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Pontificio
Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti
Carta giubilare dei Diritti dei Profughi
La Carta è stata prodotta da un gruppo di lavoro che ha cooperato alla
preparazione del Giubileo dei Rifugiati,i cui membri erano rappresentanti dell'Ufficio per i Migranti della Conferenza Episcopale Italiana (MIGRANTES),
del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), della Delegazione italiana
dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), del Consiglio
Italiano per i Rifugiati (CIR) e del Settore Rifugiati del Pontificio Consiglio
della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Come tale, essa non è un
documento ufficiale del Pontificio Consiglio, ma rappresenta una consenso di
varie organizzazioni sui più importanti diritti dei rifugiati, che sono già
riconosciuti in vari strumenti di diritto internazionale, e che hanno tuttavia
bisogno di essere sottolineati nell'attuale momento storico.
Noi rifugiati, sfollati, richiedenti asilo, operatori pastorali e umanitari,
rappresentanti di governi e di organizzazioni internazionali, radunati a Roma
per la celebrazione del Grande Giubileo dei Migrantie degli Itineranti;
Affermando l'importanza degli strumenti internazionali sui diritti umani e sullo status dei
rifugiati e delle vittime di guerre e di violenza generalizzata;
Sollecitando la formulazione di simili strumenti internazionali a sostegno anche degli
sfollati all'interno dei loro paesi;
Incoraggiati dalla celebrazione del Giubileo dei Rifugiati e dei Profughi e dal documento
della Santa Sede, I rifugiati: una sfida alla solidarietà;
Convinti di quanto tale documento afferma: la "protezione non è una concessione
che si fa al rifugiato: egli non è oggetto di assistenza, ma piuttosto un
soggetto di diritti e doveri; ogni paese ha la responsabilità di far rispettare
i diritti del rifugiato, tanto quanto quelli dei suoi cittadini" (n. 11);
convinti altresì che la protezione non consiste nel limitarsi a fornire forme
minime di sopravvivenza, ma nell'assicurare un ambiente sociale e culturale che rispetti la dignità e la libertà
della persona umana come espresso negli strumenti internazionali, tra cui la
Convenzione di Ginevra del 1951;
Presentiamo questa CARTA GIUBILARE DEI DIRITTI DEI PROFUGHI, con la quale, sulla
base della nostra fede religiosa e dei nostri principi umanitari, si
ri-affermano i loro diritti, tra i quali:
- Il diritto di non essere respinti alle frontiere del paese nel quale chiedono
protezione, e di ricevere una giusta e tempestiva risposta alla domanda di
essere riconsciuti rifugiati e di ottenere asilo;
- Il diritto di essere ascoltati da un'autorità competente e ben disposta e di non subire trattamenti di detenzione
durante l'esame della domanda di asilo;
- Il diritto alla riservatezza delle informazioni fornite;
- Il diritto di vivere dignitosamente e di ricevere gli aiuti necessari durante l'attesa della decisione sulla domanda d'asilo;
- Il diritto di appellarsi in caso di decisione negativa circa il riconoscimento
dello status di rifugiato e di risiedere nel territorio del paese di asilo per
la durata del ricorso;
- Il diritto dei paesi più poveri - sui quali grava l'accoglienza della maggior parte dei rifugiati del mondo - di essere sostenuti
dai paesi più ricchi nel loro sforzo di adempiere agli impegni assunti con l'adesione alle convenzioni internazionali sui
rifugiati;
- Il diritto di avere una vita dignitosa nel paese di asilo fintanto che perdurano
le condizioni di insicurezza nel paese di origine, partecipando attivamente alla
vita sociale e produttiva del paese ospitante;
- Il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, incluso il
diritto di ricevere un'adeguata assistenza religiosa dai ministri del proprio credo;
- Il diritto delle famiglie separate di conoscere il prima possibile ove si
trovino i loro parenti dispersi e di mettersi in contatto con loro; nonché di
essere riunite il più presto possibile e protette come nucleo fondamentale
della società;
- Il diritto delle donne rifugiate di ricevere un'attenzione speciale, che garantisca loro la protezione da qualsiasi forma di
violenza, la tutela della maternità, l'accesso al reddito e quant'altro necessitino in considerazione della loro vulnerabilità e del ruolo che
esse svolgono all'interno della famiglia e della comunità;
- Il diritto dei minori e degli anziani a una protezione particolare che tenga
conto delle situazioni di maggiore vulnerabilità fisica, economica e
psicologica;
- Il diritto dei bambini e degli adolescenti all'educazione, all'assistenza medica e a un ambiente sicuro ove possano sviluppare creativamente le
loro energie e le loro potenzialità; il diritto inoltre ad essere protetti da
qualsiasi tipo di reclutamento militare e di coinvolgimento nei conflitti armati;
- Il diritto dei rifugiati a un ritorno dignitoso e sicuro in patria, unitamente
all'impegno della comunità internazionale a promuovere il rispetto dei diritti
umani fondamentali nei paesi di origine, la soluzione delle questioni politiche,
sociali, religiose e ambientali che impediscono il ritorno;
- Il diritto degli sfollati all'interno dei propri paesi - il cui numero si stima in alcune decine di milioni -
di essere protetti nei loro fondamentali diritti umani, e di tornare in
sicurezza nelle proprie terre e nelle proprie case;
- Il diritto degli apolidi a una patria e a una rapida e giusta definizione
della loro situazione;
- Il diritto a un'informazione corretta e obiettiva da parte dei mezzi di comunicazione, che non
generi ingiuste criminalizzazioni o falsi allarmismi sugli avvenimenti e sulla
situazione tanto nei paesi d'arrivo che in quelli d'origine.
Questa carta non pretende di essere esaustiva, ma intende porre di fronte al
mondo le sfide più importanti che devono essere affrontate all'inizio del Terzo Millennio per la protezione e il benessere degli oltre
50.000.000 di persone costrette a vivere fuori della propria patria o degli
abituali luoghi di residenza.
Auspichiamo che la Comunità Internazionale si impegni anche a fermare quelle
attività che per loro natura producono crisi di rifugiati.
Chiediamo che questa Carta venga diffusa in tutto il mondo e trovi attuazione
pratica con l'aiuto e il sostegno di tutti gli uomini di buona volontà - responsabili
politici, umanitari, religiosi - che si sentono chiamati a sanare questa "vergognosa
piaga del nostro tempo" (Giovanni Paolo II, 25.06.1982).
Oratorio di San Francesco del Caravita, Roma, 1 Giugno 2000
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