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INDIRIZZO DI SALUTO DEL CARDINALE TARCISIO BERTONE,
SEGRETARIO DI STATO, IN OCCASIONE DELLA FESTA
DI SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO
PRESSO IL PONTIFICIO COLLEGIO RUSSICUM

15 maggio 2008

  

Reverendo Rettore,
Reverendi Padri,
cari professori e alunni del Pontificio Collegio
Russicum,

con grande piacere ho accettato il vostro invito a prendere parte a questa preghiera liturgica, in rito bizantino slavo, in onore di Santa Teresa di Lisieux, con cui si aprono le manifestazioni celebrative per commemorare la posa della prima pietra del Collegio Russicum avvenuta ottanta anni fa, e precisamente l’11 febbraio 1928. Le cronache del tempo dettero grande risalto all’evento e ci informano che intervenne il Cardinale Luigi Sincero, Presidente della Commissione Vaticana Pro Russia, attorniato da altri Eminentissimi Porporati, Prelati e Rappresentanti del clero orientale, fra i quali anche esponenti del Collegio Greco.

La mia presenza questa sera vuole anzitutto essere un omaggio al servizio che il vostro Collegio ha reso in questi otto decenni e che continua a rendere alla Chiesa con impegno generoso. Nel Simposio, che avete tenuto questo pomeriggio, avete ricordato i Rettori che si sono succeduti, ed in modo speciale P. Paul Mailleux, SJ, Delegato del Padre Generale per le opere e l’apostolato russo della Compagnia di Gesù dal 1964 al 1973 e Rettore del vostro Pontificio Collegio dal 1966 al 1977. Sono qui per trasmettere l’espressione dei grati sentimenti del Santo Padre Benedetto XVI nei confronti della Compagnia di Gesù e dei tanti professori e collaboratori che in questo lungo lasso di tempo hanno contribuito a rendere il Russicum un vero “cenacolo” di spiritualità e di arricchimento culturale. Sua Santità mi ha chiesto di far pervenire a ciascuno di voi il suo saluto e la sua benedizione. Egli segue con paterna benevolenza le vostre attività scientifiche, pastorali e dottrinali e conosce bene il prezioso collegamento che il Collegio, pur non ospitando un gran numero di alunni provenienti dalla Russia, opera tra Roma, cuore del mondo cattolico, e la tradizione della Russia cristiana. Il vostro Collegio, proprio in questa ottica, è stato sin dall’inizio un centro di provvidenziale azione missionaria ed evangelizzatrice.

Non è un caso se l’allora Pontefice Pio XI, di venerata memoria, volle porre il Collegio Russicum sotto la speciale protezione di Santa Teresa del Bambino Gesù, Dottore della Chiesa e patrona delle Missioni. Essa viene qui invocata come protettrice quindi di tutti coloro che, frequentando questo luogo, si preparano con spirito missionario a servire i fedeli che abitano dal Baltico al Mar Nero, includendo i vasti territori dell’Asia settentrionale. Lo stesso spirito missionario, che sostenne la santa Carmelitana di Lisieux, lungo la sua breve ma intensa vita, non può non animare – fu questo l’intendimento di Papa Achille Ratti – quanti in questo vostro centro formativo si sono preparati e continuano a prepararsi per essere in primo luogo annunciatori e testimoni del Vangelo. Nei primi anni, chiamati “anni d’oro” del Collegio gli studenti dovevano impegnarsi per una intensa e dinamica vita spirituale dal momento che si diceva: “debemus preparere martyres”. Oggi certamente i tempi sono mutati, ma resta sempre attuale e prioritaria l’’esigenza fondamentale che, con saggezza profetica, intuì la piccola Teresa: portare l’amore nel cuore di ogni realtà. Fu appunto questa la sua vocazione, e questa fu anche la vocazione che sin dai primi passi continua ad essere additata a quanti vivono ed operano in questo Collegio: “nel cuore della Chiesa, mia Madre,- scrisse Teresa di Lisieux - io sarò l’amore”. (A.M. Sicari, Ritratti di Santi, Jaca Book, 1996, p. 592).

Voi siete chiamati a realizzare questa vocazione missionaria nel contesto specifico dei contatti con la Chiesa ortodossa russa. Con il Concilio Vaticano II, e più in particolare con il decreto Unitatis Redintegratio del 1964, si è aperta al riguardo una nuova stagione, carica di speranze e di frutti. E’ la stagione del dialogo, dell’incontro fraterno che favorisce l’ascolto e il rispetto reciproco, ponendo così le basi per un promettente e fecondo cammino ecumenico. Il fatto che ospiti studenti dell’Europa centro-orientale (cattolici di rito latino, ortodossi, greco cattolici) permette al Collegio di essere un luogo dove si vive e si pratica quest’incontro fraterno, e dove si cresce nell’apertura e nel rispetto reciproci, fondamento di ogni autentico dialogo ecumenico. Quanto mai opportuno è l’orientamento che guida la formazione nel Collegio: vostro obiettivo è infatti aiutare i futuri pastori di anime, appartenenti a varie Chiese dell’Europa centro- orientale, ad assumere atteggiamenti che favoriscano una effettiva collaborazione pastorale, culturale e caritativa costantemente guidata dall’anelito all’unità. Ed in questo senso, il lavoro che voi fate potrebbe assumere un valore “profetico”, vivamente incoraggiato dal Santo Padre. Ma perché ciò avvenga - è utile ribadirlo ancora una volta – è importante acquisire una solida spiritualità.

 Celebrando l’80° anniversario della posa della prima pietra di questo Collegio, il pensiero va spontaneo alla “pietra” sulla quale ogni edificio spirituale si edifica, ossia la pietra angolare che è Cristo, Capo del corpo mistico che è la Chiesa, dal quale ogni membro riceve energia e vita. A tutti pertanto viene l’invito ad essere “pietre” vive di un “edificio” vivo mediante un’esistenza interiormente unita a Cristo e fedele al suo insegnamento. L’unione con Cristo è il segreto di ogni “successo” apostolico; la comunione con Lui è la sorgente dell’unità e della fraterna cooperazione che Egli stesso chiama i suoi discepoli a costruire dappertutto. Rendendo fruttuosa ed efficace questa unione, i cristiani costruiscono pazientemente quella rete di rapporti fraterni che superano e rimarginano le divisioni laceranti del Corpo dell’unico Signore, per mostrare al mondo la bellezza luminosa del volto di Dio manifestatosi agli uomini nel suo Figlio unigenito.

Reverendo Rettore, reverendi Professori, cari alunni, mentre nuovamente vi ringrazio per l’invito che mi avete rivolto e che con gioia ho accolto, formulo di cuore ogni più fervido augurio per il vostro lavoro, che vi invito a proseguire con entusiasmo e generosità. Invoco a tale scopo su di voi la materna assistenza della Tutta-Santa, la sempre Vergine Maria, e della vostra Patrona, Santa Teresa del Bambino Gesù, e di sant’Antonio Abate a cui è intitolata questa vostra chiesa.

         

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