The Holy See
back up
Search
riga

PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI

NOTIZIARIO 12/2006

 



Il Presidente ai Lettori

Cari amici, un evento su tutti ha segnato la vita del nostro Dicastero nel primo semestre di quest’anno: l’incontro del Santo Padre con i movimenti ecclesiali e le nuove comunità nella vigilia di Pentecoste.

La decisione d’incontrare queste nuove realtà aggregative si situa molto significativamente tra le prime scelte operative di Benedetto XVI. Il Santo Padre ha infatti manifestato questo suo desiderio nel corso della prima udienza ufficiale che mi ha concesso come presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Era il 14 maggio 2005 – per una coincidenza davvero singolare, vigilia di Pentecoste! L’appuntamento che papa Ratzinger ha voluto dare a movimenti e comunità il 3 giugno scorso è un importante segnale di continuità con il magistero di Giovanni Paolo II, che vedeva in essi doni preziosi dello Spirito alla Chiesa di oggi e un grande segno di speranza per l’umanità del nostro tempo.

I rapporti di papa Benedetto XVI con i movimenti ecclesiali datano da lungo tempo e hanno una storia della quale egli stesso ha parlato in varie occasioni. I suoi primissimi contatti con queste realtà – che si sono poi intensificati e approfonditi, trasformandosi in una vera amicizia – risalgono alla metà degli anni Sessanta, quando era ancora professore a Tübingen. Era il periodo difficile del post-Concilio, ma agli occhi del teologo quei nuovi carismi si rivelano subito come un dono provvidenziale. Diceva ai partecipanti al Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali, organizzato dal nostro Dicastero nel maggio del 1998: “Ecco, all’improvviso, qualcosa che nessuno aveva progettato. Ecco, che lo Spirito Santo, per così dire, aveva chiesto di nuovo la parola. E in giovani uomini e in giovani donne risbocciava la fede, senza “se” né “ma”, senza sotterfugi né scappatoie, vissuta nella sua integralità come dono, come un regalo prezioso che fa vivere”.

A fianco di Giovanni Paolo II come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Ratzinger è stato interprete autorevole del suo magistero sui movimenti ecclesiali e le nuove comunità, divenendo per loro un interlocutore attento e prodigo di saggi consigli. Egli vede nei movimenti “modi forti di vivere la fede”, nella loro opera “qualcosa che davvero indica il futuro”, nella loro funzione il ruolo di quelle “minoranze creative” che secondo Arnold Toynbee sono determinanti per il futuro del mondo. Il suo contributo teologico alla definizione dell’identità ecclesiale dei movimenti è fondamentale. Nel pensiero del cardinale Ratzinger, per impostare correttamente il discorso teologico su queste nuove realtà aggregative non basta la dialettica dei principi che contrappone istituzione e carisma, perché la Chiesa è edificata organicamente e non dialetticamente. La giusta collocazione teologica dei movimenti nella Chiesa è da individuare nella apostolicità, che è la dimensione dalla quale scaturisce il vincolo particolare che li unisce al ministero del Successore di Pietro. Affermava nel corso del Congresso citato sopra: “Il papato non ha creato i movimenti, ma è stato loro essenziale sostegno nella struttura della Chiesa, il loro pilastro ecclesiale [...] Il Papa ha bisogno di questi servizi, e questi hanno bisogno di lui, e nella reciprocità delle due specie di missione si compie la sinfonia della vita ecclesiale”.

Salito al soglio pontificio, Benedetto XVI non ha cessato di manifestare attenzione nei confronti dei movimenti ecclesiali, a proposito dei quali, ancora il 21 agosto dello scorso anno a Colonia, diceva ai vescovi tedeschi: “La Chiesa deve valorizzare queste realtà e al contempo deve guidarle con saggezza pastorale, affinché contribuiscano nel modo migliore, con i loro diversi doni all’edificazione della comunità [...] Le Chiese locali e i movimenti non sono in contrasto tra loro, ma costituiscono la struttura viva della Chiesa”. Il desiderio di convocarli tutti insieme a Roma per la seconda volta e di nuovo nella vigilia di Pentecoste nasce proprio dalla grande considerazione nella quale il Santo Padre tiene queste realtà e da una sollecitudine pastorale che si è manifestata pure nel corso dei preparativi dell’incontro, che il Papa ha seguito da vicino e con attenzione.

Al popolo dei movimenti e delle nuove comunità giunto a Roma il 3 giugno scorso per rivivere con il Successore di Pietro il mistero della Pentecoste, proclamare la gioia di credere in Gesù Cristo e rinnovare l’impegno a essergli discepoli in questo nostro tempo, egli diceva tra l’altro: “La Pentecoste è questo: Gesù, e mediante Lui Dio stesso, viene a noi e ci attira dentro di sé [e] lo Spirito Santo, attraverso il quale Dio viene a noi, ci porta vita e libertà”. I movimenti ecclesiali – continuava – sono nati proprio dalla sete della vita vera ed essi vogliono e devono essere scuole di libertà, della vera libertà dei figli di Dio. In essi la presenza dello Spirito si dimostra anche nello slancio missionario che li porta ad annunciare il Signore in tutti gli ambiti della vita umana senza timori, senza presunzione e senza scoraggiamento. Esortandoli perciò a operare – nella loro molteplicità –, per l’unità dell’unico Corpo, il Santo Padre ha rivolto loro il pressante invito a essere “ancora di più, molto di più, collaboratori nel ministero apostolico universale del Papa, aprendo le porte a Cristo [...], il miglior servizio della Chiesa agli uomini”.

L’incontro di Benedetto XVI con i movimenti è stato preceduto dal secondo Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità sul tema “La bellezza di essere cristiani e la gioia di comunicarlo”. Nucleo dei due eventi, dei quali leggerete più ampiamente nelle pagine che seguono, la persona di Cristo, “il più bello tra i figli dell’uomo” (Sal 45 [44]). E al centro della riflessione del congresso la domanda, inevitabile per i discepoli del Signore: Come trasmettere lo splendore della bellezza di Cristo al mondo di oggi? Perché è questa la sfida che siamo chiamati a raccogliere: essere testimoni della bellezza di Cristo e del suo Vangelo nel cuore del nostro mondo post-moderno e, come dice qualcuno, post-cristiano.

L’esperienza della bellezza di essere cristiani ha trovato e trova ai nostri giorni un terreno particolarmente fertile proprio nei movimenti ecclesiali e nelle nuove comunità. I carismi dai quali sono nati hanno infatti generato itinerari pedagogici che continuano a formare schiere di autentici testimoni della bellezza di Cristo, cristiani per i quali la fede è tutt’altro che una teoria aureolata di sentimentalismo, bensì scelta radicale di vita che porta alla sequela del Signore. E così, nel grigiore del nostro mondo insidiato dalla mediocrità spuntano luci di speranza, luoghi d’irresistibile irradiazione della Bellezza che salva il mondo, come diceva Dostojevski. I cristiani devono annunciare al mondo che il Vangelo non è una utopia, ma cammino verso la vita piena; che la fede non è un fardello, un giogo che piega l’uomo, ma avventura affascinante che gli restituisce, con la sua piena umanità, tutta la dignità e la libertà dei figli di Dio; che Cristo è l’unica risposta al desiderio di felicità che ci portiamo nel cuore. In una parola, devono far risplendere la Bellezza che tanti hanno incontrato proprio grazie ai movimenti ecclesiali e alle nuove comunità.  

La bellezza di essere cristiani e la gioia di comunicarlo

L’incontro di Benedetto XVI con i movimenti ecclesiali e le nuove comunità

La Pentecoste del 2006 passerà alla storia dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità come una nuova “pietra miliare” posta sul cammino della loro vita e del loro servizio alla Chiesa. Il 3 giugno 2006, vigilia della solennità, il santo padre Benedetto XVI ha incontrato gli aderenti a queste nuove realtà ecclesiali in piazza San Pietro, una piazza traboccante di presenze, fino a riempire via della Conciliazione e giungere a largo Giovanni XXIII e oltre: centinaia di migliaia di persone provenienti dal mondo intero, radunati a Roma attorno alla persona del Successore di Pietro, hanno voluto rispondere al suo invito e rivivere insieme a lui il mistero della Pentecoste.

Fin da quando l’incontro è stato annunciato, ha avuto inizio una intensa collaborazione tra il Pontificio Consiglio per i Laici e queste aggregazioni, un lavoro comune di preparazione all’appuntamento del 3 giugno a Roma. Responsabili di oltre 100 movimenti e comunità hanno espresso la loro gratitudine al Santo Padre per l’invito e hanno dato il loro contributo alla realizzazione di questo importante evento ecclesiale. È così che all’incontro hanno aderito movimenti e comunità grandi e meno grandi, dal Cammino neocatecumenale a Comunione e Liberazione, dal movimento dei Focolari alle varie realtà che formano il Rinnovamento carismatico cattolico; e ancora Regnum Christi, i Cursillos de Cristiandad, la Comunità di Sant’Egidio, il movimento di Schönstatt, il Movimento di vita cristiana, la Comunità de l’Emmanuel, la Comunità Papa Giovanni XXIII, il Sermig, l’Arche, Fede e luce, la Comunità missionaria di Villaregia, le Comunità laiche marianiste, l’Equipes de Notre Dame, il Fasta, il movimento Vivere In, l’Opera di Nazareth, la Comunità Adsis e molti altri ancora.

Gli anni trascorsi dall’indimenticabile esperienza del maggio 1998, quando si tenne il primo incontro di questo genere con il servo di Dio Giovanni Paolo II, sono stati caratterizzati da un significativo incremento di relazioni tra i movimenti e le nuove comunità, e tra di loro con il Pontificio Consiglio per i Laici; relazioni vissute in spirito di comunione che hanno portato a una più approfondita conoscenza reciproca e a una maggiore consapevolezza del ruolo che hanno nell’opera della nuova evangelizzazione. Significativo è stato, in questo tempo, il rapporto di più stretta collaborazione instaurato con il Pontificio Consiglio per i Laici, loro “casa comune” e naturale punto di riferimento. Ora, dopo questo incontro con Benedetto XVI, ci si aspetta un ulteriore progresso verso la meta della piena “maturità ecclesiale”, auspicata da Giovanni Paolo II. Il Santo Padre, nell’omelia tenuta nel corso della celebrazione dei primi vespri della Pentecoste, ha parlato ai movimenti ecclesiali e alle nuove comunità con il suo linguaggio semplice e profondo, chiaro e denso: un vero e proprio insegnamento che arricchirà la riflessione comune di questa multiformità di realtà ecclesiali, per un cammino da percorrere insieme.

Partendo dalla domanda “chi o che cosa è lo Spirito Santo? Come possiamo riconoscerlo? In che modo noi andiamo a Lui ed Egli viene a noi? Che cosa opera?”, Benedetto XVI ha sviluppato il suo discorso mettendo a fuoco in modo particolare il tema della vita e della libertà, primi doni dello Spirito Santo, e il tema dell’unità, perché lo Spirito opera “in vista dell’unico corpo e nell’unità dell’unico corpo”, ha spiegato il Papa. “Vita e libertà sono le cose a cui tutti noi aneliamo. Ma che cosa è questo – si è chiesto Benedetto XVI – dove e come troviamo la “vita”?”. Certamente non nell’esperienza fatta dal figlio prodigo della parabola evangelica.

“Quando della vita ci si vuole soltanto impadronire, essa si rende sempre più vuota, più povera […] No, in questo modo noi non troviamo la vita […] La vita la si trova soltanto donandola; non la si trova volendo impossessarsene. È questo che dobbiamo imparare da Cristo; e questo ci insegna lo Spirito Santo, che è puro dono, che è il donarsi di Dio. Più uno dà la sua vita per gli altri, per il bene stesso, più abbondantemente scorre il fiume della vita”. Da qui, allora, l’esortazione ai movimenti: “Cari amici, i Movimenti sono nati proprio dalla sete della vita vera; sono Movimenti per la vita sotto ogni aspetto. Dove non scorre più la vera fonte della vita, dove soltanto ci si appropria della vita invece di donarla, là è poi in pericolo anche la vita degli altri; là si è disposti a escludere la vita inerme non ancora nata, perché sembra togliere spazio alla propria vita. Se vogliamo proteggere la vita, allora dobbiamo soprattutto ritrovare la fonte della vita; allora la vita stessa deve riemergere in tutta la sua bellezza e sublimità; allora dobbiamo lasciarci vivificare dallo Spirito Santo, la fonte creativa della vita”. Alla parabola del figlio prodigo il Papa si è riallacciato anche per parlare della libertà: “Egli vuole la vita, e per questo vuol essere totalmente libero. Essere libero significa, in questa visione, poter fare tutto quello che si vuole; non dover accettare alcun criterio al di fuori e al di sopra di me stesso. Seguire soltanto il mio desiderio e la mia volontà. Chi vive così, ben presto si scontrerà con l’altro che vuole vivere nella stessa maniera. La conseguenza necessaria di questo concetto egoistico di libertà è la violenza, la distruzione vicendevole della libertà e della vita”. I cristiani sanno, però, che la Sacra Scrittura insegna diversamente e “collega il concetto di libertà a quello di figliolanza”, e i figli non sono gli schiavi. “La vera libertà si dimostra nella responsabilità – ha proseguito il Santo Padre – in un modo di agire che assume su di sé la corresponsabilità per il mondo, per se stessi e per gli altri […] Egli [lo Spirito Santo] ci coinvolge nella stessa responsabilità di Dio per il suo mondo, per l’umanità intera […] Noi facciamo il bene non come schiavi che non sono liberi di fare diversamente, ma lo facciamo perché portiamo personalmente la responsabilità per il mondo; perché amiamo la verità e il bene, perché amiamo Dio stesso e quindi anche le sue creature. È questa la libertà vera, alla quale lo Spirito Santo vuole condurci”. Per questo, per essere testimoni e promotori di questa libertà “i movimenti ecclesiali vogliono e devono essere scuole di libertà, di questa libertà vera […] In questo mondo, così pieno di libertà fittizie che distruggono l’ambiente e l’uomo, vogliamo, con la forza dello Spirito Santo, imparare insieme la libertà vera; costruire scuole di libertà; dimostrare agli altri con la vita che siamo liberi e quanto è bello essere veramente liberi nella vera libertà dei figli di Dio”.

Insieme a vita e libertà, lo Spirito Santo porta anche unità. Unità che non significa uniformità, perché “in Lui molteplicità e unità vanno insieme”, ed è questo che Egli vuole per i movimenti, ha spiegato il Papa rivolgendosi ancora ai numerosi aderenti a queste nuove aggregazioni: “Egli vuole la vostra multiformità, e vi vuole per l’unico corpo, nell’unione con gli ordini durevoli – le giunture – della Chiesa, con i successori degli apostoli e con il successore di san Pietro”.

