Signor Rettore,
sono lieto di trasmetterLe anche quest'anno, in occasione della Giornata
per l'Università Cattolica del Sacro Cuore, l'espressione della stima e
dell'affetto che il Santo Padre nutre per codesta prestigiosa Istituzione, vanto
della Chiesa italiana.
Nei suoi settantacinque anni di vita, da poco celebrati, essa ha registrato
una continua crescita di strutture e proposte accademiche, facendosi largamente
apprezzare dalla comunità scientifica nazionale e internazionale. Al tempo
stesso, ha saputo tener fede alla sua ispirazione cristiana, e si è
contraddistinta per il suo senso ecclesiale, consapevole della specifica
missione che è chiamata ad adempiere nell'impegnativo campo del rapporto tra
fede e cultura. Non meraviglia, dunque, che essa si senta fortemente
interpellata dalle linee pastorali tracciate dalla Conferenza Episcopale
Italiana nel recente Convegno Ecclesiale di Palermo e ne faccia oggetto di
speciale attenzione nel tema scelto per l'annuale Giornata dell'Università: "Investire
in cultura - nel progetto culturale della Chiesa italiana". E' un tema che,
mentre richiama l'urgenza di imprimere rinnovato slancio all'impegno culturale
dei cattolici nell'attuale momento storico della società italiana, sottolinea
l'irrinunciabile e fecondo legame che unisce l'Università Cattolica alla vita
della Chiesa.
E' nella radicazione ecclesiale che l'Università, lungi dal soffrire limiti
alla sua libertà, trova piuttosto linfa vitale, attingendovi orientamenti,
criteri e sostegno, per vivere in piena coerenza con la sua ispirazione
originaria. A sua volta, come il Santo Padre ha avuto modo di ricordare nella
Costituzione Apostolica sulle Università cattoliche Ex corde Ecclesiae,
essa è chiamata ad offrire uno specifico servizio alla Chiesa locale, aiutandola
"a raggiungere una migliore conoscenza delle diverse culture, a discernere i
loro aspetti positivi e negativi, ad accogliere i loro contributi autenticamente
umani e a sviluppare i mezzi, con i quali potrà rendere la fede meglio
comprensibile agli uomini di una determinata cultura" (n.44).
L'Università Cattolica appare, in questa luce, come un grande "osservatorio"
a servizio del discernimento ecclesiale. Ma prima ancora essa è chiamata ad
essere, per così dire, un "laboratorio" del dialogo tra Vangelo e cultura,
coniugando una forte consapevolezza dell'identità cristiana e una cordiale
apertura a tutti i semi di verità sparsi nel mondo dallo Spirito di Dio. A
questo scopo, è per essa qualificante mirare costantemente a quell'obiettivo
scientifico e pedagogico, che il menzionato documento pontificio chiama "integrazione
della conoscenza". Ciò implica non solo il dialogo interdisciplinare, oggi
più che mai necessario nella ricerca scientifica, ma anche la collocazione delle
diverse discipline nell'orizzonte di un'autentica antropologia cristiana, ossia
"nel quadro di una visione della persona umana e del mondo illuminata dal
Vangelo, e, quindi, dalla fede in Cristo-Logos, come centro della
creazione e della storia umana" (Ibid.16).
Da questa sintesi cristocentrica, nell'ottica ampiamente sviluppata dal
Concilio nella Gaudium et spes (cfr nn.22, 32 e 45), non v'è da temere
alcun pregiudizio alla legittima autonomia delle singole discipline, mentre trae
sicuro vantaggio la formazione scientifica e professionale, offerta nella linea
di un progetto educativo in cui l'esperienza di fede si inserisca armonicamente
nel processo di integrale sviluppo della persona.
L'Università Cattolica del Sacro Cuore ha avuto sempre viva questa
consapevolezza programmatica. E' doveroso riconoscere con spirito di
profonda gratitudine al Signore e a tutti coloro che hanno generosamente profuso
energie d'intelligenza e di vita per la sua nascita e il suo progresso. E'
questo del resto l'indirizzo inscritto nel progetto originario, elaborato dall'Istituto
Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ente fondatore e promotore
dell'Università Cattolica, a cui veniva demandato sin dall'inizio in via
permanente di garantire il perseguimento dei fini istituzionali dell'Ateneo (cfr
Statuto, art. 2).
Non a caso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, nata dall'intelligenza
lungimirante del P. Agostino Gemelli, si richiama idealmente anche alla figura
del Venerabile Giuseppe Toniolo, che un secolo fa, in un periodo non facile
della Chiesa e della società in Italia, si distinse per la promozione di una
serie di feconde iniziative culturali - si direbbe, in termini odierni, di un
"progetto culturale" - dando vita, tra l'altro, alla "Società Cattolica Italiana
per gli Studi Scientifici", in cui lo stesso P. Gemelli riconobbe il lontano
germe della futura Università Cattolica. Nell'impegno del dialogo tra fede e
cultura, divenuto oggi forse più arduo, può essere di grande stimolo, per
docenti e discenti dell'Università, ispirarsi a concreti modelli di "santità
laicale", riscoprendo con rinnovato interesse anche la bella figura del
professore trevigiano, che svolse un ruolo così rappresentativo tra i cattolici
italiani del suo tempo. Egli resta un vivido esempio di come si possano
armonizzare, nella concretezza della vita familiare e professionale,
contemplazione ed azione, intensa comunione ecclesiale e vigoroso impegno per il
progresso della scienza e la trasformazione della società alla luce del Vangelo.
Sono certo, Signor Rettore, che l'Università Cattolica del Sacro Cuore, in
tutte le sue componenti - docenti, alunni, personale di ogni ordine e grado -
intende muoversi all'interno di questo orizzonte ideale, avvertendo
profondamente la responsabilità di tradurlo in coerente testimonianza di cultura
e di vita.
Mi auguro, perciò, che i cattolici italiani onorino anche quest'anno la
nobile tradizione di assicurare preghiera e concreto sostegno a codesta
benemerita Istituzione, mentre volentieri trasmetto, con l'accluso dono, la
propiziatrice Benedizione Apostolica che il Santo Padre invia Lei, Signor
Rettore, e all'intera comunità accademica.
Unisco il mio personale saluto e profitto della circostanza per confermarmi
con sensi di distinta stima
Suo dev.mo nel Signore
Angelo Card. Sodano
Segretario di Stato
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