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Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People
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N° 105, December 2007
MESSAGGIO DEL CARDINALE
SEGRETARIO DI STATO TARCISIO BERTONE,
A NOME DEL SANTO PADRE,
PER LA XXVIII GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO (2007)
All’Ecc.mo
Signore
Dott. Francesco
FRANGIALLI
Segretario
dell’O.M.T.
Illustrissimo Signore,
il prossimo 27 settembre si celebrerà la Giornata Mondiale del
Turismo. Per la circostanza il Santo Padre desidera farLe
pervenire, a mio mezzo, il Suo saluto cordiale insieme con l'augurio che
la ricorrenza giovi a potenziare il fenomeno del turismo nei suoi valori
positivi.
Uno dei più caratteristici fenomeni socio-culturali che il ventesimo
secolo ha affidato al ventunesimo è il progressivo affermarsi della
donna come soggetto creativo nella storia umana. Già il Beato Giovanni
XXIII nella Enciclica
Pacem in terris
segnalava "l'ingresso della donna nella vita pubblica" come
caratteristico segno dei tempi moderni, ed annotava: "Nella donna
diviene sempre più chiara e operante la coscienza della propria dignità.
Sa di non poter permettere di essere considerata e trattata come
strumento; esige di essere considerata come persona, tanto nell'ambito
della vita domestica che in quello della vita pubblica" (n. 39). Ben a
proposito, quindi, codesta Organizzazione Mondiale del Turismo
propone quest'anno come tema di riflessione: Il turismo: porta aperta
per le donne. È una felice e importante occasione, questa, per
riflettere sui vari aspetti del problema, non solo per quanto riguarda
la complessa realtà del turismo contemporaneo, ma anche per la
considerazione più generale sul concreto accoglimento delle istanze
derivanti dalla dignità propria della donna.
I dati statistici più recenti diffusi da codesta Organizzazione
Mondiale del Turismo dicono che, pur con differenze da paese a paese e
da un'area geografica all'altra, circa il 46% della forza lavoro
dell'industria turistica mondiale è femminile. Variano tuttavia le
modalità d'impiego, data la fortissima incidenza dei fattori culturali,
sociali e religiosi sulla situazione storica della donna. Il positivo
raggiungimento di risultati economico-finanziari, pubblici e privati, e
l'enorme flessibilità del comparto turistico sono la causa di tale
universale e rapida crescita. Per questa ragione il turismo, pur essendo
ancora molto bisognoso di garanzie legislative, culturali e morali, è
tuttavia una porta aperta e con propizie opportunità per l'affermazione
delle donne, in ogni parte del mondo.
Tutti coloro che affrontano un viaggio per ragioni di turismo, di
lavoro o di vacanza, conservano nella memoria l'immagine di donne che,
nei diversi momenti del viaggio, sono intervenute per svolgere un
qualche specifico compito. Può essere stata l'impiegata dell'agenzia, la
hostess dell'aereo, l'accompagnatrice del tour, la cameriera del
ristorante, la governante delle camere, la manager dell'hotel, la guida
di un museo, la povera rivenditrice di prodotti e manufatti locali: si
tratta di presenze con ruoli diversi, che tuttavia non devono mai
contrastare con la dignità propria di ogni donna. Occorre purtroppo
riconoscere che, nonostante questa massiccia e funzionale presenza
femminile, persiste in molti casi la segregazione verticale della donna
dalla gestione dirigenziale e dalla responsabilità manageriale del
turismo. La causa di tale fenomeno negativo è da ricercarsi nei forti
pregiudizi che fanno ancora persistere stereotipi e tradizionali
attribuzioni di ruoli subalterni secondo il genere. E questo vale
ovunque, ma particolarmente in quelle parti del mondo dove la
considerazione morale, culturale e civile della donna la pone in
condizione di minorità e di forte ingiustizia.
