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MESSAGGIO
DEL CARDINALE SEGRETARIO DI STATO ANGELO SODANO
A NOME DEL SANTO PADRE
PER LA XXVI GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO
(27 SETTEMBRE 2005)*
Viaggi e trasporti:
dal mondo immaginario di Giulio Verne alla realtà del secolo XXI
A Sua Eminenza Reverendissima il Sig. Card. STEPHEN FUMIO HAMAO Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti
Signor Cardinale,
la celebrazione della Giornata Mondiale del Turismo, fissata il 27
settembre p.v., offre al Sommo Pontefice Benedetto XVI l’opportunità di far
giungere un cordiale pensiero a quanti fanno parte del vasto mondo del turismo,
e di porre in luce la sollecitudine pastorale della Chiesa nei loro confronti.
Interessante è il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale del Turismo per tale
ricorrenza: Viaggi e trasporti: dal mondo immaginario di Giulio Verne alla
realtà del secolo XXI.
Uomo di lettere, viaggiatore e scrittore dalla fervida
immaginazione, Giulio Verne seppe coniugare intelligentemente nei suoi scritti
fantasia e conoscenze scientifiche del suo tempo. I suoi viaggi, reali o
immaginari, costituirono di fatto un invito a consultare il nuovo atlante
geografico, ed una sfida alla responsabilità umana nell’affrontare i limiti che
non potevano più essere ormai dissimulati. A fine secolo XIX, nell’incredibile
suo viaggio, Verne varcava questi limiti imposti dalla cultura dominante e da
una visione che faceva dell’Occidente europeo il tutto.
Ci sono pure oggi ostacoli da superare, se si vuole che l’offerta turistica,
frutto di viaggi e trasporti, sia allargata a tutti. Nuove ed inedite
possibilità di viaggi con mezzi di trasporto sempre più moderni e veloci possono
fare del turismo una provvidenziale occasione per condividere i beni della terra
e della cultura. Un secolo dopo la morte di Giulio Verne molto del suo fantasticare è divenuto accessibile
e molto del suo immaginare ha preso forma concreta. Si va realizzando il
sogno di un turismo senza frontiere, che potrebbe contribuire a creare un futuro migliore
per l’umanità.
Occorre, però, tener sempre conto delle esigenze etiche connesse con il turismo.
E’ importante che quanti hanno responsabilità in questo ambito - politici e
legislatori, uomini di governo e della finanza - si impegnino a favorire
l’incontro pacifico fra le popolazioni, garantendo sicurezza e facilità di
comunicazione. I promotori, gli organizzatori e quanti lavorano nel settore
turistico sono chiamati a realizzare strutture che lo rendano sano, popolare ed
economicamente sostenibile, avendo sempre ben chiaro che in ogni attività, e
quindi anche nel turismo, fine primario deve restare sempre il rispetto della
persona umana, nel contesto della ricerca del bene comune. Chi viaggia per
turismo deve essere mosso dal desiderio di incontrare gli altri, rispettandoli
nella loro diversità personale, culturale e religiosa; deve essere pronto ad
aprirsi al dialogo e alla comprensione e con i propri comportamenti veicolare
sentimenti di rispetto, di solidarietà e di pace.
Di notevole rilievo è poi il ruolo delle comunità cristiane:
accogliendo i turisti, esse devono sentirsi impegnate ad offrire loro la
possibilità di scoprire la ricchezza di Cristo incarnata non solo in monumenti e
opere d’arte religiosa, ma nella vita quotidiana di una Chiesa viva. Del resto i
viaggi, sin dall’inizio del Cristianesimo, hanno permesso e facilitato il
diffondersi della Buona Novella in ogni angolo del mondo.
Auspicando che la prossima Giornata Mondiale del Turismo rechi gli
sperati frutti, Sua Santità Benedetto XVI assicura un ricordo nella preghiera e
ben volentieri invia a tutti la Benedizione Apostolica.
Profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinto
ossequio, Suo dev.mo nel Signore
Cardinale Segretario di Stato
Dal Vaticano, 16 Luglio 2005
*L'Osservatore Romano 21.7.2005 p.5.
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