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64ª SESSIONE
DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELL’O.N.U.
COMITATO SPECIALE POLITICO E SULLA DECOLONIZZAZIONE
(QUARTO COMITATO) SULL'ITEM 31: AGENZIA DELLE NAZIONI UNITE
PER IL SOCCORSO E L'IMPIEGO DEI PROFUGHI PALESTINESI NEL VICINO ORIENTE
INTERVENTO DI S.E. MONS.
CELESTINO MIGLIORE,
OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE
PRESSO L'ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE
New York
Martedì, 3 novembre 2009
Signor presidente,
la mia Delegazione desidera cominciare esprimendo il proprio apprezzamento al
Commissario Generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e
l'impiego dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente per il rapporto annuale
sull'operato dell'agenzia nello scorso anno. Il rapporto del Commissario
Generale, Karen Abu Zayd, è degno di nota per due motivi: è il sessantesimo
anniversario dell'UNRWA e lo scorso anno è stato eccezionalmente difficile per
l'UNRWA.
La mia delegazione coglie l'occasione di esprimere gratitudine e
apprezzamento per i sei decenni di servizio e di assistenza dedicati dall'UNRWA
ai profughi palestinesi. Porgiamo anche sincere condoglianze per i membri dello
staff dell'UNRWA che sono rimasti uccisi o feriti nello svolgimento dei loro
doveri negli ultimi sessant'anni.
L'UNRWA fu creata come organismo temporaneo delle Nazioni Unite con il compito
di aiutare i profughi palestinesi fino a quando la loro situazione non si fosse
giustamente risolta. Ora, sei decenni dopo, l'esistenza stessa dell'UNRWA
rammenta che la questione dei profughi palestinesi resta irrisolta.
Signor presidente,
questa tragica realtà porta la mia Delegazione al secondo punto, ed esattamente
al fatto che questo rapporto riferisce di tragedie e di difficoltà che i
profughi vivono attualmente come hanno già fatto negli ultimi sessant'anni. La
Santa Sede comprende perfettamente in che modo l'attuale situazione ha colpito
la vita di milioni di persone con grande avversità.
Operando con i suoi donatori
e collaboratori di tutto il mondo, la Pontificia Missione per la Palestina,
anch'essa fondata come agenzia temporanea nel 1949, offre attualmente, insieme
con l'UNRWA, educazione, assistenza sanitaria, soccorso, servizi sociali e
programmi per l'impiego ai profughi palestinesi in Giordania, in Libano, nella
Repubblica Araba di Siria, in Cisgiordania e a Gaza.
Signor presidente,
la soluzione del conflitto israelo-palestinese rimane la chiave per risolvere le
così tante situazioni che portano il caos nella regione del Medio Oriente e che
hanno gravi implicazioni nel mondo. Purtroppo, entrambe le parti interessate
falliscono nell'impegnarsi in un dialogo significativo e sostanziale e in una
risoluzione delle dispute per portare stabilità e pace in Terra Santa. Ora più
che mai, la comunità internazionale deve proseguire gli sforzi per facilitare
rapidamente un riavvicinamento delle parti. È ovvio che i mediatori nei
negoziati dovranno mantenere un approccio equilibrato, evitando l'imposizione di
precondizioni da entrambe le parti.
Nella speranza che i numerosi problemi della regione vengano infine risolti
grazie ai negoziati e al dialogo, la mia Delegazione sottolinea ulteriormente
che una soluzione duratura deve includere lo status della Città Santa di
Gerusalemme. Anche alla luce dei numerosi atti di violenza e delle sfide al
libero transito poste dal Muro di Sicurezza, la Santa Sede rinnova il suo
sostegno a "disposizioni internazionalmente garantite, atte ad assicurare la
libertà di religione e di coscienza dei suoi abitanti, come pure l'accesso
permanente, libero e privo di ostacoli ai luoghi santi per i fedeli di tutte le
religioni e nazionalità" (A/RES/ES-10/2).
Infine, esortiamo ancora una volta la comunità internazionale a facilitare
significativi negoziati fra le parti in conflitto. Soltanto con una pace giusta
e duratura, non imposta, ma garantita da negoziati e compromessi ragionevoli, le
aspirazioni legittime di tutti popoli della Terra Santa saranno soddisfatte.
Grazie, presidente.
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