Mercoledì, 31 maggio 2000
Il giubileo, in quanto evento religioso le cui origini risalgono ai
primordi della storia della salvezza, è giunto a noi carico di
risonanze delle vicende che hanno plasmato il popolo di Dio lungo il corso
dei secoli. Per gli uomini che si apprestano a celebrarlo viene quasi
naturale tendere l'orecchio per cogliere quegli echi in cui si riflette la
dimensione della propria storia. Un tale atteggiamento è
particolarmente pertinente per i migranti e gli itineranti, che vedono
delle strette analogie fra la loro condizione e quella dei credenti. «Tutta
la terra è mia, e voi siete presso di me come forestieri ed
inquilini» (Lv 25, 23). In questa parola del Signore,
riferita dal Libro del Levitico, è contenuta la motivazione
fondamentale del giubileo biblico cui corrisponde, nei discendenti di
Abramo, la consapevolezza di essere ospiti e pellegrini nella terra
promessa. Tale convinzione continua nel VT estendendosi ai discepoli di
Cristo, che essendo cittadini della patria celeste e concittadini dei
santi (Cfr Ef 2, 19) non hanno stabile dimora sulla terra e vivono
come nomadi (1 Pt 2, 11), sempre in cerca della meta definitiva.
Queste categorie bibliche sottolineano che la Chiesa, presente sotto ogni
cielo non si identifica con alcuna etnia o cultura, perché, come
ricorda la lettera a Diogneto (fine secondo secolo) «per i cristiani
ogni terra straniera è Patria e Patria è terra straniera».
I migranti e gli itineranti celebrano il loro giubileo nei giorni 1 e 2
giugno. Si tratta di due termini attorno a cui si aggregano le numerose
componenti della mobilità umana. Le principali sono: i migranti, i
rifugiati, i marittimi, gli studenti esteri, gli aeronaviganti, i nomadi,
e i turisti. Migranti ed itineranti sono anche i termini con cui
si denomina il Dicastero della Curia Romana che ne promuove e ne coordina
la cura pastorale a livello di Chiesa universale: il Pontificio Consiglio
della pastorale per i Migranti e gli Itineranti, appunto, che ha
organizzato il loro giubileo.
Per l'illustrazione delle categorie sopra menzionate questo Dicastero ha
curato la stampa di una brochure (La solidarietà della Chiesa
per i Migranti e gli Itineranti) in cui si danno notizie circa
la loro consistenza numerica, il tipo di approccio che la Chiesa ha con
ciascuna di esse, la loro distribuzione geografica, le condizioni sociali
e lavorative e le loro prospettive di vita.
Il Giubileo dei Migranti e degli Itineranti, si svolge in due giorni. Ha
il suo culmine nella partecipazione alla S. Messa celebrata dal Santo
Padre nella Piazza S. Pietro giovedì, 2 giugno mattina, alle ore
10. Con Lui concelebrano circa trenta Cardinali e Vescovi ed oltre 700
sacerdoti, impegnati abitualmente nella cura pastorale dei migranti e
degli itineranti nei paesi o nel luogo del lavoro. Sono presenti anche
molte autorità politiche, quali alcuni titolari o loro
rappresentanti dei ministeri del governo italiano, i vertici delle
istituzioni cui, in ragione della loro attività, fanno più
direttamente riferimento i diversi settori della mobilità umana.
I Migranti e gli Itineranti che, per la circostanza, affluiranno a
Piazza S. Pietro saranno non meno di 50.000. Elemento di aggregazione qui
sarà il gruppo di appartenenza: l'essere migrante, marittimo,
nomade ecc.
Il numero di ciascuno di settore, effettivamente presente, costituisce
una rappresentanza simbolica rispetto a quello totale della categoria a
livello mondiale. Consideriamo, per esempio i migranti. Dei 119 milioni
(di cui il 44% nei paesi industrializzati e il 56% in quelli in via di
sviluppo), nel giorno del giubileo ne saranno presenti 25.000. I Gruppi più
consistenti sono i Filippini e gli Italiani.
I primi sono circa 15.000, di cui una gran parte costituita da immigrati
in Italia, a incominciare da Roma. Sono presenti anche folte
rappresentanze arrivate da molti altri paesi dei cinque continenti in cui
i migranti filippini sono disseminati. Accompagnati da alcuni Vescovi e da
sacerdoti, 800 Filippini vengono direttamente dal paese di origine. Sono
pellegrini «ordinari» che intendono celebrare il loro giubileo
con i loro connazionali emigrati.
