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Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People
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on the Move
N°
100, April 2006
CURRICULUM VITAE
DELL’EMINENTISSIMO SIGNOR CARDINALE
RENATO RAFFAELE MARTINO
Dopo sedici anni passati alle Nazioni Unite in New York come
Osservatore permanente della Santa Sede, Renato Raffaele Martino, creato
cardinale nel Concistoro del 21 ottobre 2003, è stato chiamato
da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2002 a guidare il Pontificio
Consiglio della Giustizia e della Pace. Il Dicastero ha il
compito primario di far sì che nel mondo siano promosse la giustizia
e la pace «secondo il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa».
Succede in questo incarico a personalità prestigiose come il cardinale
francese Roger Etchegaray e il compianto cardinale vietnamita François-Xavier
Nguyên Van Thuân.
Nato a Salerno il 23 novembre 1932, il cardinale Martino è entrato
nella diplomazia vaticana nel 1962 ed ha lavorato nelle nunziature di
Nicaragua, Filippine, Libano, Canada e Brasile. Tra il 1970 e il 1975 ha
avuto l’incarico di responsabile della Sezione per le Organizzazioni
internazionali della Segreteria di Stato. Il 14 settembre 1980 è stato
promosso arcivescovo e pronunzio in Thailandia, delegato apostolico in
Singapore, Malaysia, Laos e Brunei, ricevendo l'ordinazione episcopale il
14 dicembre dello stesso anno dalle mani dell'allora Segretario di Stato,
cardinale Agostino Casaroli, nella basilica romana dei Santi Dodici
Apostoli. Nel 1986 riceve l’incarico di Osservatore permanente
della Santa Sede alle Nazioni Unite di New York. È il terzo ecclesiastico
a ricoprire questo alto mandato, dopo monsignor Alberto Giovannetti e l’arcivescovo,
oggi cardinale, Giovanni Cheli. In questa veste ha partecipato attivamente
alle maggiori Conferenze internazionali promosse dall'ONU, in particolare
a New York (USA) nel 1990 al Summit mondiale sull'infanzia; a Rio de
Janeiro (Brasile) nel 1992 al Vertice su ambiente e sviluppo; nel 1994
alle Barbados alla Conferenza sui piccoli Stati insulari in via di
sviluppo, e nello stesso anno al Cairo (Egitto) alla Conferenza su
popolazione e sviluppo; a Pechino (Cina) nel 1995 per la Conferenza sulle
donne; a Istanbul (Turchia) nel 1996 a quella sull'habitat; a Roma nel
1998 alla Conferenza diplomatica dei plenipotenziari per l'istituzione
della Corte Penale Internazionale; a New York (USA) nel 2000 per il Summit
del Millennio; a Monterrey (Messico) nel 2002 alla Conferenza sul
finanziamento per lo sviluppo. Ancora nel 2002 a Madrid (Spagna)
all'Assemblea sugli anziani e sempre nello stesso anno a Johannesburg (Sud
Africa) alla Conferenza sullo sviluppo sostenibile. Notevole eco poi hanno
avuto costantemente i suoi numerosi interventi alle Assemblee generali
dell'ONU dal 1987 al 2002, trattando i più disparati argomenti, dal
disarmo allo sviluppo, dalla povertà alla difesa dei diritti dei minori,
dalla Palestina ai rifugiati, alla libertà religiosa e alla promozione dei
diritti umani. Nel 1991, nell'ambito delle sue funzioni alle Nazioni
Unite, ha istituito la "Path to Peace Foundation" allo scopo di
sostenere e potenziare le iniziative della Missione della Santa Sede
all'ONU.
Nominato Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della
Pace il 1º ottobre 2002 e insediatosi ai primi di dicembre, l’allora
arcivescovo Martino ha impresso subito al dicastero un notevole
dinamismo. Primo suo impegno nel nuovo incarico è stato presentare il
messaggio papale per la Giornata mondiale della pace 2003, con vasta
risonanza nell’opinione pubblica internazionale. Già all’inizio del
mandato ha rivolto il suo interesse alla situazione esplosiva in Venezuela
e al grave conflitto civile in Costa d’Avorio. Soprattutto non ha fatto
mancare la sua voce sulla tragica situazione in Medio Oriente, con decine
e decine di interviste ai principali giornali e alle maggiori reti
radiofoniche e televisive del mondo, interviste con le quali si è fatto
portavoce della netta opposizione del Santo Padre alla guerra,
“avventura senza ritorno” e “sconfitta dell’umanità”.
