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PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

MESSAGGIO PER LA FESTA LA FESTA DI VESAKH
2014

Buddisti e Cristiani:
promuoviamo insieme la crescita della fraternitÓ

 

Cari amici buddisti,

1. A nome del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso desideriamo ancora una volta porgere a tutti voi, in ogni parte del mondo, gli auguri pi¨ cordiali in occasione del Vesakh.

2. I nostri auguri si ispirano quest’anno al Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace 2014, intitolato “FraternitÓ, fondamento e via per la pace”, in cui egli osserva che: “la fraternitÓ Ŕ una dimensione essenziale dell’uomo, il quale Ŕ un essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalitÓ ci porta a vedere e trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello; senza di essa diventa impossibile la costruzione di una societÓ giusta, di una pace solida e duratura” (n. 1).

3. Cari amici, la vostra tradizione religiosa ispira la convinzione che le relazioni amichevoli, il dialogo, lo scambio di doni, ed il rispettoso ed armonioso scambio di vedute portano ad un atteggiamento di cortesia e di amore, che a sua volta genera relazioni autentiche e fraterne. Siete altresý convinti che le radici di ogni male siano l’ignoranza e l’incomprensione nate dall’aviditÓ e dall’odio che, a loro volta, distruggono i legami di fraternitÓ. Sfortunatamente, “l’egoismo quotidiano, che Ŕ alla base di tante guerre e tante ingiustizie” ci impedisce di vedere gli altri “come esseri fatti per la reciprocitÓ, per la comunione e per il dono” (Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2014, n. 2).

4. Noi buddisti e cristiani viviamo in un mondo troppo spesso lacerato da oppressione, egoismo, tribalismo, rivalitÓ etniche, violenza e fondamentalismo religioso, un mondo dove “l’altro” Ŕ trattato come un essere inferiore, una non-persona, o qualcuno da temere e, se possibile, da eliminare. Tuttavia, noi siamo chiamati, in spirito di collaborazione con altri pellegrini e con le persone di buona volontÓ, a rispettare e difendere la nostra comune umanitÓ nella varietÓ dei contesti socio-economici, politici e religiosi. Attingendo alle nostre differenti convinzioni religiose, siamo chiamati in particolare ad essere franchi nel denunciare tutti i mali sociali che danneggiano la fraternitÓ; ad essere curatori, che aiutano gli altri a crescere nella generositÓ disinteressata, e ad essere riconciliatori, che abbattono i muri di divisione e promuovono nella societÓ una vera fraternitÓ fra singoli e gruppi.

5. Nel mondo odierno si assiste a una crescita del senso della nostra comune umanitÓ e ad una ricerca globale di un mondo pi¨ giusto, pacifico e fraterno. Ma la realizzazione di queste speranze dipende dal riconoscimento di valori universali. Noi speriamo che il dialogo interreligioso, riconoscendo dei principi fondamentali di etica universale, possa contribuire a promuovere un rinnovato e profondo senso di unitÓ e di fraternitÓ fra tutti i membri della famiglia umana. Davvero, “ciascuno di noi Ŕ chiamato ad essere un artigiano della pace, unendo e non dividendo, estinguendo l'odio e non conservandolo, aprendo le vie del dialogo e non innalzando nuovi muri! Dialogare, incontrarci per instaurare nel mondo la cultura del dialogo, la cultura dell’incontro” (Papa Francesco, Discorso ai partecipanti all’Incontro Internazionale per la Pace promosso dalla ComunitÓ di Sant’Egidio, 30 settembre 2013).

6. Cari amici, per costruire un mondo fraterno, Ŕ di vitale importanza che uniamo le forze per educare le persone, in particolare i giovani, a cercare fraternitÓ, a vivere in fraternitÓ e ad avere il coraggio di costruire fraternitÓ. Preghiamo che la celebrazione di Vesakh sia un’occasione per riscoprire e promuovere nuovamente la fraternitÓ, specialmente nelle nostre societÓ divise.

Permetteteci, ancora una volta, di esprimervi le nostre cordiali felicitazioni e di augurare a tutti un Felice Vesakh!

 

Jean-Louis Cardinal Tauran
Presidente

 

P. Miguel ┴ngel Ayuso Guixot, MCCJ
Segretario

  

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