La Fondazione è stata creata
da Sua Santità Papa Giovanni Paolo II il 13 febbraio 1992, anno in cui
si è celebrato il V Centenario dell'inizio dell'Evangelizzazione
dell'America Latina e la IV Assemblea Generale dell'Episcopato
Latinoamericano. La Fondazione ha come fine quello di promuovere lo
sviluppo integrale delle comunità di contadini più poveri dell'America
Latina e dei Caraibi, siano essi indigeni, meticci o afroamericani, ed
essere segno e testimonianza di fraternità cristiana e di autentica
solidarietà. Ha la propria sede presso il Pontificio Consiglio "Cor
Unum", il cui Presidente, S.E. Mons. Paul Josef Cordes, è anche
Presidente della Fondazione e suo Rappresentante Legale, ha
partecipato all'intero incontro.
Il Consiglio di
Amministrazione ha come missione, oltre a quella di vegliare sul
rispetto degli Statuti della Fondazione, quella di studiare e
approvare i progetti di sviluppo integrale presentati durante l'anno.
É composto di sette membri, sei dei quali Vescovi di diversi Paesi
dell'America Latina, e un appartenente al Pontificio Consiglio "Cor
Unum". Sono: S.E. Mons. Fabio Betancur Tirado, Arcivescovo di
Manizales, Colombia, e Presidente del Consiglio di Amministrazione;
S.E. Mons. Alberto Teveira Corrêa, Arcivescovo di Palmas, Brasil, e
Vicepresidente del Consiglio; S. Em. il Cardinale Juan Sandoval
Íñiguez, Arcivescovo di Guadalajara, Messico; S.E. Mons. Edmundo
Abastoflor Montero, Arcivescovo di La Paz, Bolivia, anfitrione di
questo incontro; S.E. Mons. Gerardo Flores Reyes, Vescovo emerito de
Vera Paz, Cobán, Guatemala; S.E. Mons. José Luis Astigarraga
Lizarralde, Vescovo Vicario Apostolico di Yurimaguas, Perù e Mons.
Francisco Azcona San Martín, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio
"Cor Unum", Vaticano. Vi hanno inoltre partecipato Mons. Piergiuseppe
Vacchelli e la Signora Enrica Onorante, Presidente e Segretaria
rispettivamente del Comitato di Aiuto per il Terzo Mondo della
Conferenza Episcopale Italiana, principale benefattrice, e il Dott.
Juan Vicente Isaza Ocampo, Segretario del Consiglio, Bogotá, Colombia.
Messaggio del Papa
Papa Giovanni Paolo II ha
voluto inviare un suo Messaggio a motivo del X Anniversario della
creazione della Fondazione, all'indirizzo di Mons. Paul Josef Cordes,
messaggio che è stato reso pubblico durante l'incontro a Sucre. É
stato il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Mons. Betancur,
a leggerlo pubblicamente. Il messaggio ha avuto una vasta eco nella
stampa locale. In esso si legge, dopo il saluto ai membri del
Consiglio e il riconoscimento del lavoro svolto dalla Fondazione, che
"l'aiuto ai poveri è un imperativo del Vangelo che interpella in modo
urgente tutti i cristiani". Il Papa "vede con tristezza che... i
gruppi più emarginati di queste società mancano dell'imprescindibile".
Per questo Egli ha creato la Fondazione, affinché si occupi delle
popolazioni bisognose e come segno della Sua vicinanza a queste
persone. Aggiunge che i bisogni persistono e con essi la finalità
della Fondazione. Parla delle persone bisognose che si trovano in una
condizione di grave penuria, "che spesso vengono accantonate dalla
società o dalle autorità stesse", della difficile situazione sociale,
aggravata dalla presenza di ingiustizie e della corruzione, e da un
"debito estero che raggiunge a volte cifre astronomiche e impedisce lo
sviluppo economico". Urge la collaborazione degli Stati, delle Chiese
particolari, delle Conferenze Episcopali e dei privati, visto il "nesso
intimo (esistente) fra evangelizzazione e promozione umana". Infine
esprime la sua gratitudine a quanti in questi dieci anni hanno
lavorato e fatto sì che questa Sua Fondazione continui a realizzare i
suoi obiettivi. I partecipanti hanno accolto con gioia questo
Messaggio e hanno applaudito con gratitudine.
