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XXI CONGRESSO MARIOLOGICO MARIANO INTERNAZIONALE

PROLUSIONE INAUGURALE
DEL CARDINALE PAUL POUPARD

Sabato, 4 dicembre 2004 

 

La Vergine di Nazareth
stella della nuova evangelizzazione
e Madre dell'accoglienza

 

1. Nella Lettera Apostolica Novo Millennio ineunte, Giovanni Paolo II, mentre sintetizza e rilancia il messaggio del Grande Giubileo, ripartire da Cristo contemplando il suo volto, ci offre le linee guida dell'azione pastorale della Chiesa per il terzo millennio, proponendoci una riflessione molto attinente alla tematica del Congresso e certamente utile per approfondirla e interiorizzarla. All'inizio del Documento, infatti, Giovanni Paolo II afferma che "la coincidenza di questo Giubileo con l'ingresso in un nuovo millennio ha certamente favorito la percezione del mistero di Cristo nel grande orizzonte della storia della salvezza". Prosegue, quindi, ribadendo con forza:  "Il cristianesimo è religione calata nella storia! È sul terreno della storia, infatti, che Dio ha voluto stabilire con Israele un'alleanza e preparare così la nascita del Figlio dal grembo di Maria nella "pienezza del tempo" (Gal 4, 4). Colto nel suo mistero divino e umano, Cristo è il fondamento e il centro della storia, ne è il senso e la meta ultima" (n. 5).

Sempre nello stesso documento programmatico, al capitolo III, significativamente intitolato "Ripartire da Cristo", leggiamo riguardo all'annuncio della Parola: "Chi ha incontrato veramente Cristo, non può tenerselo per sé, deve annunciarlo. Occorre un nuovo slancio apostolico che sia vissuto quale impegno quotidiano delle comunità e dei gruppi cristiani. Ciò tuttavia avverrà nel rispetto dovuto al cammino sempre diversificato di ciascuna persona e nell'attenzione per le diverse culture in cui il messaggio cristiano deve essere calato, così che gli specifici valori di ogni popolo non siano rinnegati, ma purificati e portati alla loro pienezza. Il cristianesimo del terzo millennio - prosegue il Santo Padre - dovrà rispondere sempre meglio a questa esigenza di inculturazione" (n. 40).

Ecco, dunque, che la storicità del cristianesimo, scaturita e motivata dall'evento storico dell'Incarnazione del Figlio di Dio, accolto da Maria nel suo cuore e nel suo corpo per opera dello Spirito Santo (cfr LG 53), genera un continuo dinamismo di evangelizzazione e di sempre rinnovata diffusione e inculturazione del Vangelo nella storia e nelle culture dell'umanità di ogni tempo e di ogni luogo.

In successivi interventi, il Santo Padre sottolinea una particolarità, una caratteristica essenziale dell'atteggiamento di accoglienza di Maria: ella accoglie il Figlio non solo offrendogli il proprio grembo perché divenga uomo, ma soprattutto amando e contemplando ogni giorno il suo Volto, in cui traspare il Mistero stesso di Dio.

Ad esempio, nella Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, datata 16 ottobre 2002, ritroviamo il motivo già proposto nella Novo Millennio ineunte: "La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Il volto del Figlio le appartiene in modo speciale. È nel suo grembo che si è plasmato, prendendo da Lei anche un'umana somiglianza che evoca un'intimità spirituale certo ancora più grande" (n. 10).