L’invito del Papa, a questo punto, è stato quello di rinnovare lo slancio missionario in cui si dimostra la presenza dello Spirito Santo, uno slancio nell’annuncio e nella testimonianza nella propria famiglia, nel proprio ambiente di lavoro, in ogni ambito dell’esistenza; senza scoraggiamenti e senza confini, per collaborare sempre di più con la Chiesa: “Cari amici, vi chiedo di essere, ancora di più, molto di più, collaboratori nel ministero apostolico universale del Papa – ha concluso Benedetto XVI – aprendo le porte a Cristo. Questo è il miglior servizio della Chiesa agli uomini e in modo tutto particolare ai poveri, affinché la vita della persona, un ordine più giusto nella società e la convivenza pacifica tra le nazioni trovino in Cristo la “pietra angolare” su cui costruire l’autentica civiltà, la civiltà dell’amore”. La celebrazione dei primi vespri è stata preparata da due ore di animazione, introdotte dal saluto ai partecipanti di S.E. mons. Clemens. L’animazione è consistita in canti guidati dal coro composto, per l’occasione, da rappresentanti di movimenti e nuove comunità; testimonianze dal Congresso di Rocca di Papa; brevi video tratti dall’incontro del maggio del 1998 con le parole di Giovanni Paolo II e dei fondatori di alcuni movimenti; ascolto di brani tratti dagli scritti dell’allora card. Ratzinger sui movimenti e dall’enciclica di Benedetto XVI Deus caritas est. Quando poi Benedetto XVI è comparso con la sua “papamobile”, ha percorso i corridoi di piazza San Pietro fino a tutta via della Conciliazione, dando anche ai più lontani la possibilità di gioire della sua vicinanza. Un simbolico abbraccio alla moltitudine dei fedeli durato mezz’ora, alla quale è seguito il saluto di S.E. mons. Ryłko che, a nome di tutti, ha espresso la gratitudine per il dono di questo incontro e“per i frutti di santità di vita, di comunione, di coraggio e di fantasia missionaria che questi nuovi carismi fanno fiorire nella Chiesa del nostro tempo e che sono segni di una rinnovata primavera cristiana”.

Anche Chiara Lubich, assente per motivi di salute, ha voluto in qualche modo partecipare a questo incontro con un messaggio letto a suo nome subito dopo il saluto di S.E. mons. Ryłko. La celebrazione dei primi vespri della Pentecoste è stata arricchita da commenti ai salmi e al cantico, offerti da Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, da Kiko Arguëllo, iniziatore del Cammino neocatecumenale, e da don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione. Le loro parole sono state meditazioni sui temi dei salmi e del cantico arricchite dall’esperienza del proprio movimento di appartenenza, espressione di quella multiformità di cui poi ha parlato lo stesso Santo Padre nel corso della sua omelia. “Un carisma fruttifica con la preghiera e con il cuore da bambini. Perché è dono!”, ha detto Andrea Riccardi, che ha testimoniato come la preghiera sia il modo per non soccombere, per non rassegnarsi di fronte alla “povertà”, alla “sterilità” del mondo di oggi, e anzi sia “il tessuto in cui il carisma non si spegne né si svuota nell’orgoglio, ma fruttifica”. E di questi nuovi carismi ha parlato anche Kiko Arguëllo, presentandoli al Santo Padre come “le nuove realtà che lo Spirito Santo suscita in aiuto ai preti, alle parrocchie, ai vescovi, al papa”, il modo in cui oggi “il Signore ricostruisce Gerusalemme”. La situazione drammatica del mondo di oggi, povero e bisognoso di senso “rende più bruciante la struggente domanda di Cristo: Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? (Lc 18,8)”, ha detto don Julián Carrón. “Rispondere a questa domanda ci fa diventare più consapevoli della portata di questo incontro” e dell’“urgenza del compito a cui siamo chiamati”. A seguito dell’omelia del Papa è stata fatta memoria del sacramento della Confermazione. Sulle note della corale e dell’orchestra del maestro mons. Marco Frisina, che ha guidato i vespri, e sulle parole della preghiera di invocazione allo Spirito Santo, sette membri di movimenti e nuove comunità hanno acceso altrettanti bracieri simbolo dei doni dello Spirito Santo dati ai fedeli. Al termine della celebrazione, a nome di tutti i presenti, Patti Gallagher Mansfield, del Rinnovamento carismatico cattolico, e Luis Fernando Figari, fondatore del Movimento di vita cristiana, hanno rivolto al Santo Padre parole di ringraziamento. Un freddo vento, insolito a Roma per i primi di giugno, ha caratterizzato la celebrazione. Un vento che ha richiamato – come è stato ricordato più volte nel corso dell’incontro – quel vento gagliardo della prima Pentecoste, che ha spinto i primi discepoli a diffondere il messaggio evangelico a tutte le genti. Un vento che chiama ancora oggi ad andare, a sentirsi spinti e allo stesso tempo guidati verso le genti del nostro tempo per annunciare la bellezza dell’incontro con Cristo.    

II Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità  

In vista del raduno in piazza San Pietro della vigilia di Pentecoste, si è tenuto a Rocca di Papa, dal 31 maggio al 2 giugno 2006, il II Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità sul tema: “La bellezza di essere cristiani e la gioia di comunicarlo”. Il Pontificio Consiglio per i Laici ha riunito oltre 300 delegati provenienti da vari paesi e diverse esperienze aggregative, per riflettere sul tema ispirato alle parole pronunciate da Benedetto XVI nell’omelia della Santa Messa per l’inizio del ministero petrino, il 24 aprile del 2005: “Non vi è niente di più bello che essere raggiunti, sorpresi dal Vangelo, da Cristo. Non vi è niente di più bello che conoscere lui e comunicare agli altri l’amicizia con lui”. Il Congresso ha avuto lo scopo di riflettere sulla natura stessa dell’avvenimento cristiano, su come esso venga vissuto nei movimenti e nelle nuove comunità, sull’educazione a esso e sul modo di comunicarlo per venire incontro ai desideri e alle attese degli uomini del nostro tempo.

Non si è trattato, quindi, di una ulteriore presentazione dei movimenti e delle nuove comunità che, nel loro complesso, hanno ormai alle spalle decenni di storia e una larga diffusione nella vita della Chiesa. La maggioranza di queste nuove realtà aggregative infatti ha ormai ottenuto il riconoscimento canonico da parte della Santa Sede e opera in molte chiese locali dei cinque continenti. L’indimenticabile esperienza del 30 maggio 1998 ha contribuito a una più approfondita consapevolezza della natura, del servizio e delle opere di queste diverse realtà che edificano la Chiesa e la rinnovano nella sua missione.

Il II Congresso è stato organizzato, quindi, per un’ulteriore crescita verso la meta della piena “maturità ecclesiale”, auspicata da Giovanni Paolo II, nonché come preziosa occasione per condividere la ricchezza dei diversi carismi, evidenziarne la valenza educativa e rinnovarne lo slancio missionario.

Tra gli oltre 300 partecipanti al Congresso c’erano fondatori, iniziatori e responsabili di circa 100 realtà ecclesiali, in gran parte riconosciute a livello internazionale dalla Santa Sede; erano presenti anche alcune aggregazioni riconosciute a livello diocesano ma già presenti in diverse chiese particolari. Tra gli invitati, inoltre, anche alcuni rappresentanti dei dicasteri della Curia romana, alcuni membri e consultori del Pontificio Consiglio per i Laici, una quarantina di vescovi di diversi continenti, “osservatori” di varie istituzioni cattoliche e delegati di altre chiese e confessioni cristiane.

Un autorevole contributo ai lavori del Congresso è stato offerto dal messaggio che il Santo Padre ha voluto inviare al suo inizio, nel corso del quale ha rivolto un appello ai movimenti: “Portate la luce di Cristo in tutti gli ambienti sociali e culturali in cui vivete… Illuminate l’oscurità di un mondo frastornato dai messaggi contraddittori delle ideologie! Non c’è bellezza che valga se non c’è una verità da riconoscere e da seguire, se l’amore scade a sentimento passeggero, se la felicità diventa miraggio inafferrabile, se la libertà degenera in istintività”. A tutte queste riduzioni dell’esperienza umana autentica, che generano un mondo “turbato”, secondo una sua espressione, il Papa invita a offrire “la testimonianza della libertà con cui Cristo ci ha liberati.

La straordinaria fusione tra l’amore di Dio e l’amore del prossimo rende bella la vita e fa rifiorire il deserto in cui spesso ci ritroviamo a vivere…”. È stato S.E. mons. Stanisław Ryłko a leggere il testo ai partecipanti, al momento dell’introduzione ai lavori. Il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici ha voluto poi ricordare l’evento del 1998 facendo un bilancio del cammino percorso negli otto anni trascorsi dall’incontro con Giovanni Paolo II, elencando i segni della maturità ecclesiale dei movimenti: “il senso della comunione sempre più salda col Papa e con i pastori e una comunione fraterna fra le diverse realtà”; “l’impegno missionario. I carismi generano percorsi di educazione cristiana che portano a vivere la fede con radicalismo evangelico”; “la maturità, questa giovinezza dello spirito, frutto della loro quotidiana fedeltà al carisma che li ha originati”.

Le tre relazioni principali sono state affidate ai cardinali Christoph Schönborn, O.P., Marc Ouellet, P.S.S. e Angelo Scola i quali hanno affrontato rispettivamente le questioni cristologiche (“Cristo, il più bello tra i figli di Adamo”), ecclesiologiche (“La bellezza di essere cristiani”) e pastorali (“Movimenti ecclesiali e nuove comunità nella missione della Chiesa: priorità e prospettive”) del tema scelto.

“Il significato profondo di questo Congresso in preparazione all’incontro di Pentecoste – ha detto il card. Schönborn, arcivescovo di Vienna, nella sua densa relazione – sta proprio nel vedere come i semi della bellezza gettati da Cristo, crescono e portano frutto”.

Cristo stesso è la bellezza, ha affermato il cardinale, pertanto “il vero, il buono, il bello, non sono attributi esteriori a Dio, ma coincidono con l’essere stesso di Dio. Dio è la Verità, il Bene, l’Amore, la Bellezza”. E Gesù Cristo ci porta verso la sua stessa bellezza, una bellezza divina “resa accessibile dalla sua incarnazione”. Aprirsi a Cristo, quindi, è “permettere che un flusso vitale di bellezza si riversi su di noi, sul mondo avvilito dal peccato, sfigurato dal male”, ha ancora detto il card. Schönborn. E ha indicato nella santità il frutto più prezioso della bellezza di Cristo: “Non c’è niente di più bello al mondo che la santità. Dei santi si può dire quanto l’epistola agli ebrei afferma di Cristo: sono come “l’irradiazione della gloria di Dio””. L’arcivescovo di Vienna non ha mancato di delineare un altro volto di Cristo, quello descritto dai salmi: il volto dell’uomo del dolore, abbandonato dagli uomini, oggetto di scherno, quel volto senza bellezza che non attira lo sguardo. È il volto del crocifisso. Ma proprio dalla croce si sprigiona un’altra bellezza, quella della misericordia, di quell’amore che ha fatto dire a san Paolo: “Non conosco che Cristo e Cristo Crocifisso”.

Il cardinale Ouellet, arcivescovo di Québec e primate del Canada, ha svolto la sua relazione partendo da alcune domande: “L’estetica è davvero una via feconda per la Chiesa di oggi? Per certi aspetti, il cristianesimo attuale, sradicato dalle sue forze vive, non rischia di irrigidirsi in una situazione di residuo culturale di un’altra epoca? Oso azzardare come ipotesi o come scommessa che la via della bellezza mi sembra essere quella dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità. All’inizio del terzo millennio non siamo (forse) chiamati a ripartire dalla bellezza di Cristo?”.

Citando Hans Urs von Balthasar, l’arcivescovo di Québec ha sottolineato come “la via del bello vada incontro alle aspirazioni più profonde del cuore umano”. Ha quindi notato che “è urgente oggi esplorare questa via della bellezza dal momento che il punto di vista della verità e della bontà raggiungono con meno vivezza l’uomo attuale imbevuto di scetticismo e di relativismo. Il compito dei cristiani consiste nel restaurare quest’armonia tra la verità, la bontà e la libertà, a partire dall’incontro vivo di Cristo perché risvegli il cuore dell’uomo e dia un senso alla sua vita aprendolo alla totalità del reale”.

L’ultima giornata del Congresso dei movimenti e nuove comunità, venerdì 2 giugno, è stata segnata dalla magistrale relazione del patriarca di Venezia, il card. Angelo Scola, che ha delineato priorità e prospettive di movimenti e nuove comunità nella missione della Chiesa. Dopo aver ricordato che motore assoluto della missione dei singoli cristiani e delle comunità cristiane è lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Cristo, il cardinale Scola ha puntualizzato il significato del termine “coessenzialità” riferito alle dimensioni istituzionale e carismatica della Chiesa: “È importante notare che quando si parla di co-essenzialità di dimensione istituzionale e dimensione carismatica – ha spiegato il Patriarca di Venezia – non si deve in alcun modo pensare a “due componenti” dalla cui sintesi dialettica scaturirebbe la realtà della Chiesa. La parola co-essenzialità indica, al contrario, l’unità duale propria dell’evento Chiesa in quanto tale: quella istituzionale e quella carismatica sono dimensioni di ogni realizzazione della Chiesa […] È quindi pretestuoso, e alla fine errato, ridurre i movimenti nell’ambito della pura dimensione carismatica e relegare diocesi, parrocchie e aggregazioni classiche a quella istituzionale. Entrambe le dimensioni, con diverse gradazioni, sono costitutive di ciascuna e di tutte queste realtà”. “Parlare di prospettive e priorità – ha detto poi il cardinale, entrando nel cuore della sua relazione – significa indicare le condizioni essenziali cui movimenti e nuove comunità debbono restar fedeli, se vogliono che l’origine gratuita della loro esperienza diventi sorgente permanente della libera adesione di ogni loro membro all’incontro con il Signore, e strada grata per la missione ai nostri fratelli uomini”. Quindi non si tratta di inventare nuovi programmi o piani pastorali, ma di comprendere come restare fedeli al proprio carisma e continuare a proporlo in tempi di “cambio generazionale”; si tratta di mostrare la fecondità di questi “nuovi carismi” “nella misura in cui concorrono efficacemente a rendere reperibile Gesù Cristo oggi”. Ma occorre evitare il grave rischio di indebite omologazioni: “Per la missione dei movimenti e delle nuove comunità non esiste un’unica strada che tutte queste realtà debbano percorrere”.

“È maturo – ha detto inoltre il cardinale Scola – il tempo di riconoscere che l’azione e la riflessione sulla missione dei nuovi movimenti nella Chiesa non può più essere ritenuta un capitolo a sé stante, ma deve necessariamente svolgersi, all’interno della Chiesa universale e delle chiese particolari, nella comune sinfonia di tutte le aggregazioni di fedeli, incluse quelle classiche”.

Le tavole rotonde hanno consentito di avviare un confronto su due dimensioni fondamentali dell’azione di movimenti e nuove comunità: gli itinerari educativi e la testimonianza della bellezza di Cristo al mondo d’oggi, grazie ai contributi di iniziatori e responsabili dei principali movimenti e comunità, nonché di alcuni esperti in questi campi. I dibattiti e i gruppi di lavoro che sono seguiti alle relazioni principali hanno avuto lo scopo di permettere a tutti i partecipanti di arricchire il Congresso con le loro esperienze e riflessioni. Il Pontificio Consiglio per i Laici ha già dato il via alla realizzazione del volume degli atti del Congresso che verrà pubblicato nei prossimi mesi nelle varie lingue, uno strumento fondamentale per il proseguimento della riflessione.