Gli italiani sono circa 4.000 provenienti prevalentemente dai paesi
Europei (Svizzera, Germania, Francia, Belgio) dove si erano riversati
negli anni del secondo dopo guerra. Rappresentanze significative sono
giunte da oltre oceano, in particolare dagli Stati Uniti e dal Canada.
Sono presenti molti altri gruppi di migranti di cui, per motivi di
spazio, ci limitiamo a scrivere il nome dei principali con il numero dei
componenti tra paretesi: Brasiliani (100), Capoverdiani (100), Congolesi
(200), Coreani (100), Etiopi (500), Indiani (100), Paesi America Latina
(1000), Nigeriani (300) Rumeni (500), Sr. Lanka (2000) Ucraini (400),
Africani di varie etnie (500).
I rifugiati sono sempre molti: oltre 22 milioni. Condizionati come sono
negli spostamenti, potranno partecipare alla celebrazione in misura
modesta. D'altra parte l'interesse che essi, pur essendo un gruppo
costituito in maggioranza da non cristiani, mostrano per il giubileo,
ricorda come questo evento ha una dimensione universale che, in forme
diverse, investe tutti gli uomini. Il senso che il giubileo ha per i
rifugiati sarà oggetto di riflessione in un incontro previsto alla
vigilia della celebrazione, al quale partecipano, oltre ai rifugiati
stessi e gli operatori pastorali che ne curano l'assistenza sociale e
religiosa, anche i dirigenti delle istituzioni, sia civili che religiose,
sorte per la loro protezione. È un incontro impostato sulla
testimonianza circa la condizione del rifugiato, e sulla ricerca degli
elementi comuni con cui intendere e praticare la riconciliazione.
L'incontro si conclude con la consegna ai presenti della carta giubilare
dei diritti del rifugiato.
Si computa che gli studenti esteri nel mondo siano 1.600.000, di cui la
metà negli USA (28%) Gran Bretagna (12%) e Germania (10%). In
Italia sono circa 7.000, provenienti per buona parte dal continente
africano o dai paesi dell'est Europa. A Piazza S. Pietro saranno presenti
in numero di 400, provenienti quasi tutti, dalle università
italiane.
Fra tutte le componenti rientranti nel fenomeno della mobilità
umana, la gente del mare è quella meno visibile nella società.
Vive e lavora, infatti, negli spazi senza confini delle distese delle
acque, che non solo la tengono lontana dalla famiglia e dagli agglomerati
sociali, ma la imprigiona nella solitudine e la pone in balia della
permanente paura della minaccia del mare. Il suo numero è enorme.
Oggi si contano 2 milioni di marittimi e di pescatori di alto bordo e 30
milioni di pescatori costieri. Ad essi vanno aggiunte le molte migliaia di
persone che lavorano nelle piattaforme petrolifere o sono impegnate
nell'industria delle crociere. La loro rappresentanza a Roma è
costituita da un gruppo di 1000 persone, in cui sono assortiti i diversi
gradi dell'equipaggio e i paesi di provenienza (30). Degno di menzione è
il modo con cui il comitato Maris Populus a Portus per il Giubileo del
Mare, con il Patrocinio dell'Apostolatus Maris d'Italia ha impostato
il viaggio di avvicinamento a Roma. La nave del loro pellegrinaggio
giubilare è salpata dalla Palestina, portandosi a bordo una barca
in legno costruita sul modello di quella di Gesù e degli Apostoli,
pescatori nel Mare di Galilea, di cui un esemplare fu ritrovato
recentemente in fondo allo stesso lago. La rotta seguita è quella
di s. Paolo nel suo viaggio verso Roma, con sosta in tutti i porti in cui
fece scalo allora l'Apostolo. È arrivata a Fiumicino nel pomeriggio
del 31 maggio, accolta dalle autorità civili e religiose. Il giorno
successivo un gommone, con a bordo la barca e una rappresentanza dei
partecipanti, risale il Tevere fino all'altezza di Ponte Marconi. Qui si
forma un corteo che si avvia verso la Basilica di san Paolo fuori le Mura,
dove i partecipanti assisteranno alla catechesi di preparazione al
Giubileo ed effettueranno il passaggio della porta Santa. Quella barca sarà
portata in dono al Papa nel processione delle offerte durante la Messa.
