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PONTIFICIO CONSIGLIO
PER LA PROMOZIONE DELL'UNITÀ DEI CRISTIANI

RAPPORTO DI MONS. JOHN A. RADANO

La Commissione "Fede e Costituzione"
e il dialogo sulla Chiesa a livello multilaterale

 


La sessione plenaria della Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) ha avuto luogo a Kuala Lumpur, in Malaysia, dal 28 luglio al 6 agosto 2004. La Commissione è costituita da 120 teologi, nominati dall'Assemblea Generale del CEC, i quali durano in carica per sette anni, fino cioè all'Assemblea successiva a quella che li ha nominati. Essi rappresentano le Chiese membro del CEC: ortodosse, anglicane, protestanti di quasi tutte le confessioni; ed anche le Chiese che non sono affiliate al cec, come la Chiesa cattolica, possono essere rappresentate nella Commissione.

Il tema dell'incontro di Kuala Lumpur era tratto dalla Lettera di Paolo ai Romani (cap. 15, v. 7): "Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio". La Commissione ha esaminato l'insieme della ricerca promossa da "Fede e Costituzione", che comprende una serie di studi quali l'ecclesiologia, il battesimo, l'ermeneutica ecumenica, l'antropologia, la relazione tra identità etniche e nazionali e l'unità dei cristiani, una riflessione teologica sulla pace. Oltre agli studi appena citati, che proseguono in modo continuativo, "Fede e Costituzione" è impegnata in altri sviluppi o iniziative tra le quali:  la riflessione denominata Uniting and United Churches (Chiese in processo di unione e Chiese unite), l'organizzazione del Forum sui dialoghi bilaterali sponsorizzato periodicamente dalla Conferenza dei Segretari delle "Comunioni Cristiane Mondiali" (Christian World Communions), e, dal 1966, la collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani per l'elaborazione annuale dei sussidi che i cristiani di tutto il mondo adoperano ogni anno per la celebrazione della "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani".

Partecipazione cattolica

Sebbene la Chiesa cattolica non sia membro del CEC, dal 1968 essa partecipa a "Fede e Costituzione" con 12 teologi, che fanno parte a pieno titolo della Commissione ed hanno diritto di voto. Scelti dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, essi sono nominati dal Comitato Centrale del Consiglio Ecumenico delle Chiese. S.E. Mons. John Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja (Nigeria) è uno dei vice-moderatori di "Fede e Costituzione".

I partecipanti cattolici hanno dato un contributo significativo all'incontro di Kuala Lumpur. S.E. Mons. Onaiyekan ha presieduto con abilità molte delle riunioni plenarie dell'incontro; il p. Frans Bouwen, M.Afr. (Gerusalemme) ha pronunciato uno dei due interventi principali sul tema della riunione; il p. Jorge Scampini, O.P. (Argentina) ha presentato un'importante relazione sullo studio in corso di "Fede e Costituzione" circa il battesimo; Suor Maria Ko Ha Fong, F.M.A. (Hong Kong/Roma) ha dato una delle due risposte al documento di studio sull'antropologia; Suor Donna Geernaert, S.C. (Canada) ha guidato una delle riflessioni bibliche previste giornalmente dal programma del raduno ed ha collaborato alla redazione del messaggio finale. Mons. John A. Radano, capo ufficio del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha presentato una relazione e coordinato un workshop sul Forum per i dialoghi bilaterali. Gli altri membri cattolici della Commissione presenti a Kuala Lumpur, la maggior parte dei quali partecipano agli studi in corso di "Fede e Costituzione", erano il p. William Henn, O.F.M. Cap (Roma), Suor Mary O'Driscoll, O.P. (Roma/Irlanda), il Prof. Wolfang Thönissen (Germania), il Rev. Angelo Maffeis (Italia), il Rev. p. Michael Van Parys, O.S.B. (Belgio), il Rev. Prof. Huberto Jimenez Gomez (Colombia), il Rev. p. Prof. Guido Vergauwen, O.P. (in sostituzione della Dott.ssa Barbara Hallensleben, Svizzera). Inoltre, "Fede e Costituzione", che si adopera a suscitare l'interesse dei giovani, aveva richiesto la presenza a Kuala Lumpur di due giovani teologi cattolici. Il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani si è rivolto all'Ufficio Ecumenico della FABC (Federation of Asian Bishops' Conference), che ha segnalato due giovani laureande, Rebecca Cacho e Jennifer Buya, entrambe docenti di teologia presso il St. Benilde College dell'Università De La Salle a Manila (Filippine), le quali hanno entrambe preso parte all'Assemblea plenaria di "Fede e Costituzione" a Kuala Lumpur.

