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64ª SESSIONE
DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELL’O.N.U.
TERZA COMMISSIONE SULL'ITEM 69:
"PROMOZIONE E TUTELA DEI DIRITTI UMANI: QUESTIONI RELATIVE AI
DIRITTI UMANI, INCLUSE STRATEGIE ALTERNATIVE PER MIGLIORARE LA FRUIZIONE
EFFETTIVA
DEI DIRITTI UMANI E DELLE LIBERTÀ
FONDAMENTALI"
INTERVENTO DI S.E. MONS.
CELESTINO MIGLIORE,
OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE
PRESSO L'ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE
New York, 26 ottobre 2009
Presidente,
poiché ci dedichiamo alla promozione e alla tutela dei
diritti umani, sappiamo che è la dignità della persona umana a motivare il
nostro desiderio di impegnarci per lavorare alla realizzazione graduale di
tutti i diritti umani.
Da un po' di tempo ormai le Nazioni Unite esaminano la
nozione di libertà di coscienza a proposito della religione e della libertà
della sua espressione. Ciò si è espresso in particolare nel contesto della
promozione e della tutela dei diritti umani universalmente riconosciuti e
delle libertà fondamentali, della diversità culturale e dell'eliminazione di
tutte le forme di intolleranza religiosa nel mondo.
Il diritto alla libertà di religione, nonostante sia stato
ripetutamente proclamato dalla comunità internazionale e specificato negli
strumenti internazionali nonché nella Costituzione della maggior parte degli
Stati, continua a essere oggi ampiamente violato. Purtroppo, non c'è alcuna
religione al mondo che sia esente dalla discriminazione. Atti di
intolleranza e violazioni della libertà religiosa continuano a essere
perpetrati in molte forme. Infatti, sempre più casi vengono sottoposti
all'attenzione dei tribunali o degli organismi internazionali per i diritti
umani.
Con l'aumento dell'intolleranza religiosa nel mondo, è ben documentato che
quello dei cristiani è il gruppo religioso più discriminato perché
potrebbero essercene ben più di 200 milioni, di differenti confessioni, che
sono in situazioni di difficoltà a causa di strutture legali e culturali che
portano alla loro discriminazione.
In questi ultimi mesi, alcuni Paesi asiatici e mediorientali hanno visto
molte comunità cristiane attaccate, con molti feriti e altri uccisi. Le loro
chiese e abitazioni sono state incendiate. Queste azioni sono state commesse
da estremisti in risposta alle accuse mosse ad alcuni individui, percepiti,
secondo le leggi contro la blasfemia, in un certo qual modo come
irrispettosi dei credi degli altri. In questo contesto, la mia delegazione
vede con favore e sostiene la promessa del Governo del Pakistan di rivedere
ed emendare tali leggi.
Le leggi contro la blasfemia sono diventate troppo facilmente opportunità
per gli estremisti di perseguitare quanti scelgono liberamente di seguire il
sistema di credo di una tradizione di fede differente. Queste leggi sono
state utilizzate per fomentare l'ingiustizia, la violenza settaria e la
violenza fra religioni. I governi devono affrontare le cause che sono alla
radice dell'intolleranza religiosa e abrogare queste leggi che fungono da
strumenti di abuso.
La legislazione che limita la libertà di espressione non può modificare gli
atteggiamenti. Ciò che invece è necessario è la volontà di cambiare.
Quest'ultima si può ottenere efficacemente aumentando la consapevolezza
degli individui, portandoli a una maggiore comprensione del bisogno di
rispettare tutte le persone, indipendentemente dalla loro fede o dalla loro
formazione culturale. Gli Stati dovrebbero astenersi dall'adottare
restrizioni alla libertà di espressione che hanno spesso condotto ad abusi
da parte delle autorità e al mettere a tacere le voci dissenzienti, in
particolare quelle di individui appartenenti a minoranze etniche e
religiose. L'autentica libertà di espressione può contribuire a un maggiore
rispetto per tutte le persone perché può offrire l'opportunità di
pronunciarsi contro violazioni come l'intolleranza religiosa e il razzismo e
di promuovere la pari dignità delle persone.
Il ricorso all'odio e alla violenza contro religioni specifiche che persiste
in vari luoghi suggerisce uno stato mentale caratterizzato da intolleranza.
Per questo motivo è imperativo che le persone delle varie tradizioni di fede
cooperino per accrescere la comprensione reciproca. C'è qui bisogno di un
cambiamento autentico di mente e di cuore. Questo si può raggiungere al
meglio attraverso l'educazione, a cominciare dai bambini e dai giovani,
all'importanza della tolleranza e del rispetto per la diversità culturale e
religiosa.
La cooperazione fra religioni è un prerequisito per la trasformazione della
società e deve condurre a un cambiamento di mente e di cuore affinché si
possa realmente creare una cultura di tolleranza e di coesistenza pacifica
fra i popoli.
Da molti anni questa Organizzazione offre alla comunità internazionale
parametri per ciò che i Paesi devono fare per compiere progressi concreti
nel rispetto dei diritti umani. Un elemento chiave è aderire agli strumenti
fondamentali delle Nazioni Unite sulla libertà religiosa e applicare
fedelmente i principi ivi consacrati cosicché tutte le persone,
indipendentemente dalle loro credenze religiose, ottengano rispetto totale
in conformità alla loro dignità di membri della comunità umana.
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