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  MESSAGGIO DEL CARD. FRANCIS ARINZE 
AGLI HINDU IN OCCASIONE DELLA FESTA DI DIWALI 200
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Cari amici indù,

1. E’ di nuovo giunto per voi il tempo di accendere piccole lampade, di appendere lanterne colorate alle vostre case, di offrire preghiere a Dio, di rendere visita ad amici e vicini e di celebrare attorno alla tavola familiare la gioia che porta la festa di Diwali. In questa felice occasione vorrei estendere i miei più cordiali saluti a tutti gli indù. Possa la gioia esteriore, che si manifesterà attraverso tutto il mondo indù essere un’espressione di genuino senso religioso, il frutto di genuine credenze e convinzioni religiose.

2. E’ divenuta per me una consuetudine invitare amici di diverse tradizioni religiose, in occasione delle loro feste, a riflettere insieme su vari aspetti della nostra vita, nella società e nel mondo in generale. Quest’anno, in occasione del Diwali, vorrei chiedere: le feste religiose, in primo luogo, non sono anche espressione del desiderio degli esseri umani di vincere le tenebre con la luce, il male con il bene, la menzogna con la verità e la morte con la vita? Il mistero della vita, dal momento del concepimento attraverso tutti gli stadi dopo la nascita del bambino, è accompagnato nella tradizione indù da preghiere e azioni rituali. Noi cristiani attribuiamo un valore particolare alla vita umana, perché la Bibbia ci insegna che la persona umana è creata ad immagine e somiglianza di Dio. Questo dono di Dio è sigillato dal sangue che Cristo ha versato a causa del suo amore per ogni essere umano. Perciò ogni individuo è prezioso agli occhi di Dio.

3. La tecnologia ai nostri giorni ha compiuto grandi progressi. La vita è forse divenuta più sicura, semplice e lunga. Ma quali risposte possiamo dare alle seguenti domande: la tecnologia ha aiutato a migliorare la qualità della vita umana? La tecnologia ci ha aiutati a dare valore alla vita umana? Con il progresso della tecnologia la vita sembra essere, paradossalmente, più minacciata di prima. Il Papa Giovanni Paolo II osserva che "Alle antiche dolorose piaghe della miseria, della fame, delle malattie endemiche, della violenza e delle guerre, se ne aggiungono altre, dalle modalità inedite e dalle dimensioni inquietanti" (Evangelium Vitae, 3). Continua il Papa: "Con le nuove prospettive aperte dal progresso scientifico e tecnologico nascono nuove forme di attentati alla dignità dell’essere umano" (Evangelium Vitae, 4). La moderna scienza genetica è divenuta uno strumento nelle mani dell’uomo. Egli può usarla oppure abusarne. L’uomo, tentato a volte di diventare un manipolatore di vita o perfino un agente di morte, ha necessità di riscoprire il suo ruolo fondamentale nella creazione, e cioè che è stato creato da Dio e che Dio è l’unico Creatore di tutto ciò che esiste.

4. Rappresentanti di diverse religioni si sono riuniti ad Assisi lo scorso gennaio per pregare per la pace nel mondo. La partecipante indù, nella sua testimonianza, ha descritto l’incontro come un segno dell’unità della famiglia umana sotto la paternità di Dio (Vasudhaiva Kutumbakam). Sebbene i partecipanti appartenessero a differenti tradizioni religiose, essi hanno formulato un impegno comune a favore della promozione di ogni singola vita e della vita intera. Vorremmo focalizzare meglio la nostra attenzione sul secondo impegno che dichiara: "Noi ci impegniamo ad educare le persone a rispettarsi ed a stimarsi reciprocamente, per favorire la realizzazione di una convivenza pacifica e solidale tra gli individui e tra i popoli…". Attraverso le nostre rispettive comunità ed istituzioni noi potremmo progettare il nostro approccio all’educazione delle persone al fine di promuovere il rispetto per la vita. Vorrei qui ricordare in particolar modo i giovani, i cui cuori sono scandalizzati e soffrono a causa dei tragici eventi che hanno visto con i propri occhi. In particolare l’educazione dei giovani a rispettare la vita deve essere una delle nostre urgenti priorità così che le convinzioni etiche più forti e la cultura della vita possano prevalere fra loro. Solo nella misura in cui quelle considerazione etiche e religiose prevarranno nell’intera società, possiamo sperare che il principio del rispetto della vita si conserverà negli atteggiamenti e nelle leggi della società.

5. Cari amici indù, vorrei concludere condividendo con voi la forte impressione che mi ha fatto il simbolo delle lampade accese durante la Giornata di Preghiera per la Pace ad Assisi lo scorso gennaio. I rappresentanti delle diverse religioni tenevano le lampade accese nelle loro mani e dopo il loro comune impegno le hanno poste su un candelabro comune a voler simboleggiare la convergenza delle speranze e degli sforzi di pace. Il Papa li ha benedetti, dicendo: "Andiamo verso il futuro tenendo alta la lampada della pace. Il mondo ha bisogno di luce!" Felice Diwali.

Francis Card. Arinze
Presidente

 

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