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SANTA MESSA CON LE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA
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OPERA FEMMINILE DON GUANELLA
OMELIA DEL CARD. TARCISIO BERTONE, SEGRETARIO DI STATO
27 giugno 2008
R.ma Superiora Generale delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza,
R.mo Superiore Generale dell’Opera Don Guanella,
cari Suore,
fratelli e sorelle,
sono venuto volentieri a farvi visita e vi ringrazio di cuore per
l’invito che mi avete rivolto a condividere con voi i vari anniversari che
quest’anno commemorate. So che tra di voi ci sono consorelle che hanno preso
parte agli incontri della Scuola di spiritualità guanelliana e ai corsi di
formazione permanente, oltre a quelle che lavorano qui a Roma e in particolare
nel Centro Ricerca. Un saluto cordiale rivolgo al Superiore Generale dell’Opera
don Guanella, don Alfonso Grippa, e agli altri confratelli presenti. Possiamo
dire che questa familiare celebrazione liturgica vede idealmente riunita
l’intera famiglia guanelliana. La mia presenza tra voi intende essere un gesto
di apprezzamento e di riconoscenza da parte della Santa Sede per il bene che da
cento anni compie la vostra Opera qui, a Roma. Sono pertanto contento di
trasmettervi in primo luogo il saluto e la paterna benedizione di Sua Santità
Benedetto XVI, il quale rende grazie al Signore per i due centenari che celebra
quest’anno l’istituto delle Suore Guanelliane: nel gennaio del 1908 veniva
inaugurata la Casa San Pio X, mentre nel settembre dello stesso anno venne approvato l’Istituto
delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza. Due eventi quanto mai importanti
e significativi non solo e non tanto per la vostra Congregazione, ma per la Chiesa tutta intera.
Nella prima Lettura, il profeta Isaia invita alla gioia e alla fiducia anche nei
momenti difficili perché il Signore assicura un costante sostegno al suo popolo:
“Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò”. E’ un’esortazione a
fidarsi di Dio e della sua Provvidenza. Gli eventi della vita e della storia
vanno sempre letti alla luce dei misteriosi disegni della divina Provvidenza, i
cui contorni definitivi sfuggono a noi che ci troviamo immersi nel mezzo delle
vicende quotidiane. Le ricorrenze giubilari, come queste, costituiscono
occasioni preziose per verificare il cammino percorso e contemplare i prodigi
compiuti dalla Provvidenza. Al tempo stesso, queste felici circostanze sono uno
stimolo a rispondere con rinnovato entusiasmo alle esigenze mutevoli dei tempi,
mantenendo inalterato il carisma delle origini. E’ come se fossimo chiamati dal
Signore a vivere un nuovo inizio, ad essere i “fondatori” oggi, contando come
fece il Fondatore don Guanella sull’aiuto della divina Provvidenza. Attuale ed
opportuna suona questa sua esortazione: “Quando una delle nostre opere si fonda sopracotali pietre (la fiducia nella Divina Provvidenza), il suo avvenire è assicurato,
perché sopra di essa il manto della Divina Provvidenza si stende materno e benefico, e Iddio la prospera e benedice”.
Ed aggiunge: “Mi preme invitare tutti ad avere una gran Fede nella Provvidenza del Signore, il qualeci assisterà sempre, come sempre ci ha assistiti;e questa fede viva e il riguardo alle risorse umane che non ci mancano dissipino, in ogni circostanza qualsiasi ombra di
dubbio e di scoraggiamento”.
Con lo sguardo della fede, ricolmo di gratitudine per quanto la Provvidenza ha realizzato sinora, torniamo dunque questa sera ai due avvenimenti che
intendiamo commemorare: l’inaugurazione della Casa San Pio X, e l’approvazione
del vostro Istituto, care sorelle, “Istituto di santa Maria della Provvidenza”.
Mi piace qui sottolineare il legame che unisce, in qualche modo, la vostra
famiglia religiosa a quella salesiana. Il salesiano Giovanni Marenco, che con
tutta probabilità don Guanella aveva conosciuto a Torino negli anni 1875-78 e
divenuto in seguito, nel 1909, vescovo di Massa Carrara, era presente
all’inaugurazione ufficiale della Casa San Pio X e fu proprio lui ad impartire,
dopo il canto del Te Deum, la benedizione. A distanza di cento anni, è
ancora un salesiano, Cardinale Segretario di Stato di Sua Santità, a commemorare
con voi questi inizi e ad incoraggiarvi a proseguire con immutata generosità
nelle attività intraprese, ricordando quanto amava ripetere don Guanella: “Noi siamo come pulcini sotto le ali della Divina Provvidenza: dobbiamo in tutto e sempre affidarci a quella Divina Provvidenza, che tutto
dispone in tempo, in peso e in misura”. Mi felicito con voi specialmente per il
vostro attrezzato Centro Ricerca e per quanto avete compiuto nell’arco di un
secolo a favore dei disabili. Ne ho letto con vivo interesse un ampio resoconto
nel volume “Quelle di nessuno”, che racconta un’altra bella pagina di
carità cristiana, scritta dalla vostra Congregazione, a favore delle fasce
sociali più svantaggiate di questa città. La Casa San Pio X fu in effetti la prima opera assistenziale, che non fosse un
manicomio, a farsi carico concretamente delle donne malate nel corpo e nella
mente. Ancora una volta – come voi opportunamente sottolineate- la Chiesa è in prima linea silenziosamente, ma efficacemente nel venire incontro a
quanti la società emargina e assai spesso abbandona a se stessi. Possa il
vostro Fondatore affermare anche di voi: “Felici quelle religiose che la Divina Provvidenza elegge a essere pietre vive d'un asilo, dove altre anime pure si consacreranno generosamente a raccogliere l'orfano, il derelitto e la vedova!”.
