è come acqua pura, come una costante sorgente che ispira le chiese e la vita dei cristiani. Non è parola morta, bensì potente e vitale che dà frutto. Dona fiducia, stabilità e orientamento, forza e libertà. Nel tempo trasforma la nostra vita e le nostre azioni; è come un seme che nasce e come un albero che fiorisce e dà frutti. La Bibbia è un dono da condividere. Come cristiani di diverse tradizioni e culture siamo chiamati a camminare insieme per apprendere sempre più ad ascoltare ciò che la Bibbia ci dice oggi. Ecco allora che facciamo scoperte sorprendenti ed abbiamo reciproche ispirazioni. Quando la comunità dei credenti ascolta l'unica Parola si hanno dei risultati. La Parola unisce e ci spinge ad agire in un unico Spirito. Più profondamente siamo radicati in Cristo, più lavoreremo con convinzione e motivazione per i diritti dei diseredati, per la protezione e la dignità della vita, per la salvaguardia del creato, per la solidarietà verso i poveri e la riconciliazione in modo non violento. Allora cresceranno tra noi i frutti di una vita nuova e in questo mondo diviso diventeremo segno della speranza che Dio restaurerà la sua creazione. Preghiera
Dio, sorgente di vita, noi ti ringraziamo per la tua parola che dà la vita. OTTAVO GIORNO Dio, sorgente di speranza (Venerdì, 25 gennaio 2002)
Ezechiele 47, 6-12 I loro frutti serviranno da cibo e le loro foglie saranno
usate come medicine Commento Queste parole sono attendibili e veritiere: la vita nuova in Cristo è offerta liberamente a tutti tramite la grazia di Dio. L'acqua viva che abbiamo celebrato in questi giorni di preghiera per l'Unità dei Cristiani, è il dono di Dio offerto a tutti. La salvezza non è qualcosa che possiamo guadagnare o di cui possiamo essere "meritevoli" e nessun individuo e nessuna chiesa ha il monopolio di accesso alla sorgente della vita, Cristo Gesù nostro Signore. Per questo noi rendiamo lode a Dio. È questo un dono che ognuno di noi deve accettare e fare suo. Ciascuno deve decidere in che modo corrispondere all'offerta da parte di Dio della nuova vita in Cristo. Ma questo non significa che la vita dei cristiani sia esclusivamente individuale. Nell' accostarci a Cristo, ci avviciniamo sempre più gli uni agli altri. Entriamo in amicizia con tutti quelli che nel mondo e nel tempo hanno riconosciuto Cristo come Signore della propria vita, della chiesa e dell'intera creazione. Siamo riuniti con tutti coloro che appartengono a Cristo qualunque siano i malintesi o le diversità che possano costituire un elemento divisorio delle molteplici confessioni. Per questo noi rendiamo lode a Dio. Cristo ci offre una sorgente di acqua che sgorga copiosamente per la vita eterna. La nostra speranza si fonda sulla promessa di Dio della vita nuova: il rinnovamento delle nostre vite, di tutte le chiese e dell'intera creazione. Siamo consapevoli di appartenerci reciprocamente tramite il battesimo comune. Abbiamo sete di unità nella vita delle nostre chiese tramite la confessione di fede, la testimonianza e il servizio comuni e, un giorno, nell'accostarci all'unica mensa del nostro Signore. Sappiamo che dobbiamo lavorare insieme per questa unità. E attendiamo nella speranza, perché sicuramente lo Spirito Santo ha in serbo per noi delle sorprese.
Preghiera
APPENDICE:
Queste preghiere sono state suggerite dal gruppo ecumenico che ha redatto la
prima bozza della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2002 e sono
pubblicate sotto la loro responsabilità. Provengono dal Libretto di Preghiere
dell'assemblea di Graz (23-29 giugno 1997), e sono state tradotte dal tedesco. (W.