Ecclesiologia

Sebbene "Fede e Costituzione" sia attualmente impegnata in una ricerca su vari temi, il suo studio principale riguarda l'ecclesiologia. Nell'intervento che ha inaugurato i lavori della Plenaria di Kuala Lumpur, il Dott. David K. Yemba, Moderatore di "Fede e Costituzione", ha fatto ricorso ad un'eloquente immagine per illustrare la centralità dell'ecclesiologia nell'impegno ecumenico. Egli ha definito il XX secolo il "secolo della Chiesa". Il movimento missionario del secolo scorso era stato il punto d'inizio verso la comprensione di ciò che è la Chiesa. In tale fase iniziale del movimento ecumenico, coagulato intorno alla Conferenza Mondiale sulla Missione ad Edimburgo nel 1910, gli sforzi si incentravano sull'azione della Chiesa nel mondo (la sua missione). "Nel XX secolo la passione per l'unità della Chiesa era scaturita dalla consapevolezza che occorreva l'unità della sua missione nel mondo". Subito dopo, il movimento Vita e Azione (prima Conferenza Mondiale, del 1925), aveva posto l'accento sull'unità della Chiesa nel servizio. Più tardi, il movimento di "Fede e Costituzione" aveva affrontato le questioni dottrinali e teologiche connesse alla divisione nella Chiesa: unità della Chiesa e natura della Chiesa. Fin dalla sua prima Conferenza Mondiale del 1927, "Fede e Costituzione si è impegnata a far sì che lo studio della Chiesa fosse l'argomento prioritario del suo programma". L'attuale centralità dell'ecclesiologia ha dunque profonde radici nella storia, anche se il primo testo di approfondimento sull'argomento, The Nature and Purpose of the Church (La natura e la finalità della Chiesa - Documento di "Fede e Costituzione" n. 181), risale soltanto al 1998.

Natura e scopo della Chiesa

"Fede e Costituzione" sta attualmente elaborando due documenti ecclesiologici. Il primo e più ampio di questi progetti riguarda la revisione del documento The Nature and Purpose of the Church.

L'attuale stesura della revisione si intitola:  La Natura e la Missione della Chiesa (The Nature and Mission of the Church). Alla revisione hanno contributo numerosi commenti relativi al precedente documento del 1998, tra i quali l'ampio studio presentato tre anni fa a "Fede e Costituzione" da parte di un gruppo di teologi cattolici incaricati dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità.

Il documento, nella sua stesura attuale, è stato esaminato dalla plenaria a Kuala Lumpur (Il Bollettino del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, Information Service 115 [2004] 72-73, ha pubblicato il testo del documento in una versione sostanzialmente uguale a quella presentata a Kuala Lumpur). Due emendamenti meritano una menzione particolare:  un'enfasi più marcata sulla nozione di Chiesa come koinonia, tema di primaria importanza nelle discussioni ecumeniche sulla Chiesa, e la maggiore attenzione data nell'attuale revisione del documento alla questione del primato. La quinta Conferenza Mondiale di "Fede e Costituzione" (1993) aveva raccomandato l'avvio ad un nuovo studio sulla questione di un "ministero universale dell'unità cristiana" come argomento da approfondire nell'ambito della ricerca della Commissione. Tale affermazione è stata citata da Papa Giovanni Paolo II nella Lettera Enciclica Ut unum sint del 1995 nella quale egli invita i responsabili delle Chiese e i loro teologi ad instaurare sul ministero del Vescovo di Roma un dialogo fraterno e paziente. Nell'attuale stesura del documento The Nature and Mission of the Church, "Fede e Costituzione" ha avvitato tale riflessione.

