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LETTERA DELL'EM.MO CARD. ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO, PER IL 50° ANNIVERSARIO DELLA DELEGAZIONE APOSTOLICA A GERUSALEMME E IN PALESTINA

Mercoledì, 18 febbraio 1998

 

 

Mercoledì 18 febbraio, in Gerusalemme, è stato celebrato il 50° anniversario dell’erezione della Delegazione Apostolica a Gerusalemme e in Palestina, avvenuta con Lettera Apostolica del Papa Pio XII dell’11 febbraio 1948.

Alle celebrazioni ha partecipato il Rev.mo Mons. Celestino Migliore, Sotto Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Per l’occasione, l’Em.mo Cardinale Segretario di Stato ha indirizzato al Delegato Apostolico, S.E. Mons. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, la Lettera che pubblichiamo a seguito.

Eccellenza Reverendissima,

Ricorrendo il 50° Anniversario della Delegazione Apostolica a Gerusalemme e in Palestina, scrivo a Vostra Eccellenza Reverendissima, per incarico di Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II, desideroso che l’avvenimento venga adeguatamente celebrato.

Occorre ricordare innanzitutto che fa parte del Ministero del Supremo Pastore della Chiesa conoscere accuratamente e completamente le condizioni delle singole Chiese e rendersi partecipe, anche mediante i Suoi Rappresentanti, della vita stessa dei Suoi figli e conoscere, in modo spedito e sicuro, le loro necessità e le loro aspirazioni. Queste espressioni, tratte dal «Motu proprio» del Papa Paolo VI, «Sollicitudo Omnium Ecclesiarum» (24 giugno 1969), evocano in sostanza quanto scritto dal Papa Pio XII nella Lettera Apostolica con la quale, l’11 febbraio 1948, costituì la Delegazione Apostolica in Gerusalemme per la Palestina, la Transgiordania e l’Isola di Cipro, guidato dal criterio generale di «promuovere in maniera adeguata l’eterna salute delle anime, anche nei luoghi lontani da questo centro di unità cattolica».

Nel corso di 50 anni, i Delegati Apostolici che si sono succeduti in Gerusalemme sono stati testimoni attenti e fedeli realizzatori di questa continua «sollecitudine» dei Pontefici, restando vicini alla chiesa locale loro affidata, in tempi e circostanze che, soprattutto in Terra Santa, essa e le sue istituzioni erano messe a dura prova. Sono infatti ben noti i dolorosi avvenimenti, che hanno visto gran parte dei cattolici, insieme con i loro connazionali, vittime di guerre, di movimenti di popolazioni e, spesso, in condizioni di estrema precarietà, senza casa, senza terra e rifugiati.

Ulteriori cambiamenti nella regione e, in particolare, le prospettive di pace emerse dalla Conferenza di Madrid del 1991 hanno consigliato e resa possibile una revisione dei territori affidati alla Delegazione, con la costituzione di Nunziature Apostoliche nel Regno di Giordania e nello Stato di Israele. Questo è stato realizzato grazie all’impegno di Vostra Eccellenza, in un’apprezzata e singolare sintonia con l’operato di tutti i Suoi Predecessori e in collaborazione con i Pastori della chiesa locale.

Il mantenimento e la conferma della Delegazione Apostolica a Gerusalemme e in Palestina indica prima di tutto la continuità dell’attenzione e dell’amore con cui la Sede Apostolica guarda ai cattolici ivi residenti e con cui il Papa desidera essere in ogni momento presente in mezzo ad essi. Lo è soprattutto in questo delicato periodo nel quale palestinesi e israeliani incontrano particolari difficoltà nella ricerca di un futuro accettabile, di pace e di convivenza in giustizia e sicurezza. Il Delegato Apostolico continua, tra l’altro, ad offrire in nome del Papa un sostegno concreto e sincero all’intero processo.

Ma è anche particolarmente significativo che un Rappresentante del Vescovo di Roma si trovi stabilmente nella Città Santa di Gerusalemme, patrimonio spirituale di gran parte dell’umanità e segno di pace e di armonia (cfr «Redemptionis Anno»). Essa, rivendicata come capitale da due Popoli e patria del cuore per i Credenti di tre Religioni, è ancora, purtroppo, motivo di perdurante rivalità, quando non di violenza, e di rivendicazioni esclusiviste. La Delegazione Apostolica in Gerusalemme, fin dalla sua costituzione, è stata voluta anche come continuo invito del Pontefice all’intera famiglia umana, affinché alla Città Santa sia concesso di rispondere alla vocazione che le è propria: essere per i suoi abitanti luogo di giustizia e di libertà ed essere per il mondo intero ambiente di adorazione, di incontro e di dialogo. Per il momento, si tratta ancora solo di un augurio, ma è certo che la Santa Sede prosegue instancabile in questo suo impegno di richiamo. La Delegazione Apostolica vuole, quindi, essere testimonianza vivente e operosa del Ministero pontificio verso le popolazioni di Gerusalemme e dei Territori palestinesi, a sostegno della loro fede, a favore del dialogo e della pace, a difesa della loro dignità e contribuendo alla realizzazione delle loro legittime aspirazioni.

In questo anniversario della Delegazione Apostolica desidero far giungere a Vostra Eccellenza e a tutti coloro che prestano il loro servizio presso la Missione Pontificia un rinnovato e vivo ringraziamento, accompagnato da una particolare Benedizione di Sua Santità, estensibile a quanti parteciperanno alla celebrazione.

 

Card. ANGELO SODANO
Segretario di Stato di Sua Santità

 

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