Nausner, H. Beigelböck (Ed.)Testi e canzoni di riconciliazione e di lode, Graz
1997). Le pubblichiamo qui per gentile concessione del Consiglio delle
Conferenze Episcopali Europee e della Conferenza delle Chiese europee. Possono
essere riprodotte adattandole agli usi locali. Celebrante: Accendi i nostri cuori di un fuoco d'amore per te, Cristo, nostro Dio, affinché nella sua fiamma possiamo amarti con tutto il cuore, con tutta la nostra mente e le nostre forze, e amare il nostro prossimo come noi stessi, e nell'osservanza dei tuoi comandamenti glorificare te, datore di ogni dono. Celebrante: Ora io vi dico: non pensate più ai fatti trascorsi, non badate più al passato. Fra poco farò qualcosa di nuovo, anzi ho già cominciato, non ve ne accorgete? Tutti: Dio, noi restiamo in attesa. Crea cose nuove tra di noi. Celebrante: Costruirò una strada nella steppa e ruscelli nel deserto. Ogni valle sarà colmata e i monti e le colline spianate. Tutti: Dio, noi restiamo in attesa. Crea cose nuove tra di noi. Celebrante: Nella terra desolata preparate la strada del Signore. Appianate una strada nel deserto per il nostro Dio. Ecco il mio servo, colui che io ho scelto; l'ho riempito del mio Spirito, egli non perderà né la speranza né il coraggio. Egli stabilirà la giustizia su tutta la terra. Le popolazioni lontane ardentemente lo attendono.
Tutti: Dio, noi restiamo in attesa. Crea cose nuove tra di noi. Celebrante: Cantate a Dio un canto nuovo, tutto il creato canti a Dio le lodi. Lodate il Signore, suo popolo. Coloro che vivono in terre lontane rendano lode e gloria a Dio. Celebrante: Chiediamo a Dio il perdono reciproco per le divisioni che hanno impedito la testimonianza cristiana: Dio, abbiamo peccato contro di te e gli uni verso gli altri. Tutti: Signore, pietà. Celebrante: Cristo, le nostre divisioni sono contrarie alla tua volontà e hanno impedito una testimonianza comune. Tutti: Signore, pietà. Celebrante: Signore, non ti abbiamo amato abbastanza nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli, creati a tua immagine, ma diversi da noi. Tutti: Signore, pietà.
Celebrante: Dio creatore, non lasciarci ancora vivere come stranieri gli
uni verso gli altri. Esaudisci il grande desiderio del nostro cuore, accordaci
le nostre giuste richieste e uniscici presto in una santa Chiesa, per i meriti
di Gesù Cristo che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo.
Celebrante: Io ti rendo lode, Cristo, tu sei con noi ogni giorno su
questa terra, fermo come il suolo che calpesto. Celebrante: Dio Trino, siamo davanti a te con il profondo desiderio di creare una vera comunità tra giovani e anziani, tra poveri e ricchi, tra tutte le nazioni. Desideriamo ardentemente rimuovere le divisioni tra i cristiani. Aiutaci a superare le innumerevoli barriere che noi stessi creiamo. Aiutaci a dissipare i nostri sospetti. Tutti: Rendici capaci di riconoscere le buone intenzioni in quanti incontriamo. Celebrante: Aiutaci a mettere da parte le nostre incertezze. Tutti: Rendici capaci di apprezzare la dignità degli altri. Celebrante: Aiutaci a dissipare le nostre paure. Tutti: Rendici capaci di placare i timori degli altri. Celebrante: Aiutaci a sconfiggere il nostro orgoglio. Tutti: Rendici capaci di amare il nostro prossimo come noi stessi. Celebrante: Concedici il dono di una vera comunità riconciliata. Tutti: Amen. Celebrante: Dio di ogni bontà, di fronte a te io penso a coloro che si preparano a trascorrere la notte. Ti chiedo di sostenere tutti coloro che viaggiano e che lavorano. Resta accanto ai malati e ai depressi, a coloro che sono nell'abbandono e ai prigionieri.
