|
INTERVENTO DELLA SANTA SEDE ALLA TERZA E
ULTIMA SESSIONE
DEL COMITATO PREPARATORIO DELL'OTTAVA CONFERENZA DI ESAME
DEL TRATTATO DI NON PROLIFERAZIONE DELLE ARMI NUCLEARI
DISCORSO DI S.E. MONS.
CELESTINO MIGLIORE,
OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE
PRESSO L'ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE*
New York
Martedì, 5 maggio 2009
Signor presidente,
mi permetta di congratularmi con lei per la sua elezione a presidente della
terza sessione del Comitato preparatorio per la conferenza di revisione del
Trattato sulla non proliferazione nucleare che si svolgerà nel 2010.
Dopo quarant'anni di esistenza e di buon servizio alla comunità internazionale,
il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) è ancora una pietra
d'angolo dei regimi di disarmo nucleare e di non proliferazione nonché lo
strumento chiave per rafforzare la pace e la sicurezza internazionali.
La Santa Sede riafferma il proprio sostegno forte e costante al Trattato ed
esorta a una sua adesione universale e piena e alla sua osservanza.
Lo scorso anno è stato celebrato il quarantesimo anniversario del Trattato.
Purtroppo, oggi constatiamo che nel mondo esistono più di 26.000 testate
nucleari e che alcune nazioni anelano ancora a entrare nel "club nucleare",
nonostante gli obblighi legalmente vincolanti nei settori del disarmo e della
non proliferazione. Alla luce di questo, la validità e l'importanza del Trattato
sono un'esortazione urgente a tutti gli Stati affinché uniscano i propri sforzi
per l'ottenimento di un mondo privo di armi nucleari.
Dopo molti anni di stallo e perfino di regresso notiamo con soddisfazione
alcuni segnali positivi della volontà di mettere di nuovo il disarmo nucleare al
centro del dibattito internazionale su pace e sicurezza. Le numerose iniziative
prese dai Governi, dalle organizzazioni internazionali e dalla società civile
rappresentano un passo nella giusta direzione. La mia delegazione loda le
politiche nazionali e gli accordi bilaterali volti a ridurre gli arsenali
nucleari e attende con ansia di assistere ai progressi nell'affrontare questioni
legate alle armi nucleari e ai sistemi di utilizzo di tali armi. Le varie
iniziative prese e le posizioni assunte negli ultimi mesi sono passi
incoraggianti che suscitano una rinnovata speranza nel fatto che sia
raggiungibile l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari. Tuttavia, fin
quando esisteranno armi nucleari l'umanità correrà sempre il pericolo che
vengano utilizzate o che cadano nelle mani di terroristi, minacciando la pace e
la sicurezza e perfino l'esistenza umana stessa.
La Santa Sede sottolinea la necessità di passi concreti, trasparenti e
convincenti nei settori del disarmo e della non proliferazione sotto la guida
dei principi del TNP. Con questo nuovo slancio, la Santa Sede è convinta che nel
breve periodo potrebbero essere raggiunti cinque obiettivi:
- L'entrata in vigore del CTBT (Trattato di interdizione degli esperimenti
nucleari) è essenziale e possibile se gli Stati onorano seriamente l'impegno
per un mondo privo dalle armi nucleari.
- L'immediato inizio dei negoziati per un Trattato per l'eliminazione di
materiale fissile è atteso ormai da troppo tempo.
- Gli Stati che possiedono armi nucleari devono interpretare le proprie
dottrine militari in modo da escludere l'uso delle stesse.
- L'uso pacifico di energia nucleare dovrebbe essere sottoposto allo
stretto controllo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA).
In questo settore tutti i Paesi dovrebbero aderire agli strumenti preposti.
La parte di non proliferazione dello TNP dovrebbe essere rafforzata
aumentando il potere dell'AIEA e migliorando ulteriormente il suo sistema di
vigilanza.
- Dato il bisogno crescente di energia, è imperativo trovare soluzioni
comuni e strutture internazionali per la produzione di carburante nucleare.
In quest'area, l'AIEA dovrebbe svolgere un ruolo guida per garantire
incolumità, sicurezza ed equo accesso a tutti.
Tutte queste misure sono necessarie per promuovere fiducia, trasparenza e
autentica cooperazione fra nazioni e regioni. Le zone prive di armi nucleari
sono il migliore esempio di questa fiducia e affermano che la pace e la
sicurezza sono possibili senza il possesso di armi nucleari. La Santa Sede
quindi esorta tutti gli Stati che le possiedono a svolgere un coraggioso ruolo
guida e ad assumersi la responsabilità politica di tutelare l'integrità stessa
del TNP e di creare un clima di fiducia, trasparenza e autentica cooperazione,
tenendo conto della concreta realizzazione di una cultura di vita e di pace. Per
dare alle priorità e alle gerarchie di valori la loro giusta collocazione, è
necessario un maggiore sforzo comune per mobilitare le risorse verso uno
sviluppo etico, culturale ed economico cosicché l'umanità possa abbandonare la
corsa agli armamenti.
Il disarmo nucleare, la non proliferazione nucleare e l'uso pacifico della
tecnologia nucleare sono tre pilastri che si consolidano reciprocamente. È
necessario un progresso urgente e irreversibile su tutti i fronti. L'odierna
crescente espansione di programmi di energia nucleare per uso civile pone nuove
potenziali sfide al regime di non proliferazione. Tuttavia, senza passi seri e
concreti verso il disarmo, il pilastro della non proliferazione si indebolirà
ulteriormente.
Signor presidente, mentre ci prepariamo per la conferenza di revisione del
TNP del 2010, la Santa Sede lancia un appello affinché le questioni difficili e
complesse della conferenza di revisione vengano affrontate in modo imparziale.
Al contempo, la mia delegazione le assicura sostegno pieno ai suoi sforzi per un
risultato positivo di questa sessione.
*L’Osservatore Romano, 8.5.2009 p.2.
|