Prima di tutto, vorrei dire due cose che mi sono venute in mente durante
gli incontri di questi giorni. Abbiamo parlato del desiderio di santità tra
i giovani cattolici e del tipo di pastorale giovanile da attuare adesso e in
futuro.
1. Giovedì pomeriggio, durante l'incontro con i giovani della diocesi di
Roma sotto una pioggia torrenziale, il Santo Padre stava parlando di Maria;
a un certo punto ha messo da parte il suo discorso per raccontare
spontaneamente ciò che gli era accaduto quando aveva circa 22 anni. Ai tempi
in cui lavorava nella fabbrica chimica durante l'occupazione nazista, sentì
l'ispirazione di dire a Maria: "Totus tuus" - "Sono tutto tuo!". Una
dichiarazione così radicale non viene dal nulla. Viene da una vita
spirituale fondata sulla preghiera e sull'ascetismo.
2. La seconda cosa che mi è venuta in mente era l'attuale occupazione dell'Iraq, uno dei tre paesi indicati come
"l'asse del male", e la
confusione e le sfide che il mondo presenta in questo momento storico,
soprattutto ai giovani. Per le giovani generazioni la violenza di massa è
una realtà della vita, e lo è stata per tutto il ventesimo secolo.
Che cosa abbiamo da offrire, come cristiani e come Chiesa, ai giovani che
si trovano di fronte a tanta violenza? Dobbiamo anzitutto concentrarci su
Gesù. Il suo nome significa "Salvatore". Il vangelo di Giovanni dice che
egli è "l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo". Peccato - pensate
a questa parola in relazione al periodo spaventoso in cui il giovane Wojtyla
ha trovato la sua vocazione, e al periodo altrettanto spaventoso che si sta
vivendo adesso in Iraq e in altri paesi. Colpisce vedere con quanta
frequenza la parola "peccato" compare nella liturgia. "Non guardare ai
nostri peccati ma alla fede della nostra Chiesa". Abbiamo bisogno di una
maggior comprensione dell'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo; non
possiamo parlare dei nostri punti forti e punti deboli senza tener conto
della realtà del peccato.
Ovviamente, c'è bisogno di riconciliazione per mantenere viva una comunità di
fede. Qui entrano in gioco i nuovi movimenti laicali. Negli anni in cui sono
stato vescovo a Denver, Memphis e Baltimora, mi sono trovato ad affrontare il
problema dell'estinzione delle parrocchie. C'era un gran numero di persone,
appartenenti a diversi gruppi etnici, i cui bisogni spirituali non erano
seguiti; molti neobattezzati di cui le parrocchie non sapevano occuparsi e che
poi si allontanavano dalla Chiesa. Era una sfida importante a cui le diocesi e
le comunità religiose non riuscivano a far fronte. Nel 1980 scoprii i
movimenti laicali. In seguito, a Denver, un giovane sacerdote diocesano che
avevo assegnato a una di queste parrocchie da recuperare, invitò un movimento
di laici nella sua comunità parrocchiale. I membri di questo movimento
riuscirono a intervenire efficacemente presso i vari gruppi in difficoltà -
poveri, alcolisti, tossicomani, ecc. - e la parrocchia venne rivitalizzata.
Il Concilio Vaticano Secondo ha affermato che la costituzione della Chiesa
cattolica si basa su due elementi essenziali: l'elemento istituzionale e
quello carismatico. L'elemento istituzionale è rappresentato dalle strutture:
parrocchie, diocesi, conferenze episcopali e ministri ordinati - vescovi,
sacerdoti, diaconi. Questo elemento non può essere vitale senza l'elemento
carismatico, che è apparso nelle successive ondate di rinnovamento nel corso
della storia: un rinnovamento a carattere decisamente laicale, che ha avuto
luogo il secolo scorso. I fondatori e le fondatrici di oggi hanno visto un
ruolo carismatico per i laici all'interno delle strutture della Chiesa, e
hanno ricevuto il sostegno dei pontefici moderni e di molti vescovi.
A livello parrocchiale, i movimenti laicali possono rendere un servizio
prezioso. Con il loro entusiasmo, il loro impegno e la loro formazione, sanno
come introdurre i neobattezzati nella vita della chiesa locale, sanno come
animare la vita parrocchiale in un'epoca in cui le parrocchie stanno
affrontando i cambiamenti e le sfide poste dall'industrializzazione, l'urbanizzazione
e la secolarizzazione. Da un certo punto di vista, per la Chiesa istituzionale
può essere umiliante ammettere di aver bisogno di aiuto, ma è anche
liberatorio. Torno quindi a ripetere che nella costituzione della Chiesa l'elemento
carismatico è essenziale quanto quello istituzionale, specialmente nell'esperienza
del perdono e della riconciliazione.
In questo Convegno ci sono i delegati di 75 paesi, che rappresentano l'aspetto
istituzionale della costituzione della Chiesa, e i delegati di 41 movimenti,
associazioni e comunità di laici, che rappresentano l'elemento carismatico
nella Chiesa. Fondamentalmente, questi due gruppi non sono in
contrapposizione; hanno piuttosto un rapporto complementare. Questa è una
realtà che dobbiamo mettere a frutto nella preparazione della prossima
Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia. È importante per l'Europa centrale
ma anche per molti altri luoghi.
Ringraziamo Dio per il rinnovamento dei doni dello Spirito Santo nella
Chiesa. Papa Giovanni XXIII pregò il Signore di concederci una nuova Pentecoste.
Papa Giovanni Paolo II, alla vigilia della Pentecoste del 1998, ha riunito in
piazza San Pietro 300.000 persone appartenenti a movimenti, associazioni e
comunità laicali. Era il segno che la preghiera di Papa Giovanni XXIII si sta
realizzando.