Tu sei desto con i desti, Tu sei il riposo con coloro che riposano e chi muore
ha la vita in te. Resta con noi con la tua grazia e la tua bontà, con la tua parola e i tuoi sacramenti, con il tuo conforto e la tua benedizione. Resta con noi quando la notte si avvicina e ci prende la paura, nella notte del dubbio e dell'abbandono, nella notte della morte. Resta con noi e con tutti i tuoi figli, nel tempo e nell'eternità. Dio, fa' che non rendiamo vana la tua fedeltà verso di noi. Aiutaci ad accettare il messaggio del perdono e a vivere ogni giorno nutriti dal tuo amore e dalla tua misericordia infiniti.
Nella croce di Cristo hai riconciliato te stesso con noi. Fa che possiamo vivere
da riconciliati gli uni con gli altri, così che la tua Chiesa possa essere
esempio di autentica pace. Ma soprattutto fa' che chi soffre, chi è abbandonato e perseguitato possa conoscere il tuo amore. Sii loro vicino con il tuo aiuto; sii per loro luce e speranza. Dio della riconciliazione, Dio della pace, ascolta le nostre preghiere, per i meriti di Gesù Cristo. Amen. Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu che ci hai rivelato il Padre Celeste, facci tuoi discepoli. Donaci la forza di fare la tua volontà e osservare i tuoi comandamenti.
Ogni cosa buona e bella nel mondo possa ricordarci te. Fa' che possiamo vedere
in ogni peccatore il riflesso dei nostri stessi peccati.
Facci ricordare quanto breve sia la vita, affinché il pensiero della morte Insegnaci a vivere nella preghiera. Concedici sin da ora di poter annunciare il tuo Regno. Insegnaci ad odiare il peccato, ma non i peccatori. Donaci la forza di essere tuoi testimoni. Non permettere che diventiamo inutili, insignificanti e indifferenti. Sii per noi l'Alfa e l'Omega, adesso e per l'eternità. Fa' che possiamo essere tuoi discepoli. Amen.
(Il testo sulla situazione ecumenica in Europa è stato preparato dal gruppo
ecumenico locale e viene stampato sotto la loro responsabilità). Nel corso dei secoli, la cultura europea è stata segnata dal cristianesimo; d'altro canto le Chiese hanno subito l'influenza delle varie culture nazionali. La divisione all'interno della Chiesa nell'XI secolo tra cristiani d'occidente e cristiani d'oriente dell' Est Europa, come pure la separazione avvenuta nel XVI secolo tra la Chiesa cattolica Romana e le Chiese Protestanti hanno avuto origini teologiche, etiche e culturali. Ne è risultata, nelle varie aree del continente, una situazione ecclesiale segnata da profonde diversità, ove le Chiese che risultano assolutamente maggioritarie in uno stato, in altri sono in stretta minoranza. Dopo il XVI secolo le Chiese Europee hanno anche esportato verso gli altri continenti le loro divisioni tramite le Missioni. Il movimento ecumenico moderno fa in modo che tutte le Chiese d'Europa sentano la responsabilità di rendere possibile un rinnovamento della storia per avanzare verso una progressiva comunione. Al posto di una semplice coesistenza o di opposizioni tra le Chiese, ove le differenze di fede suscitano sospetti anche sugli elementi in comune, oggi si sottolinea la comunione che ci viene data in Cristo dal Dio Trinitario, ed è proprio in questa luce che vengono chiarite e giudicate le antiche divergenze teologiche. Esperienze Ecumeniche La comunione tra le Chiese orientali e quelle occidentali è stata approfondita grazie ai numerosi incontri e dialoghi sia tra la Chiesa Cattolica Romana e quelle Ortodosse come anche tra le Chiese Riformate e quelle Ortodosse Orientali. Dal punto di vista ecumenico, la Dichiarazione sulle divergenze cristologiche tra le Chiese Ortodosse e le Chiese Precalcedonesi (1993) è estremamente significativa. Le Chiese Ortodosse e le Chiese Evangeliche nate con la Riforma, hanno fondato nel 1959 la Conferenza delle Chiese Europee (KEK ) per promuovere