![]() |
![]() |
|
|
PONTIFICIO CONSIGLIO RAPPORTO DI MONS. DONALD BOLEN Relazioni tra Cattolici e Metodisti
Durante la celebrazione dei Vespri per la commemorazione del XL anniversario di promulgazione del Decreto conciliare sull'ecumenismo Unitatis redintegratio, Papa Giovanni Paolo II ha osservato a proposito dell'impegno per l'unità dei cristiani: "Anche se probabilmente la via è ancora lunga e faticosa [... ] ogni giorno scopriamo e sperimentiamo l'azione e l'impulso dello Spirito di Dio, che, con gioia, constatiamo all'opera anche nelle Chiese e Comunità ecclesiali non ancora in piena comunione con la Chiesa cattolica". Il Santo Padre si è poi riferito all'atteggiamento di fede che deve caratterizzare questo impegno: "Piuttosto che di lamentarci di ciò che non è ancora possibile, dobbiamo essere grati e rallegrarci di ciò che già esiste ed è possibile. Fare sin da ora ciò che è possibile ci fa crescere nell'unità e ci dà entusiasmo per superare le difficoltà". Scoprire e sperimentare nell'altro l'azione e l'impulso dello Spirito di Dio e fare sin da ora ciò che è possibile sono due dei principi fondamentali che continuano a caratterizzare le relazioni tra il Consiglio Metodista Mondiale (Cmm) e la Chiesa cattolica. La Commissione internazionale di dialogo cattolica-metodista Nel corso degli ultimi tre anni, il dialogo cattolico-metodista ha cercato di giungere ad una comprensione condivisa della Chiesa. Più precisamente, la Commissione si sforza di individuare in che modo e fino a che punto cattolici e metodisti possono riconoscere gli uni negli altri l'unica Chiesa di Cristo. Da un punto di vista cattolico, il Metodismo contiene o comprende se non tutti, molti degli elementi o beni della Chiesa. Secondo l'Enciclica di Papa Giovanni Paolo II Ut unum sint (n. 11), e sulla base del Decreto sull'Ecumenismo, nella misura in cui tali elementi o beni si trovano nelle Chiese membro del Consiglio Metodista Mondiale, l'unica Chiesa di Cristo è effettivamente presente in esse. I metodisti, da parte loro, tendono ad una definizione inclusiva della Chiesa, e pertanto sulla base della fede trinitaria comune, essi riconoscono che la Chiesa cattolica è una vera Chiesa ed uno strumento di grazia per la salvezza. I metodisti ritengono che la loro tradizione wesleyana possieda elementi dai quali la Chiesa cattolica può trarre beneficio, e considerano valido il concetto - enunciato da Papa Giovanni Paolo II nel numero 28 dell'Enciclica Ut unum sint - che il dialogo comporta uno "scambio di doni". In questo contesto, la Commissione internazionale cerca di identificare più chiaramente gli elementi di Chiesa che ciascuno dei due partner del dialogo può riconoscere nell'altro, e di dare forma concreta ai doni che cattolici e metodisti desiderano condividere. Le principali differenze tra Cattolicesimo e Metodismo si concentrano nell'ambito dell'ecclesiologia. La Commissione spera pertanto che la sua attuale ricerca sulla natura e la missione della Chiesa possa costituire la base per affrontare la sacramentalità della Chiesa e dell'ordinazione, il ministero episcopale nella successione apostolica, ed il ministero petrino. Si prevede che il documento, in fase di elaborazione da parte della Commissione mista internazionale di dialogo cattolica-metodista, sia ultimato e sottoposto per esame al Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani e al Consiglio Metodista Mondiale entro l'estate del 2006. Il Comitato Esecutivo del Consiglio Metodista Mondiale Nel settembre del 2004 si è tenuto a Port Elizabeth (Sud Africa), un incontro del Comitato Esecutivo del Consiglio Metodista Mondiale, che si riunisce per tre volte consecutive ogni cinque anni, ed è composto da circa 120 persone in rappresentanza delle 76 Chiese membro del Cmm, con un numero di fedeli praticanti valutati intorno ai 32 milioni. Tuttavia i fedeli che in qualche modo si richiamano all'una o all'altra Chiesa membro raggiungono i 75 milioni circa. Il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani è regolarmente invitato ad essere presente alle riunioni del Comitato Esecutivo tramite un suo osservatore, ciò che facilita stretti contatti e contribuisce ad una più approfondita conoscenza reciproca nell'intento condiviso di progredire verso l'unità nella fede, nella missione e nella vita sacramentale. Il Comitato Esecutivo ha trattato tra l'altro di un importante sviluppo: la proposta di adesione delle Chiese membro del Cmm alla Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione, firmata nel 1999 dalla Chiesa cattolica e dalla Federazione Luterana Mondiale. Lo scorso anno è stato chiesto alle Chiese membro del Cmm di studiare e dare la loro risposta su un progetto di testo che esprime chiaramente l'accettazione da parte metodista delle affermazioni di consenso basilare enunciate nella Dichiarazione congiunta; il progetto esprime inoltre l'accettazione delle