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BEATIFICAZIONE DI MADRE ANTONIA MARIA VERNA
OMELIA NEI PRIMI VESPRI DEL CARDINALE TARCISIO BERTONE,
SEGRETARIO DI STATO DEL SANTO PADRE
Rivarolo Canavese
Sabato, 1° ottobre 2011
Carissime Sorelle,
[e voi tutti, cari fratelli e sorelle!]
Anzitutto, vorrei commentare alcune espressioni dei Salmi che abbiamo appena
pregato, e che fanno pensare alla figura e alla testimonianza della Serva di Dio
Antonia Maria Verna.
Nel Salmo 112, abbiamo lodato il Signore perché “Fa abitare la sterile nella sua
casa / quale madre gioiosa di figli”. Come non pensare alla maternità spirituale
che Dio ha donato alla vostra Fondatrice? Qui a Rivarolo, nella sua casa, lei
accolse tanti ragazzi e ragazze, bisognosi di cure e soprattutto di amore. Li
“sollevò dalla polvere”, come dice sempre il Salmo, e “li fece sedere tra i
principi”: perché ognuno di noi diventa un “principe”, quando si sente accolto
ed amato per quello che è!
Il Salmo 115 ci ha messo sulle labbra queste parole: “Ho creduto anche quando
dicevo: / «Sono troppo infelice». / Ho detto con sgomento: / «Ogni uomo è
inganno»”. Nella vita dei santi non manca mai l’esperienza delle incomprensioni,
delle avversità, talvolta delle opposizioni che mettono alla prova la loro fede
e la loro umile pazienza. Anche Madre Verna le ha incontrate, e malgrado questo
“ha creduto”, non è venuta meno la sua fiducia nella “superna Provvidenza”,
anzi, si è irrobustita passando attraverso queste difficoltà. Spiritualmente
unita al Sacrificio eucaristico, anche lei alzava ogni giorno il calice della
salvezza e invocava il nome del Signore, facendo di se stessa un’oblazione di
lode.
In questo stesso Salmo 115 c’è poi un’espressione che, ogni volta che lo
preghiamo, ci ricorda il nostro rapporto filiale con la Vergine Maria: “Sì, io
sono il tuo servo, Signore, / io sono tuo servo, figlio della tua ancella”.
Maria si è definita così: “l’ancella del Signore”. E noi siamo suoi figli,
perché Gesù, dalla croce, ce l’ha donata come madre. Penso che Madre Antonia,
quando pregava questo Salmo, si rispecchiava, per così dire, in queste parole:
“Io sono tuo servo, figlio della tua ancella”. Lei si riconosceva così: serva
del Signore e figlia di Maria, e trovava nella Madre Immacolata non solo il
modello, ma anche la forza, la spinta interiore per servire Dio nei piccoli e
nei poveri.
Questa via del servizio è quella che ha percorso Gesù, la via dell’umiltà: dalla
gloria divina alla condizione di servo, fino alla morte di croce. Ogni sabato
sera ce lo ricorda il cantico della Lettera ai Filippesi. Per diventare
santi non c’è altra via che questa: spogliarsi, svuotarsi della propria “gloria”
e abbassarsi nell’umile servizio di chi non lo merita e non è in grado di
ricambiare, a lode e gloria di Dio e della sua immensa grazia.
E qui vorrei offrire un piccolo spunto di meditazione, suggerito dal fatto che
la grande ispiratrice della vocazione e della missione di Antonia Maria Verna è
stata la Vergine Immacolata: la “piena di grazia”. Vi lascio, come semplice
accenno, l’invito a riflettere sul legame tra l’Immacolata Concezione e
l’educazione. Se ci pensiamo bene, l’educazione dello spirito umano è
possibile perché esso è predestinato a conoscere la verità e il bene, e anche il
peccato non può distruggere questa radice buona che è posta in noi dal Creatore
e che è riflesso del suo Essere e della sua Bontà. Il peccato originale ha
gravemente deturpato questa immagine di Dio in noi, ma la promessa della
salvezza è garanzia di speranza, e l’Immacolata Concezione di Maria è il segno
più stupendo che, in Cristo Gesù, questa promessa si è realizzata. Possiamo dire
che l’Immacolata è segno di speranza in modo particolare per coloro che si
dedicano al servizio educativo, ponendosi come finalità di favorire la crescita
della persona non solo sul piano delle conoscenze, ma più profondamente nel suo
centro interiore, nel suo “cuore”. Il mistero della grazia di Dio, che libera l’uomo
dalla schiavitù del peccato e lo eleva secondo la statura di Cristo, è alla base
della possibilità di un’educazione integrale della persona che, nel rispetto
assoluto della sua libertà – perché questo è lo stile di Dio – le mostri la
strada della piena realizzazione.
Carissime Sorelle, vi ringrazio per
questo momento di preghiera intensa e faccio mio l’augurio della Parola di Dio:
il Signore “vi renda perfette in ogni bene, perché possiate compiere la sua
volontà, operando in voi ciò a Lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale
sia gloria nei secoli dei secoli. Amen” (Eb 13,21).
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