la testimonianza e il servizio comune delle Chiese nella società europea. È precisamente in Europa che undici anni prima era stato fondato il Consiglio Ecumenico delle Chiese. In questi ultimi anni le relazioni cattolico-evangeliche sono state fondamentalmente modificate. Dal giubileo della Confessione d'Asburgo - dal 1530 la confessione di fede luterana più significativa - è stato elaborato un documento comune: "Tutti sotto un unico Cristo". Quasi dappertutto in Europa si verificano scambi regolari di celebrazioni ecumeniche e collaborazione a diversi livelli. I Paesi dell'Europa centrale, in cui la diversità confessionale è notevole, rivestono in tal senso il ruolo di pionieri. "La Dichiarazione comune sulla Giustificazione", firmata dalla Federazione Luterana mondiale e dalla Chiesa Cattolica Romana nel 1999, riveste grande attenzione. Il protestantesimo, frazionato in diverse Chiese, cerca e trova sempre più la sua unità in seno al movimento ecumenico. Dal Concordato di Leuenberg, firmato nel 1973, le Chiese Luterane, Riformate, e Unite d'Europa si riconoscono reciprocamente e si dichiarano "in fratellanza di cattedra e di altare/mensa". Anche le Chiese Metodiste si sono riunite alla Comunione Ecclesiale di Leuenberg. Le Chiese Anglicane hanno concluso accordi di reciproco riconoscimento con la Chiesa Evangelica di Germania (Meissen,1988) con le Chiese Luterane scandinave e Baltiche (Porvoo,1994) e con le Chiese Evangeliche della Francia (Reuilly,1999). Strutture ecumeniche
Questi approcci ecumenici, significativi dal punto di vista della storia delle
Chiese, devono essere attualmente recepite e vissute in tutto il popolo di Dio.
Per questo è necessario che le istituzioni ecclesiali europee lavorino sempre
più insieme a livello ecumenico (diaconia e lavoro sociale, servizi a favore
della pace, per le donne, per gli uomini, per i giovani ecc.) Nella quasi totalità dei Paesi d'Europa esistono dei Consigli Nazionali delle Chiese, con una crescente partecipazione della Chiesa Cattolica Romana. Sul piano dell'ecumenismo locale e soprattutto nei numerosi centri confessionali misti, viene vissuta soprattutto una esperienza spirituale che incoraggia il movimento ecumenico. Ma esistono anche dei freni ecumenici evidenti. Spesso, molti cristiani e molte Chiese vivono in situazioni in cui possono operare ben poco. "L'ecumenismo è buono e bello, ma è molto più bello quando siamo soli". Questa testimonianza, raccolta alla fine di una celebrazione ecumenica, evidenzia che una apertura e una spiritualità ecumenica sono ancora più necessarie che nel passato. Le Chiese di fronte a un nuovo impegno L'Europa deve affrontare compiti importanti che hanno bisogno di un'azione più ardita per la riconciliazione delle Chiese. Dal 1989, la crisi politica che l'Europa ha conosciuto, ha aperto una nuova tappa nelle relazioni tra le Chiese dell'Est e quelle dell'Ovest. Il fatto che le Chiese abbiano vissuto contemporaneamente storie diverse, ha portato a un disconoscimento, a un'incomprensione e a una sfiducia su tutti i fronti. Le Chiese d'Europa sono coscienti di avere una nuova responsabilità di fronte ai grandi problemi attuali come: una vita comunitaria nella diversità delle culture, dei popoli e delle religioni, in modo particolare nell'incontro con l'Islam; il senso della vita, l'incontro dei nuovi gruppi di movimenti religiosi che nascono al di fuori delle Chiese, lo scambio dei doni tra le religioni del mondo, gli importanti problemi circa i diritti dell'uomo a seguito delle scoperte genetiche, come la clonazione fino ai nuovi problemi inerenti la costituzione dell'unità familiare, dell'ambiente, ecc. La costituzione dell'Unione Europea esige la vigilante presenza delle Chiese, soprattutto per ciò che riguarda l'etica e la cultura. Le Chiese