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INAUGURAZIONE
DELLA CASA DI
BELLOSGUARDO
PER
L’ACCOGLIENZA
DELLE FAMIGLIE
DEI PICCOLI
PAZIENTI
DELL’OSPEDALE
PEDIATRICO
BAMBINO GESÙ
INDIRIZZO DI SALUTO DEL CARD. TARCISIO BERTONE,
SEGRETARIO DI STATO DEL
SANTO PADRE
Giovedì
20 gennaio 2011
Distinte Autorità,
Cari amici,
ho appena avuto modo di visitare la Casa di Bellosguardo che dall’inizio di
quest’anno è affidata alla responsabilità della Fondazione Ronald Mc Donald.
Unitamente a quella di Palidoro, che inaugurammo a giugno del 2008, queste Case
rappresentano, assieme alle altre meritorie iniziative di accoglienza, un
importante punto di riferimento per le tante famiglie che ogni giorno, da tutte
le parti d’Italia e dall’estero, si rivolgono sempre più numerose all’Ospedale
Pediatrico Bambino Gesù per offrire ai propri figli una opportunità di cura e di
guarigione.
Devo dare risalto al fatto che l’attenzione, il rispetto, l’efficienza e
l’accoglienza che gli operatori di Fondazione Ronald Mc Donald hanno dimostrato
nella Casa di Palidoro - che nel solo 2010 ha ospitato più di 2.600 persone - ha
spinto l’Ospedale, dopo cinque anni di conduzione della Casa di Bellosguardo, a
stringere ulteriormente quest’alleanza per offrire a tante famiglie una casa
lontano da casa. A Bellosguardo, infatti, ho incontrato e salutato persone che
vengono da Paesi molto lontani e che parlano lingue diverse ma che ritrovano tra
queste mura il linguaggio universale dell’amore e della solidarietà.
Bellosguardo, assieme alla Casa di Palidoro e alle altre realtà che danno un
tetto a chi ne ha bisogno per stare accanto a chi soffre e cerca di guarire,
completano quel concetto di accoglienza e di cura senza i quali qualsiasi
terapia per quanto efficace risulterebbe parziale.
Sappiamo che l’ospedale di per sé non è un posto adatto a un bambino per cui è
bene che vi trascorra il minor tempo possibile, quello strettamente
indispensabile. I progressi della medicina offrono importanti vantaggi in
termini di riduzione del tempo da trascorrere in ricovero. Molte terapie possono
essere seguite con successo senza dover sottostare a una permanenza di settimane
o di mesi in Ospedale. Per questa ragione è ancor più meritorio e prezioso il
poter contare su forme di ospitalità protetta integrata con l'Ospedale, che possa sommare all’efficacia
delle cure mediche il calore e il clima della dimensione familiare.
E’ allora giusto dire che non parliamo più di “case di accoglienza” ma di una
realtà nuova, di un luogo che può essere, a ragione, considerato un’estensione
dei luoghi di cura ai quali si affianca, non più solo riparo temporaneo per i
genitori che hanno un figlio in Ospedale ma un soggetto attivo nel percorso di
cura e assistenza del bambino e del nucleo familiare.
Quando nel 2006 la Casa di Bellosguardo, affidata dalla città di Roma
all’ospitalità dei parenti dei piccoli pazienti del Bambino Gesù, aprì le sue
porte, rappresentò un auspicio di crescita che oggi trova piena conferma nella
gratitudine e nei sorrisi dei tanti che vi hanno potuto trovare giovamento. C’è
da augurarsi che altre iniziative del genere possano essere messe in atto.
Le 17 unità abitative di Bellosguardo, assieme alle 80 stanze dell’Ospedale, che
grazie all’impegno e alla disponibilità di realtà religiose e associazioni sono
state garantite alle famiglie, sono ancora insufficienti a rispondere alla
richiesta sempre più insistente di accoglienza di chi si trova a dover
affrontare quei disagi legati alla precarietà di alloggio in una città, in una
regione o addirittura in un continente diversi dal loro.
Ci aiuti e ci sostenga in questa ricerca di continuo miglioramento e di
ulteriore sviluppo, lo spirito cristiano che alberga nei nostri cuori e che ci
spinge verso l’esaltante impegno di rendere sempre più degna dell’uomo, creato a
immagine e somiglianza di Dio, la vita terrena. Al bambino, poi, spetta quel
posto privilegiato che Gesù stesso gli ha riservato: “Lasciate che i piccoli
vengano a me, non glielo impedite; a chi è come loro infatti appartiene il regno
di Dio” (Mc 10, 14).
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