Tuttavia la gran quantità di uomini e di donne che turisticamente sono
in giro per il mondo crea confronto di mentalità, internazionalizza
sempre più modelli di vita, apre a costumi diversi. Tutto questo pone i
presupposti di possibili sviluppi positivi. Perché ciò si realizzi i
Responsabili dell'Organizzazione Mondiale del Turismo, gli Stati
Nazionali con le Agenzie Regionali, le grandi Imprese di categoria, i
Sindacati, le Associazioni del turismo devono creare strutture e
dedicare risorse economiche per proteggere, per sviluppare e per
mantenere viva l'istanza morale, culturale e sociale del rispetto della
donna e della sua effettiva crescita in questo settore.
Da questo responsabile impegno di tutela e di promozione della donna
anche ogni turista, a qualsiasi religione, classe sociale o
continente appartenga, deve sentirsi in coscienza interpellato: nessuno
può considerarsene esonerato! A tal fine, bisogna operare per
un'effettiva uguaglianza dei diritti delle donne, garantendone la parità
nel lavoro, la libertà religiosa, il rispetto delle esigenze connesse
con la maternità, la corresponsione di un salario equamente retributivo.
Va favorito concretamente il diritto allo studio e alla qualificazione
professionale della giovane e della donna, combattendo con una
legislazione positiva e concorde ogni forma di ingiusto
sfruttamento del suo genere e di indegna mercificazione del suo corpo. È
doveroso infatti denunciare lo scandalo intollerabile di certo turismo
sessuale che umilia le donne riducendole in una situazione di pratica
schiavitù. Occorre fare quanto è necessario perché il turismo non ceda
ad una simile deriva, ma miri sempre ad essere occasione di un proficuo
dialogo tra civiltà diverse, che possono, grazie a questo confronto,
reciprocamente nobilitarsi ed arricchirsi.
Ovviamente la Chiesa, nella sua visione articolata e multipolare, è
sempre protesa a tenere aperto e critico l'orizzonte
dell'umanizzazione del turismo per le opportunità che offre di
crescita, di sviluppo e di perfezionamento della persona. Anche per
quanto attiene la donna come tale, il turismo, eticamente e
antropologicamente ben inteso, può contribuire efficacemente alla sua
elevazione nelle potenzialità, nella natura relazionale, nel sentire al
femminile il valore della vita e dello spirito, nel ripensamento del
lavoro e del suo profitto. A questo proposito, non va dimenticato che,
nel
messaggio per la
Giornata Mondiale della Pace di quest'anno, il
Santo Padre ha denunciato la non sufficiente considerazione per
la condizione femminile come portato “di divisioni antropologiche
persistenti in alcune culture, che riservano alla donna ancora una
collocazione fortemente sottomessa all'arbitrio dell'uomo, con
conseguenze lesive per la sua dignità di persona e per l'esercizio delle
stesse libertà fondamentali" (n. 7). Solo superando queste forme di
discriminazione sarà possibile fare del turismo una carta vincente per
coniugare opportunamente la gestione della vita del turista con la
garanzia della qualità di vita per i residenti. In tal modo il turismo
può divenire godimento autentico e condiviso del tempo libero e della
natura, esperienza e pratica di un'ospitalità idonea a creare una
cultura dell'accoglienza, ricerca del bello e della sapienza di cui è
ricca la tradizione biblica e cristiana.
In questa prospettiva, il Santo Padre, mentre auspica copiosi doni di
sapienza, di generosità e di coraggio per quanti sono impegnati in un
così importante settore della vita moderna, invoca su di Lei, Signor
Segretario Generale, e sui Collaboratori le benedizioni di Dio, "Padre
della luce, nel quale non c'è variazione né ombra di cambiamento" (Gc
1, 17).
Nell'unire i miei voti per la buona riuscita della Giornata, profitto
dell'occasione per porgere i miei deferenti ossequi.
Dal Vaticano, 20 Agosto 2007
Tarcisio
Cardinale Bertone
Segretario
di Stato
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