devono vigilare affinché l'Unità europea avvenga sempre nella prospettiva di un equo scambio con gli altri continenti del globo. Solo insieme le Chiese d'Europa potranno fronteggiare questi grandi sfide. Collaborazione tra il KEK e la CCEE La Conferenza delle Chiese Europee (KEK) coinvolge 126 chiese Anglicane, Protestanti, Ortodosse e vetero- cattoliche. Il Consiglio della Conferenza Episcopale d'Europa (CCEE) riunisce le 34 conferenze episcopali del Continente. La KEK e la CCEE rappresentano, ciascuno per la propria parte, circa la metà dei cristiani d'Europa. La collaborazione tra le due istanze costituisce un'autentica realtà ecumenica in Europa. Essa ha avuto il suo esordio nel 1971 e ha portato a numerosi meeting, come quello di Chantilly, Riva del Garda/Trento, Erfurt, Santiago de Compostela, Assisi, e a incontri al vertice, come le due assemblee ecumeniche europee (EEAs). L'incontro ecumenico europeo del 1989 di Basilea (Svizzera) ha riunito, per la prima volta nel nostro continente, tutti i cristiani sul tema "Pace e Giustizia per tutta la creazione". Nel 1997 si sono incontrati nella città austriaca di Graz, più di 10.000 delegati di tutte le Chiese d'Europa e circa 200 Chiese e Conferenze Episcopali sul tema "Riconciliazione, dono di Dio e fonte di vita nuova". Il comitato congiunto "Islam in Europa" ha stabilito una rete d'incontri con l'Islam: reciprocità, matrimoni misti, relazioni tra religione e nazione, preghiera nelle religioni e tra religioni. La commissione "Chiesa e Società" del KEK e la Commissione degli Episcopati cattolici della Comunità Europea (COMECE) hanno ambedue svolto le loro sedute a Bruxelles e affiancano i lavori delle istituzioni politiche europee. Nella settimana di Pasqua 2001, cento responsabili e delegati delle Chiese e dei movimenti ecumenici e cento giovani si sono incontrati in Francia, a Strasburgo per uno scambio tra generazioni e per definire gli orientamenti per l'inizio del terzo millennio. Le Chiese d'Europa sono impegnate da molti anni in un progetto esigente e ricco di prospettive: La Charta Ecumenica per l'Europa. Essa intende permettere alle Chiese di precisare gli scopi da raggiungere e di stabilire delle regole per fare un cammino insieme. Prospettive per l'avvenire
L'Assemblea Ecumenica di Graz ha descritto le sfide che si propongono alle
Chiese per compiere ulteriori passi verso l'unità visibile:
DATE IMPORTANTI NELLA STORIA DELLA ca. 1740 In Scozia, nascita di un movimento pentecostale con collegamenti nordamericani, il cui nuovo messaggio per il rinnovamento della fede chiamava a pregare per e con tutte le Chiese. 1820 Il Rev. James Haldane Stewart pubblica "Suggerimenti per l'Unione generale dei Cristiani per l'effusione dello Spirito" (Hints for the General Union of Christians for the Outpouring of the Spirit). 1840 Il Rev. Ignatius Spencer, convertito al cattolicesimo, propone d'istituire "L'Unione di Preghiera per l'Unità". 1867 Nel Preambolo alle sue risoluzioni, la prima Assemblea dei vescovi Anglicani a Lambeth sottolinea la preghiera per l'Unità. 1894 Papa Leone XIII incoraggia la pratica dell'Ottavario di Preghiere per l'Unità nel contesto della Pentecoste. 1908 Celebrazione dell'"Ottavario per l'Unità della Chiesa" su iniziativa del Rev. Paul Wattson. 1926 Il Movimento Fede e Costituzione inizia la pubblicazione di "Suggerimenti per l'Ottavario di Preghiere per l'Unità dei Cristiani". 1935 L'Abate Paul Couturier, in Francia, promuove la "Settimana universale di Preghiere per l'unità dei Cristiani" basata sulla preghiera per "l'unità voluta da Cristo, con i mezzi voluti da Lui". 1958 Il Centro "Unità Cristiana" di Lione, Francia, inizia la preparazione del tema per la Settimana di Preghiera in collaborazione con la Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.
