The Holy See
back up
Search
riga

INTERVENTO DELLA SANTA SEDE
ALLA 23¬ CONFERENZA DEI MINISTRI DELL'EDUCAZIONE
DEL CONSIGLIO D'EUROPA

INTERVENTO DELL'ARCIVESCOVO JEAN-LOUIS BRUGU╚S,
SEGRETARIO DELLA CONGREGAZIONE PER L'EDUCAZIONE CATTOLICA,
CAPO DELEGAZIONE DELLA SANTA SEDE

Brdo - Slovenia
Venerdý, 4 giugno 2010

 

Signor Presidente,

vorrei innanzitutto esprimere il ringraziamento della Delegazione della Santa Sede e mio personale alle autoritÓ slovene che ospitano questa Conferenza dei ministri per il loro impegno organizzativo e per la cortesia con la quale ci hanno accolti, in una nazione, che Ŕ nel cuore dell'Europa, luogo di incontro tra le anime slava, latina e tedesca del nostro continente.
La Santa Sede ha seguito con interesse la preparazione di questa 23░ Sessione della Conferenza dei ministri dell'Educazione Europei. Inoltre, ha preso nota (...) dei progetti promossi dal Comitato dell'Educazione del Consiglio d'Europa, rilevando come essi si sforzino di contribuire attraverso l'educazione e la scuola alla costruzione di un'Europa pi¨ solidale e democratica. In quest'orizzonte, anche attraverso il programma di formazione continua degli insegnanti Pestalozzi, il Consiglio d'Europa non ha mancato di dare un contributo importante e significativo.

Per costruire una societÓ democratica stabile e coesa, fondata sul primato del diritto, l'educazione riveste un ruolo fondamentale e la scuola, come luogo di socializzazione viene sempre pi¨ coinvolta in tale sfida.

La Santa Sede attribuisce all'istituzione scolastica un'importanza vitale per il futuro delle nuove generazioni. La scuola, intesa come comunitÓ educativa, Ŕ spazio privilegiato di apprendimento di relazioni sane, oltre che di nozioni e competenze. Essa, inoltre, seguendo il principio di sussidiarietÓ, amplia l'azione di inserimento sociale iniziata dalla famiglia. Sono i genitori, infatti, i primi educatori dei figli e tale ruolo deve essere rispettato anche dalla scuola.

Nella comunitÓ scolastica hanno un ruolo essenziale gli insegnanti. La Santa Sede nutre non solo rispetto e ammirazione per l'insegnante ma lo considera come depositario di una specifica vocazione e missione. Infatti, l'educatore, il maestro, l'insegnante sono chiamati, collaborando con i genitori nello svolgimento del loro compito, a servire la vita, il futuro. ╚ davvero grande la missione dell'insegnante: essa ha un altissimo spessore morale, Ŕ tra le pi¨ alte e creative dell'uomo. Pertanto, Ŕ auspicabile che ogni insegnante acquisti la massima coscienza dell'importanza, ricchezza e responsabilitÓ del suo compito e si sforzi di rispondere a quanto esso esige attraverso una adeguata formazione professionale, sia iniziale che permanente, con la consapevolezza che il suo servizio Ŕ fondamentale per la costruzione e il costante rinnovamento della societÓ. D'altro canto Ŕ necessario che anche la societÓ riconosca e apprezzi tale servizio, lo consideri indispensabile per il bene comune e di conseguenza le pubbliche autoritÓ promuovano e sostengano con adeguate politiche la missione degli insegnanti.

L'educazione scolastica, tanto pi¨ quando mira a formare ai valori, al rispetto della dignitÓ dell'uomo e alla responsabilitÓ verso la societÓ, non pu˛ essere opera del singolo. Essa si sviluppa in vari percorsi didattici, diverse discipline, rapporto con il territorio ed Ŕ frutto della collaborazione dell'intera comunitÓ educativa, aperta ai partenariati con la societÓ civile. In tale contesto il dialogo diviene strumento importantissimo per il conseguimento degli obbiettivi didattici e pedagogici, che portano lo studente a scoprire nell'altro un "tu" da amare e rispettare, mai da dominare o da asservire, che lo predispongono a essere nella societÓ democratica parte attiva e responsabile.

Signor Presidente,
Il servizio che gli insegnanti sono chiamati a svolgere per una societÓ democratica stabile, rispettosa della persona umana nella sua globalitÓ, non esclusa la dimensione religiosa, richiede politiche efficaci che portino a un rafforzamento del ruolo sociale e del prestigio della professione docente. Da parte sua la Santa Sede nelle sue istituzioni continuerÓ a sostenere la formazione continua e permanente degli insegnanti e a motivarne le scelte.

Tale impegno nasce dalla consapevolezza espressa nella dichiarazione Gravissimum educationis che: "Tutti gli uomini di qualunque razza, condizione ed etÓ, in forza della loro dignitÓ di persona, hanno il diritto inalienabile a una educazione che risponda al proprio fine, convenga alla propria indole, alla differenza di sesso, alla cultura e alle tradizioni del loro Paese, e insieme aperta a una fraterna convivenza con gli altri popoli al fine di garantire la vera unitÓ e la vera pace sulla terra" (Gravissimum educationis, 1).

 

top