INTERVENTO DELLA SANTA SEDE ALLA PRIMA CONFERENZA
MONDIALE SULLA COMUNICAZIONE IN AMBITO TURISTICO (MADRID, 29-30 GENNAIO 2004)
INTERVENTO DI MONS. PIERO MONNI
Giovedì, 29 gennaio 2004
Sono lieto di prendere parte alla prima conferenza mondiale
sulla comunicazione nel campo del turismo.
Nel nuovo millennio è necessario un nuovo modello di sviluppo
turistico, basato sulla qualità, sulla competitività e sulla sostenibilità.
La qualità e la professionalità sono elementi fondamentali
dell’industria turistica e comprendono anche il comparto della comunicazione,
che deve essere rispettosa della chiarezza e della correttezza promozionale
turistica.
La competizione tra Paesi è una realtà ineluttabile e per essere
competitivi, non si può limitare l’informazione turistica ai semplici aspetti
paesaggistici e monumentali. Occorre, quindi, elaborare un’informazione non
superficiale, culturalmente valida e rispondente alle attese del cliente.
Oggi, si auspica tale tipo di attenzione "comunicativa".
Infatti, gli attuali processi di globalizzazione originano una domanda sempre
più varia.
Il mercato del turismo on-line, in continua crescita,
richiede una maggiore promozione turistica all’estero. La struttura del web
offre la possibilità di "viaggiare" virtualmente, visitando luoghi e strutture
ricettive.
La dinamicità e la specializzazione sono il futuro della
comunicazione turistica.
Per questo, i fruitori di Internet, cercano risposte qualificate
e aggiornate alle loro richieste; cercano percorsi di navigazione veloci e
specifici; cercano pareri, consigli e confronti tra prodotti.
In questo senso bisogna ribadire l’esigenza del rispetto del
cliente, attraverso i valori della qualità e della correttezza. Valori
ineliminabili, in questo settore, dove la libertà della comunicazione telematica
non può essere sempre e comunque illimitata.
Esiste un tipo di comunicazione turistica on-line, ad
esempio, che alimenta la diffusione del turpe mercato della pedofilia e del
cosiddetto turismo sessuale.
Il Sex-Tourism si è diffuso enormemente anche attraverso
la via telematica, che a volte può favorire lo sfruttamento sessuale dei minori,
rendendo difficilmente identificabili gli autori di tale crimine. La libertà
all’interno del web e all’interno di tutto il sistema mediatico non è un
tabù inviolabile, anch’essa deve confrontarsi con l’esigenza critica della
valutazione dei valori umani, quali il rispetto della dignità della persona.
Il ruolo della comunicazione e dei comunicatori, soprattutto nel
comparto turistico, non può esimersi dalla considerazione di una responsabilità
etica, non solo perché la comunicazione svolge un ruolo centrale nel veicolare
anche i valori etici, ma perché i comunicatori sono a loro volta imprenditori e
quindi facenti parte della business community. Anche questi ultimi,
dovranno rispettare una deontologia professionale improntata alla più assoluta
correttezza comportamentale. Tutto questo, anche se sussistono difficoltà dovute
ad una tecnologia comunicativa, che si evolve fin troppo rapidamente e sembra
sfuggire al controllo dell’uomo.
Attualmente, forse, la tecnica non è più al servizio della
persona e piuttosto sembra essere rivolta a governare l’uomo. Oggi, la celebre
frase di Mac Luhan, "il medium è il messaggio", alla luce di questa riflessione,
diviene immediatamente comprensibile: il mezzo diventa il fine della
comunicazione, mentre i concetti e le idee assumono un’importanza secondaria. La
comunicazione nel mondo del turismo non può appiattirsi su tale prospettiva: il
turismo è un momento formativo della persona e deve nutrirsi di idee e
contenuti. Esso coinvolge interessi ed aspettative che vanno ben oltre il
semplice desiderio di evasione. L’industria turistica, ad esempio, si presenta
oggi come il settore potenzialmente più idoneo a contribuire positivamente alla
lotta per la riduzione della povertà nei cosiddetti "Paesi del Terzo Mondo". Ci
si auspica, pertanto, un rinnovato slancio della comunità internazionale, da
tempo impegnata sul fronte della lotta alla povertà sulla Terra.
Attraverso strategie mirate e politiche specifiche, il settore
turistico può diventare la chiave di volta di questa lotta, che deve essere
assolutamente vinta.
Grazie dell’attenzione!
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