1964 Il "Decreto sull'Ecumenismo", del Concilio Vaticano II,
sottolinea che la preghiera è l'anima del movimento ecumenico, ed incoraggia
l'osservanza della Settimana di Preghiera. 1968 Per la prima volta la "Preghiera per l'Unità" viene celebrata in base al testo elaborato in collaborazione tra "Fede e Costituzione" e il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.
1994 Il gruppo internazionale che prepara la "Preghiera per l'Unità"
viene ampliato con la partecipazione di due organizzazioni ecumeniche laiche:
l'Alleanza Universale delle Unioni Cristiani Giovanili (YMCA) e l'Alleanza
Universale delle Unioni Cristiane Femminili (YWCA). TEMI DELLA "SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI"
Temi della "Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani"
elaborati in collaborazione tra la Commissione "Fede e Costituzione"
del Consiglio Ecumenico delle Chiese ed il Pontificio Consiglio per la
Promozione dell'Unità dei Cristiani dal 1968 al 2000
1969 "Chiamati alla libertà"
1970 "Siamo cooperatori di Dio"
1971 "...E la comunione dello Spirito Santo"
1972 "Vi do un comandamento nuovo"
1973 "Signore, insegnaci a pregare"
1974 "Tutti proclamino: Gesù è Cristo Signore"
1975 "La volontà del Padre: ricapitolare in Cristo tutte le cose"
1976 "Chiamati a divenire simili a Lui"
1977 "La speranza poi non delude"
1978 "Non siete più stranieri"
1980 "Venga il Tuo Regno"
1981 "Un solo Spirito, diversità di doni, un solo Corpo"
1982 "Che tutti trovino in Te la loro dimora, Signore"
1983 "Gesù Cristo, Vita del mondo"
1984 "Chiamati ad essere uno mediante la Croce di Nostro Signore"
1985 "Dalla morte alla vita con Cristo"
1986 "Voi sarete miei testimoni"
1987 "Uniti in Cristo, una nuova Creazione"
1988 "L'amore di Dio scaccia la paura"
1989 "Costruire la Comunità: un solo corpo in Cristo"
1990 "Che tutti siano uno....affinché il mondo creda"
1991 "Lodate il Signore, popoli tutti"
1992 "Io sono con voi...andate dunque"
1993 "Portare i frutti dello Spirito per l'Unità dei Cristiani"
1994 "La Casa di Dio: Chiamati ad avere un cuor solo ed un'anima sola"
1995 "Koinônia: Comunione in Dio e tra noi"
1996 "Ascoltate, io sto alla porta e busso"
1997 "Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con
Dio"
1998 "Lo Spirito viene in aiuto della nostra debolezza"
!999 "Essi saranno suo popolo ed egli sarà ‘Dio con loro'"
2000 "Benedetto sia Dio che ci ha benedetti in Cristo"
2001 "Io sono la Via, la Verità e la Vita"
2002 "In te è la sorgente della vita"
Traduzione realizzata dal Centro Pro Unione (Roma)
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