delucidazioni specificamente luterane e specificamente cattoliche della Dichiarazione, osservando che le diverse accentuazioni non dovrebbero costituire un fattore di divisione; infine il progetto dibattuto a Port Elisabeth enuncia le accentuazioni proprie al Metodismo circa Dottrina della Giustificazione. Le risposte fino ad ora pervenute sono state tutte positive. Si può ragionevolmente sperare che l'intenzione delle Chiese membro del Cmm di aderire alla Dichiarazione congiunta cattolica-luterana sulla Dottrina della Giustificazione possa concretizzarsi ed essere solennemente affermata durante la Conferenza Metodista Mondiale prevista nel luglio del 2006. Tale accettazione, che non avrebbe conseguenze di sorta sull'accordo raggiunto dalla Chiesa cattolica e dalla Federazione Luterana Mondiale, assimilerebbe i metodisti ad ogni ulteriore iniziativa intrapresa a seguito della Dichiarazione congiunta e nell'intento di approfondire il grado di consenso da essa già espresso. Il Cmm ha seriamente a cuore le relazioni con la Chiesa cattolica ed il dialogo internazionale cattolico-metodista è indubbiamente l'iniziativa ecumenica più incoraggiata dai nostri partner. A Port Elizabeth, l'osservatore cattolico, il Rev. Donald Bolen, ed il Prof. Geoffrey Wainwright, co-presidente da parte metodista della Commissione Internazionale di Dialogo, hanno illustrato l'attuale ricerca della Commissione; il Rev. Bolen ha poi dato lettura di un messaggio rivolto ai partecipanti dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Il messaggio definiva lo stadio attuale delle relazioni cattoliche-metodiste un tempo particolarmente fecondo, sia per il dialogo teologico in corso che per la possibile adesione metodista alla Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione, notando che tale adesione "costituirebbe un significativo progresso nelle relazioni tra cattolici e metodisti". Il messaggio del Cardinale Kasper è stato accolto molto positivamente. A loro volta, i membri del Comitato Esecutivo hanno inviato i loro saluti a Papa Giovanni Paolo II e al Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Altre iniziative Per completare questa cronaca delle relazioni tra cattolici e metodisti nel 2004, vanno segnalati due altri eventi. Nel marzo dello scorso anno, i co-presidenti del Dialogo Internazionale cattolico metodista, il Prof. Geoffrey Wainwright e S.E. Mons. Michael Putney, si sono incontrati con il Cardinale Kasper e con alcuni Officiali del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani per uno scambio di idee sui possibili progressi nelle relazioni cattoliche-metodiste. Una delle proposte avanzate nel corso dell'incontro, fortemente appoggiata dal Pontificio Consiglio, riguarda il progetto di una visita ufficiale alla Santa Sede nell'autunno di quest'anno 2005, da parte di una Delegazione ad alto livello del Consiglio Metodista Mondiale. La visita avrebbe lo scopo di esaminare come sia possibile trarre delle conseguenze dal dialogo teologico cattolico-metodista, che prosegue, senza scosse e con efficacia, dal 1966. Nel novembre del 2004, il Prof. Wainwright è stato invitato a tenere una delle principali relazioni al Simposio convocato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani in occasione del XL anniversario di promulgazione del Decreto conciliare Unitatis redintegratio. Egli ha parlato della natura dell'unità che ricerchiamo ed ha affermato che il Decreto è uno dei tre o quattro documenti ecumenici più importanti degli ultimi cinquant'anni, con l'Enciclica Ut unum sint, la Dichiarazione di Lima su Battesimo, Eucarestia e Ministero e la Dichiarazione congiunta cattolica-luterana sulla Dottrina della Giustificazione. Per concludere da dove abbiamo iniziato queste note, durante la celebrazione dei Vespri in occasione per il XL di Unitatis redintegratio, il Santo Padre ha parlato anche di una spiritualità di comunione che significa la "capacità di sentire il fratello cristiano, nell'unità profonda che nasce dal battesimo "come 'uno che mi appartiene'"" (cfr Novo Millennio ineunte, n. 43). Tale è l'orientamento che, con pazienza e perseveranza, ci si adopera a rafforzare nelle relazioni tra cattolici e metodisti. La Commissione Internazionale di Dialogo ha tenuto lo scorso anno la sua riunione annuale a Cracovia e, durante una visita a Czestochowa, i membri della Commissione hanno avuto il privilegio di riunirsi per una celebrazione ecumenica di preghiera nel santuario mariano di Jasna Gora. Davanti all'icona della Madonna, cantando con profonda partecipazione l'inno di Charles Wesley "O Thou Who Camest From Above", i membri della Commissione, cattolici e metodisti, hanno vissuto come una anticipazione di quello "scambio di doni" al quale tanto spesso ci riferiamo; il loro sguardo ha potuto forse focalizzare un poco più distintamente ciò che può significare riconoscere l'altro uno che mi appartiene.
|
|