 |
LA CARITÀ DEL PAPA NEL 2000 TRAMITE IL
PONTIFICIO CONSIGLIO COR UNUM
GESTI D’AMORE DEL PAPA PER MANIFESTARE LA SUA VICINANZA A
CHI SOFFRE E PER INCORAGGIARE LA SOLIDARIETÀ DEI CRISTIANI
Quest’anno, precisamente il 15 luglio, ricorre il XXX
anniversario del Pontificio Consiglio Cor Unum per la promozione umana e
cristiana. Istituito da Papa Paolo VI con la Lettera Apostolica Amoris
Officio (Il dovere dell’Amore), questo Dicastero ha il compito primario di
armonizzare l’attività delle Organizzazioni, Associazioni e Gruppi ecclesiali
impegnati nel campo socio-caritativo in favore delle popolazioni, nei Paesi
colpiti da calamità naturali e da guerre, e della promozione umana nei Paesi in
via di sviluppo. La preoccupazione principale di Paolo VI a tale riguardo era
quella di favorire la maggiore efficacia possibile delle pur insufficienti
risorse disponibili, affinché si potesse dare, nelle diverse circostanze, una
fedele testimonianza d’amore fraterno, alla luce degli insegnamenti
evangelici.
La medesima preoccupazione ha ispirato Papa Giovanni Paolo II a mantenere Cor
Unum nel consesso dei Dicasteri della Sede Apostolica, quando, il 28 giugno
1988, con la Costituzione Apostolica Pastor Bonus, volle riformare la
Curia Romana.
Di fronte alle numerose calamità naturali, ai massicci movimenti di popolazioni
motivati da condizioni di estrema povertà, guerre e dai contrasti etnici,
enormemente cresciuti negli ultimi vent’anni, alla progressiva emarginazione
dei poveri sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli industrializzati,
l’impegno delle Organizzazioni, Associazioni e Gruppi ecclesiali si è fatto
sempre più intenso e professionale, qua e là superando il criterio della mera
beneficenza. Ciò ha richiesto, evidentemente, la crescita professionale dei
loro dirigenti e degli operatori ancorché volontari. Questo fatto li ha certo
sottoposti al rischio di una secolarizzazione tale da minacciarne la motivazione
fondamentale che è quella di testimoniare l’Amore di Dio per l’uomo,
incarnato nella persona del Cristo.
Così, rispondendo ad una specifica esigenza, Cor Unum, il 27 novembre
dello scorso anno, ha organizzato un incontro con alcune Organizzazioni,
Associazioni e Gruppi ecclesiali allo scopo di riflettere sulla identità e sui
criteri operativi di ogni Agenzia cattolica impegnata nel campo
socio-caritativo.
In tale contesto si inserisce l’azione che il Pontificio Consiglio Cor Unum
è andato svolgendo anche nel corso dell’Anno del Grande Giubileo, quale
strumento della Carità del Papa in favore delle popolazioni colpite da calamità
e dalle conseguenze dell’odio che oppone genti di uno stesso popolo o di
popoli diversi, come a sostegno dei progetti di promozione umana e cristiana nei
Paesi più poveri e, talvolta, anche in Paesi industrializzati. Le seguenti
tabelle ne offrono uno spaccato assai sintetico, ma significativo.
1. Aiuti in Paesi colpiti da calamità o da guerre
Purtroppo, come ogni anno, anche nel 2000 numerose calamità hanno colpito
popolazioni di varie parti del mondo, mentre persistenti situazioni di emergenza
conseguenti ai gravi conflitti degli anni passati hanno continuato a determinare
spostamenti di profughi e di rifugiati in varie zone. Per citarne soltanto
alcune: il terremoto nelle Filippine, la siccità in Rwanda, in Kenya ed in
Etiopia, le inondazioni in Perù, in Mozambico, in Venezuela, nello Zimbabwe,
nella Corea del Nord, in Italia ed in Vietnam, i disordini in alcune isole
dell’Arcipelago delle Molucche ed in Nigeria, i profughi di Timor Est e del
Kosovo, i rifugiati in Tanzania, l’emergenza climatica in Mongolia, la guerra
in Afganistan, la guerra e le sue conseguenze nel Congo, nelle Filippine ed in
Uganda, i cicloni nel Madagascar, i rifugiati in Siria, profughi e rifugiati in
Sudan ed in Zambia, le persistenti gravi conseguenze dell’incidente nucleare
in Chernobyl, profughi e rifugiati in Eritrea. Mentre leggiamo queste righe sono
ancora gravi e ben visibili le lancinanti ferite lasciate dal terremoto nelle
popolazioni di El Salvador e dell’India.
