Cari Amici musulmani,
1
Nel periodo in cui vi accingete a celebrare la fine del mese di Ramadan
con ‘Id al-Fitr, vi porgo, anche quest’anno, i migliori auguri del
Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Ufficio di Sua Santità il
Papa per le relazioni con le persone di altre religioni. Nelle loro preghiere,
molti cristiani hanno pensato a voi e vi hanno accompagnato in questo tempo di
digiuno, che occupa un posto così importante nella vita della vostra comunità.
Dal momento in cui lo consente la loro età, voi insegnate ai vostri figli ad
osservare questo mese di digiuno, sviluppando così in loro il senso di Dio, lo
spirito di obbedienza religiosa e, allo stesso tempo, la forza di volontà e
l’autocontrollo. Così facendo, la famiglia costituisce, per eccellenza, il luogo
della prima educazione religiosa dei vostri figli.
2.
Oggi vorrei attirare l’attenzione sui bambini in generale e
sull’accoglienza che essi devono ricevere, nei diversi momenti della loro vita,
dai loro genitori, dalla loro famiglia e da tutta la società. Il bambino ha il
diritto inalienabile alla vita e, nei limiti del possibile, ha anche il diritto
ad essere accolto in seno ad una famiglia naturale e stabile. Egli ha diritto,
altresì, ad essere nutrito, vestito e protetto. Inoltre, egli ha diritto ad
essere educato affinché si sviluppino in lui e, più tardi, possa sviluppare egli
stesso, tutte le sue capacità. In questa prospettiva, il bambino ha diritto ad
essere curato se malato o se vittima di un incidente. La vita del bambino, come
quella di ogni altra persona umana, è sacra.
3.
Voi considerate un figlio come una benedizione di Dio, in particolare per
i suoi genitori. Noi cristiani condividiamo questa visione religiosa, ma la
nostra fede cristiana ci insegna, allo stesso tempo, a scoprire nel bambino un
modello per i nostri rapporti con Dio. Gesù ci ha indicato, come esempio, la
semplicità del bambino, la sua fiducia, la sua docilità, la sua gioia di vivere,
mostrandoci così che dobbiamo vivere in una sottomissione fiduciosa a Dio.
4.
In varie occasioni, in questi ultimi anni, rappresentanti della Santa
Sede e dei Paesi a maggioranza islamica hanno difeso insieme, nelle istanze
internazionali, i valori umani fondamentali. Spesso si è trattato di difendere i
diritti dei più deboli, in particolare la famiglia, ambiente naturale nel quale
i bambini sono allevati e i loro diritti sono meglio tutelati.
5.
Se è vero che il bambino ha beneficiato, almeno in alcune parti del mondo
ed in certi campi, del progresso nel rispetto dei diritti dell’uomo, egli
continua, tuttavia, a soffrire a causa di diversi mali. Troppi bambini sono
ancora costretti a lavori gravosi, che compromettono il loro sviluppo fisico e
psicologico e che impediscono loro di frequentare la scuola e di ricevere
l’istruzione alla quale hanno diritto. Molti altri, poi, sono arruolati o
coinvolti in guerre o conflitti. L’aumento degli abusi sessuali e della
prostituzione, in questi ultimi anni, ha trovato in loro le prime vittime.
Soprattutto, il bambino è divenuto la nuova
vittima di certi mutamenti nella società. In effetti, quando la famiglia si
disgrega, i bambini sono i primi a soffrirne. L’aumento del commercio e del
consumo di droga, specialmente nei Paesi poveri, avviene troppo spesso a loro
danno. L’ignobile traffico di organi riguarda, in particolar modo, i bambini. La
tragedia dell’A.I.D.S. fa spesso di loro dei piccoli esseri contagiati sin dalla
nascita.
6.
Davanti a questi mali che colpiscono i nostri bambini, cari amici
musulmani, dobbiamo unire i nostri sforzi, ricordando la dignità di ogni essere
umano, la cui esistenza è voluta da Dio stesso, denunciando senza tregua tutto
ciò che degrada il bambino e lottando con tutte le nostre forze contro queste
“strutture di peccato”, per utilizzare un’espressione ripresa dal Papa Giovanni
Paolo II. Siamo ben coscienti che nel futuro dei bambini si gioca anche quello
dell’intera umanità. Spero, pertanto, che la nostra cooperazione a servizio dei
bambini prosegua e, possibilmente, si sviluppi, fornendo così un’ulteriore prova
del carattere benefico della religione per tutta la comunità umana.
7.
In questo mese di Ramadan, possano i vostri figli essere fortificati nel
compimento delle opere di bene! Possano imparare anche a resistere alle felicità
illusorie ed ai piaceri effimeri per conquistare una libertà interiore ed essere
più sottomessi a Dio! Diano anche testimonianza dell’importanza dei valori
religiosi! Ancora una volta vi assicuro della mia preghiera a Dio onnipotente e
misericordioso, per voi e per i vostri figli in particolare. Che Egli faccia
scendere su di voi le Sue benedizioni; renda le vostre famiglie forti e generose
nel Suo servizio; conceda a ciascuno di voi la Sua pace!
Mons. Michael L.
Fitzgerald
Presidente