Devo esprimere i miei complimenti agli organizzatori per la
scelta dei temi e del luogo.
È essenziale parlare di turismo nell’ambito della Comunità
Europea, per molteplici ragioni di carattere culturale, sociale, e, consentitemi,
anche per gli aspetti religiosi.
Una politica di sviluppo sostenibile, pianificata a livello
comunitario, potrebbe condurre ad un significativo incremento del dialogo
culturale e sociale tra le nazioni.
L’integrazione dei popoli europei non significa appiattimento
e massificazione, bensì sviluppo della conoscenza reciproca nel rispetto delle
differenti tradizioni presenti nel vecchio continente. Le variegate società
europee, hanno avviato un movimento di approfondimento della propria identità,
oggi segnata da profonde mutazioni tecnologiche, dal persistere di incertezze
economiche e da crescenti pericoli ecologici. Avanza la disoccupazione di massa,
si rigenerano i nazionalismi e gli integralismi, crescono nuove xenofobie e
simultaneamente si verifica anche un’aggravio di quelle che potremmo definire
"preoccupazioni etiche".
In un quadro sociale così destabilizzato, le ipotesi di unioni,
di aggregazioni e di ampliamento della Comunità Europea si prospettano
piuttosto complesse.
Occorrono strumenti nuovi e decise volontà politiche, per
ridare fiducia alla possibilità di realizzazione dell’idea di una vera
"Casa Europea". In questa prospettiva, il turismo può indubbiamente
offrire un fattivo contributo, perché favorisce la conoscenza dei popoli e
sollecita un dialogo per concrete iniziative di collaborazione.
L’industria turistica, è, oggi, l’unica attività economica
ancora legata al territorio. Proprio per questo si pone come mezzo privilegiato
per la riscoperta delle radici storico-sociali di ogni etnia. Nel contempo,
contribuisce a ricostituire un tessuto sociale spesso lacerato dagli scontri
locali e dalle tentazioni di isolamento di stampo nazionalistico. Si tratta di
ricostruire quelle solide "reti di fiducia" che formano un capitale
sociale e morale a cui l’Unione europea, proprio nell’ottica
dell’ampliamento dei propri confini, non deve rinunciare. Attraverso il
turismo, si può attivare il senso di solidarietà e di rispetto culturale, che
sono le principali risorse strategiche dello sviluppo sostenibile.
Nel settore turistico non è sufficiente promuovere solo un
concetto di qualità legato alla realizzazione di servizi e infrastrutture; ma
si estende tale concetto alla "qualità delle relazioni umane".
Assume, pertanto, una particolare rilevanza il ruolo che può
svolgere il turismo sotto l’aspetto sociale. A questo si aggiungono alcuni
significativi dati di natura economica.
Le statistiche comunitarie dimostrano che il 5,5% del PNL (Prodotto
Nazionale Lordo) è generato in Europa dal turismo. Il turismo, quindi, si
riconferma uno dei settori con maggiore ricaduta occupazionale: sono infatti
circa nove milioni le persone impiegate in questo settore.
In merito, sono molteplici le prospettive di un lavoro comune
per la promozione dell’industria turistica: ma non si dovrebbero e non si
possono emarginare, in tale contesto, quei valori spirituali e religiosi di cui
è depositaria la "Casa Europea" e che, alla luce della storia, si
qualificano come valori portanti per la pace e il benessere dei popoli. Grazie
per l’attenzione !