L’Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente di COR UNUM è stato
inviato dal Santo Padre a manifestare la Sua personale sollecitudine e la
premurosa vicinanza della Chiesa e della Sede Apostolica tra le popolazioni
colpite dal terremoto in Taiwan alla fine del 1999 ( 11-18 gennaio), tra gli
alluvionati del Mozambico (8-12 marzo) e quelli della Val d’Aosta in Italia
(25 ottobre). In detti Paesi egli ha potuto incontrare Vescovi, sacerdoti,
responsabili di agenzie di aiuto, volontari ed Autorità civili. Particolarmente
toccanti sono stati, però, gli incontri con le popolazioni colpite, mentre il
momento centrale delle tre visite è stata la Celebrazione Eucaristica con la
partecipazione di numerosissime persone, a sottolineare l’importanza della
vita di Fede in ogni situazione, la quale deve permeare vittime e soccorritori
nel mutuo abbraccio alla luce della Carità di Cristo.
In tutte le situazioni sopra elencate, il Dicastero, a nome del Santo Padre, ha
potuto offrire un segno concreto di solidarietà e di fraterno sostegno. Ne
diamo qui uno schematico riepilogo, nell’ordine cronologico in cui i doni del
Papa sono stati erogati tramite COR UNUM:
|
PAESI
|
TIPO DI CALAMITÀ
|
DONO EROGATO IN US$
|
|
Taiwan
|
Terremoto
|
55.000
|
|
Randa
|
Siccità
|
15.000
|
|
Perù
|
Inondazioni
|
10.000
|
|
Siria
|
Rifugiati
|
15.000
|
|
Mozambico
|
Inondazioni
|
140.000
|
|
Indonesia (Molucche)
|
Disordini civili
|
20.000
|
|
Indonesia (Timor Est)
|
Disordini civili
|
21.000
|
|
Kenya
|
Siccità
|
20.000
|
|
Nigeria
|
Conflitti etnici
|
25.000
|
|
Tanzania
|
Rifugiati
|
24.500
|
|
Venezuela
|
Inondazioni e frane
|
30.000
|
|
Mongolia
|
Emergenza climatica
|
30.000
|
|
Etiopia
|
Siccità
|
100.000
|
|
Afghanistan
|
Guerra
|
20.000
|
|
Repubblica Dem. del Congo
|
Rimpatrio rifugiati
|
15.000
|
|
Filippine
|
Disordini etnici
|
20.000
|
|
Madagascar
|
Cicloni
|
20.000
|
|
Zimbabwe
|
Inondazioni
|
30.000
|
|
Corea del Nord
|
Inondazioni
|
50.000
|
|
Filippine
|
Terremoto
|
2.000
|
|
Kosovo
|
Rifugiati e profughi
|
115.000
|
|
Sudan
|
Rifugiati eritrei
|
15.000
|
|
Repubblica Ceca
|
Inondazioni
|
20.000
|
|
Romania
|
Inondazioni
|
5.000
|
|
India
|
Inondazioni
|
2.000
|
|
Zambia
|
Rifugiati
|
15.000
|
|
Ucraina
|
Disastro nucleare
|
20.000
|
|
Ucraina
|
Bambini vittime di
Chernobyl
|
60.000
|
|
Eritrea
|
Profughi e rifugiati
|
20.000
|
|
Italia
|
Inondazioni
|
53.300
|
|
Uganda
|
Rifugiati
|
10.000
|
|
Vietnam
|
Inondazioni
|
30.000
|
|
Totale doni erogati dal Santo Padre tramite Cor
Unum per le popolazioni afflitte da varie emergenze
|
|
1.027.800
|
Ciò è stato reso possibile dalla generosità di alcune
Diocesi che, pur povere, hanno destinato alla Carità del Papa il frutto della
loro colletta quaresimale del 2000 e di Istituti Religiosi, specialmente
femminili, come pure di Fondazioni e singoli fedeli, che hanno voluto affidare
al Santo Padre la loro testimonianza di fraterna solidarietà verso i più
bisognosi, che patiscono nel corpo e nell’anima le tragiche conseguenze delle
calamità naturali o provocate dalla malvagità degli uomini.