Il Congresso è stato caratterizzato da un vero clima di amicizia, respirato sia nel corso dei lavori come anche durante i vari intervalli e al momento dei pasti; occasioni utili per l’approfondimento della conoscenza reciproca e il confronto. La serata del 1° giugno è stata dedicata ad un concerto di musica classica, mentre nel pomeriggio e nella serata del 2 giugno, a lavori finiti, vari movimenti e nuove comunità si sono assunti la responsabilità di organizzare incontri e veglie di preghiera in diverse basiliche e chiese di Roma.

Sono stati offerti ai vari pellegrini già convenuti nella “città eterna” momenti forti di preghiera e di preparazione spirituale all’incontro della vigilia di Pentecoste, per consentire una maggiore apertura e disponibilità di cuore ad accogliere pienamente il dono dello Spirito Santo in atteggiamento di profonda comunione con il Santo Padre.    

Discepoli e missionari di Gesù Cristo oggi

I Congresso dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità in America Latina

Centoventidue responsabili di quarantacinque movimenti e nuove comunità, provenienti da ventitré Paesi dell’America Latina, si sono riuniti a Bogotá, in Colombia, per riflettere sulla figura del cristiano, nel primo Congresso dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità in America Latina che si è tenuto dal 9 al 12 marzo scorso. Insieme a loro erano presenti trentadue vescovi, la presidenza del Consiglio Episcopale Latinoamericano e, in rappresentanza del Pontificio Consiglio per i Laici, S.E. mons. Stanisław Ryłko, S.E. mons. Josef Clemens, il prof. Guzmán Carriquiry e il dott. Roberto Ragusa.

Il Congresso, organizzato dal Consiglio episcopale latinoamericano in collaborazione con il nostro dicastero, ha voluto porre al centro della sua riflessione il discepolo di Cristo, dato che non si può parlare di nuova evangelizzazione senza interrogarsi sul soggetto chiamato a realizzarla. E davanti alle sfide che il cristiano si trova ad affrontare oggi, i partecipanti al Congresso hanno individuato tre priorità che si sono impegnati ad assumere a nome dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità che rappresentavano.

Tali priorità sono state tracciate nella lettera che i congressisti hanno voluto indirizzare al Santo Padre Benedetto XVI al termine dell’assise. Una lettera con la quale è stata espressa gratitudine per la sollecitudine con cui il Papa ha seguito l’iniziativa, e per il messaggio che, attraverso il cardinale Sodano, è stato inviato ai partecipanti: una “parola orientatrice” che ha testimoniato la “vicinanza paterna” alla Chiesa e ai popoli latinoamericani dimostrata dal Papa, “un abbraccio pieno di amore e di speranza”.

La prima e maggiore priorità presentata nella lettera è la formazione cristiana. “È in crisi la capacità delle generazioni adulte di educare i propri figli”, si legge nel documento. “Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità insito nel cuore dell’uomo fosse destinato a restare senza risposta. L’influenza di questa cultura colpisce anche i battezzati, tanto da generare personalità cristiane deboli e confuse”. Davanti a questa sfida, allora, i movimenti e le nuove comunità propongono la loro propria formazione, ambito in cui si esprime l’originalità dei carismi di queste varie realtà, ciascuna delle quali fonda il processo educativo della persona su una pedagogia propria e specifica, avendo al centro l’incontro personale con Cristo vivo.

La seconda grande urgenza è la necessità di offrire al mondo un “annuncio forte”. La formazione cristiana deve avere sempre portata missionaria. La missione aiuta a scoprire in pienezza la propria vocazione battesimale, difende dalla tentazione di un ripiegamento egoista su di sé, protegge dal pericolo di considerare il movimento di appartenenza come una specie di rifugio, in un clima di calda amicizia, per difendersi dai problemi del mondo. Nel corso del Congresso, è stato illustrato l’impegno missionario dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità e la capacità indiscutibile che essi possiedono di risvegliare nei laici l’entusiasmo apostolico e il coraggio missionario. “In questo modo – hanno scritto al Papa i partecipanti all’incontro – si risponde a una delle necessità più urgenti della Chiesa dei nostri tempi, vale a dire la catechesi agli adulti, intesa come autentica iniziazione cristiana che rivela loro tutto il valore e la bellezza del sacramento del Battesimo”.

Apprezzando il radicato senso del mistero che si manifesta nella pietà popolare di cui i popoli dell’America Latina sono ricchi, i movimenti e le nuove comunità offrono pedagogie di evangelizzazione che possono contribuire con efficacia a orientare la devozione verso la formazione di discepoli e missionari di Cristo. È stato illustrato anche con quanta naturalezza e coraggio queste aggregazioni laicali si rivolgano alle difficili frontiere dei moderni areopaghi della cultura, dei mezzi di comunicazione sociale, dell’economia e della politica per incoraggiare la costruzione di forme di vita più degne per ogni uomo e per tutti gli uomini. È stata fatta presente, inoltre, l’importanza dell’inserimento di movimenti e nuove comunità nel tessuto delle Chiese locali per trasformarsi in segni eloquenti dell’universalità della Chiesa e della sua missione.

L’ultimo, ma non meno importante, impegno che movimenti e nuove comunità si sono voluti assumere è la speciale attenzione per i sofferenti, per i poveri e gli emarginati. “Di fronte a tante forme nuove e antiche di povertà – hanno scritto al Sommo Pontefice – con le quali conviviamo nella nostra realtà latinoamericana (e che costituiscono una contraddizione stridente e interpellante rispetto alla tradizione cattolica dei nostri popoli), vogliamo sforzarci, come ci insegna l’enciclica Deus caritas est, a ideare e sostenere con creatività opere e progetti che mostrino l’amore di Dio per ogni uomo che soffre e aprano cammini alla potenza trasformatrice della carità di fronte alle grandi sfide di maggiore giustizia, solidarietà, pace e unità nella vita dei nostri popoli”.

Tra gli scopi del Congresso c’è stato quello di offrire un contributo alla preparazione e alla realizzazione della V Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano, prevista ad Aparecida (Brasile) nel maggio 2007 sul tema “Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché in Lui i popoli abbiano vita. Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6). E per questo – si legge a conclusione della lettera inviata al Santo Padre – “ci impegniamo sin da ora a suscitare ovunque uno scambio di esperienze, riflessioni e proposte che possano aiutare a costruire la via di preparazione di un evento così importante”.

Le relazioni e i contributi delle tavole rotonde verranno raccolti nel volume degli atti che sarà pubblicato a cura del Consiglio episcopale latinoamericano.        

La parrocchia ritrovata. Percorsi di rinnovamento

XXII Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici

Dal 20 al 24 settembre 2006 si terrà a Roma, presso Villa Aurelia, la XXII Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici.

Come i nostri lettori certamente ricorderanno, nella precedente Assemblea plenaria, tenutasi nel novembre del 2004, il Pontificio Consiglio per i Laici ha iniziato a proporre all’attenzione dei membri e dei consultori la realtà della parrocchia, adottando il tema: “Riscoprire il vero volto della parrocchia”. Ricordiamo con gioia che in quella occasione il Dicastero fu ricevuto per l’ultima volta dal santo padre Giovanni Paolo II di venerata memoria, da sempre vicino al Pontificio Consiglio per i Laici, non solo durante tutto il suo pontificato, ma già da cardinale di Cracovia, come consultore autorevole e molto attivo del nostro Dicastero.

Durante l’ultima Assemblea si volle porre l’accento sia sulle nuove sfide che provengono dal mondo sempre più secolarizzato e globalizzato, sia sui possibili orientamenti pastorali che la parrocchia deve assumere per formulare risposte convincenti. Si è trattato di un’ampia riflessione tanto di ricapitolazione dell’esistente, quanto di valutazione giuridico-pastorale, nonché di proposta, attraverso la raccolta di indicazioni di linee programmatiche fondamentali, in termini però molto generali.

Gli atti della XXI Assemblea plenaria sono stati pubblicati nel volume Riscoprire il vero volto della parrocchia, uscito in italiano nel 2005.

L’argomento della prossima plenaria riguarderà ancora la parrocchia, e costituirà quindi il necessario completamento dell’Assemblea precedente, seguendo il programma concordato in quella circostanza con i membri e i consultori. Il tema sarà dunque: “La parrocchia ritrovata: percorsi di rinnovamento”.

L’obiettivo questa volta sarà di presentare le nuove forme di vita parrocchiale concretamente emerse dopo il Concilio; la discussione pertanto non sarà orientata sul piano della progettazione teorica, ma sull’analisi di quanto è emerso di valido dalle numerose esperienze di rinnovamento intraprese in tutto il mondo. La struttura dei lavori rifletterà questa esigenza; ci sarà un’unica relazione di carattere generale, sullo stato della riflessione circa il rinnovamento della parrocchia e sulle prospettive che si stanno aprendo; gli altri interventi programmati – molto numerosi – saranno coordinati in tavole rotonde o in dialoghi, e riguarderanno l’esperienza concreta di laici e sacerdoti, movimenti e nuove comunità, progetti pastorali e di organizzazione sul territorio attivi nel rinnovamento della parrocchia.

La formula che privilegia le tavole rotonde, e quindi la discussione aperta, è stata adottata per lasciare ampio spazio ad altri interventi di testimonianza, perché i membri e i consultori, provenienti da tutto il mondo, possano arricchire il quadro complessivo segnalando tutte le iniziative efficaci di cui sono a conoscenza.

Il mondo dello sport oggi: campo d’impegno cristiano

Seminario internazionale di studio della Sezione “Chiesa e sport”  

Nei giorni 11 e 12 novembre 2005, la Sezione “Chiesa e sport” ha tenuto, presso gli uffici del Pontificio Consiglio per i Laici, il seminario internazionale sul tema “Il mondo dello sport oggi: campo d’impegno cristiano”. Si è trattato di un evento unico e storico, sia per questa nuova Sezione che per la Santa Sede poiché è stata la prima volta che un ufficio vaticano ha dedicato un seminario di studio al fenomeno globale dello sport. L’idea di fondo del seminario è stata quella di compiere un’analisi preliminare del vasto mondo dello sport in tutte le sue complessità, per offrire ai membri del Dicastero, e ai partecipanti tutti, una visione panoramica; allo stesso tempo, si sono volute mettere a fuoco le questioni più critiche e le sfide che riguardano più direttamente questa Sezione.

Il lavoro del primo giorno è consistito in un’analisi del fenomeno globale dello sport e delle sue ripercussioni antropologiche, culturali, educative e etiche nella società contemporanea. Sua Eccellenza l’arcivescovo mons. Stanisław Ryłko, ha introdotto i lavori del seminario situando lo sport in due importanti contesti: quello globale che coinvolge sia lo spettatore che l’atleta dilettante o professionista; e quello della nuova evangelizzazione, per cui lo sport è visto come un campo adatto alla missione della Chiesa chiamata a estendere il Regno di Dio. L’italiana esperta di storia dello sport, dott.ssa Maria Aiello, ha offerto una rassegna dello sviluppo storico dello sport dall’antica Grecia fino ai nostri giorni. Al suo puntuale intervento ha fatto seguito una relazione sul tema “Lo sport nella cultura contemporanea” svolta dal prof. Dietmar Mieth, teologo moralista all’Università di Tubinga che ha delineato alcuni dei valori e dei principi sui quali potrebbe essere elaborata un’etica cristiana dello sport.

La tavola rotonda del pomeriggio su “Problemi e sfide dello sport oggi” ha affrontato temi come la commercializzazione, la violenza, il doping e l’uso dei media nello sport. Tra gli intervenuti, il gesuita e già allenatore di basket padre Vincent Capuano, dell’Università di Salta, in Argentina; il professor Clark Power dell’Università di Notre Dame, negli Stati Uniti; la sig.ra Elaine Raakman di “Just Play Sports” (Canada); il dott. Pasquale Bellotti dell’Università “La Sapienza” di Roma, e il dott. Fabrizio Maffei, direttore di Rai Sport (Italia). Il presidente del Centro sportivo italiano, Edio Costantini, ha chiuso la giornata con una relazione su “Lo sport: risorse di rinnovamento e prospettive”, esplorando le sue dimensioni educative e formative viste in modo particolare tramite la ricca tradizione italiana degli oratori parrocchiali, modello tuttora attuabile, siano essi affiliati alla parrocchia o indipendenti da essa.

Il secondo giorno di lavoro è iniziato con una sintesi organica degli insegnamenti del Magistero della Chiesa riguardo l’attività sportiva, svolta da mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio per il turismo, lo sport e il tempo libero della Conferenza episcopale italiana.

Mons. Mazza ha fatto notare che degli oltre duecento discorsi sullo sport trovati negli scritti dei pontefici, da Pio X fino al presente, tre sono di san Pio X, venti di Pio XII, trentacinque di papa Paolo VI e più di centoventi sono di papa Giovanni Paolo II. Poiché i documenti del Magistero sono il fondamento e l’orientamento del nostro servizio, e una guida per uno studio e una ricerca sempre crescenti in questo campo, la relazione ha animato il resto dei lavori della giornata che hanno esplorato alcuni dei modi in cui la presenza cristiana nel mondo dello sport può essere promossa, e hanno messo in luce alcune delle specifiche risorse e strutture entro la Chiesa che possono essere ulteriormente sviluppate per servire a questo scopo.

La tavola rotonda sul tema “Lo sport: frontiera della nuova evangelizzazione” ha presentato relatori provenienti da un’ampia gamma di ambiti pastorali del mondo dello sport: il prof. Norbert Müller, a lungo consulente del Comitato internazionale olimpico e esperto del pensiero di Pierre de Coubertin; Jeff Suppan, lanciatore della Major League Baseball nella squadra dei St. Louis Cardinals; Clemént Schertzinger, Presidente della F.I.C.E.P., federazione sportiva cattolica assai diffusa in Europa; mons. Fortunato Frezza, Cappellano della squadra di calcio di Serie A “Roma”; Arturo Salah, già allenatore della squadra nazionale di calcio del Cile; il rev. Hans-Gerd Schütt, Cappellano della squadra olimpica tedesca. Nel corso della discussione che ha fatto seguito, molti hanno detto quanto sia significativo il ruolo dell’allenatore nella formazione umana e spirituale dell’atleta.

In alcuni Paesi, per esempio, i ragazzi passano solo venti ore all’anno con il catechista, ma ne passano oltre duecento con l’allenatore di programmi sportivi portati avanti dalla locale parrocchia o dalla scuola cattolica.