Il Vescovo anglicano John Hind, membro della Commissione, nell'introdurre a Kuala Lumpur la stesura fino ad ora emendata di The Nature and Mission of the Church, ha informato della decisione della "Standing Commission" di "Fede e Costituzione" di "giungere in definitiva, anche se si tratterà di un lungo processo, all'elaborazione di un documento sulla Chiesa analogo al documento Battesimo, Eucaristia e Ministero (BEM)". Il Vescovo Hind si è fatto portavoce della speranza di "Fede e Costituzione" di elaborare un documento che aiuti a promuovere efficacemente la riconciliazione tra le Chiese separate, come è stato il caso per il bem. Il documento del 1982 aveva evidenziato molte convergenze e consensi sui temi del Battesimo, dell'Eucaristia e del Ministero, che hanno diviso per secoli i cristiani. Il BEM era stato inviato alle Chiese affinché esse comunicassero il loro punto di vista sul contenuto del documento ed avviassero un processo di ricezione "ad alto livello e compatibile con l'importanza dell'argomento". Circa duecento Chiese e Comunità ecclesiali avevano comunicato a "Fede e Costituzione" la loro risposta. Il BEM è stato generalmente ben accolto, anche se esso è stato oggetto di molti commenti critici. "Fede e Costituzione" ha deciso nel 1990 di avviare un programma per studiare ulteriormente le questioni non risolte. In ogni caso si può affermare che le convergenze e il consenso registrati dal BEM hanno fatto del documento un'importante risorsa teologica particolarmente usata da alcune Chiese anglicane e protestanti in varie parti del mondo, che hanno sottoscritto degli accordi vincolanti basati sulla fede condivisa, i quali hanno permesso loro di pervenire ad un più profondo grado di comunione. Si spera che un documento di convergenza sul tema della Chiesa possa avere conseguenze analoghe.

Dichiarazione sull'ecclesiologia per la IX Assemblea del CEC

Il secondo progetto che "Fede e Costituzione" sta elaborando riguarda una "dichiarazione sull'ecclesiologia" da presentare alla nona Assemblea Generale del CEC prevista per il 2006. Si tratterà di una dichiarazione breve nella sua forma, in qualche modo simile alle dichiarazioni che descrivono la natura dell'unità che cerchiamo, emesse a conclusione delle Assemblee Generali del Consiglio Ecumenico delle Chiese a New Delhi (1961), Nairobi (1975) e Canberra (1991). Tali testi incentrati sull'unità sono di importanza per focalizzare il movimento ecumenico sull'unità visibile della Chiesa e per descrivere più precisamente la natura di tale unità.

Nell'attuale stesura della dichiarazione si ritrovano vari aspetti che riflettono le dichiarazioni delle Assemblee precedenti, ma anche sviluppi nuovi. In primo luogo, la riflessione sugli aspetti locali e universali della Chiesa e la sua unità nella diversità. Nelle dichiarazioni precedenti gli aspetti locali e universali erano soltanto accennati, anche se più chiaramente nel testo di Canberra (n. 21). Il progetto in elaborazione dà un fondamento teologico più profondo al tema, anche se esso è per ora espresso in forma ancora concisa.

Un'altra caratteristica di questa dichiarazione è la maggiore attenzione data al battesimo rispetto alle Assemblee precedenti, che si sono riferite direttamente, ma con brevi accenni, all'importanza del battesimo: New Delhi: "Battezzati in Gesù Cristo"; Nairobi: "Essi hanno ricevuto lo stesso battesimo"; Canberra: "Una vita sacramentale comune iniziata con l'unico battesimo"; "la sfida... di riconosce reciprocamente il battesimo"; "sulla base della convergenza nella fede sul Battesimo, l'Eucaristia e il Ministero, considerare, ogni volta che è possibile, forme di ospitalità eucaristica". L'attuale dichiarazione sull'unità, invece, consacra due paragrafi all'argomento.

La dichiarazione accenna inoltre ad una delle sette "questioni più urgenti" che devono ancora essere studiate dalle Chiese: "il grado di riconoscimento dell'unico battesimo negli altri" (n. 12). La dichiarazione di Canberra del 1991 aveva definito la questione del reciproco riconoscimento del battesimo la "sfida del momento".

Commento conclusivo

Evidentemente entrambi questi studi non sono ancora conclusi. Essi mostrano tuttavia ulteriori convergenze ecumeniche circa la natura e la missione della Chiesa, e riflettono lo stato attuale del dialogo sul contenuto dell'unità che ricerchiamo.

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