Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute)
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Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari
(per la Pastorale della Salute)

1. Una data importante.  L’11 febbraio 1985 è una data importante per la Chiesa, per gli ammalati, per gli Istituti religiosi sanitari  e per tutti gli operatori sanitari. Papa Giovanni Paolo II, con il Motu Proprio “Dolentium Hominum” ha istituito la Pontificia Commissione per la Pastorale degli Operatori Sanitari. Tre anni più tardi, con la riforma della Curia romana (Pastor Bonus, 28 giugno 1988), la Pontificia Commissione è divenuta Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, raggiungendo l’autonomia che la costituzione Apostolica dà a tutti i Dicasteri.

2. Motivazioni che hanno portato il Papa ad istituirla. La Lettera Apostolica segna tra le altre le seguenti motivazioni: l’interesse della Chiesa per l’uomo che soffre, i grandi progressi realizzati dalla medicina e la necessità di coordinare tutti gli organismi dediti al mondo della salute. Poiché l’azione individuale non è sufficiente, è necessario un lavoro congiunto, intelligente, programmato, costante e generoso.

3. Compiti. I principali compiti assegnati al Pontificio Consiglio sono quelli di stimolare, promuovere, coordinare, collaborare con le Chiese locali e seguire con attenzione i programmi sanitari e le loro ripercussioni nella pastorale della Chiesa.

4. Organigramma. Presidente: Sua Eccellenza Mons. Zygmunt Zimowski; Segretario: Mons. Jean-Marie Musivi Mupendawatu; Sottosegretario: P. Augusto Chendi, M.I. Fanno parte del Pontificio Consiglio 30 Membri, rappresentanti i diversi Dicasteri della Curia romana ed Istituzioni religiose sanitarie; 40 Consultori ed una Segreteria composta da molti Officiali  e da un gruppo di volontari presenti durante tutto l’orario di lavoro.

5. Attività. Al lavoro quotidiano, che comprende tra l’altro numerosi incontri, uniamo la pubblicazione della Rivista “Dolentium Hominum” in quattro lingue, le relazioni con le Conferenze Episcopali e gli organismi sanitari, i numerosi viaggi; inoltre pubblicazioni  quali: la Carta degli Operatori Sanitari, l’INDEX che cataloga i centri sanitari di proprietà della Chiesa o dove la Chiesa lavora; l’organizzazione di una Conferenza internazionale annuale su un tema sanitario di attualità che riunisce luminari sanitari e scientifici, Premi Nobel ed uomini politici responsabili della sanità; altri Convegni e programmi – circa cinquanta – che sono indicati nel “Piano di Lavoro” del Dicastero. Di particolare significato è l’organizzazione della Giornata Mondiale del Malato, che si celebra ogni anno l’11 febbraio, memoria liturgica della Madonna di Lourdes.

6. Conclusioni. La Chiesa è sempre presente nel mondo della sofferenza. Oggi prende su di sè maggiore coscienza e responsabilità. La Chiesa di fronte al futuro deve impegnarsi per consolidare, animare e coordinare queste realtà. Il Pontificio Consiglio è chiamato ad essere un vero esponente di questa missione.

 

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