Nel pomeriggio padre Kevin Lixey, L.C. ha presentato gli scopi e gli obiettivi della Sezione “Chiesa e sport” al fine di ricevere dai partecipanti un feedback alla luce di quanto detto durante il seminario. Dal seminario sono emersi due specifici ambiti di lavoro: quello accademico che continuerà a studiare gli insegnamenti della Chiesa riguardanti lo sport; e quello del servizio pastorale nello sport e attraverso lo sport, che cercherà di scoprire e promuovere i “migliori allenamenti pastorali” che si svolgono a livello locale. Concludendo il seminario, il vescovo S.E. mons. Josef Clemens ha messo in evidenza la necessità che la Sezione “Chiesa e sport” diventi un punto di riferimento e una voce autorevole nel mondo dello sport. Ha fatto anche notare come lo sport apra alla Chiesa una panoramica di opportunità unica in sé nel momento in cui ricerca soluzioni ai problemi della violenza e del doping, risolvibili solo con una sana antropologia della persona che riconosce e valorizza l’aspetto spirituale tanto quanto la dimensione corporea. A questo riguardo la Sezione potrebbe anche servire come possibile ponte tra credente e non credente, e fungere da areopago di crescente riflessione e dialogo.

Il seminario è servito anche per riunire un iniziale gruppo di persone con esperienze varie nel campo dello sport. Quarantacinque partecipanti provenienti da diciotto Paesi diversi hanno lavorato in squadra con il nostro Dicastero, rappresentando i diversi campi degli studenti, dei direttori di associazioni sportive cattoliche e di opere di apostolato sportivo gestite da movimenti laicali, degli atleti professionisti, degli allenatori, dei manager di squadra e dei rappresentanti delle conferenze episcopali nazionali alla guida di simili uffici per il servizio pastorale dello sport. Siamo stati lieti, infatti, della presenza di rappresentanti degli uffici “Chiesa e sport” delle conferenze episcopali di Austria, Germania, Ungheria, Italia e Polonia. Quest’attiva partecipazione di esperti provenienti da quasi tutti i continenti del mondo ha rivelato alcuni degli aspetti più importanti da considerare nella promozione di un ministero pastorale nel campo dello sport a livello locale, e allo stesso tempo ha offerto una opportunità di scambio di idee e di raccolta di suggerimenti e iniziative che potranno servire alla Chiesa universale.

Il seminario è stato l’occasione per gettare le fondamenta iniziali, ma già complete, per costruire il futuro di questa Sezione. Speriamo che gli atti, che saranno presto pubblicati in italiano e inglese, possano servire da guida preliminare a coloro che sono coinvolti in questo specifico servizio pastorale. Sebbene siamo ben consapevoli dei pericoli che lo sport può causare se ignora la centralità della persona umana, siamo coscienti anche delle opportunità pastorali che una sana pratica di questa attività può procurare. Come ha detto papa Benedetto XVI, salutando un gruppo di ragazzi riuniti in piazza San Pietro per un torneo di calcio, lo sport è una disciplina che, “se praticata nel rispetto delle regole, diventa strumento educativo e veicolo di importanti valori umani e spirituali” (Udienza generale, 21 settembre 2005). Per mezzo di questa Sezione il Pontificio Consiglio per i Laici, operando in collaborazione con associazioni sportive, atleti, studenti, movimenti, ordini religiosi e conferenze episcopali, cercherà di rinnovare il potenziale educativo e formativo dell’esercizio dello sport a ogni livello, perché sia a servizio della persona e della proclamazione del Vangelo, e un luogo di incontro e di dialogo tra i popoli.    

Verso la Giornata mondiale della gioventù di Sydney

L’itinerario delle catechesi

La pubblicazione del messaggio di Benedetto XVI ai giovani del mondo, il 22 febbraio scorso, ha dato il via alla dinamica pastorale dell’itinerario di preparazione verso Sydney. Nella parte finale del suo messaggio, infatti, il Papa scrive: “intraprenderemo un ideale pellegrinaggio verso l’incontro mondiale dei giovani, che avrà luogo a Sydney nel luglio 2008”.

La scelta di prospettare in anticipo i temi di tre Gmg ha già dato risultati molto fruttuosi, sia nel triennio di preparazione al Grande Giubileo del 2000, sia in quello tra le celebrazioni di Toronto e di Colonia. Pubblicando i temi dei prossimi tre anni, il Santo Padre ci indica la direzione e traccia il percorso da seguire, precisando le tappe principali dell’itinerario spirituale che ci condurrà fino all’incontro mondiale previsto a Sydney dal 15 al 20 luglio 2008. I tre temi proposti costituiscono i punti di riferimento del nostro cammino:

2006: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 118[119], 105);

2007: “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13, 34);

2008: “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni” (At 1, 8).

Nel primo messaggio che Benedetto XVI rivolge ai giovani del mondo, egli scrive: “Ci prepareremo a questo grande appuntamento, riflettendo insieme sul tema “Lo Spirito Santo e la missione”, attraverso tappe successive”. Lo Spirito Santo sarà non solo il filo conduttore dell’itinerario spirituale di preparazione, ma anche l’elemento dinamico che unisce i tre temi. È una sorta di “trittico” attraverso il quale il Papa ci invita a riscoprire e contemplare lo Spirito Santo, terza persona della Santissima Trinità, come Spirito di verità, Spirito d’amore, Spirito di forza e di testimonianza.

Vediamo le indicazioni che il Santo Padre ci dà, per questo primo anno, nel suo messaggio: “Quest’anno l’attenzione si concentrerà sullo Spirito Santo, Spirito di verità, che ci rivela Cristo, il Verbo fatto carne, aprendo il cuore di ciascuno alla Parola di salvezza, che conduce alla Verità tutta intera”. Infatti, lo Spirito Santo ci rivela chi è il Cristo e ci permette di incontrarlo personalmente, di scoprirlo come una Persona vivente. È lo Spirito Santo che apre il nostro cuore alla Parola di Dio e ce la fa comprendere in profondità, nel nostro intimo, portandoci così alla Verità nella sua interezza.

I messaggi che il Santo Padre rivolgerà ai giovani nel 2007 e 2008 saranno essenziali per aiutarci ad approfondire la nostra riflessione sulle altre due tappe del nostro itinerario pastorale verso la XXIII Giornata mondiale della gioventù; ma già ora possiamo riprendere alcune indicazioni che il Santo Padre ci ha fornito nel messaggio di quest’anno.

In esso papa Benedetto XVI affronta già il secondo pannello del nostro “trittico”. Egli scrive: “L’anno prossimo, 2007, mediteremo su un versetto del Vangelo di Giovanni: “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (13, 34) e scopriremo ancor più a fondo come lo Spirito Santo sia Spirito d’amore, che infonde in noi la carità divina e ci rende sensibili ai bisogni materiali e spirituali dei fratelli”. Infatti, così come lo Spirito Santo “illumina gli occhi della nostra mente” (cfr Ef 1, 18) aprendoci alla comprensione delle Scritture, esso rinnova il nostro sguardo sugli altri, facendoci sperimentare la compassione di Cristo per loro, in particolare per tutti coloro che soffrono. Egli ci spinge ad andare verso di loro, ad alleviare le loro pene, a confortarli, ad amarli. Lo Spirito Santo, che è Spirito d’amore, viene a trasformare il nostro cuore aprendolo ai bisogni degli altri. È lui che ci spinge a mettere in pratica la Parola di Dio e a vivere una concreta carità nei fatti.

La terza e ultima tappa preparatoria, che deve orientare tutto l’insieme del nostro cammino pastorale, costituisce anche la meta del nostro pellegrinaggio. Nel suo messaggio ai giovani, papa Benedetto XVI scrive: “Giungeremo, infine, all’incontro mondiale del 2008, che avrà per tema: “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni” (At 1, 8)”. Questo versetto illustra il legame fondamentale tra lo Spirito Santo e la missione, che servirà da filo conduttore a tutto il nostro itinerario di preparazione.

La luce della verità e la fiamma della carità che lo Spirito Santo suscita nei nostri cuori fanno crescere in noi il desiderio di salvezza per tutti gli esseri umani e ci predispone all’evangelizzazione. Quest’ultima tappa del percorso inviterà quindi i giovani ad aprirsi pienamente allo Spirito Santo, Spirito di fortezza e di testimonianza, e a lasciarsi rinnovare dalla potenza divina, come gli apostoli nella Pentecoste.

E per rispondere a questo appello, è bene rievocare l’evento su cui si fonda la storia della Chiesa e della missione. Infatti, la promessa che Gesù rivolge ai suoi discepoli poco prima dell’Ascensione, si realizza nella Pentecoste quaranta giorni dopo, quando i discepoli, riuniti nel Cenacolo con la Vergine Maria, ricevono il dono dello Spirito Santo. Rinnovati profondamente in tutto il loro essere, gli apostoli sperimentano improvvisamente gli effetti di questa nuova forza che, malgrado le contraddizioni e le persecuzioni, li rende capaci di annunciare la Buona Novella “fino agli estremi confini della terra” (cf. At 1, 8).

Il tema scelto da papa Benedetto XVI per la Gmg del 2008 tiene conto anche della specificità del contesto della Chiesa australiana, che oggi deve far fronte a una forte ondata di secolarizzazione, come Giovanni Paolo II scriveva nell’esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Oceania del 22 novembre 2001:

“Con la potenza dello Spirito Santo, la Chiesa in Oceania si sta preparando per una nuova evangelizzazione di popoli che oggi sono affamati di Cristo […] La Chiesa deve adempiere alla sua missione evangelizzatrice in un mondo sempre più secolarizzato […] La nuova evangelizzazione è una priorità per la Chiesa in Oceania. In un certo senso, la missione della Chiesa è semplice e chiara: proporre ancora una volta all’umana società tutto il Vangelo della salvezza in Gesù Cristo” (cfr. n. 18).

Seguendo questo itinerario di preparazione alla Gmg di Sydney, proposto dal Papa, i giovani potranno riscoprire lo Spirito Santo e aprirsi all’evangelizzazione. Venendo numerosi a Sydney, saranno un segno di speranza per il mondo e un sostegno importante per i giovani australiani che li accoglieranno. E nello stesso tempo, le vostre Chiese locali beneficeranno di un nuovo slancio missionario.

Non esitate dunque a ricordare ai giovani l’esortazione di Benedetto XVI nel suo messaggio per il 2006: “Sin d’ora, in un clima di incessante ascolto della Parola di Dio, invocate, cari giovani, lo Spirito Santo, Spirito di fortezza e di testimonianza, perché vi renda capaci di proclamare senza timore il Vangelo sino agli estremi confini della terra”.

L’incontro internazionale dei responsabili della pastorale giovanile

Proprio mentre si celebrava la XXI Gmg i responsabili della pastorale giovanile di tutto il mondo, seguendo l’itinerario tracciato da papa Benedetto XVI per i prossimi anni, si incontravano, su invito del Pontificio Consiglio per i Laici, a Sassone di Ciampino. È stato, quello tra il 7 e il 9 aprile scorsi, il primo incontro internazionale in vista dell’evento di Sydney, programmato per l’estate del 2008, una significativa tappa di riflessione per gli operatori, tanto che all’incontro erano presenti al completo i comitati organizzatori di Colonia 2005 e di Sydney 2008. Il clima che caratterizza questi incontri, ormai abituali nel cammino di preparazione delle Gmg, rende visibile l’unità della Chiesa nella diversità delle situazioni in cui la fede si incarna: ricchi di momenti di preghiera, di dibattiti e di riflessioni importanti, non cessano per questo di essere un momento di gioia e di festa.

All’incontro erano presenti delegati di 85 Paesi e rappresentanti di 45 comunità, associazioni e movimenti giovanili cattolici, per un totale di circa 250 delegati: una partecipazione e uno sforzo organizzativo che dimostrano come ormai il cammino delle Gmg sia diventato il principale orientamento della pastorale giovanile ordinaria in tutto il mondo. Questa intuizione dell’amato papa Giovanni Paolo II, che attraverso le Gmg ha reso evidente il particolare rapporto tra la Chiesa e i giovani, prosegue dunque il suo più che ventennale cammino in tutto il mondo, aprendosi a nuovi continenti.

Venerdì 7 aprile i lavori si sono aperti con la concelebrazione eucaristica presieduta da S.E. mons. Stanisław Ryłko: “Con questa Eucaristia vogliamo affidare al Signore i giorni di intenso lavoro che ci attendono. Vogliamo rendergli grazie per il dono della Gmg di Colonia – la prima presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI – e per i frutti che essa ha generato nella vita di tanti giovani che vi hanno preso parte. Vogliamo porre nelle sue mani tutto l’iter di preparazione pastorale della Gmg di Sydney, che si celebrerà nel 2008”, ha detto il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici all’inizio della Santa Messa.

Nel suo intervento introduttivo egli ha poi precisato che “ogni volta che si avvia l’itinerario di preparazione di una nuova Gmg, la questione che si ripresenta è quella di stabilire una profonda connessione tra il festoso avvenimento della sua celebrazione e l’impegno pastorale ordinario delle Chiese locali a favore dei giovani. Le Gmg non sono eventi a sé stanti; da sole non bastano. Dietro ogni Gmg dev’esserci sempre il lavoro pastorale delle Chiese particolari, delle parrocchie, e anche la vasta opera educativa di associazioni e movimenti ecclesiali […] Dev’esserci continuità tra l’evento straordinario e la vita ordinaria dei giovani, che vanno aiutati ad assimilare fino in fondo il messaggio di ogni Gmg”.

Mons. Francis Kohn, responsabile della Sezione Giovani, ha poi introdotto il programma del convegno. La giornata è stata dedicata alla verifica della Gmg di Colonia, con gli autorevoli interventi di S.E. mons. Franz-Josef Bode, di S.E. il card. Joachim Meisner, di S.E. mons. Heiner Koch e di Hermann-Josef Johanns, i vertici del comitato organizzatore di Colonia 2005, con una relazione obiettiva e determinata sui problemi pastorali e logistici affrontati da parte del Comitato organizzatore tedesco e un dibattito animato da parte degli operatori della pastorale giovanile presenti: molti gli aspetti toccati dalla verifica, ma in particolare è stata molto apprezzata l’accoglienza calorosa che i tedeschi hanno riservato ai pellegrini, mentre si è sottolineata la necessità di custodire il bagaglio di esperienze che – da una Gmg all’altra – si va accumulando.

L’intervento principale della giornata è stato però quello di S.E. il card. Joachim Meisner, che ha parlato dei frutti della Gmg nell’Archidiocesi di Colonia: frutti straordinari, tali da fargli dire: “La fede è contagiosa quando è vissuta e condivisa nella gioia; se non sapete dove andare con le prossime Gmg, tornate a Colonia!”. L’evento ha infatti portato “una ventata di aria fresca nel cattolicesimo renano” e ha determinato molti cambiamenti positivi: il comportamento dei giovani pellegrini è stato esemplare e ha molto colpito la popolazione di Colonia, così come l’atteggiamento dei media è gradualmente cambiato nel corso del tempo in modo favorevole. Ma è nella vita stessa della Chiesa di Colonia e di Germania che si sono colti i frutti maggiori, tanto da poter dire che, per la Germania, il 2005 è stato un “annus Catholicus”.