2. Sostegno a progetti di promozione umana e cristiana
Cor Unum non ha fatto mancare il proprio incoraggiamento ed il proprio
sostegno a progetti di promozione umana e cristiana che si realizzano in varie
parti del mondo per iniziativa delle Chiese particolari, specialmente attraverso
l’azione di Istituti Religiosi ed organizzazioni cattoliche locali.
Particolare attenzione è stata prestata ai senza tetto, agli anziani, ai
bambini abbandonati, ai malati, ai disabili, alla formazione di educatori, alle
scuole, all’assistenza spirituale e materiale ai rifugiati. Il Dicastero ha
concretizzato tale attenzione con contributi finanziari che, pur restando
simbolici rispetto alle dimensioni dei reali bisogni, non di rado hanno
costituito uno stimolo a proseguire con generosità nel cammino intrapreso dai
vari operatori. Diamo qui la lista dei contributi erogati da COR UNUM a nome del
Santo Padre nel corso dell’anno 2000.
|
PAESE
|
SETTORE
|
CONTRIBUTO
EROGATO IN US$
|
|
Vietnam
|
Bambini
|
15.000
|
|
Rwanda
|
Città dei Ragazzi
|
5.000
|
|
Camerun
|
Sanità
|
20.000
|
|
Ecuador
|
Promozione sociale
|
20.000
|
|
Repubblica Dem. del Congo
|
Promozione sociale
|
22.100
|
|
Repubblica Dem. del Congo
|
Case per vittime della guerra
|
10.000
|
|
Vietnam
|
Educazione
|
3.000
|
|
Rwanda
|
Case per senza tetto
|
6.200
|
|
Angola
|
Promozione sociale
|
25.000
|
|
Brasile
|
Promozione sociale
|
20.000
|
|
Kenya
|
Sanità
|
20.000
|
|
Libano
|
Promozione donne
|
18.000
|
|
Madagascar
|
Centro sociale
|
4.000
|
|
Nigeria
|
Alfabetizzazione
|
10.000
|
|
Romania
|
Bambini abbandonati
|
10.000
|
|
Indonesia
|
Sanità
|
5.000
|
|
Italia
|
Recupero ed inserimento sociale bambini e giovani
|
103.440
|
|
Brasile
|
Assistenza sociale
|
10.000
|
|
Messico
|
Promozione sociale
|
25.000
|
|
Mozambico
|
Sanità
|
40.000
|
|
Gerusalemme
|
Educazione orfani
|
20.000
|
|
Tanzania
|
Maternità
|
2.000
|
|
Haiti
|
Orfani
|
5.000
|
|
Rep. Araba di Egitto
|
Promozione sociale
|
12.000
|
|
Repubblica Dem. del Congo
|
Agricoltura-alimentazione
|
20.000
|
|
Repubblica Dem. del Congo
|
Bambini
|
20.000
|
|
Camerun
|
Agricoltura-alimentazione
|
25.000
|
|
Haiti
|
Energia solare
|
13.000
|
|
Jugoslavia
|
Socio-pastorale
|
20.000
|
|
Costa Rica
|
Socio-pastorale
|
2.500
|
|
Croazia
|
Assistenza a donne in difficoltà
|
10.000
|
|
India
|
Indigenti
|
5.000
|
|
India
|
Promozione sociale
|
12.000
|
|
Kenya
|
Promozione sociale giovani
|
20.000
|
|
Nigeria
|
Pastorale sociale
|
20.000
|
|
Perù
|
Promozione sociale giovani contadini
|
25.000
|
|
Svezia
|
Promozione socio-pastorale immigrati e rifugiati
|
10.000
|
|
Madagascar
|
Promozione sociale giovani
|
15.000
|
|
Ucraina
|
Bambini
|
10.000
|
|
Eritrea
|
Agricoltura-alimentazione
|
20.000
|
|
Turkmenistan
|
Senza tetto
|
20.000
|
|
Vietnam
|
Promozione sociale ragazze
|
20.000
|
|
Etiopia
|
Bambini handicappati
|
20.000
|
|
Ghana
|
Socio-pastorale
|
5.000
|
|
Tanzania
|
Socio-pastorale
|
20.000
|
|
Tanzania
|
Mensa scolastica
|
25.000
|
|
Croazia
|
Anziani
|
20.000
|
|
Georgia
|
Bambini abbandonati
|
25.000
|
|
India
|
Case per senza tetto
|
10.000
|
|
Libano
|
Alimentazione
|
15.000
|
|
Tanzania
|
Agricoltura-alimentazione
|
5.000
|
|
Vietnam
|
Infanzia
|
15.000
|
|
Vietnam
|
Attrezzature
|
15.565
|
|
Totale doni erogati dal Santo Padre tramite Cor Unum
per progetti di promozione umana
|
|
888.805
|
Anche in questa sede si desidera di rinnovare sentimenti di
viva riconoscenza a quanti, Diocesi, Fondazioni, Istituti religiosi e singoli
benefattori hanno reso possibile al Dicastero di offrire un segno visibile della
sollecitudine del Santo Padre e della Sede Apostolica verso quanti soffrono nel
corpo e nello spirito le ingiurie della miseria, della malattia, del disagio e
del sottosviluppo.
