|
VISITA DEL CARDINALE SEGRETARIO DI STATO TARCISIO
BERTONE IN ARMENIA E AZERBAIGIAN
VISITA ALL’ORFANOTROFIO DELLE
SUORE ARMENE DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE
DISCORSO DEL CARDINALE
TARCISIO BERTONE
Gyumri (Armenia)
Martedì, 4 marzo 2008
Eccellenza carissima,
reverendi Padri,
care Suore Armene dell'Immacolata Concezione,
rivolgo un fraterno saluto all’Ecc.mo Vescovo Michele, Pastore della Chiesa
Armena Apostolica in questa Diocesi di Shirak. Sono particolarmente lieto che i
suoi studi a Roma, nel Pontificio Istituto Orientale, gli abbiano permesso di
conoscere la Chiesa Cattolica e che questa abbia potuto offrirgli qualche
strumento utile per la sua vita di cristiano e di pastore. Auguri alla sua
comunità, Eccellenza! Cerchiamo di mostrare sempre la nostra stima e il nostro
amore reciproci.
Cari ragazzi e ragazze, avevo tanto sentito parlare di voi e delle cose
meravigliose che fate in questa casa ed ho deciso di venirvi a trovare. Dopo
quello che ho visto, capisco perché tutti abbiano tanta stima della vostra
istituzione. Certo, cari amici, ci sono stati momenti tristi nella vita. Ma il
Signore, che è sempre un buon papà, dà ai suoi figli più di quello che è stato
loro tolto. Voi avete incontrato le Suore Armene, che vi hanno aiutato a
ritrovare il sorriso, a sentire la gioia di vivere. Qui vi preparate a guardare
al vostro futuro pieni di speranza. Avete ricevuto una formazione che spesso
nemmeno i ricchi e i fortunati possono avere. Per questo ringraziate il Signore
dei doni che ciascuno di voi ha ricevuto. Anch'io ho lavorato tanto con giovani
che avevano situazioni difficili. Ho dedicato la mia vita ad aiutarli a
crescere, seguendo un santo sacerdote italiano che ha fatto cose straordinarie
per loro: si chiamava Padre Giovanni Bosco. Oltre che ai vostri santi armeni, vi
affido anche a lui, perchè siate sempre coraggiosi e forti.
Care Sorelle, non bastano le parole per esprimervi la gratitudine della
Chiesa per quanto fate. Io credo che restituire la dignità a un bimbo abbia da
Dio una benedizione speciale. Iddio ricompensi ampiamente ciascuna di voi e la
vostra Congregazione. Un saluto alla cara Madre Generale, che prima di essere
inviata a Roma nel suo presente incarico, ha trascorso anni in queste terre e in
tempi ancor più difficili dei presenti. So che non dimenticherà di sostenervi in
modo tutto particolare grazie a Suor Arousiag, che so instancabile fin dagli
inizi della vostra presenza in Armenia. Lei non ha risparmiato le sue forze e
con santa fantasia non ha cessato di elaborare progetti di bene per voi. Dio La
benedica, cara sorella.
Vi ringrazio ancora di questo bel momento comune, e su tutti voi ora invoco
la Benedizione che il Santo Padre, il Papa Benedetto XVI, mi ha chiesto di
impartirvi con affetto.
|