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Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People
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on the Move
N° 104, August 2007
alcunE QUESTIONI
IN VISTA DELl'Assemblea Plenaria
dei Vescovi BOLIVIANI*
Cardinale Julio
TERRAZAS SANDOVAL, C.SS.R.
Arcivescovo di Santa Cruz de
la Sierra
Cochabamba - I Vescovi della Bolivia hanno iniziato il 19 aprile la
loro 84º Assemblea Plenaria. Il tema principale sarà quello delle nuove
sfide alla Chiesa nel campo dell'evangelizzazione, la sfida di portare
avanti un avvicinamento ecumenico con le altre confessioni cristiane,
oltre a valutare l'importanza per la realtà boliviana e latinoamericana
degli apporti della Bolivia alla V Conferenza Generale del CELAM.
Inoltre i Vescovi analizzeranno la situazione sociale e politica del
paese e pubblicheranno un messaggio al popolo boliviano alla fine dei
lavori.
Nel suo discorso di apertura dell'Assemblea, il Cardinale Julio Terrazas,
Arcivescovo di Santa Cruz e Presidente della Conferenza Episcopale
Boliviana, ha lanciato un forte appello alla pace e all'unità dei
boliviani oltre ad analizzare altri problemi. In primo luogo ha
ricordato l’imminente V Conferenza del CELAM, attraverso la quale
"irrompe la forza dello Spirito che ci invita ad aprire la mente ed il
cuore della nostra Chiesa locale" e ha ricordato che la Chiesa in
America Latina ha il compito ineludibile di "presentare Cristo Gesù,
Via, Verità e Vita, alle generazioni di oggi, che vivono nei processi di
globalizzazione che implicano correnti di secolarizzazione, relativismo
etico morale ed un materialismo pratico generalizzato".
Un altro tema che interessa i Vescovi è quello del dialogo ecumenico,
che sarà trattato durante l'Assemblea per "analizzare l'abbandono della
nostra Chiesa da parte di un buon numero di fedeli e come rispondere al
comando del Signore che tutti siano uno". Tra i problemi che la nazione
affronta, vi sono le conseguenze delle inondazioni che hanno colpito il
paese: "ancora oggi sono migliaia i fratelli che continuano a vivere
nella sofferenza e nell'insicurezza". In questo senso, sebbene gli aiuti
siano stati molto generosi, “c'è ancora molto da ricostruire,
restaurare, rifare. Il paese richiede politiche di prevenzione dai
disastri e la costruzione di difese che assicurino la vita alle intere
popolazioni". Riguardo all'esodo massiccio di fratelli boliviani che
lasciano il paese "decisi ad affrontare un'avventura imprevedibile che,
a volte, comporta umiliazioni e sfruttamenti che denigrano la dignità
della persona umana", i Vescovi affermano che "il fenomeno ha preso
l'aspetto di un vero esodo, che ci deve mettere in discussione come
cristiani e come Chiesa, ma anche come paese". Il Cardinale ha citato
anche l'Assemblea Costituente, augurando che i rappresentanti
restituiscano a tutti i boliviani la speranza che questi hanno riposto
in loro. Infine, un forte appello ad abbandonare la violenza e le guerre
"che sono una negazione della Pasqua". "Cerchiamo l'armonia e la pace
tutti i giorni, nel nostro paese" ha continuato il Card. Terrazas,
auspicando che la nuova legge sull’educazione raccolga gli apporti di
tutti e sia efficace, perché "un paese avanza solamente quando ha
un'educazione che arriva a tutti e che forma persone responsabili,
mature e libere."
"In questo contesto pasquale - ha concluso il Card. Terrazas -
l'avvenimento di Aparecida ci offrirà la certezza che non siamo soli, là
si progetteranno le linee del nostro agire come Chiesa nel Continente
dalla Speranza. Essere discepoli e missionari è un regalo di Dio, ma
anche un compito".
Da parte sua il Nunzio Apostolico ha chiesto di concentrarsi sulla
difesa e sul rispetto della vita e della famiglia, perché "il futuro,
non solo della società ma anche della Chiesa, si presenterà pieno di
speranza nella misura in cui verrà difesa e promossa la vita e la
famiglia", augurando in questo senso che la nuova ‘Fondazione Vita e
Famiglia’, approvata dalla Conferenza Episcopale e che ha iniziato la
sua attività alcuni giorni fa, raggiunga in pieno i suoi obiettivi.
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