È proseguita l’erogazione di contributi pervenuti dall’iniziativa
straordinaria del PANIS CARITATIS, promossa in Italia nel contesto della
preparazione al Grande Giubileo. Con essi si è potuto ampliare il programma di
realizzazione di forni per la panificazione in Kinshasa e favorire l’apertura
di panetterie in Lodja, nella Repubblica Democratica del Congo, mentre è stato
possibile di finanziare un progetto per la salute materna e infantile nella
Guinea Bissau. Al momento il riepilogo dell’iniziativa offre i seguenti dati:
- Progetto forni per la panificazione in Kinshasa (Rep. Dem. Del Congo)
US$ 99.750
- Progetto protezione della salute materna e infantile in Guinea Bissau
US$ 52.500
- In favore dei rifugiati sudanesi in Uganda
US$ 57.750
- Sostegno allo sviluppo allevamenti animali da cortile in Kabgayi (Rwanda)
US$ 66.150
- Scolarizzazione di bambini orfani poveri di Kabgayi (Rwanda)
US$ 19.950
- Allestimento laboratorio di falegnameria a Kaemba (Rep. Congo)
US$ 10.500
- Progetto panetterie in Lodja (Rep. Dem. Congo)
US$ 32.260
- Totale finanziamenti erogati dal Panis Caritatis al 30.12.2000
US$ 335.850
Come annunciato, l’iniziativa si è estesa in altri Paesi: in Polonia sono
stati venduti oltre 30.000 pani, in Cile oltre 1.300.000, in Messico oltre
500.000, in Uruguay oltre 98.000. I fondi raccolti saranno destinati al
finanziamento di progetti di sviluppo all’interno dei rispettivi Paesi. La
destinazione delle somme raccolte in detti Paesi dipende interamente da
Organismi delle Chiese locali. Offriamo qui in estrema sintesi i dati da loro
forniti sull’impiego dei redditi prodotti dall’iniziativa:
- Caritas Polonia: per Centro socio-educativo in Bize (Albania)
US$ 5.750
- Caritas Cile: Mense per i poveri in 25 diocesi del Paese
US$ 31.700
- Caritas Uruguay: Centri sociali per bambini e adulti poveri in 6 diocesi
US$ 3.600
Si è in attesa dei dati concernenti il Messico.
LE DUE FONDAZIONI
Nell’ambito del Dicastero operano la Fondazione Giovanni Paolo II per
il Sahel, istituita dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1984 con lo scopo
di dotare la Chiesa nella Regione Saheliana di strumenti per la lotta contro la
siccità e la desertificazione, e la Fondazione Populorum Progressio,
creata dallo stesso Sommo Pontefice nel 1992 al fine di favorire la promozione
umana e cristiana delle popolazioni indigene, meticce e afroamericane contadine
povere dell’America Latina.
Quest’anno, cogliendo l’occasione del Grande Giubileo, si è ritenuto
opportuno di convocare insieme le riunioni dei Consigli di Amministrazione delle
due Fondazioni, che si sono svolte nella Casa Santa Marta in Vaticano dal 25
giugno al 1E luglio (Sahel) e dal 2 al 7
luglio (Populorum Progressio). Martedì 4 luglio, il Santo Padre ha
ricevuto in Udienza i Membri dei due Consigli insieme coi Superiori ed il
Personale di Cor Unum. Riflettendo con loro "sul valore e sul
significato dell’opera che la Chiesa svolge a favore dei più poveri" e
sulla consapevolezza della Chiesa di non poter fare fronte ad ogni necessità,
il Papa ha affermato: "La Chiesa non intende essere una semplice agenzia di
aiuto umanitario; essa vuole, piuttosto, testimoniare in ogni modo la carità di
Cristo, che libera l’essere umano da ogni male". Nel rivolgersi ai Membri
della Fondazione per il Sahel, il Santo Padre, ricordando l’accorato appello
che da Ouagadougou (Burkina Faso) rivolse alla Comunità Internazionale a
sostegno delle popolazioni della Regione Saheliana maggiormente colpite dalla
siccità e dall’avanzare del deserto, ha detto: "A vent’anni di
distanza, tale appello non ha perso, purtroppo, la sua attualità: non solo
nelle zone desertiche dell’Africa settentrionale, ma in tutto il pianeta il
problema dell’acqua si è fatto più grave ed urgente. La carenza d’acqua
sarà forse la questione principale cui l’umanità dovrà fare fronte nel
prossimo futuro. Ecco perché è opportuno che i responsabili delle nazioni non
tralascino di adottare misure adeguate per favorire un equo accesso ad un bene
così prezioso per l’intera umanità...abbiamo una seria responsabilità verso
le generazioni a venire, che ci chiederanno conto del nostro impegno per
salvaguardare i beni naturali che il Creatore ha affidato agli uomini perché li
valorizzino in modo attento e rispettoso".
