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DISCORSO DEL CARD. TARCISIO BERTONE
AL TERMINE DEL CONCERTO DI NATALE
PER LA CULTURA UNIVERSITARIA EUROPEA

Basilica di Santa Maria Maggiore
Marted́, 12 dicembre 2006

 

Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell'Episcopato
e nel Sacerdozio,
gentili Signore e Signori,
cari giovani!

Il concerto al quale questa sera abbiamo avuto la gioia di assistere, assume un significato particolare in questa stupenda Basilica di Santa Maria Maggiore, la prima costruita in Occidente in onore della Madonna. Siamo ormai alle porte del Santo Natale, e proprio qui è conservata una preziosa reliquia, almeno tale ritenuta dalla costante tradizione popolare:  si tratta di poche assicelle di legno di quella mangiatoia che accolse alla sua nascita il divin Redentore. Esse sono esposte in un'artistica teca a forma di urna realizzata dal Valadier e custodita nell'ipogeo di questo altare centrale. Inoltre, il Papa Sisto III - siamo nel V secolo - eresse qui la cappella che imitava la grotta della natività di Betlemme, e proprio in quella cappella celebrava la Messa solenne la Notte di Natale. È dunque in questa Basilica che ebbe inizio la bella tradizione della Messa della Notte a Natale.

Ben s'intona pertanto in quest'ambiente spirituale, in questo tempio dedicato a Santa Maria Maggiore, chiamata per un tempo anche Santa Maria ad Praesepe, l'esecuzione dell'Oratorio intitolato "Il Natale del Redentore", composto nel 1899 da Lorenzo Perosi, che fu il più famoso interprete di musica sacra in Italia, vissuto tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento. L'inconfondibile stile "popolare" con cui anche in questa opera il Perosi interpreta l'arte liturgica e sacra ci ha fatto rivivere il mistero del Natale di Cristo. A questo mistero ci siamo avvicinati meditando, aiutati dalla mirabile esecuzione dell'Orchestra del Conservatorio di Roma "Santa Cecilia" e del Coro Interuniversitario di Roma con l'aggiunta dei cori delle Università e dei Conservatori del Lazio e del Coro del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma sotto la valente direzione del Maestro Valentino Miserachs, Preside del medesimo Pontificio Istituto e Direttore della Cappella di questa Basilica. Come non ringraziare allora il Maestro, i musicisti, i coristi e tutti gli interpreti per averci come presi per mano ed accompagnati nell'assaporare la ricchezza spirituale del Natale del Signore! Grazie veramente di cuore. È stato un provvidenziale momento comunitario di meditazione in preparazione al Natale ormai prossimo.

Un grazie sincero vorrei rivolgere a chi ha organizzato questa iniziativa, frutto della collaborazione tra il Ministero dell'Università (Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica), la Radio Vaticana e l'Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato. Ai vari responsabili - sarebbe lungo elencarli uno per uno - il mio grato pensiero unito all'incoraggiamento a proseguire in questa proficua e quanto mai opportuna cooperazione. Un cordiale saluto indirizzo a tutti i presenti:  ai Signori Cardinali, agli Eccellentissimi Prelati della Curia Romana e del Vicariato di Roma, agli illustri membri del Governo, agli Eccellentissimi Ambasciatori, alle Autorità civili e militari, alle Personalità del mondo della scuola e della cultura, a quanti hanno preparato e contribuito in vario modo alla realizzazione di questa serata. Un grazie sincero anche al Signor Cardinale Arciprete della Basilica, che ci ospita, e ai suoi collaboratori del Capitolo e della Basilica.

Ma un pensiero tutto speciale vorrei rivolgere a voi, cari giovani, in particolare alla delegazione della Bulgaria e dell'Albania, tra le quali è avvenuto il passaggio dell'Icona di Maria Sede della Sapienza. In questi giorni avete preso parte alla Convention Europea dei Giovani Universitari sul tema "La carità intellettuale, via per una nuova cooperazione tra Europa ed Asia". Un grazie di cuore a chi l'ha promossa e organizzata:  al Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa in collaborazione con l'Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma e la Regione Lazio. Quello di questa sera - come è stato sottolineato - è un "Concerto per la Cultura Universitaria Europea". In un tempo di grandi cambiamenti sociali, qual è la nostra epoca, anche da una manifestazione come l'odierna, possiamo trarre un utile spunto di riflessione e di dialogo.

Ascoltando l'Oratorio di Perosi, ci è stato possibile attraversare idealmente oltre due millenni di storia per sostare in silenziosa contemplazione dinanzi al Bambino di Betlemme, il Dio che si è fatto uomo per noi. È un fatto storico e un evento di salvezza, che ha segnato la vita e la cultura non solo dell'Europa, bensì dell'intera umanità. Siamo andati alle radici della fede cristiana e della storia dell'Europa e anche dell'Asia, trovandosi la terra dove nacque Gesù, in Medio Oriente. Nella notte di Betlemme si è aperto per ogni uomo di buona volontà uno scenario di speranza e di pace.

Nell'annuncio degli Angeli, che il Natale ogni anno ci ripropone, trova forza la spinta di amore che muove voi, giovani, verso una nuova cooperazione non solo tra Europa ed Asia, ma con ogni altro Continente. Gesù è venuto perché l'umanità non si stanchi di percorrere con paziente tenacia la strada della fraternità e della pace. È questo l'augurio natalizio che formulo a tutti voi qui presenti; un augurio che accompagno con le belle parole di san Gregorio Nazanzieno: "Cristo nasce, cantate gloria: Cristo scende dal cielo, andategli incontro; Cristo è in terra, alzatevi". Buona notte a voi tutti!

 

 

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