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14¬ SESSIONE ORDINARIA DEL CONSIGLIO DEI DIRITTI DELL’UOMO SULLA MORTALIT└ MATERNA

INTERVENTO DI S.E. MONS. SILVANO M. TOMASI,
OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE
PRESSO L'UFFICIO DELLE NAZIONI UNITE
ED ISTITUZIONI SPECIALIZZATE

Ginevra
Lunedý
, 14 giugno 2010

 

Presidente,

la mia delegazione, basandosi sull'impegno e sull'esperienza importanti della Chiesa Cattolica nell'assistere le madri e i neonati, fin dall'inizio, specialmente attraverso i suoi ospedali e le sue cliniche pediatriche e per la maternitÓ, desidera esprimere le proprie pressanti preoccupazioni per il numero scioccante di morti materne che continuano a verificarsi e che indicatori affidabili stimano essere 350.000 l'anno, soprattutto fra le popolazioni pi¨ povere, pi¨ emarginate e prive di diritti (secondo uno studio recentemente pubblicato nel giornale medico "The Lancet" [vol. 375, n. 9.726, pp. 1609-1623, 8 maggio 2010] per annum si verificano circa 350.000 morti materne in tutto il mondo; per l'Oms e l'Unicef questi decessi sono 500.000 ogni anno. La differenza Ŕ attribuibile alle diverse modalitÓ di sondaggio).

L'approccio della Santa Sede alla mortalitÓ materna Ŕ olistico perchÚ accorda prioritÓ ai diritti della madre e del bambino, sia al neonato sia a quello che attende di nascere nel seno materno. Non sorprende la stretta correlazione fra statistiche sulla mortalitÓ materna e quelle sulla mortalitÓ neonatale, che indica che molte misure volte a combattere la mortalitÓ materna, di fatto, contribuiscono anche a un'ulteriore riduzione della mortalitÓ infantile. Inoltre, non dovremmo dimenticare che 3 milioni di bambini muoiono ogni anno durante la prima settimana di vita, altri 3 milioni nascono morti, 2,3 milioni di bambini muoiono ogni anno durante il primo anno di vita.

Presidente,

miglioramenti nella riduzione della mortalitÓ materna sono stati resi possibili grazie a un reddito pro capite pi¨ alto, tassi pi¨ elevati di educazione delle donne e una maggiore disponibilitÓ di assistenza sanitaria di base, inclusi "abili ostetrici". Uno studio recente sulla mortalitÓ materna ha suggerito che in Africa essa potrebbe essere ridotta in maniera significativa se le madri sieropositive avessero accesso ai farmaci antiretrovirali. La disponibilitÓ di assistenza ostetrica, incluso l'approvvigionamento di cure pre e post natali universali, e un adeguato trasporto nelle strutture sanitarie (quando necessario), abili ostetrici, una scorta di sangue sano e di acqua potabile, antibiotici appropriati e l'introduzione dell'etÓ minima di 18 anni per contrarre matrimonio, sono tutte misure che potrebbero essere di beneficio sia alle madri sia ai loro bambini. Inoltre Ŕ molto importante che, se la comunitÓ internazionale desidera ridurre effettivamente i tassi tragici di mortalitÓ materna, il rispetto e la promozione del diritto alla salute e dell'accesso ai farmaci non siano soltanto dichiarati, ma anche concretizzati dagli Stati nonchÚ dalle organizzazioni non governative e dalla societÓ civile.

Presidente,

politiche volte a combattere la MortalitÓ Materna e la MortalitÓ Infantile devono trovare un equilibrio delicato fra i diritti della madre e quelli del bambino, che sono entrambi portatori di diritti, il primo dei quali Ŕ il diritto alla vita. Le cliniche e gli ospedali per la maternitÓ sostenuti dalla Chiesa Cattolica fanno proprio questo:  salvano la vita sia della madre sia del bambino, nato o nascituro.

Grazie Presidente

 

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