Qualche giorno dopo, il 29 ottobre 2002, durante la Solenne Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, avente come tema "Maria aurora luminosa e guida sicura della nuova evangelizzazione" ed organizzata dalla Pontificia Accademia Mariana Internazionale e dalla Pontificia Accademia dell'Immacolata, il Santo Padre approfondisce questa intuizione ed afferma: "Chi più di Maria, della Vergine Madre, può aiutarci ed incoraggiarci in questo impegno? Chi più di Lei può insegnarci a contemplare ed amare quel Volto che Lei ha fissato con immenso amore e con totale dedizione durante tutta la sua vita, dal momento della nascita fino all'ora della Croce, e poi all'alba della Resurrezione? Il Vangelo di Luca ci dice, per ben due volte, che Maria "serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (2, 19.51). Il cuore di Maria è uno scrigno prezioso in cui sono custodite anche per noi le ricchezze di Cristo" (L'Osservatore Romano, 30 ottobre 2002, p.5).

Giovanni Paolo II invita, così, tutta la Chiesa a far tesoro di tali ricchezze e ad attingerle con intelligenza e con fiducia da Maria, per la quale conia anche un nuovo appellativo, un titolo che specifica ancor di più la straordinaria particolarità e la singolare bellezza della sua amorosa accoglienza nei confronti del Figlio di Dio. Maria è la "donna eucaristica".

2. Nella recente Enciclica Ecclesia de Eucharistia, il Santo Padre ci spiega il senso di questo appellativo: "In certo senso, Maria ha esercitato la sua fede eucaristica prima ancora che l'Eucaristia fosse istituita, per il fatto stesso di aver offerto il suo grembo verginale per l'incarnazione del Verbo di Dio. L'Eucaristia, mentre rinvia alla Passione e alla Resurrezione, si pone al tempo stesso in continuità con l'Incarnazione. Maria concepì nell'Annunciazione il Figlio divino nella verità anche fisica del corpo e sangue, anticipando in sé ciò che in qualche misura si realizza sacramentalmente in ogni credente che riceve, nel segno del pane e del vino, il corpo e il sangue del Signore... Quando, nella Visitazione, porta in grembo il Verbo fatto carne, ella si fa, in qualche modo, "tabernacolo" - il primo tabernacolo della storia - dove il Figlio di Dio, ancora invisibile agli occhi degli uomini, si concede all'adorazione di Elisabetta, quasi 'irradiando' la sua luce attraverso gli occhi e la voce di Maria" (n. 55).

3. Riflettendo su questi interventi del Santo Padre, possiamo evidenziare un trittico tematico quanto mai importante e significativo, non solo dal punto di vista della ricerca mariologica ma anche, e direi soprattutto, dal punto di vista pastorale e culturale: Accoglienza - Evangelizzazione - Inculturazione.

È attraverso il cammino richiamato da questi tre termini, da queste tre tappe, che si può comprendere ancora meglio lo stesso dinamismo dell'Incarnazione, per cui Dio, Trinità eterna, Comunione di amore, entra nella nostra storia e continua a dialogare con l'umanità di ogni luogo, di ogni tempo e cultura, rinnovando continuamente la sua alleanza di amore e di pace, ed invitandoci a divenire sempre più Familia Dei.

In questo cammino Maria è davvero guida sicura, modello insuperabile, paradigma luminoso di perfezione. In Lei scopriamo il senso più autentico dell'accoglienza e la sua realizzazione concreta, come pure il segreto di una piena e totale adesione a Cristo e alla sua missione, sotto l'azione e la guida dello Spirito Santo. Non si può, infatti, annunciare e comunicare ciò che non si possiede in profondità, ciò a cui non aderiamo con tutta la nostra persona. Per comunicare anche agli uomini e alle donne del nostro tempo il lieto annuncio del Vangelo, per far sì che la buona novella possa raggiungere e fecondare tutte le culture, è necessario che sia accolta così come ha fatto Maria, senza riserve e con la totalità del proprio essere.

Un'accoglienza totale, obbediente e amorosa, che è innanzitutto dono di Dio.

Infatti, nella vicina, grande solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, quest'anno particolarmente sentita per la ricorrenza del 150 Anniversario della proclamazione dogmatica, preghiamo rivolgendoci al Padre "che nell'Immacolata Concezione della Vergine ha preparato una degna dimora per il Suo Figlio".

 

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