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MESSAGGIO DEL CARDINALE ANGELO SODANO
PER IL V CONGRESSO MONDIALE DEGLI ISTITUTI SECOLARI

Venerdì, 7 agosto 1992

 

Signor Cardinale,

Il Santo Padre, informato dello svolgimento del V Congresso Mondiale degli Istituti Secolari, mi ha incaricato di far pervenire il Suo cordiale saluto agli organizzatori e a tutti i partecipanti all’incontro. Sua Santità esprime, anzitutto, apprezzamento per la scelta del tema: “Gli Istituti Secolari e l’Evangelizzazione oggi”, che si inserisce opportunamente nel vasto impegno della Chiesa per la promozione della nuova evangelizzazione. Si tratta di un processo di grazia, che tocca il suo culmine nella sempre necessaria conversione del cuore, intesa come ritorno a Dio, Padre provvidente e misericordioso, e disponibilità verso i fratelli, che attendono comprensione, amore e solidale annuncio della Parola rivelata.

Oggi la missione evangelizzatrice della Chiesa deve tener conto delle profonde trasformazioni culturali e sociali del nostro tempo, le quali non di rado, anziché favorire, possono essere di ostacolo all’azione missionaria. Gli appartenenti agli Istituti Secolari sono ben consapevoli di queste sfide, cui sono chiamati a far fronte, perché hanno ricevuto il dono di una “forma di consacrazione nuova e originale, suggerita dallo Spirito Santo per essere vissuta in mezzo alle realtà temporali, e per immettere la forza dei consigli evangelici - cioè dei valori divini ed eterni - in mezzo ai valori umani e temporali” (Insegnamenti di Paolo VI, X (1972), 943).

Lo Spirito Santo ha concesso loro la grazia di configurarsi più radicalmente a Gesù nel cammino che egli ha compiuto per riconciliare gli uomini, per abbattere il muro di inimicizia (Ef 2, 14) e per ricreare la Nuova Umanità. Per realizzare pienamente tutto ciò, occorre un “nuovo ardore”: si richiede che gli Istituti Secolari si impegnino straordinariamente nella testimonianza della novità del Vangelo. Senza una corrispondenza più ardente alla chiamata alla santità per comunicare il Vangelo della Pace al mondo che sta per entrare nel nuovo millennio, ogni sforzo si ridurrebbe ad un tentativo senza efficacia apostolica. Nuovi debbono essere anche i metodi per comunicare la novità del Vangelo al mondo. A tal fine i membri degli Istituti Secolari devono aprirsi alle nuove forme di comunicazione che vengono loro offerte dal progresso della tecnica. Ma non bisogna dimenticare che anche la comunicazione deve adeguarsi alla novità che è chiamata a diffondere. Essa deve distinguersi per semplicità evangelica e per proposta gratuita (Mt 10, 8), al fine di favorire una risposta libera, responsabile e gioiosa.

L’esperienza della ricerca e dell’incontro personale con il Dio vivente è quanto si ha di più prezioso da offrire agli uomini. Non c’è dubbio che la chiamata alla santità sta alla radice della chiamata alla nuova evangelizzazione. Questa richiede una profonda comunione ecclesiale, che ha inizio in seno ai propri Istituti e si amplia in una affettiva ed effettiva comunione con tutto il popolo di Dio. La stretta relazione che esiste tra la costruzione della comunità cristiana e il servizio al mondo è stata chiaramente espressa dal Santo Padre Giovanni Paolo II nella Esortazione Apostolica Christifideles laici (n. 34), là dove afferma che “è urgente rifare il tessuto cristiano della società umana. Ma la condizione è che si rifaccia il tessuto cristiano delle stesse comunità ecclesiali”.

Ma la nuova evangelizzazione richiede anche un servizio al mondo. I modi di realizzazione, secondo le vocazioni particolari e le necessità concrete, sono molteplici: la testimonianza di vita, il dialogo e la militanza, il contatto personale, il servizio nascosto, la presenza individuale e comunitaria, l’annuncio e la denuncia profetica, la difesa della verità e la testimonianza dell’amore. È importante che in un mondo segnato dalla “cultura della morte”, ma che pure anela ai valori dello Spirito, gli Istituti Secolari siano capaci di essere segni del Dio vivo ed artefici della “cultura della solidarietà cristiana”.

Il Santo Padre, pertanto, esorta tutti a continuare in tale cammino, ad accrescere le molteplici iniziative di animazione cristiana e a non temere di rendersi presenti nei vari “areopaghi moderni” per proclamarvi con le parole e con i fatti la buona novella del Vangelo. L’impegno per la pace e lo sviluppo dei popoli, la difesa dei diritti umani, la promozione della donna e l’educazione dei giovani sono alcuni di questi “areopaghi” del mondo moderno, in cui gli Istituti Secolari debbono sentirsi impegnati.

Con questi voti, invocando su tutti i partecipanti al Convegno e su tutti i membri degli Istituti Secolari la protezione di Maria SS.ma, Regina degli Apostoli e Stella dell’evangelizzazione, il Sommo Pontefice imparte di cuore l’implorata Benedizione Apostolica, propiziatrice dei più abbondanti favori celesti.

Colgo volentieri l’occasione per confermarmi con sensi di profondo ossequio dell’Eminenza Vostra Reverendissima dev.mo nel Signore,

ANGELO CARD. SODANO,
Segretario di Stato

 

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