PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO
MESSAGGIO PER LA FESTA DI VESAKH/HANAMATSURI
2012 A.D. / 2555 B.E.
“Cristiani e Buddisti: condividere la responsabilità
di educare le giovani generazioni alla giustizia e alla pace
attraverso il dialogo interreligioso”
Cari amici buddisti,
1. Da parte del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso sono lieto di
porgere ancora una volta, quest’anno, gli auguri più cordiali in occasione del
Vesakh/Hanamatsuri. E’ mio auspicio che questa festa annuale porti serenità e
gioia nel cuore di ciascuno di voi in ogni parte del mondo.
2. Oggi, sempre più, nelle aule di tutto il mondo, studenti appartenenti a varie
religioni e credenze siedono fianco a fianco, imparando gli uni con gli altri e
gli uni dagli altri. Questa diversità pone sfide e suscita una riflessione più
profonda sulla necessità di educare i giovani al rispetto ed alla comprensione
delle credenze e pratiche religiose altrui, ad accrescere la conoscenza della
propria, ad avanzare insieme come esseri umani responsabili ed essere pronti ad
unirsi a coloro che appartengono ad altre religioni per risolvere i conflitti e
promuovere amicizia, giustizia, pace ed un autentico sviluppo umano.
3. Con Sua Santità il Papa Benedetto XVI, riconosciamo che la vera educazione
può favorire un’apertura al trascendente ed a coloro che ci circondano. Laddove
l’educazione è una realtà, c’è un’opportunità di dialogo, di interrelazione e di
ascolto ricettivo degli altri. In tale clima, i giovani si sentono apprezzati
per quello che sono e per quel che può essere il loro contributo; imparano a
crescere nella stima per i loro fratelli e sorelle le cui credenze e pratiche
differiscono dalla propria. Quando ciò accade ne deriva la gioia di essere
persone solidali e compassionevoli, chiamate a costruire una società giusta e
fraterna dando così speranza al futuro (cfr. Messaggio per la Giornata Mondiale
della Pace, 1° gennaio 2012).
4. Come buddisti, voi trasmettete ai giovani la necessaria saggezza di astenersi
dal danneggiare gli altri e di vivere una vita di generosità e compassione, una
pratica che deve essere apprezzata e riconosciuta come un dono prezioso per la
società. Questo è un modo concreto con il quale la religione contribuisce a
educare le giovani generazioni, a condividere la responsabilità e cooperare con
gli altri.
5. E’ un dato di fatto che i giovani sono una risorsa per ogni società. Con la
loro autenticità, ci incoraggiano a trovare una risposta alle domande
fondamentali sulla vita e la morte, la giustizia e la pace, il senso della
sofferenza e le ragioni della speranza. Così ci aiutano a progredire nel nostro
pellegrinaggio verso la Verità. Con il loro dinamismo, in quanto artefici del
futuro, essi ci spingono a distruggere tutti i muri che purtroppo ancora ci
separano. Con le loro domande essi alimentano il dialogo fra religioni e
culture.
6. Cari amici, uniamo i nostri cuori ai vostri e preghiamo perché insieme
possiamo guidare i giovani, con il nostro esempio ed insegnamento, a divenire
strumenti di giustizia e pace. Condividiamo la comune responsabilità che abbiamo
verso le generazioni presenti e future, educandole a crescere come esseri
pacifici ed operatori di pace.
Felice Vesakh/Hanamatsuri.
Jean-Louis Cardinal Tauran
Presidente
Arcivescovo Pier Luigi Celata
Segretario
Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso
00120 Città del Vaticano
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