Nella propria riunione, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione
Giovanni Paolo II per il Sahel, presieduto da S. E. Mons. Séraphin Rouamba,
vescovo di Koupela (Burkina Faso), ha ratificato ed approvato il finanziamento
di 312 piccoli e grandi progetti nel campo della formazione di personale
specializzato nella lotta contro la siccità e la desertificazione e nella
realizzazione di opere idro-agricole e sanitarie per complessivi US$
2.992.097,26. La seguente tabella illustra, Paese per Paese, i progetti
approvati nei diversi settori e l’importo complessivo del finanziamento
erogato.
|
PROGETTI FINANZIATI DALLA FONDAZIONE
GIOVANNI PAOLO II PER IL SAHEL
|
|
PAESE
|
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
TOTALE
PROGETTI APPROVATI
|
TOTALE FINANZIAMENTI
EROGATI
|
|
BURKINA FASO
|
20
|
27
|
17
|
27
|
14
|
4
|
43
|
13
|
8
|
173
|
1.174.895,67
|
|
CAPO VERDE
|
0
|
0
|
1
|
0
|
0
|
0
|
2
|
0
|
0
|
3
|
84.448,29
|
|
GAMBIA
|
3
|
1
|
1
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
1
|
6
|
82.458,91
|
|
MALI
|
0
|
3
|
0
|
4
|
2
|
0
|
3
|
1
|
0
|
13
|
196.747,78
|
|
MAURITANIA
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
1
|
1
|
7.562,96
|
|
NIGER
|
11
|
4
|
2
|
3
|
1
|
1
|
1
|
7
|
0
|
30
|
204.313,59
|
|
SENEGAL
|
4
|
4
|
5
|
8
|
3
|
2
|
2
|
0
|
2
|
30
|
718.617,63
|
|
CIAD
|
12
|
5
|
2
|
17
|
0
|
10
|
4
|
6
|
0
|
56
|
523.052,43
|
|
TOTALI
|
50
|
44
|
28
|
59
|
20
|
17
|
55
|
27
|
12
|
312
|
2.992.097,26
|
A) Ambiente; B) Agricoltura; C) Allevamenti; D)
Animazione; E) Auto-promozione; F) Gestione progetti;
G) Idraulica; H) Sanità; I) Formazione tecnica
Il Pontificio Consiglio COR UNUM, nell’intento di
stimolare il perseguimento dei fini della Fondazione Giovanni Paolo II per il
Sahel, ha ritenuto opportuno di favorire le relazioni tra i responsabili della
Fondazione e quelli del MASHAV, organizzazione non governativa israeliana
particolarmente esperta nel campo del reperimento, della conservazione e
dell’impiego delle risorse idriche. Il Presidente di Cor Unum, a detto
scopo, ha avviato diretti contatti con l’Ambasciata d’Israele presso la
Santa Sede ed ha visitato alcuni progetti realizzati dal MASHAV.
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Populorum Progressio, la
cui riunione è stata organizzata congiuntamente dal suo Segretario generale e
da Mons. Francisco Azcona, Sotto-Segretario di Cor Unum e, in tale veste,
Membro dello stesso Consiglio, ha esaminato 258 progetti, deliberandone il
finanziamento di 209, distribuiti in 20 Paesi dell’America Centrale,
dell’America Latina e dei Caraibi, per un importo totale di US$ 1.923.500,00-.
I lavori sono stati presieduti dall’Ecc.mo Arcivescovo di Manizales, Mons.