Sabato 8 aprile i lavori hanno preso il via dalla relazione di S.E. mons Josef Clemens, Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, che ha delineato la dinamica pastorale dell’itinerario di preparazione a Sydney, riprendendo il messaggio ai giovani del Santo Padre: “Con l’annuncio dei temi dei prossimi tre anni, il Santo Padre ci indica la direzione e la traccia del percorso da seguire, precisando le tappe principali dell’itinerario spirituale che ci condurrà fino all’Incontro mondiale previsto a Sydney dal 15 al 20 luglio 2008” [cf articolo precedente].

La giornata ha però avuto inizio con la S. Messa: S.E. il card. George Pell, arcivescovo di Sydney, ha presieduto la concelebrazione e ha poi delineato in assemblea le ragioni della scelta di Sydney, le sfide e le aspettative della Chiesa australiana. “Perché il Santo Padre ha scelto Sydney? Perché la Chiesa australiana ha chiesto di ospitare la Gmg? Lo abbiamo fatto per rafforzare la fede dei nostri giovani. Adoro l’Australia e il suo popolo, ma la maggior parte di esso non si occupa molto di religione”. La sfida principale, secondo il card. Pell, è quella di organizzare un evento religioso, una Gmg in grado di chiamare i pellegrini alla conversione. La Gmg non sarà certamente, in questo senso, un evento limitato, ma va vista in un quadro assai più ampio di rievangelizzazione.

Nel corso della giornata il coordinatore del Comitato organizzatore di Sydney 2008, S.E. mons. Anthony Fisher ha presentato la Chiesa australiana e le persone che fanno parte del Comitato organizzatore stesso, secondo i loro incarichi: in anteprima ai delegati è stato presentato e spiegato nei suoi elementi il logo di Sydney 2008: le fiamme pentecostali dello Spirito Santo, che rappresentano anche la Trinità e l’aspro entroterra australiano, il potere dello Spirito che raduna i pellegrini da tutta la Terra, la croce innalzata, in segno di vittoria, e bianca, per significare che Gesù è la luce, e le vele dell’Opera House, simbolo di Sydney, formano i petali di un originale fiore, mentre la scritta è in blu, a ricordare le acque dell’Oceania, ma anche quelle battesimali. In occasione di questo convegno è stato reso operativo anche il sito – www.wyd2008. org – dove si potrà effettuare in questi mesi un pellegrinaggio virtuale verso Sydney, oltre che ricevere tutte le informazioni necessarie.

Mons. Anthony Fisher ha raccontato di una Chiesa molto giovane – i primi cattolici, coloni irlandesi, sono sbarcati in Australia alla metà del Settecento, i primi sacerdoti addirittura nel XIX secolo – ma che fin dall’inizio porta nel nome il soffio vivificante dello Spirito: Terra Australis de Spiritu Sancto è il nome che questo immenso territorio ricevette dai primi esploratori. Oggi la fede cattolica è quella maggiormente diffusa (33% circa), con fedeli dalle origini più diverse: una Chiesa dinamica, dove però si fa sentire la secolarizzazione e per questo abbisogna di una nuova evangelizzazione. Perciò la sfida della Gmg, affinché – come ha sottolineato mons. Fisher – nulla sia più come prima.

Con gli interventi dell’on. Malcom Turnbull, segretario del Primo Ministro John Howard e del Primo Ministro del Nuovo Galles del Sud, on. Morris Iemma, presente anche S.E. Anne Maree Plunkett, Ambasciatore designato presso la Santa Sede, ci si è potuti rendere conto della grande importanza che l’evento riveste per il Governo australiano e dello sforzo che esso compie per supportare nel miglior modo possibile lo svolgimento della Gmg.

Grande spazio è stato dato a domande, suggerimenti e richieste da parte dei rappresentanti delle conferenze episcopali e delle associazioni, movimenti e comunità giovanili di tutto il mondo: nella serata si è potuto vivere un’anteprima della festa australiana, animata dai 60 giovani venuti a Roma per ricevere la Croce dai giovani tedeschi.

Domenica 9 aprile, infine, i delegati hanno concluso il loro incontro partecipando alla Messa delle Palme presieduta da Benedetto XVI in piazza San Pietro e con la celebrazione della XXI Giornata mondiale della gioventù: in questa occasione è avvenuto il tradizionale passaggio della Croce delle Gmg dai giovani tedeschi ai giovani australiani, momento di forte emozione che segna materialmente un “passaggio di testimone” tra i giovani del mondo.

Per la prima volta in Africa la Croce delle Gmg

Al termine della messa delle palme, il 9 aprile scorso, in presenza di Benedetto XVI, è avvenuta l’ormai consueta tradizione del passaggio della Croce delle Gmg e dell’Icona della Vergine Salus Populi Romani. I giovani tedeschi, organizzatori della Gmg di Colonia 2005, le hanno consegnate ai loro coetanei australiani che ospiteranno la prossima Gmg di Sydney nel luglio del 2008.

In questa occasione il Papa ha annunciato che, prima di giungere in Oceania per il pellegrinaggio preparatorio della Gmg 2008, fino al prossimo febbraio, la Croce e l’Icona mariana faranno “tappa in alcuni paesi dell’Africa, per manifestare la vicinanza di Cristo e della sua Madre alle popolazioni di quel Continente, provate da tante sofferenze” (S.S. Benedetto XVI, Angelus, 9 aprile 2006). Pur essendo il continente che, forse più degli altri, ha bisogno della speranza che annuncia la Croce e della consolazione che elargisce la Madre del Signore, finora l’Africa era l’unica terra non ancora raggiunta da questo cammino di fede, cominciato ventidue anni or sono. Nel 2005, il Pontificio Consiglio per i Laici aveva presentato a tutte le conferenze episcopali africane l’idea di un pellegrinaggio della Croce e dell’Icona della Vergine nel loro continente, e molte di esse avevano risposto aderendo con entusiasmo al progetto.

Certo, l’Africa è grande e il tempo a disposizione per questo pellegrinaggio è limitato; tuttavia, malgrado alcune nazioni – spesso per motivi politici e socio-economici – non siano in grado di accogliere la Croce e l’Icona, ben 20 paesi sono coinvolti nel pellegrinaggio: Senegal, Guinea Bissau, Gambia, Ghana, Togo, Burkina Faso, Niger, Camerun, Gabon, Congo Brazzaville, Burundi, Rwanda, Tanzania, Malawi, Zambia, Botswana, Swaziland, Mozambico, Sud Africa, Madagascar. Così, subito dopo la cerimonia di passaggio tra i giovani tedeschi e i loro coetanei australiani la Croce e l’Icona sono partite per Dakar, prima tappa in Africa. La Chiesa del Senegal ha riservato loro una festosa accoglienza. Poiché in questo paese i cristiani sono una minoranza, le parole di papa Giovanni Paolo II, pronunciate il 22 aprile 1984 al momento della consegna della Croce e incise sulla sua placca, risuonano nel cuore dei giovani senegalesi come una missione a loro particolarmente indirizzata: “Annunciate a tutti che solo in Cristo, morto e risorto, c’è salvezza e redenzione”. Senza lasciarsi scoraggiare dalle distanze e tanto meno dal sole cocente, essi hanno proclamato questo messaggio di redenzione con fervore, partecipando alle manifestazioni organizzate durante la settimana santa, tra cui una imponente Via Crucis, lunga più di sei chilometri.

L’affluenza alle veglie di preghiera e la devozione popolare che ha accompagnato questo pellegrinaggio sono state tali che in qualche diocesi, inaspettatamente, alcuni musulmani hanno voluto partecipare alle processioni. Un altro momento significativo del pellegrinaggio è stato quando, consegnando la Croce e l’Icona alla diocesi di Ziguinchor, la Chiesa senegalese ha affidato a questi simboli la speranza di pace per quella regione del paese, martoriata da oltre 20 anni di ribellione. Lì, i giovani sono stati investiti della missione di diventare “la generazione non violenta”. In risposta, essi hanno avviato una “marcia della pace” che ha portato la Croce e l’Icona in tutto il territorio diocesano, poi in Guinea Bissau e in Gambia. Dal 19 maggio all’11 giugno, il pellegrinaggio si è trasferito in Ghana. Qui, come in Senegal, la Croce e l’Icona hanno riscosso un successo inaspettato presso la gente, cristiana e non. A questo evento alquanto singolare, moltissimi hanno risposto con curiosità ed entusiasmo, ma soprattutto accogliendo con fede questi simboli forti, che si sono fatti vicini alla popolazione, viaggiando su camioncini scoperti per le polverose strade delle città, dei villaggi e delle campagne del Ghana. Il calendario degli eventi programmati è saltato più volte a causa della grande folla che, pazientemente in fila, voleva toccare e adorare questi oggetti sacri, pregando davanti a essi. In altre occasioni le popolazioni, richiamate dalle campane e dai tamburi che annunciavano il passaggio del convoglio della Croce e dell’Icona nei loro villaggi, sono uscite per le strade per acclamarle e per toccarle, interrompendone il viaggio. Il 12 giugno, il passaggio della Croce e dell’Icona dal Ghana al Togo è avvenuto alla frontiera tra i due paesi con una cerimonia ricca di commozione. Come nelle tappe precedenti, è stata tutta la Chiesa ad accogliere la Croce dei giovani e l’Icona della Vergine, dai laici ai religiosi, dai missionari ai Vescovi.

Il pellegrinaggio è tuttora in corso, nel momento in cui scriviamo, ma l’eco che ci perviene ci racconta di un’intera nazione coinvolta in veglie che durano tutta la notte, di chiese affollatissime per la Messa attorno alla Croce e all’Icona. Al di là dei canti e dei balli che in Africa ritmano il cammino della Croce e dell’Icona, il “pellegrinaggio” ha offerto e offrirà alla Chiesa di questi Paesi l’occasione per proporre una catechesi sul significato della Croce nella vita del cristiano e sull’importanza del culto mariano nella Chiesa. E i frutti sono già molto belli e numerosi.  

Visite ad limina

Tra gli impegni del Pontificio Consiglio per i Laici, gli incontri con i vescovi in visita ad limina apostolorum costituiscono uno dei compiti più importanti. Infatti questi proficui scambi, lungi dal ridursi a un mero adempimento formale o di cortesia, rappresentano una delle occasioni concrete più efficaci per realizzare fattivamente la comunione e la necessaria articolazione tra la Chiesa universale, significata dal ministero del Santo Padre coadiuvato dalla Curia romana, e le chiese particolari, rappresentate al massimo livello dai propri pastori. Proprio per la valenza a un tempo ecclesiologica e pastorale delle visite ad limina, il nostro Dicastero è interessato in modo particolare al dialogo con i vescovi di tutto il mondo. L’espletamento delle competenze del Pontificio Consiglio per i Laici infatti richiede necessariamente dialogo e collaborazione a tutti i livelli, non solo per aiutare le numerose e diversificate aggregazioni laicali riconosciute a livello internazionale a inserirsi nelle realtà locali, ma anche per favorire la crescita di tutte le componenti del laicato cattolico che si registra un po’ dappertutto negli ultimi decenni, come abbiamo potuto constatare anche negli ultimi incontri. Dopo il Sinodo sull’Eucaristia, che ha impegnato i vescovi nel corso del mese di ottobre dello scorso anno, le visite sono riprese con i presuli dell’Austria e della Repubblica Ceca, durante il mese di novembre, seguiti dai tre gruppi di vescovi polacchi, tra novembre e dicembre. Il 2006 è iniziato con la visita del primo gruppo dei vescovi della Repubblica Democratica del Congo, seguiti, ad aprile, dalla Conferenza episcopale del Ghana. Il Canada ha iniziato la sua visita ad limina con i vescovi del Québec e della regione atlantica durante il mese di maggio. A giugno abbiamo ricevuto la visita dei presuli di Estonia, Lettonia e Lituania. I temi trattati con i vescovi europei e canadesi hanno riguardato i problemi della secolarizzazione e le risposte che le chiese stanno elaborando; l’accento è stato posto sulla necessità di approntare itinerari formativi validi per tutte le componenti del popolo di Dio, soprattutto proponendo itinerari di iniziazione cristiana sistematici, che possano restituire ai fedeli laici una statura di fede adulta e un senso chiaro di appartenenza alla Chiesa. In questo senso abbiamo condiviso con i vescovi la constatazione che i movimenti e le nuove comunità forniscono un contributo indispensabile per l’opera della nuova evangelizzazione, sia per raggiungere tanti “lontani”, sia per offrire validi percorsi formativi. I vescovi hanno anche testimoniato dei molti frutti portati dalla partecipazione dei loro giovani alla Giornata mondiale della gioventù di Colonia, e hanno concordato con il nostro Dicastero sulla necessità che i doni straordinari ricevuti trovino uno sviluppo adeguato nella pastorale giovanile “ordinaria”. L’incontro con i presuli africani ha permesso di constatare come lo Spirito Santo orienti tutte le chiese nella stessa direzione. Oltre a trattare temi analoghi a quelli discussi con le chiese europee, circa la formazione e la pastorale giovanile, abbiamo potuto ascoltare direttamente dalla voce dei pastori la loro esperienza sull’organizzazione pastorale in Congo e in Ghana. In particolare i vescovi ci hanno spiegato come la strutturazione delle parrocchie in piccole comunità cristiane guidate da un catechista laico in comunione con il parroco costituisca una valida risposta alle esigenze della numerosissima popolazione di recente urbanizzazione, sia dal punto di vista della partecipazione alla vita della Chiesa, sia come efficace punto di riferimento e coesione sociale.      

Il nostro saluto alla dott.ssa Lucienne Sallé

Dopo ventinove anni di generoso servizio, nel febbraio scorso la dott.ssa Lucienne Sallé ha lasciato il Pontificio Consiglio per i Laici per il collocamento in pensione. Lucienne Sallé era arrivata al Dicastero nel 1977, portando con sé una lunga esperienza di responsabile in seno a due associazioni cattoliche, la Gioventù Indipendente Cristiana di Francia (JIC) e il Movimento Internazionale d’Apostolato dei Ceti Sociali Indipendenti (MIAMSI). Come aiutante di studio, ha seguito specialmente tutte le questioni relative alla vocazione e missione della donna nella Chiesa e nella società, e i contatti del Consiglio con le Organizzazioni Internazionali Cattoliche. Ha fatto parte delle delegazioni della Santa Sede alle conferenze internazionali dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sulla donna, tenutesi a Copenhagen (1980), Nairobi (1985) e Pechino (1995).

Un notevole contributo è stato da lei dato sia nel coordinamento dei lavori del gruppo ad hoc istituito in seno al Pontificio Consiglio per i Laici, incaricato di coordinare le attività della Santa Sede per l’Anno internazionale degli anziani, indetto dall’ONU nel 1999, sia nell’elaborazione del documento La dignità dell’anziano e la sua missione nella Chiesa e nel mondo, pubblicato dal Dicastero nel 1998.

Ricordandone la dedizione alla Santa Sede, la professionalità e l’impegno cristiano che l’hanno sempre contraddistinta, le esprimiamo la nostra profonda gratitudine, augurandole ogni bene dal Signore.

* * *

Il lavoro della dott.ssa Sallé sarà proseguito dalla dott.ssa María Rocío Figueroa Alveár di Lima (Perù), membro della Fraternità Mariana della Riconciliazione, istituzione collegata al Movimento di Vita Cristiana, arrivata al nostro Dicastero lo scorso aprile e alla quale diamo il nostro benvenuto.    

