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RIFLESSIONE DI MONS PIERO MONNI,
OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE
PRESSO LO.M.T. SULLA XXIV GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO

Il turismo: elemento propulsore di lotta
contro la povertà, per la creazione di impieghi e per l'armonia sociale

 


Nella nostra società, apparentemente opulenta e piuttosto godereccia, la povertà colpisce ancora quattro miliardi di persone, di cui due miliardi sopravvivono con meno di un dollaro al giorno, col risultato che il 15 per cento della popolazione mondiale vive in un continuo benessere e l'85 per cento nell'indigenza. I primi praticano cure dimagranti, i secondi muoiono di fame.

È noto che quello turistico è un comparto estremamente sensibile: è vulnerabile alle guerre, al terrorismo, ai disastri naturali e alle epidemie. Esempi di recenti calamità, quali la polmonite atipica (SARS), conflitti e rivoluzioni, hanno determinato una rilevante crisi internazionale del turismo, soprattutto nel Sud Est asiatico, in Cina, in Canada ed in altre zone del pianeta.

Quella turistica è però un'industria dotata di enormi capacità di recupero. I flussi turistici possono diminuire per alcuni periodi, ma prima o poi il desiderio del viaggio prende di nuovo il sopravvento. Il fenomeno "turismo" si impone e si imporrà sempre all'attenzione dei Governi, delle Istituzioni e dei Media.

La XXIV Giornata Mondiale del Turismo intende avviare una sempre più qualificata cultura verso questo crescente fenomeno mondiale dagli ampi risvolti sociali ed economici e fattore qualificante del dialogo tra i popoli. Di questa diffusa attesa si è reso interprete il Santo Padre nel Messaggio inviato in tale occasione.

Caratteristiche del fenomeno turistico

Grazie alla maggiore facilità degli spostamenti, il turismo internazionale ha conosciuto nell'ultimo decennio un autentico boom, specialmente verso le méte più esotiche e lontane. A beneficiarne sono soprattutto quei paesi meno integrati nell'economia globale, ma ricchi di ambienti naturali ancora incontaminati e di tradizioni di vasto respiro culturale.

In questo contesto, il turismo si presenta oggi come il settore che potenzialmente, più di ogni altro, può contribuire alla lotta per la riduzione della povertà e lo sviluppo socio-economico dei Paesi emergenti.

I dati dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) sono significativi.

Il turismo è una delle principali voci di esportazione, figura tra le prime 5 per l'83% dei Paesi in via di sviluppo, ed è la prima per un terzo di essi. L'80% dei poveri del pianeta, cioè chi vive con meno di 1 dollaro USA al giorno, vive in 12 Paesi. In 11 di questi 12 Paesi, il turismo è ormai un settore importante ed in forte crescita.

Le straordinarie potenzialità offerte dal turismo sono quindi evidenti.Oggi si tratta di uno dei pochi settori trainanti lo sviluppo economico dei Paesi in via di sviluppo e dei Paesi Meno Avanzati, ma le previsioni dell'OMT indicano - per gli anni a venire - una progressiva ed inarrestabile crescita degli arrivi internazionali a danno dei tradizionali mercati turistici dell'Europa e del Nord America, che vedranno calare sensibilmente le loro quote di mercato.

Va dunque posta in risalto una realtà: il turismo potrà costituire in questo millennio una nuova fonte economica. Il contributo potenziale del settore, alla riduzione della povertà nel mondo, è sempre più testimoniato non solo dai dati, ma anche dalle iniziative e dalle prese di posizione dei governi e delle organizzazioni internazionali interessate.

Esistono diverse proiezioni circa l'entità della popolazione che vive in condizioni di povertà. La cosiddetta povertà urbana, che aumenta più rapidamente di quella rurale, è lo spettro del XXI secolo che prevede un futuro preoccupante. Un numero crescente di persone vivrà nell'impossibilità di soddisfare i bisogni primari e fondamentali, quali l'alloggio, l'occupazione, l'alimentazione, l'istruzione, i servizi igienico-sanitari.

Nel mondo contemporaneo, il concetto di povertà ha lasciato spazio a quello più ampio ed articolato di esclusione sociale, che sembra essere una condizione ancora più diffusa e che rappresenta una delle tante contraddizioni delle società post-materialistiche, caratterizzate dalla sperequazione economica - chi è ricco diventa sempre più ricco, chi è povero diventa sempre più povero - e dalle tante povertà sociali.

L'assenza di armonia sociale

Sono anche questi i costi umani ed esistenziali delle società complesse dove, nelle pieghe del benessere generalizzato e diffuso, si nascondono le vecchie e le nuove povertà, tutte le povertà all'interno della povertà, con i vari aspetti di violenze ed abusi sui bambini.

Il sistema economico attuale, con la mondializzazione e lo sfruttamento del lavoro, sono alla radice delle disparità economiche e sociali.

La cultura post-bellica, con i suoi miti liberali ottocenteschi e quella post-moderna con i suoi miti tecnologici, rivelano le loro debolezze e svelano le loro contraddizioni. Sono scomparsi i lavori di vecchio tipo ed è mancata l'alternativa con lavori di tipo nuovo in misura proporzionata alla domanda. Urge creare lavoro in aree e settori dimenticati o trascurati, incrementando a livello globale le potenzialità occupazionali offerte dal comparto turistico.

Va tuttavia rilevato come i rilevanti benefici economici, finora apportati dal turismo nei Paesi in via di sviluppo, siano fortemente limitati dal fenomeno dei leakages, ossia dal fatto che solo una bassa percentuale del reddito generato dal turismo rimane nella destinazione, mentre una quota significante viene persa per l'importazione di prodotti ad uso turistico e per il rimpatrio dei profitti da parte degli imprenditori stranieri.

Il citato fenomeno, che in alcuni casi raggiunge percentuali del 70-80%, è tale da costituire un forte freno allo sviluppo socio-economico locale.

Il Santo Padre, si è pronunciato in merito nel Messaggio per la XXIV Giornata Mondiale del Turismo, dove afferma: "Ci si deve impegnare perché non avvenga mai che il benessere di pochi privilegiati sia conseguito a scapito della qualità di vita di molti altri".

La strategia decisiva affinché il turismo operi effettivamente a favore dell'economia locale, è quindi quella di promuovere la cooperazione tra il settore turistico tradizionale (alberghi, tour operators, ristoranti, ecc.) e l'imprenditoria locale.

Anche la denuncia di tali anomalie è venuta dal Santo Padre nel citato Messaggio, dove si legge:  "Il dramma della povertà è una delle maggiori sfide attuali, di fronte a cui non è possibile rimanere indifferenti e inerti... Non ci si può rinchiudere nei propri interessi egoistici, abbandonando innumerevoli fratelli e sorelle nella miseria, e, cosa ancor più grave, lasciando che molti di loro vadano incontro a una morte inesorabile"- Anche il turismo, conclude Giovanni Paolo II, "può svolgere un ruolo rilevante nella lotta alla povertà, sia dal punto di vista economico, che sociale e culturale".

    

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