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ORDINAZIONE EPISCOPALE DI MONSIGNOR MARIO ROBERTO CASSARI
OMELIA DEL CARDINALE ANGELO SODANO*
(Oristana) - Sabato, 16
ottobre 1999
«Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra. In
mezzo ai popoli narrate la sua Gloria a tutte le nazioni dite i suoi prodigi».
(Salmo 95)
È questo l'invito che è risuonato sotto le volte di questa bella Cattedrale di
Oristano, nel Salmo responsoriale di questa Messa festiva. È l'invito a guardare
al mondo intero e a chiamare tutti i popoli a lodare il nome del Signore,
esclamando tutti in coro: «A te, Signore, la potenza e la gloria!»
Con tali sentimenti la Chiesa universale si appresta a celebrare domani la
Giornata Missionaria, ricordando a tutti i cristiani il dovere di annunciare il
Vangelo di Cristo ad ogni creatura.
Una felice coincidenza fa sì che nel clima della prossima Giornata Missionaria
Mondiale la Chiesa di Sardegna possa offrire un suo figlio per l'opera di
evangelizzazione nel continente africano.
Oggi, Mons. Mario Roberto Cassari diventerà Vescovo, esercitando poi il suo
ministero in due nobili Nazioni africane, la Repubblica del Congo ed il Gabon.
Come ogni Vescovo, annuncerà il Vangelo di Cristo. Per questo egli oggi è
ordinato.
Egli non sarà Vescovo di una diocesi particolare, ma eserciterà il suo ministero
con una responsabilità più vasta, qual è quella di essere Rappresentante
Pontificio, là ove il Papa, Pastore della Chiesa universale, intenda inviarlo.
Il ministero episcopale è però sempre identico. Con l'imposizione delle mani da
parte del Vescovo consacrante, il sacerdote chiamato a tale ufficio deve
svolgere quella triplice missione che la Chiesa gli assegna: deve annunciare a
tutti il Vangelo di Cristo, deve santificare con i Sacramenti il popolo
cristiano, deve guidare i fedeli verso il Signore. Sono i tre uffici tipici del
Vescovo, Maestro, Sacerdote e Guida del popolo di Dio.
Questa è la missione che attende ora il nostro caro Don Mario. Egli eserciterà
tale missione in due care popolazioni africane, che da oggi sentiamo a noi
particolarmente vicine.
In Congo l'Inviato del Papa aiuterà l'Arcivescovo di Brazzaville ed i Vescovi
delle altre cinque diocesi del Paese nel loro arduo impegno di evangelizzazione.
Là vi è una Chiesa giovane, che ha visto in questi ultimi tempi un grande sforzo
missionario. Alla fine del secolo scorso vi sbarcarono i primi missionari ed il
Papa Leone XIII di v. m. nel 1886 vi costituì il primo Vicariato Apostolico.
Iniziò allora un'epopea missionaria che ha già dato numerosi frutti. Oggi i
cattolici sono già un milione e mezzo, riuniti in comunità spiritualmente
fiorenti, anche se molto povere materialmente ed in più assai provate da lotte
intestine, causate da penose rivalità politiche.
Anche in tale situazione, il Nunzio Apostolico è chiamato a svolgere in Congo
un'opera profonda di riconciliazione fra le varie componenti di quella
popolazione, ricordando a tutti che il tribalismo, il nazionalismo esagerato,
l'intolleranza politica non sono un cammino di civiltà e contraddicono al
Vangelo di Cristo.
L'inviato del Papa dovrà poi ripetere sovente anche le parole di Gesù: «Amate i
vostri nemici, se volete essere veramente i figli del vostro Padre che sta nei
cieli» (Mt 5, 44-45).
È questo il Vangelo dell'amore che lo stesso Papa annunciò ai
fedeli di Brazzaville, allorquando, in un suo viaggio in Africa, si recò a
visitarli,
il 5 maggio 1980. A loro il Papa ricordò le parole dell'Apostolo
Pietro nella sua prima lettera: «Siate ben uniti, pieni di compassione, d'amore
fraterno, di misericordia e d'umiltà» (1 Pt 3, 8) - (cfr A.A.S. 1980 pag.
