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PONTIFICIO CONSIGLIO
PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

MESSAGGIO PER LA FESTA DI DEEPAVALI 2013

Cristiani e Ind¨:
favorire le relazioni umane con l’amicizia e la solidarietÓ

 

Cari amici ind¨,

1. In spirito di amicizia, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso Ŕ lieto di presentarvi i migliori auguri e le pi¨ cordiali felicitazioni in occasione della festa di Deepavali che celebrerete il prossimo 3 novembre. Possa Dio, fonte di ogni luce e vita, illuminare le vostre vite e rendere pi¨ intense la vostra gioia e la vostra pace.

2. In questo mondo cosý competitivo, in cui crescenti tendenze individualistiche e materialistiche hanno effetti negativi sulle relazioni umane e creano spesso divisioni nelle famiglie e nell’intera societÓ, vorremmo condividere con voi le nostre riflessioni su come cristiani ed ind¨, con l’amicizia e la solidarietÓ, possono favorire le relazioni umane a beneficio di tutta l’umanitÓ.

3. Le relazioni sono fondamentali per l’umana esistenza. La sicurezza e la pace nelle comunitÓ locali, nazionali o internazionali sono in gran parte determinate dalla qualitÓ del nostro interagire umano. L’esperienza insegna che, pi¨ approfondiamo le nostre relazioni, pi¨ siamo capaci di progredire nella collaborazione, nella costruzione della pace e nell’autentica solidarietÓ ed armonia. In breve, la capacitÓ di favorire relazioni rispettose Ŕ la misura di un autentico progresso umano, ed Ŕ essenziale per promuovere la pace ed lo sviluppo integrale.

4. Queste relazioni dovrebbero scaturire naturalmente dalla nostra comune umanitÓ, perchÚ le relazioni umane sono al centro dell’esistenza umana e del suo progredire, dando origine spontaneamente a un senso di solidarietÓ nei confronti degli altri. Prescindendo dalle nostre differenze etniche, culturali, religiose ed ideologiche, noi tutti apparteniamo, infatti, all’unica famiglia umana.

5. Purtroppo, la crescita nella societÓ del materialismo e del disprezzo verso i valori spirituali e religiosi pi¨ profondi Ŕ accompagnata da una pericolosa tendenza a dare identico valore alle cose materiali ed alle relazioni umane, riducendo, cosý, la persona umana da un "qualcuno" a un "qualcosa" che si pu˛ mettere da parte a propria discrezione. Inoltre, le tendenze individualistiche generano un falso senso di sicurezza favorendo ci˛ che Sua SantitÓ Papa Francesco ha descritto come "cultura dell’esclusione", "cultura dello scarto" e "globalizzazione dell’indifferenza".

6. La promozione di "una cultura della relazione" e di "una cultura della solidarietÓ" Ŕ perci˛ un imperativo per tutti i popoli, ed invita ad incoraggiare relazioni basate sull’amicizia e sul reciproco rispetto, a beneficio dell’intera famiglia umana. Questo esige che la dignitÓ intrinseca della persona umana sia comunemente riconosciuta e promossa. E’ evidente che l’amicizia e la solidarietÓ sono strettamente legate. Infine, "la cultura della solidarietÓ Ŕ vedere nell’altro non un concorrente o un numero, ma un fratello. E tutti noi siamo fratelli!" (Papa Francesco, Visita alla ComunitÓ di Varginha (Manguinhos), Rio de Janeiro, 25 luglio 2013).

7. In conclusione, desideriamo affermare il nostro convincimento che la cultura della solidarietÓ si pu˛ ottenere solo come "risultato di uno sforzo concertato di tutti verso il bene comune" (Papa Francesco, Incontro con la classe dirigente del Brasile, Rio de Janeiro, 27 luglio 2013). Sostenuti dagli insegnamenti delle nostre rispettive religioni e coscienti dell’importanza di costruire relazioni autentiche, possiamo noi, ind¨ e cristiani, agire individualmente e collettivamente, insieme con tutte le tradizioni religiose e le persone di buona volontÓ, per favorire e rafforzare la famiglia umana attraverso l’amicizia e la solidarietÓ.

Vi auguriamo una felice celebrazione di Deepavali!

Jean-Louis Cardinal Tauran
Presidente

 

P. Miguel ┴ngel Ayuso Guixot, M.C.C.J.
Segretario

 

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