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VISITA UFFICIALE IN BIELORUSSIA DELL'EM.MO CARD. TARCISIO BERTONE,
SEGRETARIO DI STATO (18-22 GIUGNO 2008)

DISCORSO IN OCCASIONE DEL PRANZO OFFERTO IN ONORE
DELL'EM.MO CARDINALE SEGRETARIO DI STATO
DAL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI

20 giugno 2008

 

Signor Ministro,
illustri Signori e Signore,

al termine di questo cordiale incontro conviviale, c’è una parola che sorge spontanea dal mio cuore: grazie! La ringrazio anche per le sue gentili parole, e colgo l’opportunità per salutare la sua gentile Signora, la sua famiglia e le persone che Le sono care.

Ringrazio quanti hanno preparato il pranzo; ringrazio coloro che con la loro presenza hanno onorato questo momento significativo della mia visita. E’ vero: sono di grande valore ed interesse gli incontri ufficiali, le celebrazioni liturgiche, gli atti accademici, ma di non meno importanza ed efficacia sono le pause conviviali, che favoriscono il dialogo spontaneo ed amichevole e facilitano la reciproca conoscenza ed intesa. Quante volte, è proprio nel corso di pranzi o cene, seduti cioè attorno alla comune tavola, che si giunge più facilmente ad accordi ricercati con riunioni di concertazione e lunghi colloqui bilaterali o multilaterali.

Grazie per avermi offerto questo pranzo, testimonianza di quella cordiale ospitalità, che contraddistingue il popolo bielorusso. Si tratta, Signor Ministro, di un amichevole gesto che si collega al primo incontro ufficiale che, appena giunto in questa nobile Terra, ho avuto con Lei nella sede del suo importante ufficio: una riunione di lavoro molto proficua, che ha facilitato ancor più la reciproca conoscenza e i rapporti diplomatici tra la Repubblica di Bielorussia e la Santa Sede.

Le vorrei ora domandare, Signor Ministro degli Affari Esteri, di trasmettere il mio grato pensiero e i miei saluti al Signor Primo Ministro, S.E. il Sig. Sergei Sergeevich Sidorsky, il quale a suo tempo mi ha rivolto il gradito invito a venire in visita in questo vostro Paese, dandomi così la possibilità di conoscerne personalmente le realtà, le potenzialità e gli sforzi per costruire un armonioso sviluppo economico e sociale.

A Lei debbo uno speciale ringraziamento per il contributo che ha dato personalmente all’organizzazione di questo mio soggiorno unitamente ai suoi collaboratori, in particolare insieme all’Ambasciatore della Bielorussia presso la Santa Sede e in stretta intesa con il Nunzio Apostolico S. E. Mons Martin Vidović, unitamente al Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici della Bielorussia, S. E. Mons. Aleksander Kaszkiewicz, il Signor Cardinale Kazimiers Świątek ed i Vescovi delle altre Diocesi, come pure il Visitatore per i fedeli di rito bizantino in Bielorussia.

Per suo cortese tramite, mi preme inoltre ringraziare gli Alti Dirigenti dello Stato e le diverse Autorità nazionali, regionali, provinciali e locali che ho avuto modo già di incontrare o che conoscerò in occasione delle celebrazioni e delle manifestazioni dei prossimi giorni previste dal programma di questa mia visita.

Sentimenti di viva gratitudine affido a Lei, Signor Ministro, soprattutto perché li trasmetta al Signore Presidente della Repubblica di Bielorus’, S. E. il Signor Aleksander Gregorović Lukasenko, che proprio questa mattina mi ha ricevuto nella sua residenza. E’ stata una occasione veramente importante e propizia per comunicare al primo Cittadino ed, attraverso di lui, a tutti i compatrioti, la vicinanza spirituale e l’affetto di Sua Santità Benedetto XVI, che ama il popolo bielorusso e lo segue con la sua preghiera.

Mi sia permesso, Signor Ministro e graditissimi convitati, ripetere quanto già ho avuto modo di dire al Presidente della Repubblica, che cioè la Santa Sede è vicina a questo nobile popolo e vuole sostenerne con convinta partecipazione ogni processo di autentico sviluppo.

Il Papa Benedetto XVI ed i suoi collaboratori sono amici dei bielorussi dei quali comprendono l’animo ricco di speranza. Per questo vorrei qui ripetere che la Santa Sede intende proporre al Governo una collaborazione, oltre che a livello bilaterale, anche nei forum internazionali in favore della pace fra i popoli e l’autentico progresso dell’umanità. Tanto più efficace sarà questa intesa e questa collaborazione quanto più s’intensificheranno i contatti bilaterali, franchi ed aperti, con l’unico scopo di ricercare insieme il bene comune. Contatti che passano specialmente attraverso quei “canali privilegiati” di entrambi le parti che sono l’Ambasciatore della Bielorussia presso la Santa Sede e il Rappresentante del Santo Padre in Bielorussia.

Come Sua Santità Benedetto XVI ha affermato in occasione della presentazione delle credenziali del vostro Ambasciatore in Vaticano, e come io stesso ho ripetuto incontrando i Vescovi cattolici questa mattina stessa, l’auspicata collaborazione tra la Chiesa e lo Stato non può che svolgersi nel rispetto delle reciproche competenze e degli specifici ambiti di azione. La Chiesa, da parte sua, rispetta le pubbliche Autorità e chiede per sé nessun privilegio di sorta, ma desidera semplicemente che le sia permesso di espletare la sua azione unicamente volta al bene non solo dei cattolici bensì di tutti i cittadini

Signor Ministro, cari amici convitati, rinnovando il mio grazie per la cortesia che il Governo usa in questi giorni a me e a quanti mi accompagnano, invoco la protezione di Dio su questo Paese, che guarda con speranza al proprio futuro. Un futuro che sarà tanto più sereno e vantaggioso per tutti, quanto più sarà costruito con l’apporto di tutti. Iddio Benedica la Bielorussia e i suoi abitanti!

       

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