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PONTIFICIO CONSIGLIO
PER LA PROMOZIONE DELL'UNIT
À DEI CRISTIANI

CONFERENZA SUL XL ANNIVERSARIO
DELLA PROMULGAZIONE DEL DECRETO CONCILIARE
UNITATIS REDINTEGRATIO

RESOCONTO DEL SECONDO GIORNO

Rocca di Papa, Mondo Migliore
Venerdì, 12 novembre 2004

 

 

Nel secondo giorno della Conferenza sul XL anniversario di promulgazione del Decreto conciliare sull’ecumenismo Unitatis redintegratio, le relazioni e le discussioni si sono incentrate sul tema dell’impegno ecumenico della Chiesa cattolica negli ultimi anni e sul bilancio attuale della situazione ecumenica.

S. E. Mons. Kurt Koch, Vescovo di Basilea, ha introdotto il tema con una relazione dal titolo “Sviluppi ecumenici e nuove sfide. Uno sguardo d’insieme 40 anni dopo Unitatis redintegratio”. L’immagine di un viaggio in aereo, ha affermato il Vescovo Koch, può essere paragonata al cammino della Chiesa cattolica romana nel suo impegno ecumenico dal Concilio Vaticano II. Ad un’intensa preparazione, ha fatto seguito un decollo ad alta velocità e l’aereo ha preso rapidamente quota. Raggiunta l’altezza di crociera, esso sembra essersi stabilizzato, come se, dopo la veloce partenza con il Concilio Vaticano II, non si siano verificate variazioni di sorta nello sforzo ecumenico, anche se permane la fondata speranza che esso raggiungerà la meta del suo viaggio e atterrerà felicemente. Il panorama ecumenico è contrassegnato oggi da eventi positivi, come ad esempio, la firma della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione il 31 ottobre 1999 ad Augsburg. Ma allo stesso tempo si nota sia una tendenza a riaffermare l’identità confessionale che l’insorgere di disaccordi su questioni etiche. 

S. E. Mons. Koch ha evidenziato la necessità, in una tale situazione, di riaffermare i fondamenti teologici dell’ecumenismo così come essi sono stati stabiliti dal Vaticano II. Negli ultimi anni non soltanto i principi dell’ecumenismo hanno subito un processo erosivo, ma la stessa conoscenza dei contenuti fondamentali della fede cristiana è fortemente diminuita anche per i credenti. In tale difficile situazione, il compito primario del movimento ecumenico è quello di riaffermare il suo fondamento teologico, che Unitatis redintegratio individua nel battesimo e nella fede battesimale. Ugualmente importante è ricordare la ragione per la quale il cammino ecumenico è stato originariamente intrapreso. Per tutti i cristiani è urgente chiedersi “se essi realmente avvertono ancora il doloroso scandalo delle divisioni nel Corpo di Cristo, se si sono abituati ad esso o ancora se si sono rassegnati a queste divisioni”. Il movimento ecumenico è confrontato oggi alla sfida del pluralismo sia nella cultura che nella società. “La crescente differenziazione della società, che è sfociata in una straripante tendenza all’individualismo e al pluralismo, suscita diffidenza nei confronti di una qualsiasi ricerca dell’unità. L’unità è vista per la maggior parte come un tollerante riconoscimento della pluralità… La più importante sfida per l’ecumenismo oggi consiste nell’individuare come sia possibile perseguire lo scopo ecumenico dell’unità visibile della Chiesa di Cristo nel contesto di una mentalità postmoderna caratterizzata da un’arbitrarietà individualistica e pluralistica”.

Monsignor Eleuterio F. Fortino, Sotto-segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ha presentato, in forma abbreviata, una relazione dettagliata su “L’azione del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani dalla promulgazione di Unitatis redintegratio ad oggi”. La prima parte di tale presentazione riguardava l’azione del Consiglio per la preparazione di documenti ufficiali in vista di orientare l’attività ecumenica all’interno della Chiesa cattolica, come il Direttorio ecumenico nelle sue successive elaborazioni, i sussidi per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (preparati in collaborazione con il Consiglio Ecumenico delle Chiese), la dimensione ecumenica nei codici di Diritto Canonico orientale e latino. Mons. Fortino si è poi riferito all’azione del Dicastero nello sviluppo delle relazioni e dei dialoghi teologici con le altre Chiese e Comunità ecclesiali (le Chiese ortodosse, le Chiese ortodosse orientali, le Comunioni cristiane mondiali d’Occidente e il Consiglio Ecumenico delle Chiese). Nell’ultima parte del suo intervento, il relatore ha trattato dei progetti e delle prospettive future.

S. E. Mons. Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio, ha presentato per grandi linee i risultati di un questionario recentemente inviato dal Dicastero a tutte le Conferenze episcopali del mondo. Le risposte all’inchiesta hanno chiaramente evidenziato un progresso della consapevolezza ecumenica nella Chiesa cattolica. La ricerca dell’unità è diventata un obiettivo realmente presente, così come è realmente presente nei cattolici il desiderio di conoscere maggiormente le altre Chiese e Comunità ecclesiali, e partecipare a raduni e preghiere ecumenici. Il questionario ha anche mostrato l’esistenza di una più diffusa pratica dell’ecumenismo spirituale e di una collaborazione pastorale. Tuttavia persiste in alcuni contesti un’assenza di motivazione e di entusiasmo. Si notano anche delle forti esitazioni nei confronti di nuovi movimenti evangelici e pentecostali. Tra le questioni teologiche che devono essere affrontate, si annoverano: il reciproco riconoscimento del battesimo, gli abusi circa la comunione sacramentale, le implicazioni dei matrimoni misti, le forme eccessive di devozione mariana e un accordo per la fissazione della data di Pasqua. Nella maggior parte delle chiese locali sono state create delle commissioni ecumeniche, o esiste un incaricato per l’ecumenismo; il questionario ha evidenziato tuttavia che molte strutture episcopali lamentano una mancanza di risorse e di continuità. L’attività del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani è generalmente apprezzata. In molte chiese locali è stato espresso il desiderio di ricevere dal Dicastero un maggiore incoraggiamento per la formazione ed il coordinamento dell’azione ecumenica. Per quanto riguarda le proposte o le aspettative per il futuro, gli argomenti più spesso menzionati nel questionario sono i seguenti: la necessaria integrazione delle iniziative ecumeniche nell’insieme dei programmi pastorali delle diocesi; una riflessione sulle risposte da dare ad un proselitismo aggressivo, e l’opportunità di associare esperti  di altre Chiese e Comunità ecclesiali alla formazione ecumenica dei sacerdoti e di coloro che svolgono un servizio pastorale. Nell’insieme, quasi tutte le risposte hanno sottolineato che il dialogo ecumenico ha bisogno di una solida base teologica e di una profonda spiritualità ecumenica.

Nel pomeriggio i gruppi di lavoro hanno studiato un progetto di Vademecum ecumenico volto a promuovere l’ecumenismo spirituale nella Chiesa cattolica. I gruppi si sono espressi favorevolmente sul progetto ed hanno formulato proposte concrete per il suo miglioramento, al fine di favorirne l’applicazione. I lavori della giornata si sono conclusi con una tavola rotonda durante la quale è stata discussa l’applicazione del Decreto Unitatis redintegratio nelle chiese locali.

       

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