DISCORSO DEL SANTO PADRE AI PARTECIPANTI AL
CONGRESSO DEI MOVIMENTI ECCLESIALI
«Venne allimprovviso dal cielo un rombo, come di vento
che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.
Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su
ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo» (At
2, 2-3).
Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Con queste parole gli Atti degli Apostoli ci introducono nel cuore
dellevento della Pentecoste; ci presentano i discepoli che, riuniti
con Maria nel Cenacolo, ricevono il dono dello Spirito. Si realizza così
la promessa di Gesù ed inizia il tempo della Chiesa. Da quel
momento il vento dello Spirito porterà i discepoli di Cristo sino
agli estremi confini della terra. Li porterà fino al martirio per lintrepida
testimonianza del Vangelo.
Quel che accadde a Gerusalemme duemila anni or sono, è come se
questa sera si rinnovasse in questa Piazza, centro del mondo cristiano.
Come allora gli Apostoli, anche noi ci troviamo raccolti in un grande
cenacolo di Pentecoste, anelando alleffusione dello Spirito. Qui noi
vogliamo professare con tutta la Chiesa che «uno solo è lo
Spirito..., uno solo il Signore, uno solo è Dio che opera tutto in
tutti» (1 Cor 12, 4-6). Questo è il clima che
intendiamo rivivere, implorando i doni dello Spirito Santo per ciascuno di
noi e per lintero popolo dei battezzati.
2. Saluto e ringrazio il Cardinale James Francis Stafford, Presidente
del Pontificio Consiglio per i Laici, per le parole che ha voluto
rivolgermi, anche a nome vostro, allinizio di questo Incontro. Con
lui saluto i Signori Cardinali e i Vescovi presenti. Rivolgo un pensiero
di particolare gratitudine a Chiara Lubich, Kiko Arguello, Jean Vanier,
Mons. Luigi Giussani per le loro commoventi testimonianze. Insieme a loro,
saluto i fondatori e i responsabili delle nuove comunità e dei
movimenti qui rappresentati. Mi è caro, infine, rivolgermi a
ciascuno di voi, Fratelli e Sorelle appartenenti ai singoli movimenti
ecclesiali. Voi avete accolto con prontezza ed entusiasmo linvito
che vi ho rivolto nella Pentecoste del 1996 e vi siete preparati
accuratamente, sotto la guida del Pontificio Consiglio per i Laici, per
questo straordinario incontro, che ci proietta verso il Grande Giubileo
del Duemila.
Quello di oggi è davvero un evento inedito: per la prima volta i
movimenti e le nuove comunità ecclesiali si ritrovano, tutti
insieme, con il Papa. È la grande «testimonianza comune»
da me auspicata per lanno che, nel cammino della Chiesa verso il
Grande Giubileo, è dedicato allo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è
qui con noi! È Lui lanima di questo mirabile avvenimento di
comunione ecclesiale. Davvero «Questo è il giorno fatto dal
Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso» (Sal 117, 24).
3. A Gerusalemme, quasi duemila anni fa, il giorno di Pentecoste,
davanti ad una folla, stupita ed irridente, a motivo del cambiamento
inspiegabile notato negli Apostoli, Pietro proclama con coraggio: «Gesù
di Nazaret, uomo accreditato da Dio presso di voi... , voi lavete
inchiodato sulla croce per mano di empi e lavete ucciso. Ma Dio lo
ha risuscitato» (At 2, 22-24). Nelle parole di Pietro si
manifesta lautocoscienza della Chiesa, fondata sulla certezza che
Gesù Cristo è vivo, opera nel presente e cambia la vita.
Lo Spirito Santo, già operante nella creazione del mondo e nellAntica
Alleanza, si rivela nellIncarnazione e nella Pasqua del Figlio di
Dio, e quasi «esplode» nella Pentecoste per prolungare nel tempo
e nello spazio la missione di Cristo Signore. Lo Spirito costituisce così
la Chiesa come flusso di vita nuova, che scorre entro la storia degli
uomini.
4. Alla Chiesa che, secondo i Padri, è il luogo «dove
fiorisce lo Spirito» (CCC 749), il Consolatore ha donato di recente
con il Concilio Ecumenico Vaticano II una rinnovata Pentecoste, suscitando
un dinamismo nuovo ed imprevisto.
