Signor Presidente,
Ho l’onore di rappresentare la Santa Sede alla 11a
Conferenza Ministeriale dell’OSCE e di porgere a Lei ed agli altri Capi
Delegazione i saluti e gli auguri di Sua Santità Giovanni Paolo II, per il buon
esito della riunione.
Al termine di un anno di intense consultazioni, stiamo per
adottare una "Strategia dell’OSCE per affrontare le Minacce alla Stabilità ed
alla Sicurezza nel Ventunesimo Secolo". La percezione e le valutazioni di tali
minacce possono talvolta essere diverse, tuttavia è importante trovare una
risposta comune, comprensiva e cooperativa a questi fenomeni globali, attraverso
i valori e gli strumenti a disposizione di quest’Organizzazione. Ciò eviterà il
pericolo dell’unilateralismo ed aiuterà l’OSCE a cogliere meglio le connessioni
fra le minacce esistenti, come pure ad affrontarne più adeguatamente le cause.
La Santa Sede, per parte sua, non si stanca di ripetere che
l’azione per assicurare pace e stabilità deve essere accompagnata dall’impegno
di promuovere anche i valori spirituali, morali e religiosi.
La Santa Sede ha accolto con favore l’adozione della Decisione
sulla Tolleranza e sulla Non-Discriminazione, a Porto, nel 2002. In seguito a
tale decisione, nel corrente anno, l’OSCE ha organizzato due Conferenze:
sull’anti-semitismo e sul razzismo, la xenofobia e la discriminazione.
Sua Santità Giovanni Paolo II ha espresso chiaramente "la più
decisa condanna di qualunque forma di anti-semitismo e di razzismo, che sono
contrari alle fondamenta stesse del Cristianesimo e sono del tutto
ingiustificabili nelle culture legate ad esso" (Saluto alla Comunità Ebraica
in Strasburgo, 9 Ottobre 1988).
La Santa Sede, pertanto, è lieta che anche quest’anno venga
adottata una Decisione sulla Tolleranza e la Non-Discriminazione. In tale
ambito, vari sono i compiti da intraprendere di concerto con gli altri membri
della comunità internazionale. Occorre assicurare una formazione appropriata ed
un’informazione corretta; i media, fra l’altro, hanno un ruolo speciale.
Inoltre, bisogna dedicare rinnovate energie per educare alla coesistenza ed alla
fiducia reciproca, ancorandole saldamente al rispetto della religione, della
storia, della cultura e del valore intrinseco di ogni persona umana.
Le istituzioni della Chiesa Cattolica sono molto attive nel
campo pedagogico, nel quale si sforzano di educare al rispetto per gli altri, al
dialogo ed all'apertura verso tutti, con la consapevolezza che si tratta di
priorità strategiche per le odierne società multi-etniche e multi-culturali. Per
questo motivo la Santa Sede segue con interesse l’impegno dell’Organizzazione in
campo educativo e chiede che nei Paesi dove essa ha acquisito un ruolo di
coordinamento del lavoro della comunità internazionale in tale area, l’OSCE si
sforzi di mantenere sempre un dialogo effettivo e costante con tutte le istanze
competenti – e quindi anche con le Autorità ecclesiastiche e religiose - in modo
da garantire che la legislazione ed il curriculum degli studi rispettino la
specifica identità religiosa dei diversi gruppi etnici ed il diritto dei
genitori di educare i propri figli. Il rispetto di tale identità e diritto,
nonché del pieno esercizio della libertà religiosa, contribuiscono in modo
determinante a combattere l’intolleranza ed i pregiudizi etnici e razziali.
Circa la libertà religiosa, il 10 Ottobre scorso, ricevendo un
folto gruppo di membri dell’Assemblea Parlamentare dell’OSCE, il Papa Giovanni
Paolo II ha sottolineato che "nel rispetto della sana laicità dello Stato, va
riconosciuto il contributo positivo che i credenti offrono alla vita pubblica".
Inoltre, "il rispetto di ogni espressione della libertà religiosa costituisce
un metodo assai efficace per garantire sicurezza e stabilità alla Famiglia di
Popoli e Nazioni del ventunesimo secolo".
Signor Presidente,
L’OSCE ha preparato per la prima volta un Piano d’Azione su:
"Rom e Sinti". Per la mia Delegazione è di particolare importanza l’intento di
facilitare con tale documento una maggiore integrazione di Rom e Sinti nelle
società degli Stati Partecipanti, offrendo ai membri di tali comunità pari
opportunità per sviluppare la ricchezza della loro cultura e delle loro
tradizioni.
Infine, non posso trascurare il tema della tratta delle persone
umane, che ha occupato un posto del tutto speciale nelle attività
dell’Organizzazione. La Santa Sede è convinta che il Piano d’Azione ed il nuovo
meccanismo per combattere questa manifestazione vergognosa di schiavitù
favoriscano in modo rilevante, tra l’altro, una più stretta ed intensa
cooperazione fra le Agenzie interessate nei Paesi di origine, di transito e di
destinazione. La S. Sede, pertanto, si augura vivamente che il citato meccanismo
possa essere adottato a Maastricht.
Concludendo, Signor Presidente, esprimo alla Presidenza olandese
il vivo apprezzamento della Santa Sede per il lavoro che ha compiuto e formulo i
migliori auguri alla prossima Presidenza bulgara.