Il “mestiere” del laico

La Pontificia Università Gregoriana, in conformità alla propria identità e missione, offre un itinerario di formazione per laici che li aiuti a vivere la loro specifica vocazione di impegno nelle realtà terrene e nella Chiesa. “Esistenza cristiana ed etica pubblica” è un percorso biennale di formazione rivolto in modo particolare a quanti, inseriti nei diversi settori della vita professionale o impegnati in campo culturale, sociale, economico, politico o nel volontariato, avvertono l’esigenza di una formazione etica qualificata secondo modalità che corrispondono al proprium della loro vocazione laicale, che è quello della secolarità.

L’impostazione dell’itinerario è di carattere teologico e filosofico-etico. Da una parte, conduce una esplorazione dell’aspirazione e del bisogno religiosi (Christifideles laici, 4) e introduce in maniera organica ai fondamentali nuclei tematici della fede, con grande attenzione alla comunione intra-ecclesiale e alla relazione con l’ambiente civile: si intende così contribuire a fornire strumenti appropriati a sostenere – nella peculiarità della identità e del contributo di ciascuno – la reciproca conoscenza e la collaborazione tra diverse realtà ecclesiali (movimenti, associazioni, nuove forme di consacrazione e di vita comunitaria); una specifica attenzione è rivolta alle esigenze del dialogo ecumenico, interreligioso e con le culture contemporanee. D’altra parte, vengono affrontate anche le scienze umane attinenti l’impegno sociale e politico: l’obiettivo non è quello di conferire una competenza tecnica sulle singole discipline, bensì di dare agli studenti una competenza di base, richiesta dalla natura del loro impegno in modo tale che esso corrisponda alla loro vocazione specifica che è quella “dell’animazione dell’ordine temporale mediante lo spirito cristiano”; ciò comporta la necessità di offrire le conoscenze dei fenomeni sociali e politici necessarie per la loro valutazione teologica ed etica; e di attuare una lettura cristiana (e, dunque, pienamente umana) delle discipline stesse. L’itinerario, che conduce al conseguimento di un Diploma universitario, si compone di 4 semestri, in ognuno dei quali è prevista la frequenza di corsi o seminari, distribuiti in 5 pomeriggi, per un totale di 135 crediti. Sono previsti anche un lavoro scritto e un esame finali, che forniscono ulteriori 20 crediti. Il totale dei crediti richiesti può essere raggiunto anche sommando corsi da 1 credito (giornata di studio). Lo studente ha l’obbligo di frequentare almeno due seminari (4 cd ciascuno).

Le numerose materie sono coordinate all’interno di diverse aree tematiche: l’area teologica; l’area filosofico-politica; l’area etica, con particolare riferimento all’etica politica, economica, finanziaria, del lavoro, sindacale, aziendale; l’area scientifico-sociale; l’area giuridica. Ne risulta un curriculum di studi agile e articolato. Ogni anno alcuni corsi, scelti soprattutto tra quelli di etica professionale, sono tenuti in maniera intensiva durante alcuni fine-settimana, per facilitare la frequenza a chi lavora o risiede lontano da Roma.

Altri corsi vengono erogati nella forma di conferenze pubbliche, e dunque si avvalgono del contributo di numerosi esperti il cui lavoro è coordinato da un docente responsabile. È possibile svolgere un programma di un solo anno alla conclusione del quale viene rilasciato il relativo attestato. È possibile sviluppare percorsi di studio e programmi di ricerca personalizzati, anche con lavori scritti, a seconda degli interessi degli studenti. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito: www.unigre.it/pug/isr/Isr.htm    

Contatti con associazioni e movimenti

• Il 3 ottobre S.E. mons. Josef Clemens ha celebrato l’Eucaristia nella basilica di San Pietro per l’associazione laicale tedesca S. Liborio dell’archidiocesi di Paderborn.

• Il 25 ottobre il prof. Guzmán Carriquiry ha ricevuto il sig. Moysés de Azevedo Filho, fondatore e moderatore della Comunità Cattolica Shalom di Fortaleza (Brasile).

• Il 26 ottobre S.E. mons. Stanisł aw Ryłko e S.E. mons. Clemens hanno ricevuto i responsabili della Comunità delle Beatitudini.

• Il 27 ottobre S.E. mons. Clemens ha ricevuto il sig. Knuth Erbe e padre Andreas Mauritz, rispettivamente presidente e assistente spirituale del Bund der Deutschen Katholischen Jugend (BDKJ), la federazione delle associazioni della gioventù cattolica tedesca.

• Il 28 ottobre S.E. mons. Clemens ha incontrato il gen. Ernest König, Presidente della Conferenza delle Organizzazioni Internazionali Cattoliche (COIC), e il col. Jürgen Bringmann, Segretario. Lo stesso giorno ha ricevuto la dott.ssa Monika Pankoke-Schenk, Presidente della Päpstliches Missionswerk der Frauen in Deutschland, la pontificia opera missionaria delle donne in Germania.

• Il 31 ottobre S.E. mons. Ryłko si è incontrato con il sig. Luis Fernando Figari, fondatore del Movimento di Vita Cristiana (MVC).

• Il 5 e 6 novembre, in occasione del 25 anniversario di fondazione della Comunità Missionaria di Villaregia, S.E. mons. Clemens ha inaugurato a Villaregia (RO) la mostra iconografica e missionaria “L’Eterno nel tempo” e ha presieduto la celebrazione eucaristica.

• Il 7 novembre S.E. mons. Ryłko ha ricevuto padre Yves Le Saux, responsabile dei ministri ordinati della Comunità dell’Emmanuele.

• Il 7 novembre S.E. mons. Clemens e il prof. Carriquiry hanno incontrato il nuovo Presidente delle Comunità laiche marianiste, sig. Anthony Garascia, con i nuovi membri del Direttivo.

• L’8 novembre mons. Delgado Galindo ha incontrato la signora Barbara Middleton, presidente dell’associazione Holy Trinity Apostolate.

• Il 9 novembre S.E. mons. Ryłko ha ricevuto la dott.ssa Loreto Ballester, direttrice generale dell’Istituzione Teresiana, e don Robert Tyrała, assistente ecclesiastico della Foederatio Internationalis Pueri Cantores (FIPC).

• Il 10 novembre S.E. mons. Clemens ha ricevuto padre Bernard Michon, Responsabile dei Foyers de Charité.

• Il 15 novembre il prof. Carriquiry ha ricevuto padre Jonas Abib, fondatore della comunità carismatica brasiliana Canção Nova, insieme ad alcuni suoi collaboratori.

• Il 18 novembre il prof. Carriquiry e la dott.ssa Sallé hanno incontrato il sig. Pascal Pingault, fondatore della Comunità del Pane di Vita.

• Mons. Delgado Galindo ha rappresentato il Dicastero all’assemblea generale della Conferenza delle Organizzazioni Internazionali Cattoliche (COIC) svoltasi a Gerusalemme nei giorni 18-22 novembre.

• Il 19 novembre S.E. mons. Clemens ha presieduto una celebrazione eucaristica per la Comunità di S. Egidio nella basilica di S. Maria in Trastevere. Tra i presenti anche il fondatore, prof. Andrea Riccardi.

• Il 23 novembre S.E. mons. Clemens ha ricevuto don Matthias Leineweber, responsabile della Comunità di S. Egidio a Würzburg (Germania).

• Il 28 novembre S.E. mons. Clemens, mons. Delgado Galindo e la dott.ssa Sallé hanno incontrato l’équipe internazionale del Movimento Internazionale di Apostolato dei Bambini (MIDADE) composta dal sig. Olivier Thouret, presidente, dal sig. Apollinaire Binangou, segretario generale, e dall’assistente ecclesiastico padre Philippe Tam Im.

• Il 29 novembre il prof. Carriquiry ha ricevuto padre Aníbal Ernesto Fosbery, O.P., fondatore della Fraternità dei Gruppi di San Tommaso d’Aquino (FASTA), con alcuni responsabili dell’associazione.

• Il 30 novembre S.E. mons. Clemens, mons. Delgado Galindo e la dott.ssa Sallé, hanno incontrato il dott. Baldur Hermans e mons. Robert Guglielmone, rispettivamente Segretario generale e Assistente ecclesiastico della Conferenza Internazionale Cattolica dello Scoutismo (CICS).

• S.E. mons. Ryłko ha tenuto il discorso introduttivo ai lavori del X Congresso nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) svoltosi a Roma nei giorni 2-4 dicembre sul tema “Il lavoro: chiave essenziale”.

• Il 6 dicembre, S.E. mons. Clemens ha ricevuto padre Luis Kondor, SVD, Segretario del World Apostolate of Fatima.

• Il 10 dicembre la dott.ssa Sallé ha ricevuto i membri dell’équipe nazionale francese dell’Action Catholique des Milieux Indépendants, accompagnati dal vescovo di Verdun, S.E. mons. François Maupu.

• Il 12 dicembre S.E. mons. Ryłko si è incontrato con il sig. Klaus Reder della Comunità di Sant’Egidio a Würzburg, in Germania.

• Il 12 dicembre mons. Delgado Galindo e mons. Francis Kohn hanno ricevuto il sig. Henry Cappello, Presidente di Youth Arise International, organizzazione al servizio dell’evangelizzazione dei giovani.

• Il 15 dicembre S. E. mons. Ryłko ha ricevuto il prof. Matteo Calisi, presidente della Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships.

• Il 15 dicembre S.E. mons. Clemens ha partecipato al ricevimento natalizio della Comunità di S. Egidio nella chiesa di S. Maria in Trastevere a Roma.

• Il 17 dicembre S.E. mons. Clemens, mons. Delgado Galindo e la dott.ssa Sallé hanno incontrato l’Équipe internazionale e l’Assistente ecclesiastico, padre Irving G. Amaro Ramayo C.M., della Jeunesse Indépendante Chrétienne Internationale (JICI). Lo stesso giorno, la dott.ssa Sallé ha ricevuto il sig. Paul de Viguerie, Presidente delle Associations Familiales Catholiques accompagnato da altri due responsabili dell’associazione.

• Il 19 dicembre il prof. Carriquiry e la dott.ssa Sallé hanno ricevuto la sig.ra Dolores Varea Andrés e padre Albert Arrufat Prades, nuova Coordinatrice e nuovo Assistente ecclesiastico dell’Équipe internazionale della Fraternité Chrétienne Intercontinentale des Personnes Malades et Handicapées.

• Il 28 dicembre S.E. mons. Ryłko ha tenuto il discorso di apertura al XXXIII Congresso internazionale della Foederatio Internationalis Pueri Cantores svoltosi in Vaticano. Il Dicastero era rappresentato anche da S.E. mons. Clemens.

• Il 29 dicembre S.E. mons. Clemens ha incontrato il Presidente, M° J. M. Torrents, il Tesoriere M° G. Luca Paolucci, e il Segretario, W. Oeschger, della Foederatio Internationalis Pueri Cantores.

• Il 5 gennaio S.E. mons. Clemens, padre Kevin Lixey L.C., e mons. Delgado Galindo, hanno ricevuto il sig. Clément Schertzinger, Presidente della Federazione Internazionale Cattolica di Educazione Fisica e Sportiva (FICEP), il sig. Jean Vintzel, Presidente della Fédération Sportive et Culturelle de France (FSCF); il sig. Edio Costantini, Presidente del Centro Sportivo Italiano (CSI); il sig. Volker Monnerjahn, Presidente del Deutsche Jugend Kraft (DJK), Germania. Lo stesso giorno mons. Clemens e padre Lixey hanno ricevuto il sig. Math Pieters, Presidente della FISEC (Fédération Internazionale Sportive de l’Enseignement Catholique), e la sign.ra Fedora Parisse, Segretaria della FISIAE (FISEC Italia).

• S.E. mons. Ryłko è intervenuto al 6° Convegno generale della Comunità Magnificat del Rinnovamento nello Spirito Santo svoltosi a Montesilvano (Pescara) nei giorni 5-8 gennaio sul tema “Maria, uno specchio per la Comunità”. Nel corso del ritiro, mons. Ryłko ha presieduto la celebrazione eucaristica del giorno dell’Epifania e ha partecipato alla cerimonia di rinnovo dell’impegno di alleanza della Comunità.

• Il 6 gennaio S.E. mons. Clemens si è incontrato con un gruppo dell’associazione La Dieci di Bassano del Grappa.

• Il 12 gennaio S.E. mons. Clemens ha ricevuto mons. Francesco Rosso, Assistente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori.

• Il 16 gennaio mons. Delgado Galindo ha incontrato il sig. Manoj Sunny, coordinatore internazionale del movimento Jesus Youth.

• Il 16 gennaio S.E. mons. Clemens ha ricevuto il prof. Hans Joachim Meyer, Presidente del Comitato dei Cattolici Tedeschi, e il Segretario generale dott. Stefan Vesper. Lo stesso giorno, il prof. Carriquiry e la dott.ssa Sallé hanno incontrato i Presidenti della Gioventù Operaia Cristiana (JOC-JOCF) accompagnati dal loro Assistente ecclesiastico.

• Il 19 gennaio mons. Kohn ha incontrato alcuni membri del Coordinamento internazionale della Gioventù Operaia Cristiana (CIJOC): padre John Marsland (Assistente spirituale), la sig.ra Jacquie Hocquet (Tesoriera) e alcuni responsabili della JOC francese con il loro Assistente spirituale.

• Il 27 gennaio S.E. mons. Clemens ha incontrato il Segretario generale di Misereor, il rev. prof. Josef Sayer.

• Il 1° febbraio mons. Kohn ha incontrato Frère Nathanaël, membro della Comunità delle Beatitudini e uno degli animatori del Centro Giovanile Internazionale San Lorenzo.

• Il 4 febbraio S.E. mons. Clemens ha inaugurato a Roma la nuova sede internazionale del Movimento di Spiritualità “Vivere In” e ne ha incontrato il fondatore, don Nicola Giordano, e i responsabili.

• L’8 febbraio la dott.ssa Sallé ha partecipato all’incontro delle Organizzazioni internazionali cattoliche che hanno la loro sede a Roma. Erano presenti rappresentanti della Caritas Internationalis, CIJOC, ICCRA, CVX, FIAC, FIHC, MIAMSI.

• Il 13 febbraio S.E. mons. Clemens ha partecipato a Castelgandolfo all’incontro dei vescovi amici del Movimento dei Focolari.

• Il 15 febbraio mons. Delgado Galindo ha incontrato padre Ricardo E. Facci, fondatore e presidente di Hogares Nuevos – Obra de Cristo. Lo stesso giorno S.E. mons. Clemens ha ricevuto il dott. Otmar Oehring, Responsabile della sezione “Diritti umani” dell’Associazione Missio.

• Il 17 febbraio S.E. mons. Clemens ha ricevuto il dott. W. Oeschger, Segretario della Foederatio Internationalis Pueri Cantores.