L’altro evento che commemoriamo è proprio l’approvazione del vostro Istituto
delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza, avvenuta, come dicevo, nel
settembre del 1908. Si tratta di fatti che voi ben conoscete, ma vale la pena
rievocarli brevemente perché ci aiutano a sottolineare il rapporto di fiducia e
di affetto che legò don Guanella a Pio X. Si erano conosciuti nel 1891, questo
Papa Sarto era allora Vescovo di Mantova, e tra di essi si era stabilito un
legame speciale che andò intensificandosi dopo la sua elezione a Sommo
Pontefice. Ben 42 furono gli incontri che don Guanella ebbe con san Pio X, segno
di un’amicizia davvero singolare. Ed è alla luce di questo rapporto, di questa
speciale predilezione pontificia che va collocata l’approvazione della vostra
Congregazione, quasi come un dono da parte del Papa che quello stesso anno, il
16 novembre 1908, celebrava un doppio giubileo: sacerdotale ed episcopale.
Finalmente, dopo varie fasi alterne e intricate vicende, per l’Istituto che il
Fondatore aveva sempre seguito personalmente, arrivò l’ora del riconoscimento
definitivo: dopo circa un trentennio di faticosa ricerca della volontà di Dio,
le Figlie di Santa Maria della Provvidenza potevano godere dell’abbraccio
materno della Chiesa. Lungo e difficile fu il percorso, ma costantemente guidato
dalla Provvidenza Divina. Bambini poveri e bisognosi, malati psichici, in
particolare le donne, allora ancor più emarginate, trovarono finalmente una
famiglia e una casa dove essere accuditi dalle mani amorevoli e vigili delle
Figlie di Santa Maria della Provvidenza.
Lo sguardo si volge ora naturalmente alla Madonna, che in questa chiesa venerate
con il titolo di Santa Maria della Provvidenza, protettrice dell’intera Opera
don Guanella. Abbiamo ascoltato, nella pagina evangelica delle Nozze di Cana, le
parole che la Madre di Gesù, accortasi che il vino era finito, rivolge a suo Figlio: “Non
hanno più vino”. Premure di una madre, e che Madre! Dopo la risposta
apparentemente dura di Cristo, Lei, senza per nulla esitare, si rivolge questa
volta ai servi e li invita così: “Fate quello che vi dirà”. Il resto è noto: il
miracolo, il primo di Gesù, salva la festa degli sposi ed anticipa un dono molto
più importante per tutti noi, il dono dell’Eucaristia in cui Cristo, si offre in
sacrificio facendosi per noi nutrimento di eterna salvezza. All’inizio, come
alla fine del ministero di Gesù, c’è sua Madre, Maria. Mentre la Chiesa muoveva i primi passi era presente nel Cenacolo ancora Lei, la Madre del Signore che non cessa di accompagnare il Popolo di Dio nel suo
pellegrinaggio terreno.
Alla Madonna della Provvidenza il beato Luigi Guanella affidò tutte le case del
suo Istituto. “Madonna della Provvidenza e Madonna del Lavoro”, la chiama in un
suo scritto; in Lei – esortava - dobbiamo riporre la nostra confidenza e la
nostra speranza: “Essa è la gioia e la protezione di quanti confidano in Lei.
Come Maria, dobbiamo piantare nel nostro cuore la Croce di Gesù Cristo”. Continui la Madonna della Provvidenza a vegliare su di voi e sulle vostre attività.
Intercedano per voi il Beato Fondatore, del quale ricordiamo i 100 anni dalla
professione perpetua e la Beata Chiara Bosatta, di cui ricorre sempre quest’anno il 150° anniversario della
nascita. In soli 28 anni di vita terrena, questa vostra sorella riuscì a
raggiungere la perfezione vivendo in pienezza le beatitudini evangeliche. Sia
per voi, care suore, un esempio e un incoraggiamento a camminare sulla strada
della perfetta carità: amore verso Dio e i fratelli. Amen!
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