Sempre, quando interviene, lo Spirito lascia stupefatti. Suscita eventi
la cui novità sbalordisce; cambia radicalmente le persone e la
storia. Questa è stata lesperienza indimenticabile del
Concilio Ecumenico Vaticano II, durante il quale, sotto la guida del
medesimo Spirito, la Chiesa ha riscoperto come costitutiva di se stessa la
dimensione carismatica: «Lo Spirito Santo non si limita a santificare
e a guidare il popolo di Dio per mezzo dei sacramenti e dei ministeri, e
ad adornarlo di virtù, ma «distribuendo a ciascuno i propri
doni come piace a lui» (1 Cor 12, 11), dispensa pure tra i
fedeli di ogni ordine grazie speciali... utili al rinnovamento e alla
maggiore espansione della Chiesa» (Lumen gentium, 12).
Laspetto istituzionale e quello carismatico sono quasi
co-essenziali alla costituzione della Chiesa e concorrono, anche se in
modo diverso, alla sua vita, al suo rinnovamento ed alla santificazione
del Popolo di Dio. È da questa provvidenziale riscoperta della
dimensione carismatica della Chiesa che, prima e dopo il Concilio, si è
affermata una singolare linea di sviluppo dei movimenti ecclesiali e delle
nuove comunità.
5. Oggi la Chiesa gioisce nel constatare il rinnovato avverarsi delle
parole del profeta Gioele, che pocanzi abbiamo ascoltato: «Io
effonderò il mio Spirito sopra ogni persona... » (At
2, 17). Voi qui presenti siete la prova tangibile di questa «effusione»
dello Spirito. Ogni movimento differisce dallaltro, ma tutti sono
uniti nella stessa comunione e per la stessa missione. Alcuni carismi
suscitati dallo Spirito irrompono come vento impetuoso, che afferra e
trascina le persone verso nuovi cammini di impegno missionario al servizio
radicale del Vangelo, proclamando senza pausa le verità della fede,
accogliendo come dono il flusso vivo della tradizione e suscitando in
ciascuno lardente desiderio della santità.
Oggi, a tutti voi riuniti qui in Piazza San Pietro e a tutti i
cristiani, voglio gridare: Apritevi con docilità ai doni dello
Spirito! Accogliete con gratitudine e obbedienza i carismi che lo Spirito
non cessa di elargire! Non dimenticate che ogni carisma è dato per
il bene comune, cioè a beneficio di tutta la Chiesa!
6. Per loro natura, i carismi sono comunicativi e fanno nascere quell«affinità
spirituale tra le persone» (cfr Chistifideles laici, 24) e
quellamicizia in Cristo che dà origine ai «movimenti».
Il passaggio dal carisma originario al movimento avviene per la misteriosa
attrattiva esercitata dal Fondatore su quanti si lasciano coinvolgere
nella sua esperienza spirituale. In tal modo i movimenti riconosciuti
ufficialmente dallautorità ecclesiastica si propongono come
forme di auto-realizzazione e riflessi dellunica Chiesa.
La loro nascita e diffusione ha recato nella vita della Chiesa una novità
inattesa, e talora persino dirompente. Ciò non ha mancato di
suscitare interrogativi, disagi e tensioni; talora ha comportato
presunzioni ed intemperanze da un lato, e non pochi pregiudizi e riserve
dallaltro. È stato un periodo di prova per la loro fedeltà,
unoccasione importante per verificare la genuinità dei loro
carismi.
Oggi dinanzi a voi si apre una tappa nuova: quella della maturità
ecclesiale. Ciò non vuol dire che tutti i problemi siano stati
risolti. È, piuttosto, una sfida. Una via da percorrere. La Chiesa
si aspetta da voi frutti «maturi» di comunione e di impegno.
7. Nel nostro mondo, spesso dominato da una cultura secolarizzata che
fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio, la fede di tanti viene
messa a dura prova e non di rado soffocata e spenta. Si avverte, quindi,
con urgenza la necessità di un annuncio forte e di una solida ed
approfondita formazione cristiana. Quale bisogno vi è oggi di
personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità
battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo!
