Cari amici musulmani,
1. Quest’anno voi celebrate l’Id al-Fitr pochi giorni dopo che i
cristiani hanno celebrato la nascita di Gesù Cristo, evento centrale nella fede
cristiana. Per i cristiani, l’anno 2000 riveste una particolare importanza
poiché noi celebriamo il secondo millennio della nascita di Gesù. Si tratta
prima di tutto di una festa cristiana, ma noi desideriamo farvene partecipi. E’
il motivo per cui vorrei condividere con voi alcune riflessioni sull’importanza
di Gesù.
2. Per i cristiani, Gesù è la Parola di Dio che si è fatta carne, nato
dalla Vergine Maria. E’ un profeta, ma è più di un profeta.
Come ha dichiarato il Papa Giovanni Paolo II, durante il suo incontro con i
giovani musulmani a Casablanca (Marocco), il 19 agosto 1985: «La lealtà esige
pure che riconosciamo e rispettiamo le nostre differenze. Evidentemente, quella
più fondamentale è lo sguardo che posiamo sull’opera e sulla persona di
Gesù di Nazareth. Voi sapete che, per i cristiani, questo Gesù li fa entrare
in un’intima conoscenza del mistero di Dio e in una comunione filiale con i
suoi doni, sebbene lo riconoscano e lo proclamino Signore e Salvatore». Questa
maniera di comprendere Gesù non scalfisce in nulla il monoteismo dei cristiani.
In effetti, la professione di fede cristiana comincia così: «Credo in un Solo
Dio, creatore del cielo e della terra. Di tutte le cose visibili ed
invisibili». Secondo la visione cristiana, l’unicità di Dio non è vissuta
nell’isolamento, ma in una comunione di vita e di amore: è l’insondabile
mistero della Trinità.
3. A proposito di Gesù, come in altri campi, cristiani e musulmani, siamo
chiamati a conoscere e rispettare le convinzioni religiose dell’altro, a
scoprire ciò che ci unisce e ciò che ci differenzia. Conoscere e rispettare
queste convinzioni non significa aderirvi; saperne parlare in una maniera
oggettiva e rispettosa, fa parte della nostra condotta di credenti. Il messaggio
sociale e spirituale di Gesù non potrebbe costituire un patrimonio comune?
4. Noi pensiamo che tutti gli uomini, e particolarmente i musulmani, possano
condividere con noi dei valori che abbiamo ricevuto da Gesù: obbedienza totale
alla volontà di Dio, testimonianza resa alla verità, umiltà nella condotta,
ritegno nelle parole, giustizia nelle azioni, misericordia nelle opere, amore
verso tutti, perdono delle colpe, mantenere la pace con tutti i fratelli. Gesù
è l’uomo del dolore e della speranza. Come noi e più di noi, è stato
piccolo, povero, umiliato, lavoratore, oppresso, sofferente (cfr. l’Omelia di
Papa Paolo VI a Manila, 29 novembre 1970). Gesù non è allora un modello ed un
messaggio permanente per l’umanità?
5. Mentre ci affacciamo ad un nuovo millennio, cristiani e musulmani, con i
fedeli di altre religioni e gli uomini e le donne di buona volontà, abbiamo
tutti qualche cosa da ricevere dal messaggio di Gesù: un messaggio di
misericordia e di perdono, di carità e di fraternità, di giustizia, di pace.
Tutto ciò è importante per l’avvenire del mondo.
6. E’ in questo spirito che ho il piacere di rivolgervi i miei voti per una
festa gioiosa ed i miei più cordiali auguri per una vita serena e pacifica.
Cardinal Francis Arinze
Presidente