Progetti approvati
Sono stati esaminati 270
progetti, e ne sono stati approvati 223 (l'82,6% di quelli presentati),
con un importo di US$ 1.895.300, che sarà inviato ai responsabili dei
progetti nel mese di agosto. La Colombia, il Perù e la Bolivia sono
anche quest'anno i paesi che riceveranno più aiuti. Le Antille, Cuba
e l'Honduras quelli che ne riceveranno meno.
Dei progetti approvati, il
36,67% sono orientati alla produzione, agricola e
dell'allevamento, artigianale e microimprenditoriale o a negozi
comunitari; il 27,78% si riferisce all'infrastruttura comunale:
acqua potabile, bagni, recinzioni e sale comunali; il terzo blocco,
con il 15,92% dei progetti approvati, è destinato all'educazione:
abilitazione, dotazione, comunicazioni e pubblicazioni; il 12,59% a
costruzioni di centri sanitari, scuole e abitazioni; e il 7,04 %
alla sanità: abilitazione e dotazione. Con quelli di quest'anno,
nei dieci anni di vita della Fondazione sono stati approvati 1.820
progetti, con un valore di oltre 15 milioni di dollari.
450° Anniversario
Con l'incontro nella città di
Sucre, la Fondazione ha voluto unirsi al gioioso 450° Anniversario
della creazione della Chiesa particolare di La Plata, oggi Sucre. Il
27 giugno 1552, Papa Giulio III, mediante la Bolla Super Specula,
dispose l'erezione canonica della Diocesi di La Plata, su richiesta
dell'Imperatore Carlo I di Spagna e V di Germania, dando poi luogo a
numerose altre Chiese particolari in Argentina, Bolivia, Cile e Perù.
Divenne Arcivescovado di La Plata il 20 luglio 1609, con le
suffraganee di La Paz, Santa Cruz de la Sierra, Paraguay, Tucumán e
Buenos Aires. Il nome si mantenne fino a quando, l'11 novembre 1924,
fu chiamato Arcivescovado di Sucre, includendo quasi tutto il
Dipartimento di Chuquisaca. La diocesi di La Plata ebbe anche il nome
di Charcas, poiché era il centro degli abitanti "charcas" che vivevano
nella zona, anche se questo nome si utilizzò per lo più per riferirsi
agli abitanti e a tutta la regione di quello che costituisce oggi il
territorio boliviano.
Nella implantatio di
questa Chiesa particolare, mentre in Europa si celebrava il Concilio
di Trento, si osservano alcuni dati che configurano e definiscono lo
stile di quella seria e profonda evangelizzazione. Sette anni dopo la
creazione della Diocesi, il 12 giugno 1559, Filippo II creò il
Tribunale Reale a La Plata; la creazione della Diocesi è quindi
precedente a quella del Governo civile. Quello stesso anno, la Diocesi
di La Plata inaugurò l'Ospedale Santa Bárbara, che compie ora
443 anni di vita, a conferma del fatto che la Diaconia accompagnò
l'azione evangelizzatrice della Chiesa, nel caso specifico per aiutare
e confortare le persone malate. Accanto a queste istituzioni, nel 1624
fu fondata l'Università Reale Maggiore e Pontificia San Francisco
Xavier de Chuquisaca, con una Bolla di Gregorio XV, frutto
dell'evoluzione del Collegio che i Gesuiti fondarono nel 1581, base di
questa Università della Compagnia di Gesù. La domenica successiva
all'Epifania dell'anno 1602, fu solennemente intronizzata nella
Diocesi l'immagine della Vergine di Guadalupe, dipinta espressamente
da frate Diego de Ocaña, copia della Vergine dell'Estremadura.
