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SALUTO DEL CARDINALE SEGRETARIO DI STATO
al Presidente della Repubblica Italiana
in occasione della presentazione
del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede

Martedì, 19 Ottobre 1999

 

Signor Presidente,

Questo è un giorno memorabile non solo per Lei, ma per tutti noi. Ella, come primo cittadino d’Italia, ha per la prima volta reso visita ufficiale a Sua Santità e non è difficile per noi intuire i sentimenti che questo evento ha lasciato impressi nel Suo animo. Anche per me questa è una mattinata significativa perché, dopo averLa incontrata insieme con i più alti Prelati della Segreteria di Stato, ora ho l’onore di presentarLe gli Ecc.mi Ambasciatori che costituiscono il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Questo è un evento importante,ne sono certo, per ciascuna delle Personalità qui convenute, che formano una ideale raccolta di popoli e nazioni del mondo intero.

Questa solenne, e ad un tempo familiare, riunione ha luogo nella Sala da circa cinque secoli detta Regia, che si trova a un passo dalla Cappella Sistina e poco distante dalla Basilica Vaticana. In verità, ogni stanza in questo Palazzo Apostolico e specialmente le Sale, le Logge ed i corridoi che Ella ed il Suo seguito hanno percorso per giungere sino a qui, parlano di fede e di storia ecclesiastica.

Questa Sala Regia ha, tuttavia, qualcosa di molto interessante da comunicarci. Se, infatti, le pareti potessero parlare ci racconterebbe dei tanti incontri qui avvenuti fra il Successore di Pietro e Re ed Imperatori cristiani. Un tempo si chiamava Aula Prima, proprio perché era la massima Sala di Rappresentanza della Sede Apostolica, e quando, Paolo III Farnese, nel XVI secolo, volle restaurarla fu proprio per renderla più adatta ed accogliente a tale scopo. I dipinti che l’affrescano, il soffitto che la rende maestosa, costituiscono la più degna cornice per incontri di altissimo livello fra il Pastore della Chiesa universale e quanti reggono le sorti dei popoli e delle nazioni.

Quest’oggi non si tratta né di un Re né di un Imperatore. E’ ad un degno Presidente di una grande Nazione che ho la gioia di rendere omaggio insieme ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Benvenuto Signor Presidente! Quanti oggi l’accolgono nella Casa di un Padre che vuole essere Padre di tutti sono lieti di farLe corona e di esprimerLe voti sinceri e cordiali per l’alta Missione che Le è stata affidata al servizio dall’intera popolazione italiana. Gli ambasciatori presenti rappresentano i loro rispettivi Governi e Paesi presso la Santa Sede, ma si sentono legati a doppio filo anche con Roma e con l’amata Italia, data la ubicazione e la storia della Cattedra di Pietro.

Che dirle, Signor Presidente? Auguri vivissimi per il Suo lavoro e per la Sua vita. Qui Lei incontra persone che stimano Lei e la Nazione che Ella rappresenta. I miei amici Ambasciatori, che uno ad uno Le presento, sono grandi conoscitori ed esperti di realtà ed eventi vaticani. Essi conoscono altrettanto bene, però, anche le vicende italiane dato il legame che strettamente congiunge l'Italia alla Sede Apostolica. Essi apprezzano particolarmente la Sua saggezza e la Sua capacità di guida oltre che le doti di grande economista ed esperto in materie finanziarie che La rendono noto in tutto il mondo. Mi faccio perciò volentieri loro portavoce nell’augurarLe lunghi anni di proficuo lavoro per il bene degli Italiani, in un clima di intesa e di stretta cooperazione con la Sede Apostolica e tutte le nazioni qui oggi da loro rappresentate. Grazie per la Sua graditissima visita e Benvenuto Signor Presidente!


 

*L'Osservatore Romano 20.10.1999 p.5

 

 

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