Quale bisogno di comunità cristiane vive! Ed ecco, allora, i
movimenti e le nuove comunità ecclesiali: essi sono la risposta,
suscitata dallo Spirito Santo, a questa drammatica sfida di fine
millennio. Voi siete questa risposta provvidenziale.
I veri carismi non possono che tendere allincontro con Cristo nei
Sacramenti. Le realtà ecclesiali cui aderite vi hanno aiutato a
riscoprire la vocazione battesimale, a valorizzare i doni dello Spirito
ricevuti nella Cresima, ad affidarvi alla misericordia di Dio nel
Sacramento della Riconciliazione ed a riconoscere nellEucaristia la
fonte e il culmine di tutta la vita cristiana. Come pure, grazie a tale
forte esperienza ecclesiale, sono nate splendide famiglie cristiane aperte
alla vita, vere «chiese domestiche», sono sbocciate molte
vocazioni al sacerdozio ministeriale ed alla vita religiosa, nonché
nuove forme di vita laicale ispirate ai consigli evangelici. Nei movimenti
e nelle nuove comunità avete appreso che la fede non è
discorso astratto, né vago sentimento religioso, ma vita nuova in
Cristo suscitata dallo Spirito Santo.
8. Come custodire e garantire lautenticità del carisma? È
fondamentale, al riguardo, che ogni movimento si sottoponga al
discernimento dellAutorità ecclesiastica competente. Per
questo nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla sottomissione ai
Pastori della Chiesa. Con chiare parole il Concilio scrive: «Il
giudizio sulla loro (dei carismi) genuinità e sul loro esercizio
ordinato appartiene a quelli che presiedono nella Chiesa, ai quali spetta
specialmente, non di estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e
ritenere ciò che è buono (cfr 1 Ts 5, 12; 19-21)»
(Lumen gentium, 12). Questa è la necessaria garanzia che la
strada che percorrete è quella giusta!
Nella confusione che regna nel mondo doggi è così
facile sbagliare, cedere alle illusioni. Nella formazione cristiana curata
dai movimenti non manchi mai lelemento di questa fiduciosa
obbedienza ai Vescovi, successori degli Apostoli, in comunione con il
Successore di Pietro! Conoscete i criteri di ecclesialità delle
aggregazioni laicali, presenti nellEsortazione apostolica
Christifideles laici (cfr n. 30). Vi chiedo di aderirvi sempre con
generosità e umiltà inserendo le vostre esperienze nelle
Chiese locali e nelle parrocchie, e sempre rimanendo in comunione con i
Pastori ed attenti alle loro indicazioni.
9. Gesù ha detto: «Sono venuto a portare il fuoco sulla
terra; e come vorrei che fosse già acceso!» (Lc 12,
49), mentre la Chiesa si prepara a varcare la soglia del terzo millennio,
accogliamo linvito del Signore, perché il suo fuoco divampi
nel nostro cuore ed in quello dei fratelli.
Oggi, da questo cenacolo di Piazza San Pietro, sinnalza una grande
preghiera: Vieni Spirito Santo, vieni e rinnova la faccia della terra!
Vieni con i tuoi sette doni! Vieni Spirito di vita, Spirito di verità,
Spirito di comunione e di amore! La Chiesa e il mondo hanno bisogno di Te.
Vieni Spirito Santo e rendi sempre più fecondi i carismi che hai
elargito. Dona nuova forza e slancio missionario a questi tuoi figli e
figlie qui radunati. Dilata il loro cuore, ravviva il loro impegno
cristiano nel mondo. Rendili coraggiosi messaggeri del Vangelo, testimoni
di Gesù Cristo risorto, Redentore e Salvatore delluomo.
Rafforza il loro amore e la loro fedeltà alla Chiesa.
A Maria, prima discepola di Cristo, Sposa dello Spirito Santo e Madre
della Chiesa, che ha accompagnato gli Apostoli nella prima Pentecoste,
rivolgiamo il nostro sguardo perché ci aiuti ad imparare dal suo
Fiat la docilità alla voce dello Spirito.
Oggi, da questa Piazza, Cristo ripete a ciascuno di voi: «Andate in
tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc
16, 15). Egli conta su ciascuno di voi, la Chiesa conta su di voi. «Ecco
assicura il Signore io sono con voi tutti i giorni, fino
alla fine del mondo» (Mt 28, 20).
Sono con voi.
Amen!
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