L'organizzazione ecclesiale, l'esercizio della carità, l'educazione e
l'istruzione delle persone e la Vergine furono, e lo sono ancora oggi,
i pilastri di quella evangelizzazione.
A tutto ciò bisogna
aggiungere una profonda inculturazione: il religioso domenicano, frate
Domingo de Santo Tomás, secondo Vescovo di questa Diocesi di La Plata,
nell'antico Alto Perù, nominato da Pio IV, fu uno dei primi europei a
imparare alla perfezione la lingua keschwa (quechua) e a
redigere la prima grammatica e il primo vocabolario in questa lingua:
Gramática o arte de la lengua general de los 'Reynos' del Perú
(Grammatica o arte della lingua generale dei "Regni" del Perù),
pubblicata a Valladolid nel 1560, e il Vocabulario de la Lengua del
Perú (Vocabolario della lingua del Perù). Inoltre portò a termine
la costruzione della Chiesa Cattedrale della città e soprattutto "edificò
la Cattedrale dell'anima degli Indios", come si legge in uno scritto
del suo tempo, dedicando a ciò la maggior parte della sua vita.
Partecipò al Secondo Concilio Provinciale di Lima, il cui obiettivo
chiaro e fondamentale fu "l'evangelizzazione degli Indigeni", per la
quale cosa due erano i presupposti fondamentali sui quali si
accordarono e che dovevano essere messi in pratica: imparare la lingua
indigena e promuovere la formazione del clero nativo. Con questo
imperativo, il 13 gennaio 1595, fu fondato l'attuale Seminario
Conciliare di San Cristóbal a La Plata (oggi Sucre), con il
proposito di formare il clero nativo, proposito ed edificio ancora
esistenti oggi.
Bolivia
La Bolivia, che accoglie
questo incontro, è uno dei paesi americani al quale sono stati
indirizzati più progetti della Fondazione Papale in questi dieci anni.
In termini assoluti, si trova al terzo posto, dopo la Colombia e il
Perù e rispetto al numero degli abitanti al primo, con 179 progetti
approvati e un finanziamento di un milione e mezzo di dollari. Inoltre
questo è il secondo incontro che si svolge in Bolivia; il primo, nel
1994, si è tenuto nella città di Cochabamba, il cui Arcivescovo era
allora membro del Consiglio. Ciò si deve indubbiamente alla
considerazione che la Fondazione ha sempre nutrito per questo Paese,
vista l'alta percentuale di indigeni che vivono nelle sue terre; il
71% dei quasi 8 milioni di abitanti, secondo la rivista Mensageiro,
del Brasile, marzo 2002, o il 55 % di indigeni e più del 30% di
meticci, secondo l'Atlas Microsoft Encarta 1996.
Forse si deve a ciò la buona
accoglienza riservata, in questi giorni, ai membri della Fondazione:
l'onorevole Consiglio Municipale della Città di Sucre ha concesso, il
9 luglio, nella seduta tenutasi in Municipio, i titoli di "Ospiti
d'Onore" e "Ospiti Illustri" ai membri del Consiglio. Il popolo
cristiano ha partecipato in massa alle Celebrazioni Eucaristiche nelle
Parrocchie di Tarabuco (comunità quechua), San Clemente, San Pedro
Alto e Basilica di San Francisco, nella città di Sucre, all'evento
culturale organizzato a La Paz nei locali della Caritas Bolivia, dove
si è tenuta la conferenza di Mons. Cordes dal titolo: "Buscando la
identidad cristiana de la actividad caritativa" (Ricercano
l'identità cristiana dell'attività caritativa) e alla Celebrazione
Eucaristica nella Parrocchia di Munaypata. I vari mezzi di
comunicazione sociale hanno ampiamente diffuso il motivo dell'incontro
e il fine della Fondazione.
Mons. Francisco
Azcona San Martín
Sottosegretario del Pontificio
Consiglio "Cor Unum"