• Nei giorni 19-20 febbraio S.E. mons. Clemens ha partecipato a Würzburg alle celebrazioni del XXV anniversario di presenza della Comunità di S. Egidio in Germania e ha presieduto la liturgia eucaristica.

• Il 22 febbraio S.E. mons. Clemens ha ricevuto la sig.ra Jacqueline Hocquet della segreteria del Coordinamento Internazionale della Gioventù Operaia Cristiana (CIJOC).

• Il 25 febbraio S.E. mons. Clemens ha incontrato la sig.ra Barbara Stadtler e la sig.ra Traudl Wallbrecher, responsabili della Comunità Cattolica d’Integrazione.

• Il 1° marzo S.E. mons. Ryłko ha ricevuto il dott. Ernesto Preziosi, Segretario generale della Federazione Internazionale degli Uomini Cattolici (FIHCUnum Omnes).

• Il 15 marzo mons. Kohn ha ricevuto il sig. Marc Fromager, Direttore nazionale francese di Aiuto alla Chiesa che soffre.

• Il 16 marzo S.E. mons. Clemens ha ricevuto i sigg. Loüc Mérian e Bruno Nougayrède, responsabili del Forum pour la Nouvelle Evangelisation.

• Il 22 marzo S.E. mons. Clemens ha ricevuto il sig. Edio Costantini, Presidente del Centro Sportivo Italiano (CSI).

• Il 31 marzo S.E. mons. Clemens ha presieduto, nella basilica di San Lorenzo in Damaso a Roma, la Santa Messa di ringraziamento dell’International Catholic Charismatic Renewal Services (ICCRS).

• Il 7 aprile mons. Delgado Galindo ha incontrato la sig.na Christine Brandmeir del Movimento Internazionale della Gioventù Agricola e Rurale Cattolica (MIJARC).

• S.E. mons. Ryłko ha presieduto la concelebrazione eucaristica in programma il 24 aprile nell’ambito della 29a Convocazione nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo, che si è tenuta a Rimini nei giorni 22-25 aprile sul tema “Voi siete il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le sue opere meravigliose” (1 Pt 2, 9).

• Il 24 aprile S.E. mons. Clemens ha ricevuto il Presidente internazionale del Movimento Internazionale di Apostolato dei Ceti Sociali Indipendenti (MIAMSI), sig. Daniel Guery, accompagnato dalla sig.ra B.M. Pisoni.

• S.E. mons. Ryłko ha presieduto la Messa solenne che ha segnato il momento culminante delle celebrazioni del 25° anniversario di fondazione della Comunità Missionaria di Villaregia, organizzate a Roma nei giorni 24-26 aprile. Alle celebrazioni ha partecipato anche S.E. mons. Clemens con l’intervento inaugurale.

• Il 29 aprile S.E. mons. Ryłko ha celebrato la Santa Messa per i partecipanti agli esercizi spirituali della Fraternità di Comunione e Liberazione svoltisi a Rimini dal 28 al 30 aprile sul tema “Si vive per amore di qualcosa che sta accadendo ora” (don Luigi Giussani).

• Il 6 maggio mons. Kohn ha incontrato il Presidente, sig. Manoj Matthew, e l’Assistente spirituale, padre Mike Deeb, del Coordinamento internazionale della Gioventù Studentesca Cattolica e del Movimento Internazionale degli Studenti Cattolici (JECI-MIEC), insieme a due responsabili della JEC in Uganda, incaricati dell’organizzazione della Conferenza internazionale sulla formazione in programma per il mese di agosto 2007.

• Il 10 maggio S.E. mons. Clemens ha ricevuto padre Francio Manoukian e l’équipe della Scuola Internazionale di Formazione ed Evangelizzazione di Altötting (Germania).

• Il 29 maggio mons. Kohn ha ricevuto i giovani dell’Ecole Internationale de Formation et d’Evangélisation di Paray-le-Monial, della Comunità dell’Emmanuele, accompagnati dal Direttore, sig. Michel Bronstuin, e dall’Assistente spirituale, padre Vincent Bedon; un gruppo di giovani della scuola Jeunesse Lumière, accompagnati dai padri René-Luc e André Manaranche; un gruppo di giovani dell’Ecole de la Foi, della diocesi di Coutances.

• Il 5 giugno mons. Kohn ha ricevuto padre Xavier Brizard e la sig.ra Marie-Noëlle de Solan, responsabili dell’anno propedeutico della Comunità dell’Emmanuel a Namur (Belgio), accompagnati da trenta giovani candidati al sacerdozio, originari di diversi paesi del mondo.

• Il 5 giugno S.E. mons. Clemens ha ricevuto un gruppo di studenti dell’“Accademia per l’Evangelizzazione” di Vienna, della Comunità dell’Emmanuele, guidati dal Domkuraten Mag. Alphons Pachta-Rayhofen. Lo stesso giorno ha ricevuto anche il sig. Jerome Coniker, Presidente dell’Apostolate for Family Consecration (USA) e la presidenza dell’Opera Internazionale di Schönstatt, in vista dell’approvazione degli Statuti.

• S.E. mons. Ryłko ha portato il saluto del Pontificio Consiglio per i Laici ai partecipanti alla Conferenza internazionale del Rinnovamento Carismatico Cattolico, organizzata a Fiuggi nei giorni 5-9 giugno dall’International Catholic Charismatic Renewal Services (ICCRS).

• Il 6 e 7 giugno S.E. mons. Clemens ha partecipato al Convegno Internazionale dei Foyers de Charité a Châteauneuf-de-Galaure (Francia) con una relazione sul tema “Erano un cuor solo e un’anima sola” (At 4, 32).

• L’8 giugno S.E. mons. Ryłko ha portato il saluto del Dicastero ai partecipanti al Seminario di studio annuale della Federazione Internazionale degli Uomini Cattolici (FIHCUnum Omnes), svoltosi a Roma. Lo stesso giorno S.E. mons. Clemens ha ricevuto il M. Josep Maria Torrents e padre Robert Tyrała, rispettivamente Presidente e Assistente ecclesiastico della Foederatio Internationalis Pueri Cantores (FIPC).

• Il 12 giugno mons. Delgado Galindo ha ricevuto il sig. Pascal Pingault e la moglie Marie-Annick, fondatori della Comunità Pain de Vie.

• Il 16 giugno S.E. mons. Clemens ha ricevuto il col. Reinhard Kloss, Presidente, il col. Michael Jedlička, Segretario generale, e l’Assistente ecclesiastico, mons. Werner Freistetter, dell’Apostolato Militare Internazionale (AMI).

• Il 28 giugno S.E. mons. Ryłko ha ricevuto padre Laurent Fabre, Superiore generale della Comunità Chemin Neuf.  

Altri appuntamenti

• Il 1° ottobre S.E. mons. Josef Clemens ha ricevuto il sig. Philipp Mißfelder, Presidente della Junge Union Deutschlands, l’unione dei giovani cristiano-democratici tedeschi.

• S.E. mons. Stanisław Ryłko ha partecipato alla XI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi svoltasi in Vaticano nei giorni 2-23 ottobre sul tema “L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”.

• Il 4 ottobre mons. Francis Kohn ha incontrato il Coordinatore internazionale di Jesus Youth, sig. Manoj Sunny.

• Dal 7 al 10 ottobre S.E. mons. Clemens ha partecipato a Buenos Aires al Congresso dei Laici promosso dalla Conferenza episcopale argentina sul tema “Verso l’Argentina del Bicentenario”, durante il quale ha tenuto una prolusione sulle sfide lanciate al laicato del ventunesimo secolo e ha presieduto la celebrazione eucaristica conclusiva.

• L’8 ottobre S.E. mons. Ryłko ha celebrato la Santa Messa nella chiesa di San Carlo al Corso per i partecipanti all’Incontro internazionale dei gruppi giovanili di adorazione eucaristica organizzato a Roma nei giorni 4-9 ottobre sul tema “Eucaristia e identità dell’uomo”.

• L’11 ottobre S.E. mons. Ryłko è intervenuto, presso la Sala Stampa della Santa Sede, alla conferenza stampa di presentazione del libro La rivoluzione di Dio che raccoglie gli interventi di Benedetto XVI in occasione della Giornata mondiale della gioventù celebrata a Colonia.

• In vista della Gmg che avrà luogo a Sydney nel 2008, S.E. mons. Ryłko, S.E. mons. Clemens e mons. Kohn si sono incontrati, il 17 ottobre, con il ministro australiano per l’immigrazione, senatrice Amanda Vanstone, e con il sig. Theodore Duerrigl-Knez, Incaricato d’affari dell’Ambasciata australiana presso la Santa Sede.

• Il 17 ottobre S.E. mons. Clemens ha ricevuto una rappresentanza dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro dell’archidiocesi di Colonia. Lo stesso giorno ha partecipato alla presentazione del nuovo Direttore della sede romana della seconda rete televisiva pubblica tedesca (Zweites Deutsches Fernsehen) e ha incontrato il sig. Markus Schächter, Direttore generale della ZDF.

• Il 18 ottobre S.E. mons. Clemens, in vista dei XX Giochi olimpici invernali di Torino, ha ricevuto l’on. Mario Pescante, Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali. Lo stesso giorno si è incontrato con un gruppo di insegnanti di religione della diocesi di Hildesheim (Germania).

• Il 24 ottobre S.E. mons. Ryłko ha ricevuto la sig.ra Cora Mateo dell’Ufficio per i Laici e la Famiglia della Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche (FABC).

• Il 3 novembre S.E. mons. Clemens ha incontrato l’on. dott. Edmund Stoiber, Primo Ministro della Baviera, e il gruppo parlamentare cristiano-sociale della Baviera con i quali ha avuto uno scambio sulla Gmg di Colonia e sulle attività del Pontificio Consiglio per i Laici.

• Mons. Miguel Delgado Galindo ha rappresentato il Dicastero all’incontro dei presidenti dei comitati nazionali del Forum Europeo dei Laici, tenutosi a Danzica (Polonia) dal 4 al 6 novembre.

• Il 9 novembre S.E. mons. Clemens ha ricevuto il dott. Götz della Fondazione Götz del Liechtenstein.

• Il 14 novembre S.E. mons. Clemens ha ricevuto l’on. Fritz Schösser con una delegazione della Deutscher Gewerkschaftsbund, la federazione dei sindacati tedeschi.

• Il 16 novembre S.E. mons. Ryłko ha presieduto la celebrazione eucaristica per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università “La Sapienza” di Roma.

• Il 17 novembre il prof. Guzmán Carriquiry ha incontrato padre Domenico Di Raimondo Romo, Superiore generale dei Missionari dello Spirito Santo.

• Il 19 novembre S.E. mons. Clemens ha incontrato il sig. Michael Braun, responsabile della sede romana della Fondazione Friedrich Ebert (Friedrich Ebert Stiftung).

• Il 21 novembre S.E. mons. Ryłko è intervenuto alla cerimonia di commemorazione del servo di Dio Giovanni Paolo II, svoltasi nella sede della Pontificia Accademia delle Scienze, alla presenza di Sua Santità Benedetto XVI.

• Il 21 novembre il prof. Carriquiry e mons. Kohn hanno incontrato S.E. mons. Dominique Rey, Vescovo di Fréjus-Toulon, accompagnato da trenta sacerdoti della sua diocesi.

• Il 21 novembre S.E. mons. Clemens ha partecipato a una trasmissione della Radio Vaticana sul tema “Il mondo dello sport oggi: campo d’impegno cristiano”, oggetto dei lavori del primo seminario internazionale organizzato dalla Sezione “Chiesa e sport” del Pontificio Consiglio per i Laici nei giorni 11 e 12 novembre.

• Il 27 novembre S.E. mons. Clemens ha celebrato la Santa Messa per la Katholische Akademie Hamburg nella chiesa di San Pellegrino in Vaticano.

• Il 28 novembre mons. Kohn si è incontrato con Frère Aloïs Löser, nuovo Priore di Taizé, per uno scambio sulla Gmg di Colonia e sul raduno internazionale di giovani che la Comunità ha organizzato a Milano alla fine dell’anno.

• Il 29 novembre S.E. mons. Clemens ha presentato, presso il Centro Russia Ecumenica di Roma, il libro di Jeanne Perego La Baviera di Joseph Ratzinger; lo stesso giorno ha ricevuto un gruppo di dirigenti della prima rete della televisione pubblica tedesca (ARD).

• Il 1° dicembre S.E. mons. Clemens ha ricevuto un gruppo della Gesellschaft Katholischer Publizisten, l’associazione dei giornalisti cattolici tedeschi; lo stesso giorno ha incontrato il nuovo Priore della Comunità di Taizé, Frère Aloïs Löser.

• Il 2 dicembre mons. Kohn e la dott.ssa Lucienne Sallé hanno incontrato un gruppo di giornalisti della Fédération Française de la Presse Catholique, guidato dal presidente, sig. Bernard Cattaneo, e dal segretario generale, sig. François Fauvel.

• Il 2 dicembre il prof. Carriquiry ha tenuto una conferenza sui laici e la dottrina sociale della Chiesa a una vasta rappresentanza delle parrocchie e dei centri culturali di Sesto San Giovanni (Milano).

• Dal 2 al 4 dicembre S.E. mons. Clemens ha tenuto tre conferenze su “Papa Benedetto XVI come teologo davanti alle sfide del tempo presente” agli studenti del Seminario arcivescovile di Monaco di Baviera.

• Nei giorni 4-6 dicembre padre Kevin Lixey, L.C., ha partecipato alla seconda Conferenza di Magglingen (Svizzera) sul tema “Sport e sviluppo”, svoltasi nel quadro delle iniziative per l’Anno internazionale dello sport e dell’educazione fisica, tenendo la relazione “Perché la Chiesa ‘crede’ nello sport”.

• Il 5 dicembre don Antonio Grappone ha rappresentato il Dicastero alla Giornata di studio promossa dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti sul tema “Musica sacra: una sfida liturgica e pastorale”.

• S.E. mons. Ryłko è intervenuto al Convegno sul tema “In mezzo agli uomini come pastori e fratelli”, organizzato dalla Congregazione per il Clero in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense nella ricorrenza del 40° anniversario della promulgazione del decreto conciliare Presbyterorum ordinis. Al Convegno, che si è svolto presso il suddetto ateneo nei giorni 6-7 dicembre, mons. Ryłko ha dato la comunicazione “Il sacerdote e i movimenti”.

• Il 6 dicembre S.E. mons. Clemens ha ricevuto il Grand’Ospedaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta, barone Albrecht von Böselager.

• Il 10 dicembre S.E. mons. Clemens ha presieduto la celebrazione eucaristica per l’ammissione agli ordini sacri del diaconato e presbiterato di alcuni seminaristi del Collegio ecclesiastico internazionale Sedes Sapientiae di Roma.

• Nei giorni 13-16 dicembre il Responsabile della Sezione Giovani, mons. Kohn, è intervenuto al II Congresso mondiale di pastorale per gli studenti stranieri organizzato a Roma dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

• Il 16 dicembre mons. Kohn si è incontrato con padre Jan Balik e un gruppo di giovani della Repubblica Ceca in pellegrinaggio a Roma.