Fabio Betancur Tirado. La prima delle seguenti due tabelle illustra la
dislocazione dei progetti approvati per i vari Paesi e la somma totale per essi
erogata, mentre la seconda offre uno spaccato dei settori di intervento.
|
PROGETTI APPROVATI DALLA FONDAZIONE POPULORUM
PROGRESSIO NEL 2000
|
|
PAESE
|
N° DI PROGETTI
|
CONTRIBUTO EROGATO IN US$
|
|
ARGENTINA
|
1
|
9.000
|
|
BOLIVIA
|
16
|
143.000
|
|
BRASILE
|
18
|
153.700
|
|
COLOMBIA
|
23
|
208.900
|
|
COSTA RICA
|
11
|
96.400
|
|
CUBA
|
6
|
62.600
|
|
CILE
|
13
|
103.600
|
|
ECUADOR
|
14
|
124.000
|
|
EL SALVADOR
|
8
|
76.500
|
|
GUATEMALA
|
10
|
97.300
|
|
HAITI
|
3
|
30.000
|
|
HONDURAS
|
1
|
5.000
|
|
MESSICO
|
11
|
100.400
|
|
NICARAGUA
|
9
|
77.500
|
|
PANAMA
|
8
|
80.000
|
|
PARAGUAY
|
11
|
90.400
|
|
PERU’
|
30
|
276.800
|
|
REPUBBLICA DOMINICANA
|
9
|
86.700
|
|
URUGUAY
|
2
|
20.900
|
|
VENEZUELA
|
4
|
30.800
|
|
ATTIVITA’ PROMOZIONALI
|
1
|
50.000
|
|
TOTALE
|
209
|
1.923.500
|
|
FONDAZIONE POPULORUM PROGRESSIO - ANNO 2000
RIPARTIZIONE PERCENTUALE PER SETTORI DI INTERVENTO
|
|
EDUCAZIONE
|
Formazione:
|
9,6%
|
|
|
Comunicazione:
|
1,6%
|
|
|
Costruzioni:
|
4,3%
|
|
|
Arredi e strumenti:
|
3,9%
|
|
|
Riunioni:
|
0,8%
|
|
INFRASTRUTTURE
|
Acqua potabile:
|
8,9%
|
|
|
Elettrificazione:
|
0,4%
|
|
|
Servizi igienici:
|
2,7%
|
|
|
Saloni comunitari:
|
8,5%
|
|
PRODUZIONE
|
Allevamenti:
|
40,7%
|
|
|
Artigianale:
|
1,9%
|
|
|
Micro-imprese:
|
7,0%
|
|
|
Negozi Comunitari:
|
1,2%
|
|
SALUTE
|
Formazione:
|
2,7%
|
|
|
Costruzioni:
|
0,8%
|
|
|
Arredi, strumenti:
|
1,9%
|
|
ABITAZIONI
|
Costruzioni:
|
3,1%
|
|
TOTALE
|
|
100%
|
L’attività delle due Fondazioni è stata resa possibile
dalla generosità della Conferenza Episcopale Italiana, dall’appoggio della
"Papal Foundation", dal sostegno di Istituti religiosi,
Associazioni e singoli fedeli oltre che dal reddito prodotto dai loro capitali
iniziali. Giova ricordare che quello della Fondazione Giovanni Paolo II per
il Sahel è costituito dal risultato della Colletta promossa dalla Chiesa in
Germania a seguito dell’appello lanciato dal Santo Padre il 10 maggio 1980 da
Ouagadougou, mentre quello della Fondazione Populorum Progressio
proviene dal Fondo omonimo, istituito da Papa Paolo VI il 26 marzo 1969.
Quanto sopra esposto non esaurisce le diverse forme in cui si esprime la Carità
del Papa. Infatti bisognerebbe aggiungere i contributi erogati alle missioni
attraverso le Pontificie Opere Missionarie, gli aiuti accordati ai poveri di
Roma tramite l’Elemosineria Apostolica e il concreto sostegno dato
direttamente dal Santo Padre ai Vescovi per l’azione socio-pastorale delle
Chiese particolari.
Con ciascuno di questi gesti il Papa vuole manifestare all’uomo sofferente
l’amore di Dio, mentre ringrazia ciascun benefattore di avere accolto
l’invito ad essere strumento generoso e testimone fedele di questo amore,
incarnato in Cristo, rispondendo con azioni concrete di fraterna solidarietà
agli appelli che provengono da ogni parte del mondo.
|