469-474).
In Gabon Mons. Mario Cassari troverà parimenti una Chiesa protesa verso il
futuro. Anche in quella terra l'evangelizzazione ha poco più di un secolo di
vita, iniziando in quel lontano 28 settembre 1884, allorquando i Missionari
dello Spirito Santo arrivarono a Santa Maria, per avviare stabilmente la loro
missione. Il Gabon fu così uno dei primi Paesi dell'Africa subsahariana a
ricevere il Vangelo di Cristo. All'interno della Cattedrale della capitale, a
Libreville, vi è incisa questa frase eloquente in francese: «Di qui la luce del
Vangelo ha brillato sui Paesi africani».
Oggi in Gabon i cattolici sono circa 650.000, suddivisi in quattro diocesi. Da
parte mia ho avuto modo di conoscere quei Vescovi zelanti, quando
nel 1993
vennero a Roma per la loro visita «ad limina». Nell'indirizzo di saluto rivolto
al Papa dal Presidente di quella Conferenza Episcopale Mons. Babile Mvé Egone
affermava: «La nostra Chiesa, con i mezzi modesti che le sono propri, si sforza
di compiere la sua missione di essere luce del mondo e sale della terra»
(L'Osservatore Romano, 15 febbraio 1993).
Il Nunzio Apostolico poi, oltre ad essere accanto ai Vescovi e sostenerli nel
loro lavoro apostolico, dovrà mantenere un dialogo costante anche con quelle
autorità civili dando a Cesare quello che è di Cesare e chiedendo che si dia a
Dio quello che è di Dio.
Una prova di tale felice collaborazione è data dalla firma di un accordo fra la
Santa Sede ed il Gabon, avvenuta a Libreville il 12 dicembre 1997, per definire
alcune questioni di interesse comune.
Un'ulteriore dimostrazione di tale reciproca volontà di collaborazione è data
dalla presenza a questo solenne rito dal Signor Ambasciatore del Gabon presso la
Santa Sede, S. E. Bonaventure Ndong-Ekomie.
Noi accompagneremo con la nostra preghiera l'attività apostolica del nuovo
Vescovo. Su di lui invocheremo l'abbondanza dei doni dello Spirito Santo,
soprattutto lo spirito di fortezza, che lo sostenga nella sua missione.
Chiederemo pure il dono della sapienza, perché possa essere continuatore fedele
dell'opera di Cristo, Buon Pastore, nel solco già tracciato da tanti Santi
Vescovi, che hanno onorato la Chiesa di Sardegna nel corso dei secoli.
Chiederemo fra poco l'intercessione dei Santi e soprattutto di Maria Santissima,
perché anche oggi, come un giorno nel Cenacolo a Pentecoste ottenga dal Signore
l'abbondanza dei doni dello Spirito Santo sul nuovo Successore degli Apostoli.
Caro Don Mario, sorretto dalla forza dello Spirito, potrai così partire con
animo intrepido verso la terra d'Africa, che ti attende con ansia. Ti
accompagnerà la benedizione del Santo Padre
Giovanni Paolo II, che per mezzo mio
egli ha voluto inviarti in tale solenne occasione. Ti sosterrà l'affetto dei
tuoi familiari e di queste care popolazioni di Oristano, di Tempio e della tua
parrocchia di Ghilarza.
Ti saranno sempre vicini i confratelli della Sardegna, della Bosnia-Erzegovina e
delle altre località ove hai lavorato finora al servizio della Santa Sede.
Tutti insieme chiederemo al Signore che ti conceda di essere un buon Pastore,
secondo il Cuore di Cristo, rendendo così onore alla tua terra e a tutta la
Santa Chiesa di Dio. Amen.
*L'Osservatore Romano 18-19.10.1999 p.6.
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