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PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL'UNITĄ DEI CRISTIANI

RIFLESSIONI DI P. JUAN USMA GÓMEZ*

Consuntivo di un anno segnato
da novità significative e incoraggianti

Pentecostali si volta pagina


Nel corso dell'ultimo anno, in controtendenza con le notizie che si è abituati a sentire riguardo alle relazioni tra cattolici e pentecostali, hanno avuto luogo eventi e dichiarazioni che indicano un cambiamento. Eventi e dichiarazioni che normalmente forse non trovano eco sufficiente nei mass media.

Davanti alla sfida dell'enorme crescita del pentecostalismo, sia in termini numerici (da zero a seicento milioni in un secolo), sia dal punto di vista della loro presenza in quasi tutte le Chiese e Comunità ecclesiali, le difficili relazioni tra pentecostali e cattolici in tutto il mondo ed, in maniera particolare, nel continente latino-americano, sono a tutti molto note. È dunque ancora più significativo il fatto che, per la prima volta, tra gli osservatori alla quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, vi fosse un cristiano pentecostale.

In quella stessa circostanza, nel saluto rivolto ai vescovi da tutti gli osservatori evangelici, tre affermazioni sono degne di menzione. La prima si riferisce al Papa: "dall'inizio di questa Conferenza" - dichiarano gli evangelici latino-americani (il settantacinque per cento dei quali sono pentecostali) con un tono nuovo e sorprendente - "ci sentiamo stimolati e sfidati dall'invito di Papa Benedetto XVI a fondare nella lettura e nella conoscenza della Parola di Dio il nuovo risveglio missionario di cui hanno bisogno la nostra America Latina ed i Caraibi".

Sul ruolo dei cattolici nel continente, ricordando anche che, in questo processo, molti fedeli evangelici hanno annunciato la Parola di Dio, alcuni persino fino al martirio, gli osservatori affermano: "Non possiamo non riconoscere la testimonianza e la preminenza della Chiesa cattolica romana nell'evangelizzazione della nostra America. [La Chiesa cattolica] guidata dallo Spirito di Dio e dalla sua Parola, al di là delle ambiguità delle circostanze storiche ha generato una ricca fede in diverse espressioni religiose che hanno fatto sì che il messaggio di Cristo prendesse radici nel continente". Infine, gli evangelici invitano i cattolici a far fronte comune e si dicono disposti a realizzare ogni sforzo per superare la competitività e l'aggressività al fine di realizzare la vocazione di discepoli e missionari di Gesù Cristo.

In un altro contesto, nelle conclusioni del Seminario sull'ecumenismo per i vescovi del Cono Sud organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani in Argentina, i partecipanti, dopo aver studiato il fenomeno pentecostale e discusso dell'attuale situazione tra i cristiani nella regione, dichiaravano: "Crediamo che, guidati dallo Spirito Santo, dobbiamo andare incontro ai nostri fratelli pentecostali, facendo tesoro di questa corrente di grazia e senza spegnere lo Spirito:  con amore, prudenza, e discernimento; superando l'atteggiamento difensivo poiché il timore non è frutto dello Spirito".

Lo stesso spirito di apertura e al contempo di fermezza traspariva nel discorso di Benedetto XVI durante la sua visita in Brasile. Il Papa ricordava infatti che per realizzare la vocazione ecumenica in mezzo al crescente pluralismo religioso e in un ambiente non sempre favorevole, per i cattolici "vale sempre il principio dell'amore fraterno e della ricerca di comprensione e di avvicinamenti reciproci; ma anche la difesa della fede del nostro popolo".

Ma chi sono i pentecostali? Quali sono i loro punti forti e quali i loro punti deboli? Qual è la loro identità, ancora in evoluzione? E cosa possono offrire per superare le nostre debolezze come cristiani e rafforzare la nostra stessa fede e la nostra stessa identità? Dobbiamo ammettere che alla presenza sempre più consistente di questi gruppi non corrisponde una conoscenza adeguata da parte dei cattolici. È dunque opportuno riflettere, in modo positivo e critico, anche su ciò che il rapporto con i pentecostali ha cambiato e sta cambiando nella nostra identità confessionale e decidere sul da farsi per mantenerci fedeli alla nostra tradizione.