• Il 17 dicembre S.E. mons. Clemens e la dott.ssa Sallé hanno incontrato un gruppo di seminaristi del Pontificio Seminario Francese di Roma.

• Il 19 dicembre S.E. mons. Ryłko ha ricevuto il presidente della Conferenza episcopale francese, S.E. mons. Jean-Pierre Ricard, accompagnato da alcuni collaboratori.

• Il 9 gennaio S.E. mons. Clemens ha ricevuto la dott.ssa Maria Aiello, esperta di Storia dello sport e Diritto sportivo.

• Il 10 gennaio mons. Kohn ha ricevuto padre Michel Remery, responsabile della Pastorale giovanile delle diocesi olandesi, con un gruppo di giovani.

• Il 17 gennaio mons. Kohn ha ricevuto mons. Mauro Parmeggiani, Segretario generale del Vicariato di Roma e responsabile della pastorale giovanile della diocesi.

• Il 19 gennaio S.E. mons. Clemens si è incontrato con il sig. Günther H. Oettinger, Ministro Presidente del Land Baden-Württemberg (Germania).

• Il 23 gennaio mons. Kohn ha ricevuto padre Josif Ivan Milyan, responsabile della pastorale giovanile della Conferenza episcopale ucraina.

• Il 24 gennaio S.E. mons. Clemens e padre Lixey hanno ricevuto un gruppo di seminaristi del Mundelein Seminary dell’arcidiocesi di Chicago.

• Il 26 gennaio mons. Kohn ha ricevuto S.E. mons. Raymond Seguy, Vescovo di Autun-Chalon-Mâcon (Francia).

• Il 26 gennaio S.E. mons. Clemens ha ricevuto il Vescovo della diocesi di Gurk-Klagenfurt, S.E. mons. Aloïs Schwarz, con 40 decani e vicari foranei. Lo stesso giorno mons. Clemens si è incontrato con il Rabbino Israel Singer, Presidente del “Governing Board” del Congresso Ebraico Mondiale.

• Il 27 gennaio mons. Kohn ha ricevuto padre Georg Austen, del comitato organizzativo della Gmg di Colonia del 2005, in vista dell’organizzazione del passaggio della croce nel corso della celebrazione della domenica delle palme in piazza San Pietro.

• S.E. mons. Ryłko ha tenuto la relazione “Le Giornate mondiali della gioventù: singolare intuizione di Giovanni Paolo II per evangelizzare i giovani” al Colloquio organizzato a Roma dal 5 all’8 febbraio dalla Comunità dell’Emmanuele in collaborazione con l’Istituto Pastorale Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense sul tema “Se Dio dona la salvezza a ogni uomo, perché evangelizzare? Postmodernità e nuova evangelizzazione”.

• Il 7 febbraio mons. Kohn ha incontrato un gruppo di 36 giovani di diversi paesi dell’Europa dell’Est, di cui alcuni sacerdoti, che hanno partecipato all’ultima “Giornata Cattolica Centrale”.

• Il 10 febbraio S.E. mons. Clemens ha ricevuto il dott. Bernd Posselt, membro del Parlamento Europeo e Presidente della Paneuropa-Union Deutschland.

• Il 22 febbraio S.E. mons. Clemens ha ricevuto l’arcivescovo di Trujillo, S.E. mons. Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, O.F.M., Presidente della Conferenza episcopale peruviana.

• Il 24 febbraio S.E. mons. Clemens ha ricevuto un gruppo di studenti e professori di Diritto canonico della Facoltà di Teologia di Münster.

• Il 27 febbraio S.E. mons. Clemens ha ricevuto il prof. dott. Hubert Gindert del Forum Deutscher Katholiken.

• S.E. mons. Ryłko ha portato il saluto del Dicastero ai partecipanti al Seminario informativo e di riflessione sul tema “Giovani, fede e cultura nei progetti della Chiesa italiana”, svoltosi presso la sede del Pontificio Consiglio per i Laici il 28 febbraio con la partecipazione del Presidente della Conferenza episcopale italiana, S.Em. il card. Camillo Ruini, e del Segretario generale, S.E. mons. Giuseppe Betori. Al seminario hanno partecipato anche S.E. mons. Clemens, il prof. Carriquiry e mons. Kohn.

• Il 1° marzo S.E. mons. Clemens ha ricevuto il prof. Maram Stern, rappresentante per l’Europa del Congresso Ebraico Mondiale.

• Il 2 marzo S.E. mons. Clemens ha ricevuto l’arcivescovo di La Plata (Argentina), S.E. mons. Héctor Rubén Aguer.

• Il 17 marzo S.E. mons. Clemens ha ricevuto il prof. Ludger Müller, docente di Diritto canonico presso la Facoltà di Teologia Cattolica dell’Università di Vienna, con un gruppo di studenti.

• Il 23 marzo S.E. mons. Clemens ha ricevuto il nuovo Nunzio apostolico in Zambia e Malawi, S.E.R. mons. Nicola Girasoli.

• Il 24 marzo S.E. mons. Clemens ha ricevuto un gruppo di 20 studenti dell’Ecole Expérimentale dell’Università di Atene, accompagnati dai docenti di Religione cattolica e ortodossa, dott.ssa Constantina Peppa e dott. Georges Papadakis.

• Il 28 marzo S.E. mons. Clemens, in vista della Gmg 2008, ha ricevuto 30 redattori di Radio FFH di Francoforte (Germania).

• Il 29 marzo S.E. mons. Clemens ha ricevuto mons. Carlo Mazza, Direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza episcopale italiana.

• Il 31 marzo S.E. mons. Clemens ha ricevuto un gruppo di caporedattori e giornalisti austriaci, accompagnati da S.E. mons. Egon Kapellari, Vescovo di Graz e Vicepresidente della Conferenza episcopale austriaca.

• Il 1° aprile S.E. mons. Clemens ha amministrato il Sacramento della Cresima nel corso della celebrazione eucaristica presieduta nella parrocchia romana di S. Maria Consolatrice.

• Il 4 aprile mons. Kohn ha ricevuto padre Olivier Frölich, responsabile della pastorale dei giovani per il Belgio francofono.

• Il 10 aprile S.E. mons. Clemens ha ricevuto il sig. Dirk Tänzler, nuovo Presidente del BDKJ (Bund der Deutschen Kath. Jugend), con don Andreas Mauritz, Assistente ecclesiastico nazionale. Lo stesso giorno ha ricevuto un gruppo di giovani della parrocchia della cattedrale di S. Stefano di Vienna.

• Il 22 aprile, su invito della Sezione di Ischia della International Federation of Business and Professional Women (FIDAPA), S.E. mons. Clemens ha tenuto una conferenza sul tema “La collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo”.

• Il 26 aprile S.E. mons. Clemens si è incontrato con S. Em. il card. Friedrich Wetter, Arcivescovo di Monaco e Frisinga.

• Il 27 aprile S.E. mons. Clemens ha ricevuto la presidenza della Conferenza dei Superiori Maggiori dei religiosi e religiose degli USA.

• Il 28 aprile S.E. mons. Clemens ha ricevuto un gruppo di responsabili della Comunità evangelica “Bruderhof” di Ulster Park, New York (USA).

• Il 29 aprile S.E. mons. Clemens ha ricevuto la sig.ra Marie-Louise Dött MdB, presidente della Bund Katholischer Unternehmer, l’associazione degli imprenditori tedeschi, con un gruppo del BKU della diocesi di Berlino.

• Il 2 maggio S.E. mons. Clemens ha ricevuto padre Andreas Rohde, cappellano universitario, accompagnato da un gruppo della comunità cattolica universitaria dell’Università di Paderborn.

• S.E. mons. Ryłko è intervenuto alla XII Sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali che ha avuto luogo nei giorni 28 aprile – 2 maggio, tenendo la relazione “I giovani delle Gmg, protagonisti della rivoluzione di Dio oggi”. Egli ha inoltre celebrato la Santa Messa in programma per i partecipanti il 1° maggio, festività di san Giuseppe lavoratore, presso l’Altare della Tomba di San Pietro.

• Il 4 maggio S.E. mons. Clemens ha ricevuto un gruppo di giornalisti bavaresi, in vista della visita del Papa in Baviera (9-14 settembre 2006).

• Il 6 maggio S.E. mons. Ryłko ha conferito l’ordinazione diaconale a un gruppo di seminaristi del Collegio ecclesiastico internazionale Sedes Sapientiae e del Seminario filosofico teologico internazionale “Giovanni Paolo II”. Il rito è stato celebrato nella basilica di Santa Maria in Trastevere.

• Il 7 maggio S.E. mons. Clemens è intervenuto, a Colonia, alla consacrazione episcopale di S.E. mons. Heiner Koch, già responsabile della Gmg di Colonia.

• S.E. mons. Clemens ha partecipato all’Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, svoltasi a Roma nei giorni 11-13 maggio.

• Il 12 maggio S.E. mons. Ryłko ha presieduto e introdotto i lavori della terza sessione del Congresso internazionale “Amare l’amore umano. L’eredità di Giovanni Paolo II sul matrimonio e la famiglia”, organizzato a Roma nei giorni 11-13 maggio dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia per celebrare il XXV della sua fondazione da parte del Servo di Dio.

• Il 15 maggio S.E. mons. Clemens ha partecipato all’apertura dei lavori dell’Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

• Il 19 maggio S.E. mons. Clemens ha ricevuto il prof. Roberto Rizzo della Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice.

• S.E. mons. Clemens ha tenuto la relazione introduttiva alla 19a Assemblea plenaria del Forum Europeo dei Comitati Nazionali dei Laici svoltasi a Saarbrücken (Germania) nei giorni 26-28 maggio.

• Il 27 maggio S.E. mons. Clemens ha partecipato a una tavola rotonda sul tema “Lo sviluppo della pastorale giovanile in Germania”, organizzato dalla Federazione della gioventù cattolica tedesca (BDKJ) in occasione del “Katholikentag” di Saarbrücken.

• Il 29 maggio S.E. mons. Clemens ha ricevuto un gruppo di sacerdoti dell’arcidiocesi di Paderborn, nel X anniversario della loro ordinazione presbiterale.

• Il prof. Carriquiry ha tenuto la conferenza d’apertura al II Congresso iberoamericano “Cattolici e vita pubblica”, organizzato presso l’Università Santo Tomás di Santiago del Cile dal 7 al 9 giugno. Nel corso del suo soggiorno in Cile, egli ha tenuto inoltre conferenze alla Pontificia Università Cattolica del Cile, al Seminario Pontificio, al Seminario dei Padri di Schönstatt, ai responsabili della Pastorale universitaria di Santiago.

• L’8 giugno, in vista della Gmg di Sydney, S.E. mons. Clemens ha ricevuto il dott. Ch. Berndorff, presidente della “Pax-Bank” di Colonia, e il sig. Michael Smyrek, responsabile della sede di Roma.

• S.E. mons. Ryłko ha presieduto il Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto giunto quest’anno alla sua 28a edizione, celebrando la Santa Messa del 10 giugno sera all’inizio del cammino dei 60.000 pellegrini che vi hanno preso parte e accogliendoli l’11 giugno mattina nel Santuario della Santa Casa.

• Il 12 giugno mons. Kohn ha ricevuto il sig. Giovanni Gut del Dipartimento Studi e Formazione del Movimento Cristiano Lavoratori.

• Nell’anniversario delle apparizioni del 1917, il 12 e 13 giugno S.E. mons. Clemens ha presieduto due concelebrazioni eucaristiche nel Santuario di Nostra Signora di Fatima (Portogallo).

• Il 18 giugno S.E. mons. Clemens ha presieduto la concelebrazione eucaristica e la processione della Solennità del Corpus Domini presso l’abbazia delle Monache Benedettine di Rosano (FI).

• Il 19 giugno S.E. mons. Clemens si è incontrato con il rev. Dietmar Heeg e con il rev. Hans-Gerd Schütt, rispettivamente responsabile per le comunicazioni sociali e della Pastorale dello Sport in seno alla Conferenza episcopale tedesca.

• Il 20 giugno S.E. mons. Clemens ha ricevuto il sig. Peter-Stephan Englert, Amministratore generale del “Sankt Gundekar-Werk Eichstätt” con un gruppo di responsabili di questa opera sociale.

• Il 21 giugno S.E. mons. Clemens ha ricevuto il sig. Michael Braun, responsabile della sede romana della Fondazione Friedrich Ebert di Berlino, con un gruppo internazionale di borsisti per trattare il tema della Sante Sede come istituzione internazionale.

• Il 22 giugno S.E. mons. Clemens ha ricevuto un gruppo di religiosi, seminaristi e studenti laici di diritto canonico della Facoltà di Teologia delle Università di Salisburgo e Innsbruck (Austria), guidati dal prof. mons. Hans Paarhammer.

• Il 23 giugno S.E. mons. Ryłko e S.E. mons. Clemens hanno partecipato all’apertura della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio card. Eduardo F. Pironio, per dodici anni Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

• Il 23 giugno mons. Kohn ha celebrato la Santa Messa al Centro Internazionale San Lorenzo per la chiusura dell’anno di attività. Lo stesso giorno ha accompagnato S.E. mons. Ryłko, in visita alla Emmanuel School of Mission.

• Il 24 giugno S.E. mons. Clemens ha incontrato il sig. Hermann Kroll-Schlüter, Presidente della Katholische Landvolkbewegung Deutschlands, il Movimento cattolico rurale tedesco.

• Il 26 giugno S.E. mons. Clemens ha ricevuto il Direttore generale delle Edizioni San Paolo, don Vincenzo Santarcangelo. Lo stesso giorno egli ha ricevuto S.E. il sig. Gerhard Westdickenberg e S.E. il sig. Helmut Türk, rispettivamente Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania e Ambasciatore d’Austria presso la S. Sede.

• Il 27 giugno S.E. mons. Clemens ha incontrato il Direttore generale della Radio Vaticana padre Federico Lombardi S.I., e 25 padri gesuiti, responsabili dei programmi linguistici.

• Il 28 giugno S.E. mons. Ryłko ha incontrato S.Em. il card. William H. Keeler, Arcivescovo di Baltimora, accompagnato da un gruppo di persone dell’arcidiocesi impegnate nella promozione del laicato e della vita familiare. Lo stesso giorno mons. Ryłko ha ricevuto la visita dell’Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede, S.E. il sig. Jorge Dezcallar de Mazarredo.

• Il 30 giugno S.E. mons. Clemens ha ricevuto l’ambasciatrice della Georgia presso la Santa Sede, S.A.R. la principessa Bagration de Moukhrani Khétévane.

• Nel corso del primo semestre dell’anno, mons. Kohn ha incontrato i presuli di diverse diocesi africane con i quali ha trattato del pellegrinaggio della Croce delle Gmg in Africa.

• In preparazione alla Gmg di Sydney, mons. Kohn ha avuto diverse riunioni di lavoro con S.E. mons. Fisher, vescovo ausiliare di Sydney e responsabile del comitato organizzatore locale. Alla riunione del 5 aprile erano presenti anche S.E. mons. Ryłko, S.E. mons. Clemens, S.Em. il card. George Pell, Arcivescovo di Sydney, e due suoi collaboratori.

 

top