LETTERA DEL CARD.
ANGELO SODANO IN OCCASIONE DEL IV CENTENARIO DELLA MORTE DEL BEATO
GIOVANNI GIOVENALE ANCINA
A Sua Eccellenza Reverendissima Mons. GIUSEPPE GUERRINI Vescovo di
Saluzzo
Eccellenza Reverendissima,
il Sommo Pontefice ha appreso con gioia che sia codesta Diocesi sia la
Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri intendono celebrare con
particolare solennità, nel prossimo agosto, il IV centenario della morte del
beato Giovanni Giovenale Ancina. Per tale significativa ricorrenza, Egli
desidera far pervenire a Lei, al Clero ed ai fedeli di Saluzzo, come anche ai
Sacerdoti oratoriani, il Suo cordiale saluto, auspicando che un così felice
evento sia occasione propizia per meglio conoscere questa insigne figura di
Pastore, così da poterla riproporre come esempio di santità agli uomini del
nostro tempo.
Nato a Fossano il 19 ottobre del 1545, Giovanni Giovenale Ancina giunse a Roma
nel 1574 dove, grazie all’incontro con eminenti insegnanti, tra i quali san
Roberto Bellarmino, acquisì un’ampia conoscenza della teologia e coltivò con
ottimi risultati le sue doti letterarie e musicali.
L’incontro con san Filippo Neri nel 1576 gli illuminò ulteriormente la mente e
soprattutto gli scaldò il cuore, inducendolo a chiedere di poter essere accolto
come membro della Congregazione, all’interno della quale svolse il suo ministero
di stimato ed apprezzato predicatore, confessore e teologo.
Trasferitosi per obbedienza nel 1586 a Napoli, Padre Ancina si fece promotore di
svariate attività pastorali e culturali, suscitando il favore e la simpatia
della gente. Dieci anni dopo venne richiamato a Roma, quando già si profilava la
sua nomina a Vescovo di Saluzzo. Dopo un’iniziale, vivace resistenza, alla fine
accettò il nuovo compito in spirito di obbediente adesione alla decisione del
Papa, ufficializzata nel Concistoro del 26 agosto 1602. Durante il breve periodo
di episcopato a Saluzzo indisse il Sinodo diocesano, istituì il Seminario,
iniziò la Visita pastorale applicando fedelmente le disposizioni del Concilio di
Trento con la mitezza e la fortezza tipiche dello spirito “filippino”.
L’enorme mole di lavoro, che quotidianamente svolgeva, non andava a scapito
della preghiera a cui dedicava molto tempo sostando per ore in adorazione del
SS. Sacramento. La morte, sopravvenuta repentinamente il 30 agosto del 1604,
pose fine alla sua intensa attività di riforma del clero, dei religiosi e del
laicato cristiano.
San Francesco di Sales, che aveva avuto modo di incontrare l’Ancina a Roma tra
il 1598 e il 1599, subito dopo la sua scomparsa scrisse di lui: “Non memini
me vidisse hominem qui dotibus, quas Apostolus apostolicis viris tantopere
cupiebat, cumulatius ac splendidius esset ornatus”. Nella Vita di
san Filippo Neri il Card. A. Capecelatro, per parte sua, scrive dell’Ancina:
“Pochi uomini avevano in sé una natura così capace di imitare S. Filippo come
lui; e pochissimi ne ebbero una volontà del pari ardente. Gli bastarono poco più
di cinque anni passati nella Congregazione di Roma per rendersi un perfetto
discepolo del nostro Santo”.
Il Sommo Pontefice si unisce al rendimento di grazie che la Diocesi saluzzese e
la Famiglia Oratoriana elevano al Signore per gli
innumerevoli prodigi di bene da Lui operati nel beato Giovanni Giovenale Ancina.
Egli auspica, altresì, che l’anniversario dell’ingresso nell’eternità di così
illustre Pastore e degno discepolo di san Filippo offra al Clero, ai Religiosi
ed ai fedeli l’opportunità di riviverne l’impegno di personale perfezionamento e
di infaticabile dedizione apostolica.
Con tali sentimenti, il Santo Padre assicura la Sua preghiera e invia di cuore
una speciale Benedizione Apostolica a Lei ed ai Suoi fedeli, come anche ai
Sacerdoti della Famiglia oratoriana, ai quali prego Vostra Eccellenza di voler
far giungere, nella persona del Procuratore Generale, copia della presente
lettera.
Nel formulare a mia volta voti di pieno successo per ogni iniziativa giubilare,
volentieri mi confermo con sensi di deferente ossequio
Dal Vaticano, 17 giugno 2004
dell’Eccellenza Vostra Reverendissima dev.mo in Domino
Angelo Sodano Segretario di Stato
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