La crescita del pentecostalismo sia per la nascita di nuove denominazioni - Pentecostali classici (dal 1906 in poi) e Pentecostali non-denominazionali (dal 1980) - sia mediante la sua incorporazione all'interno delle diverse tradizioni cristiane - Pentecostali denominazionali (dal 1950 in poi) - ha generato una situazione di reciproca influenza e di interazione tra le varie comunità cristiane. In diversi continenti, vi sono comunità evangeliche e protestanti che, pur conservando i loro nomi originali, preservano ben poco della loro tradizione ecclesiale originaria dopo aver adottato la forma pentecostale. Altre si sono divise in due o più frazioni opposte:  una fedele alla tradizione ecclesiale originaria, l'altra che predilige lo stile pentecostale il quale "diluisce" spesso la tradizione precedente. L'altra faccia della medaglia è l'esistenza di un chiaro influsso da parte delle diverse tradizioni delle chiese storiche sul pentecostalismo, un influsso che deve essere ulteriormente analizzato e, possibilmente, incoraggiato.

Compito urgente per coloro che si dedicano alla pastorale e per tutti i battezzati, è riscoprire i tesori dell'identità cattolica. La migliore forma di contatto è essere pronti a condividere con gli altri cristiani le nostre convinzioni ed esperienze di fede; la nostra tradizione; la nostra spiritualità e la ricca diversità devozionale, con cuore aperto. Soltanto così possiamo parlare veramente di conoscenza reciproca, dialogo, collaborazione e preghiera comune. In questo senso, vale la pena citare ciò che dice il documento finale di Aparecida: "Secondo la nostra esperienza pastorale, molte volte la gente sincera che lascia la nostra Chiesa non lo fa per quel che i gruppi "non cattolici" credono, ma fondamentalmente per quel che loro vivono; non per motivazioni strettamente dogmatiche ma pastorali; non per problemi teologici ma metodologici all'interno della nostra Chiesa. In realtà, molti di quelli che passano ad altri gruppi religiosi non vogliono abbandonare la nostra Chiesa, ma cercano sinceramente Dio".

Tra gli aspetti positivi del cambiamento generato all'interno del cristianesimo dalla comparsa del pentecostalismo, possiamo menzionare la riscoperta del ruolo centrale dello Spirito Santo, il fatto che la conversione personale a Gesù Cristo sia richiesta in maniera esplicita e continuativa durante il periodo della vita del singolo cristiano; l'enfasi posta sulla preghiera e sul potere della preghiera; la riscoperta dei carismi e dei doni spirituali come realtà operanti e necessarie nella vita di ogni credente. Al contrario, è certamente negativo il fatto che il pentecostalismo ed i pentecostali sottolineino la loro esperienza e la loro spiritualità come l'unica prodotta direttamente da Dio stesso; quindi, non sorprende che non siano disposti a riconoscere a altre esperienze cristiane la stessa importanza e lo stesso ruolo. Secondo loro, la pienezza dell'essere cristiano si raggiunge con l'esperienza del "Battesimo nello Spirito"; pertanto, la differenziazione tra cristiani e pentecostali dipende dal possedere o meno lo Spirito Santo in maniera piena, cioè secondo quanto viene descritto, con le stesse manifestazioni e modalità, nel secondo capitolo degli Atti degli Apostoli. E dunque, per loro, "un cristiano non sempre è pentecostale, ma un pentecostale è sempre un vero cristiano".

Diversi sono gli sforzi compiuti negli anni per comprendere la realtà pentecostale e per chiarire, al confronto, la tradizione cattolica. Il dialogo internazionale cattolico pentecostale, iniziato nel 1972 e giunto alla sua quinta fase, anche in controtendenza con quanto si è verificato in alcuni luoghi, ha concentrato le sue discussioni intorno al divenire cristiani e lo ha fatto servendosi delle testimonianze bibliche e patristiche. Il rapporto On Becoming A Christian: Insights from Scripture and the Patristic Writings. With Some Contemporary Reflections, che verrà pubblicato tra breve, è una vera novità soprattutto perché è la prima volta che cattolici e pentecostali studiano insieme i Padri della Chiesa e li citano ampiamente nel documento. Sul fronte dei pentecostali non denominazionali, accogliendo una loro richiesta e dopo un processo di preparazione di vari anni, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani terrà delle conversazioni preliminari con un gruppo di loro leaders, nell'aprile 2008. Tale iniziativa intende fare il punto della situazione circa la loro identità ecclesiale ed esplorare la possibilità di stabilire un processo di avvicinamento con i cattolici.

 

* Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani

  

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