Il 40.mo anniversario della Pacem in Terris, durante tutto il
2003, lo ha visto impegnato in numerose sedute di studio, dibattiti e
conferenze sull’attualità e l’importanza della celebre enciclica di
Giovanni XXIII: in particolare, il 7 ottobre, al Palazzo di Vetro delle
Nazioni Unite in New York, e il 4 novembre, nella sede dell’UNESCO a
Parigi.
Sotto il suo impulso, il dicastero ha intensamente lavorato alla
stesura di un’articolata sintesi della dottrina sociale della Chiesa,
per mettere tra l’altro in evidenza il legame di tale insegnamento con
la nuova evangelizzazione, tanto intensamente auspicata da Giovanni Paolo
II. Tale intenso lavoro è stato coronato con la pubblicazione, il 25
ottobre 2004, del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa,
un ampio quanto agile documento di 320 pagine di contenuto, 25 di indice
dei riferimenti, 156 di indice analitico e 13 di indice generale, in cui
è contenuto sinteticamente tutto l’insegnamento sociale della Chiesa,
ricondotto alle sue premesse bibliche, filosofiche, teologiche ed
antropologiche. Dopo 4 capitoli sui fondamenti, seguono altri sette
riguardanti la famiglia, il lavoro, la vita economica, la comunità
politica, quella internazionale, la salvaguardia dell’ambiente e la
promozione della pace, con un capitolo finale sulla dottrina sociale e
l’azione pastorale.
Dal giorno della pubblicazione di questo importante documento, il
cardinale Martino ha iniziato un intenso tour di presentazione e
illustrazione dello stesso in diverse sedi scientifiche, istanze nazionali
e internazionali, per metterne in luce l’importanza e l’utilità quale
“strumento indispensabile per annunciare e attualizzare il Vangelo nella
complessa rete delle relazioni sociali” e “utile sussidio per il
discernimento morale e pastorale degli avvenimenti che caratterizzano i
nostri tempi”, nonché “strumento per alimentare il dialogo, anche a
livello ecumenico e interreligioso”.
Durante tutto il 2004 e il 2005, hanno avuto notevole rilievo la
partecipazione e gli interventi del cardinale Martino a vari incontri e
seminari di studio in Italia e nel mondo con apprezzati discorsi su temi
come le radici cristiane dell’Europa, l’azione pacificatrice della
Chiesa attraverso le istituzioni internazionali, la pace tra azione
diplomatica e guerra globale, le attuali sfide connesse alla promozione
della pace, la sollecitudine della Chiesa per lo sviluppo, la giustizia,
la riconciliazione tra i popoli, la globalizzazione, l’evangelizzazione
della cultura, la povertà, i diritti umani, etica e pubblica
amministrazione.
Non meno intensa può ritenersi l’attività pastorale del porporato
che, fin dall’inizio del suo incarico quale Presidente di Giustizia e
Pace, lo ha visto impegnato in numerosi viaggi internazionali, anche in
zone calde del pianeta, come Colombia, Benin, Thailandia, Indonesia, Timor
Est, Kazakhstan, Perù, Kenya, Messico, Uganda, Repubblica Democratica del
Congo e Angola.
Nel marzo di quest’anno 2005, il cardinale Martino con il Dicastero
da lui presieduto e in collaborazione con un gruppo di Istituti
universitari cattolici si è fatto promotore di un Congresso
internazionale in Vaticano per celebrare degnamente il XL anniversario
della Costituzione conciliare Gaudium et Spes.
Per la sua costante attività in favore delle pacifiche e proficue
relazioni tra i popoli, della promozione umana e della cultura, al
cardinale Martino sono state conferite numerose lauree honoris causa,
in particolare dalla Saint John's University di New York, dalla Seton Hall
University di South Orange, dalla Marywood University di Scranton, dal
Christendom College di Front Royal e dalla Sacred Heart University del
Connecticut. Egli è stato inoltre insignito di molteplici onorificenze,
tra le altre, dal Sovrano Militare Ordine di Malta, dall'Ordine equestre
del Santo Sepolcro, dall'Ordine di Cristo del Portogallo, dall'Ordine di
Francisco Miranda del Venezuela, dal Sacro Militare Ordine Costantiniano
di San Giorgio, dall'Ordine del "Libertador General San Martin",
dall'Ordine al merito della Repubblica Italiana e dall'Ordine di San
Maurizio e Lazzaro. Il 21 novembre 2004 è stato insignito del Premio
internazionale della Pace dal Centro Studi “Giuseppe Donati” di
Pistoia in memoria di Giorgio La Pira.
Nei primi anni del suo sacerdozio, a Roma, il cardinale Martino ha
svolto il ministero pastorale specialmente tra i giovani, al Collegio San
Giuseppe dei Fratelli delle Scuole Cristiane, tra i Boy Scouts e in
diversi movimenti dell'Azione Cattolica.
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