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INTERVENTO DELLA SANTA SEDE
DURANTE LA 62 SESSIONE DELL'ASSEMBLEA GENERALE
DELLE NAZIONI UNITE

DISCORSO DI S.E. MONS. CELESTINO MIGLIORE

"Riconoscere i successi, rispondere alle sfide e riprendere il percorso
per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio entro il 2015"

 

Presidente,

nell'anno 2000, proprio in questa sede, i capi di Stato e di Governo hanno concordato su un insieme di obiettivi globali di sviluppo ambiziosi, e tuttavia necessari, da raggiungere entro il 2015. A metà strada, sebbene si sia fatto molto al fine di raggiungere tali obiettivi, la povertà abietta, la fame, l'analfabetismo e la mancanza persino della più elementare assistenza sanitaria dilagano tuttora e in alcune regioni stanno anche peggiorando.

Studi autorevoli ci dicono che nonostante la notevole crescita economica di molti Paesi in via di sviluppo, l'obiettivo generale di ridurre la fame e la povertà non è stato raggiunto.

La mia delegazione ritiene che sia necessaria una maggiore solidarietà internazionale se dobbiamo riuscire a ridurre il divario sempre più profondo fra Paesi ricchi e Paesi poveri e fra individui.

Sebbene gli aiuti internazionali siano importanti, ancor più decisivo è un giusto ambiente commerciale internazionale, in cui si correggano pratiche distorte che vanno a detrimento delle economie più deboli. A questo proposito, non si può sottolineare abbastanza l'importanza della prossima Doha Review Conference. Sforzi combinati per, da una parte, soddisfare lo 0,7 per cento dell'Oda e per rivedere i meccanismi commerciali e finanziari e dall'altra porre fine al mal governo e ai conflitti interni agli Stati recipienti, riusciranno a liberare milioni di persone dalla fame e dalla povertà estrema.

La mia delegazione desidera assicurare che la Santa Sede resta attivamente impegnata nell'alleviare la povertà e la fame, che sono un'offesa alla dignità umana. Non smetterà di evidenziare queste necessità di base affinché restino al centro dell'attenzione internazionale e vengano affrontati come questioni di giustizia sociale.

La Santa Sede è molto lieta dei buoni progressi compiuti verso il raggiungimento dell'accesso universale all'educazione primaria. Infatti alcune delle regioni più povere stanno sperimentando un importante aumento delle iscrizioni nelle scuole. Ciononostante, senza raddoppiare gli sforzi ben 58 Paesi non potranno raggiungere l'obiettivo della istruzione primaria entro il 2015.

L'istruzione sottende tutti gli Millennium development goals (Mdgs). È lo strumento più efficace per dare agli uomini e alle donne la possibilità di una maggiore libertà politica, economica e sociale. I governi e la società civile, i settori pubblici e privati, i genitori e gli insegnanti devono investire nell'educazione delle future generazioni per prepararle ad affrontare le sfide di una società sempre più globalizzata. In particolare, bisogna compiere sforzi estremi per dare pari opportunità ai ragazzi e alle ragazze e per garantire che nessun bambino venga lasciato indietro per motivi meramente economici e sociali. Proprio a questo fine, migliaia di istituzioni educative della Chiesa cattolica sono situate nei centri cittadini degradati e in villaggi remoti, nelle periferie delle metropoli e in luoghi in cui i bambini sono costretti a lavorare per sopravvivere.

Anche gli Mdgs relativi alla sanità richiedono il nostro intervento collettivo. Sebbene siano stati compiuti progressi nella riduzione della mortalità infantile, quelli relativi alla salute delle madri, all'Hiv/Aids, alla malaria e alla tubercolosi sono stati più lenti. La causa principale di tale lentezza è stata la mancanza di risorse ai livelli più elementari della sanità e di accesso anche ai servizi sanitari più basilari. È stato dimostrato che investire nell'assistenza sanitaria primaria piuttosto che in forme di servizio sanitario selettive, culturalmente divisive e ideologicamente orientate, che mascherano la distruzione della vita nell'ambito dei servizi medici e sociali, è uno dei modi più convenienti e positivi di migliorare la qualità generale della vita e la stabilità delle famiglie e delle comunità.

Inoltre, la mancanza di progresso relativamente agli obiettivi di natura sanitaria dimostra quanto gli Mdgs siano interconnessi e si consolidino reciprocamente. È evidente e significativa la correlazione fra povertà e livelli costantemente elevati di Hiv/Aids, tubercolosi, malaria e mortalità materna. La mia delegazione desidera assicurare che la Santa Sede, attraverso le sue istituzioni, continuerà a offrire assistenza sanitaria di base con un'opzione preferenziale per i settori della società più emarginati e sotto-serviti.

Questo dibattito tematico a metà del cammino verso il raggiungimento degli obiettivi prefissi per il 2015 giunge nel momento toccante del 60º anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Al centro sia dell'Udhr sia degli Mdgs c'è l'obiettivo di un futuro migliore per tutti. Più che di dibattiti e vertici, il raggiungimento di tale obiettivo richiede impegno e azioni concrete. La nostra lotta comune contro la povertà estrema, la fame, l'analfabetismo e le malattie non è solo un atto di generosità e di altruismo: è una conditio sine qua non per un futuro e per un mondo migliori per tutti.

 

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