Significativa sarà anche la presenza degli zingari. Sono circa
700 in rappresentanza dei 17 milioni in cui si assommano le diverse etnie
nelle quali sono suddivisi. Il gruppo più consistente (300-400)
viene da paesi occidentali (Italia, Germania, Francia Spagna, Belgio,
Portogallo, Olanda); alcuni vengono anche dagli Stati Uniti dove gli
zingari sono un milione. Le rappresentanze più forti arriveranno
dai paesi dell'est. La caratteristica più nota degli zingari è
quella del nomadismo. Per tale motivo sono chiamati «figli del
vento»; perché, analogamente a questa forza della natura,
cambiano continuamente di direzione nel loro permanente andare. Oggi però
tale caratteristica va perdendo la sua tipicità, specie nei paesi
dell'Est, dove la pressione alla sedentarietà, già iniziata
dai re dei paesi di riferimento, raggiunse forme di forte insistenza sotto
i regimi comunisti.
Presenti sono anche i così detti dispensatori di gioia. È
così chiamata la gente del circo e delle fiere e dello spettacolo
viaggiante. Partecipano in circa 500 persone. Il gruppo più vistoso
e più brioso è un complesso bandistico di 1.000 elementi,
formatosi, per l'occasione, dalla confluenza di diverse bande musicali.
Faranno brillare i loro ottoni e sentire la loro voce il primo giugno a
sera sfilando in corteo da Castel Sant'angelo a Piazza S. Pietro dove si
esibiranno sotto le finestre del Papa, eseguendo l'inno alla gioia
di Beethoven
Quello del trasporto aereo è un settore che ha registrato un
ritmo di sviluppo tra i più impressionanti. Il numero delle persone
che ogni anno si muovono lungo le rotte del cielo ha superato il miliardo
e mezzo. La cura pastorale si sente impegnata ad adeguarsi. Gli aeroporti
dotati di cappella (generalmente pluriconfessionale o ecumenica) sono 150.
I cappellani impiegati nell'assistenza religiosa in questi luoghi sono
130. Si ritiene sia costituita da circa 700 persone la rappresentanza al
Giubileo. Essa si caratterizza per varietà della provenienza. Da
Fiumicino vi partecipano 150 persone, da Hongkong 50, da Milano 50, Parigi
20, da Varsavia 80; altre più ristrette, da Manila, dal Canada e
dagli USA.
Il mondo nel quale la mobilità ha assunto le proporzioni più
vistose è quello del turismo e dei pellegrinaggi, detto anche, in
termini più espressivi, dei pellegrini della bellezza e della
fede, in quanto indicano gli obiettivi di chi lo pratica. Nel 1999 si
sono registrati 656 milioni di turisti internazionali con un incremento
del 3, 2% rispetto all'anno precedente. L'interesse del settore alla
celebrazione dell'evento si evidenzia in tanti segni. Ne segnalo tre; la
partecipazione della rappresentanza di tutte le categorie che, nelle sue
diverse articolazioni, sono coinvolte al vasto fenomeno del turismo; la
concessione, da parte di alcuni importanti uffici, di un permesso premio
ai propri dipendenti che desiderano partecipare ai vari momenti del
Giubileo; la raccolta di una somma da mettere a disposizione del Santo
Padre per i poveri.
Qui si è indugiato sulla partecipazione alla Messa del 2 giugno
che è un venerdì. Il giubileo dei migranti e degli
itineranti incomincia il giorno precedente. Parlando della gente del mare
e dei rifugiati si è fatto cenno anche alla loro partecipazione
alla catechesi di preparazione al giubileo. In verità questo è
momento comune a tutti i gruppi. Ad esso è dedicato il pomeriggio
del primo giorno, giovedì, primo giugno.
I Migranti e gli Itineranti si distinguono non solo per categorie
(migranti, rifugiati, nomadi, ecc.), ma, per quanto possibile, anche per
etnia o provenienza. Per ciascuno dei raggruppamenti è stata messa
a disposizione una Basilica o una chiesa ordinaria. Nel pomeriggio del
primo, radunati nelle chiese loro assegnate, essi saranno preparati da
vescovi e sacerdoti, a fare propri i segni del giubileo. Al termine
passeranno la Porta Santa nella stessa basilica in cui sono radunati; nel
caso si tratti di chiesa ordinaria, nella basilica più vicina.
Tale preparazione si propone di aiutare i pellegrini a fare proprio il
giubileo, quale momento di grazia da accogliere con gratitudine, e da
mettere a frutto per il rinnovamento spirituale. Mi auguro che i migranti
e gli itineranti vi partecipino con questo spirito e con questo risultato.